Un dilemma terminologico: “moderno” o “contemporaneo”?
“L'arte ‘contemporanea’ non è da confondere con l'arte ‘moderna’, anche se nel linguaggio comune una tale confusione avviene di frequente. […] Si potrà obiettare che la disputa è [...] di ordine convenzionale: per eliminarla, basterebbe ‘convenire’ sull'intercambiabilità dei termini ‘moderno’ e ‘contemporaneo’, sul loro uso indifferente. Ma anche così resterebbe da risolvere una questione sostanziale: quale nome trovare allora per distinguere tra loro il periodo che, grosso modo, va dalla metà del Quattrocento alla fine del Settecento, e il periodo successivo che si sta svolgendo ancor oggi? […] Tanto vale allora riconoscere la saggezza delle vecchie periodizzazioni dei manuali scolastici, […]: età antica, età di mezzo, età moderna, età contemporanea” (Barilli 2005, p. 15).
Ma è innegabile il senso di attualità del termine moderno, in quanto “nuovo”, “contrario d'antico” (Vocabolario degli Accademici della Crusca, Firenze 1612, ad vocem): senso precisato dall'etimologia: “dal tardo latino modernus, deriv. da modo ‘adesso’, come calco su hodiernus (hodie)” (G. Devoto, Dizionario etimologico, Firenze 1968).
Periodizzazione di Hans Belting
Lo storico dell'arte tedesco Hans Belting (1983, p. IX) propone perciò la seguente periodizzazione, su cui, in linea di massima, si orienta il presente corso:
- Premoderno: Rinascimento, Barocco, Tardo Barocco, Neoclassicismo;
- Moderno: “l'arte ottocentesca a partire dall'avanguardia impressionista” inaugura il moderno;
- Moderno classico: dalle avanguardie storiche, ovvero “dal futurismo all'arte degli anni '60”;
- Arte contemporanea: “fenomeno emergente succeduto alla canonizzazione del moderno”.
Classicismo romantico
La storiografia novecentesca ritiene determinante la Rivoluzione industriale, determinatasi in Inghilterra dagli anni '60 del Settecento: fenomeno extra-artistico le cui innovative conseguenze nel campo delle costruzioni funzionalistiche presuppongono lo spirito razionalistico settecentesco di stampo illuministico.
Prepara tale svolta il Neoclassicismo, ultima fase “premoderna” secondo Belting. Ma questa vecchia etichetta ha attribuito una sostanziale omogeneità stilistica di stretta imitazione “classica” a un'epoca di lunga durata percorsa in realtà da molteplici correnti, i cui multiformi aspetti esprimono, nel “periodo che va dal 1750 c. al 1850 c.”, una feconda dialettica fra “classico e romantico” (Argan 1970, pp. 3-8).
Si preferisce perciò parlare di Classicismo romantico: dizione più elastica, benché apparente contraddizione in termini, coniata dallo storico dell'architettura tedesco Sigfried Giedion (“romantischer Klassizismus”) nella giovanile dissertazione Classicismo tardobarocco e romantico (Monaco 1922), e rilanciata nel 1958 dallo storico statunitense Henry-Russell Hitchcock (“Romantic Classicism”).
Rispetto alla pretesa filologia del Greek Revival impostosi intorno al 1760, in generale il Classicismo romantico attinge a più o meno eterodosse fonti, arcaiche (egizie, elleniche, etrusche, romane), tardoantiche (e bizantine), medievali, rinascimentali. In ogni caso, da tali atteggiamenti retrospettivi origina l'Eclettismo storicistico ottocentesco.
Aspirazione alla purezza
Giovanni Battista Piranesi (1720-78) è per i giovani architetti e artisti europei l'interprete del grandioso senso espresso dai monumenti di Roma: come avvertì il giovane Goethe, “una del tragico seconda natura che sedusse le giovani generazioni (soprattutto i ‘piranesiani’ francesi), oltre al documentato operi a fini civili”.
Genio costruttivo, la pittoresca e plastica sublimità, l'organica e vivace incoerenza compositiva dei modelli antichi offerti come superbe rovine o come stupefacenti antiche visioni. Dai frammenti dell'imperiale Imago Urbis Romae Piranesi rielabora, reinventa un tessuto edilizio di una restituzione topografica visionaria.
Straordinarie architetture: occasione per sperimentare e quindi dimostrare ai fautori del primato dell'architettura greca l'attualità e la superiorità dell'antico ‘linguaggio’ architettonico romano. La sublimità della visione piranesiana guida la ricerca d'avanguardia del tardo '700 verso forme cristalline, geometriche, elementari e colossali.
La visionaria sperimentazione architettonica di un'ideale città puramente monumentale offre per lo più germogliate dai sintetici ideogrammi planimetrici uno stupefacente campionario di tipologie della Imago Urbis.
Verso una “pura” architettura moderna
Molto prima delle altre arti, “intorno al 1770-80” l'architettura manifesta un'“aspirazione alla purezza” (Sedlmayr), una radicale autonomia linguistica e compositiva, rispetto alla commistione delle arti e alla tradizione barocca della gerarchia delle parti, ora contraddetta da assemblaggi, compenetrazioni e contrasti di masse elementari e gigantesche affatto inediti, esprimenti un'arcaistica e al tempo stesso futuribile poetica del sublime architettonico.
Spentosi nell'Ottocento, questa “rivoluzione” riesploderà nella stagione primonovecentesca del Movimento Moderno. La Francia prerivoluzionaria è il laboratorio di tali “visionarie” sperimentazioni. Protagonisti, e i quali non “sarebbero Boullée Ledoux: giunti alla loro concezione basata su forme geometriche elementari senza (1737-1818)”.
Formule inedite di Gondouin estrema purificazione elementare e di geometrizzazione di taglio arcaico delle componenti, delle superfici e delle masse architettoniche caratterizza i progetti “visionari” di Boullée e l'“architettura parlante” di Ledoux. Entrambi concepiscono monumenti-simbolo dell'utile, del funzionale, diretti al “bene comune”: lucida “visione” di forme proprie di una società eticamente rigenerata, di cui l'Arte, conciliando Geometria e Natura, esprime il “carattere” dei principi ideali.
Per Boullée la fonte, filtrata dalla grandangolare e minuziosa visione di Piranesi, è non l'imitazione, ma il sentimento dell'antica sublimità spaziale e organica dell'architettura romana. Ledoux guarda piuttosto alla surreale riedizione astratta del vitruvianesimo manierista di Palladio e Scamozzi, sconfinante anch'esso nel dominio di una pura geometria solida senza tempo.
Boullée elabora una nuova suggestiva “arte di combinare le masse”: “Analizzando le qualità specifiche dei solidi, ho tentato di trovarne l'effetto su di noi”. L'interesse per i solidi regolari anticipa un Leitmotiv del Movimento Moderno: “L'architettura è un magistrale, corretto e splendido gioco di masse riunite dalla luce. […] Cubi, coni, sfere, cilindri o piramidi sono le grandi forme primarie che la luce rivela vantaggiosamente; essi non sono solo forme belle, ma le forme più belle” (Le Corbusier, Verso un'Architettura, 1923).
“Uno dei grandi spartiacque nella storia dell'architettura europea passa per le meditazioni e l'insegnamento di Boullée.”
L'altro Neoclassicismo: arcaismo, dorismo, luminismo misterioso
Il gusto protoromantico sposta gli ideali architettonici del Greek Revival dall'Atene classica alla Magna Grecia arcaica. Il tardo Settecento scopre la “virilità quasi primordiale” del “dorico primitivo” dei templi di Paestum, grandioso “equivalente della poesia omerica”. Contribuisce la serie di vedute pubblicate a Roma da Francesco Piranesi nel 1778 (il padre Giovanni Battista muore quasi due mesi dopo l'imprimatur): estetica del “sublime”, primitivismo e luminismo tenebroso vi si compendiano.
“Il quadro di Abilgaard, neoclassico […], contraddice tuttavia l'idea di Winckelmann della nobiltà greca nella sofferenza”, espressa dal gruppo antico del Laocoonte. “[…] la muscolosissima figura […] è compressa grottescamente in uno spazio ristretto sia in altezza che in profondità”.
Friedrich Gilly tipico in Europa della tenebroso arcaismo visionario, pittoresca architettura disegnata d'accademia dello scorcio del Settecento. L'effetto di straniante proiezione futuribile si fonda qui sul paradosso modernista dell'ispirazione vagamente preellenica, il quale torna a verificarsi intorno al 1900 con singolare conformità.
John Soane
Caratteristico di Soane è l'uso di volte a vela, autonome o come imposta di volte cupoliformi al modo bizantino. Tipica è la volta a vela molto ribassata (o a “stella marina”, star-fish vault), per la quale l'architetto dalla grande passione antiquaria trae ispirazione dall'antico uso riscontrato nelle pubblicazioni dell'erudito seicentesco Giovan Pietro Bellori su rari monumenti d'architettura funeraria etrusca e romana.
Benjamin Henry Latrobe
“Architetto inglese di nascita ma di formazione tedesca e inglese”, oltre a introdurre negli USA (in particolare a Washington) “poco prima il 1800 […] il più elevato livello professionale del momento e un organico programma di Classicismo romantico”, fece sì che esso “diventasse lo stile ufficiale degli Stati Uniti”: “almeno [...] fino alla guerra civile degli anni '60, e un più tardo revival, per quanto riguarda l'architettura pubblica di Washington, se ne ebbe negli anni tra il 1900 e il 1930”.
Nuova “scienza” politecnica ed esiti del Classicismo romantico: Durand e Schinkel
La linea razionalista francese, da Perrault a Durand, procede dalla sistemazione logica ed empirica della materia alla sua sintesi ‘scolastica’.
Claude Perrault
Claude Perrault (1613-88) insegna fisiologia e patologia all'Università di Parigi. Incaricato da Colbert di una nuova traduzione del trattato di Vitruvio, rivoluziona in senso empirico l'estetica dell'architettura, superando quella classica che la legava al corpo umano e alle leggi di natura.
Mentre il suo razionale modulo riformula gli ordini vitruviani secondo pratici rapporti semplificati, il suo concetto di bellezza distingue una componente “positiva”, basata sulla rispondenza alla destinazione d'uso e sui dati materiali ed esecutivi della costruzione, da una “arbitraria” di dati formali e proporzionali dipendenti da convenzioni e usi tradizionali.
Marc Antoine Laugier
Il Saggio sull'architettura (Parigi 1753), in sintonia col Revival greco, intende restaurare gli originari principi razionali del costruire. L'abate Laugier teorizza un radicale azzeramento delle nozioni classiche dell'architettura, per una sua logica ‘ricostruzione’ a partire dall'idea dell'originaria “capanna rustica”, da cui deriva la rivalutazione funzionale del sistema trilitico costituito dalla colonna libera correlata alla trabeazione e al frontone triangolare: premessa alla scheletrica struttura ortogonale dell'architettura novecentesca.
Verità costruttiva e d'immagine espressa dal principio di “convenienza” (bienséance): “un bell’edificio non è quello che possiede una bellezza arbitraria, ma quello che, considerando le circostanze, ha tutta la bellezza che ad esso conviene, e nient’altro”.
Jacques François Blondel
Due concetti fondamentali:
- Il carattere, distinto per ciascuna tipologia architettonica;
- Lo stile: lo “stile vero” è quello di una costruzione dal “carattere definito, che pone ogni elemento al giusto posto e che non ricorre che agli ornamenti necessari per la decorazione”, nel rispetto della “convenance”; “lo stile semplice è preferibile a quello ampolloso”.
Francesco Milizia
Milizia è un illuminista rigoroso in architettura. La sua concezione logica richiede, coerentemente con Laugier, che l'“ossatura della fabbrica” sia costituita da un uso funzionale degli ordini, e che “quanto è in rappresentazione deve essere sempre in funzione”: principio funzionalista già espresso dal francescano veneziano Carlo Lodoli.
Jean Nicolas Louis Durand e la griglia politecnica
Durand riporta le proporzioni ad una gerarchia di numeri interi: la “standardizzazione provoca forme architettoniche interamente nuove” (Szambien 1986), versatili quanto richiede ad esempio la nuova tecnologia costruttiva del ferro.
Karl Friedrich Schinkel
“Nel corso del secolo fu avanzata una critica pertinente alla scuola di Durand, quella di una uniformità tediosa inducente una sorta di sgradimento e incuria. La correzione di questo effetto fu tentata precocemente da Schinkel, la cui opera – illustrata nel suo Sammlung […] – può considerarsi il complemento alla opera di Durand. Anche Schinkel fece ricorso a tutte le risorse dell'architettura, ma per modellare i lineamenti del tipo”, per “rendere sensibile e intuitiva l'idea del tipo in una immagine complessa”.
Pittoresco e Gothic Revival
Il giardino formale si movimenta con pittoresca varietà: il paesaggio seicentesco di Poussin e Claude Lorrain, di classica ambientazione virgiliana, diventa un modello di riferimento ideale.
Gothic Revival: il fascino della rovina gotica assume nel secondo Settecento, per la sensibilità nordica, un'alternativa risposta romantica ‘cristiana’ al gusto antiquario per le mediterranee rovine greche e romane. Prima che l'Ottocento riscopra filologicamente l'architettura gotica, il Settecento è interessato piuttosto ai suoi valori ‘pittoreschi’. Culmine della tendenza è la sensazionale bizzarria di Fonthill Abbey, del magnate William Beckford.
La schietta equazione struttura-immagine è propria dell'architettura sacra gotica secondo Pugin: “due grandi regole per la progettazione sono queste: primo, un edificio non dovrebbe avere caratteri architettonici che non siano necessari alla comodità, alla struttura e alla convenienza; secondo, ogni ornamento dovrebbe consistere nell’arricchimento della struttura essenziale dell’edificio”.
Il più autorevole teorico e artefice del restauro “stilistico”, volto alla mimetica reintegrazione delle lacune, è Viollet Le Duc: un profondo conoscitore degli aspetti stilistici, costruttivi e tecnici dell'architettura storica, monumentale e minore. All'epoca del grande sviluppo delle costruzioni funzionali in ferro, pur non accettando dapprima la sua esplicita adozione in architettura, finisce col ritenerla l'attualizzazione dell'ideale traduzione, nell'”ossatura” a vista del Gotico, di principio statico e immagine.
Ruskin: Gotico come architettura razionale
Accanto alle qualità estetiche delle Stones of Venice [1851-1853], è anche e soprattutto la concezione che Ruskin ha del gotico come del solo stile non dogmatico che ne fa un modello di prim'ordine per l'epoca presente. Il gotico non ha subito l'influenza di nessuno stile precedente, né di alcuna norma estetica. In quanto «unica architettura razionale» si è sempre sottomesso alle necessità pratiche, anche se ha dovuto per questo allontanarsi dai principi della simmetria e da altri dogmi.
Secondo Ruskin è proprio questa duttilità che fa del gotico uno stile universale e che, di fronte allo sfrenato avanzare dell'industrializzazione, può garantire un certo grado di coscienza morale e sociale, non diverso da quello che William Morris cercherà in ambito specificamente sociale e teorico.
“L’architettura abbraccia l’intero ambiente della vita umana … l’architettura è l’insieme delle modifiche e alterazioni operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccetto il puro deserto”.
William Morris, Prospects of Architecture in Civilization.
Costruzioni metalliche fra prima e seconda rivoluzione industriale
Ingegneria: arte del progresso.
Ghisa - Il primo tratt.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Storia dell'architettura II medievale e moderna (parte 1)
-
Appunti Diritto commerciale (corso progredito II) - Parte 1
-
Appunti Storia dell'architettura - parte 1
-
Legislazione bancaria 1 - Appunti parte II