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Storia dell’impresa

Anno 2022/23, Università di Pisa

Prof. Daniela Manetti

22/2/23

Prima lezione

Dispense + volume Amatori, Colli, Impresa e industria in Italia dall’Unità a oggi, 5a ed., Venezia, Marsilio, 2008 (tutto)

Esempi di domande

  • Iri
  • Imi
  • Nascita del settore elettrico
  • Cosa sono i distretti industriali
  • Chi era Giuseppe Colombo

Parte introduttiva

Concetto di impresa

G7 ne fanno parte i paesi più industrializzati del mondo, paesi più ricchi.

Se guardiamo i paesi ricchi notiamo che questi paesi sono caratterizzati dallo sviluppo del settore industriale (secondario), che nel corso dei decenni ha perso importanza a favore dei servizi.

Affinché si possa parlare di sviluppo industriale occorre che si riduca la quota dell’agricoltura, sia per gli addetti che per il reddito prodotto a vantaggio di industria e servizi.

Del sistema industriale l’impresa è il cuore.

Impresa struttura di base, istituzione che organizza i fattori tecnici e umani della produzione (impresa à elemento fondamentale).

La centralità dell’impresa vale sia per le piccole che per le grandi imprese.

Imprese familiari tipico caso italiano, capitalismo personal familiare. (quello italiano)

Anche nel big business (negli Stati Uniti) l’impresa è centrale in tutti i casi.

Impresa importante anche nella società preindustriale.

Impresa centrale in ogni sistema.

Negli ultimi due secoli l’impresa è stata soggetta a momenti di cambiamento.

L’impresa cambia nel corso del tempo, cambia il sistema economico.

I momenti che scandiscono ’ sono tre:

La trasformazione dell’impresa

  • Prima rivoluzione industriale
  • Seconda rivoluzione industriale
  • Terza rivoluzione industriale

Adesso si discute se è in atto la quarta rivoluzione industriale, industria 4.0 o impresa 4.0.

Innovazioni del mondo fisico con il mondo virtuale.

Internet delle cose, es. stampanti in 3D, big data, microprocessori. Fusione mondo reale con virtuale.

Storia dell’impresa è focalizzata nel nostro paese.

Le rivoluzioni

La prima rivoluzione industriale si ha nella seconda metà del 1700, segna la nascita dell’industria moderna.

Con la prima rivoluzione industriale nasce l’impresa industriale moderna.

La seconda rivoluzione industriale si ha tra l’800 e il 900 quando compaiono nuove innovazioni.

La terza rivoluzione industriale, che si ha a partire dalla Seconda guerra mondiale, è contraddistinta dal nucleare, dal jet, dal microprocessore, dalla scienza dell’informazione che porta al villaggio globale.

Villaggio globale spazio stretto.

Si discute di una quarta rivoluzione industriale, quella di adesso, composta da innovazioni e invenzioni. Si parla di internet delle cose, es. stampanti in 3D.

Rivoluzione es. Rivoluzione francese, russa (politica), scientifica (Galileo, Copernico), agricola circa 11.000 anni fa quando l’uomo da cacciatore e raccoglitore diventa coltivatore e allevatore, sessuale (avviene nei costumi dei paesi occidentali che avviene alla fine degli anni ’60 (’68) irrompono i giovani che rivendicano un modello educativo.

La rivoluzione riguarda vari ambiti.

Rivoluzione implica un cambiamento radicale, non vuol dire subitaneo. Vuol dire profondità del cambiamento, la rivoluzione è un cambiamento profondo radicale, duraturo, non reversibile, non si torna indietro.

Rivoluzione non reversibile (non si torna più indietro).

Rivoluzione significa profondità. La rivoluzione è un processo.

Le conquiste della rivoluzione, i diritti dell’uomo non si torna indietro per i paesi che l’hanno vissuta, anche se ci sono stati dei tentativi di arginarla.

Es. Congresso di Vienna del 1815.

Ad esempio, la progressiva abolizione della servitù della gleba.

La rivolta al contrario delle rivoluzioni è reversibile.

Lud fenomeno di distruzione delle macchine.

La prima rivoluzione industriale

Nel corso del ‘700 una serie di invenzioni ed innovazioni investono la produzione del cotone in Inghilterra e danno luogo ad un nuovo sistema di organizzazione: il sistema di fabbrica.

Invenzione: atto creativo del singolo individuo o prodotto di ricerca di un team di studiosi.

Innovazione: avviene dopo un determinato lasso di tempo ed è quando quell’invenzione viene adattata, trasformata ed incorporata nei processi produttivi.

Quindi prima si ha l’invenzione, in seguito si hanno le innovazioni.

Tra l’invenzione e l’innovazione passa sempre del tempo.

Le invenzioni si hanno nel ramo tessile, in particolare nel cotone (ramo del settore tessile).

Gli altri settori sono il settore meccanico, metallurgico.

Settori tessile, meccanico e metallurgico spostano avanti la frontiera tecnologica.

Queste innovazioni si rafforzano a vicenda perché le innovazioni nel settore della meccanica cambiano le modalità di produrre nel settore tessile.

Le innovazioni sono un’infinità.

Sostanzialmente si tratta di tre gruppi di invenzioni e innovazioni

Tre aspetti che riguardano la prima rivoluzione industriale:

  • Uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica (rapide, regolari, precise e infaticabili), la fatica e l’abilità dell’uomo vengono sostituite con le macchine, al posto dell’uomo e degli animali si usano macchine.
  • Sostituzione di fonti inanimate di energia alla fatica dell’uomo e degli animali (i combustibili fossili; in particolare il carbone). Si ha una quantità di energia illimitata.
  • Utilizzo di nuove e assai più abbondanti materie prime (alle sostanze animali e vegetali si sostituiscono i minerali), es. sostituzione ferro al posto del legno.

Macchine rapide, precise e instancabili.

Con l’energia del vapore la fonte di energia ce l’ho sempre. Cambia molto lo scenario del lavoro.

La prima rivoluzione industriale porta ad un aumento senza precedenti della produzione, della produttività umana e del reddito pro capite.

La strozzatura malthusiana

Precedentemente alla prima rivoluzione industriale, c’erano già stati periodi di prosperità e di crescita dei redditi, ma a differenza di quello che è successo in questo periodo, in quelli precedenti gli avanzamenti che si erano verificati erano sempre stati annullati, con un ritorno sempre alle vecchie condizioni.

Questo perché i cambiamenti verificatisi erano dei cambiamenti reversibili.

Di questa situazione ha dato una spiegazione Malthus attraverso con la strozzatura malthusiana.

Consideriamo un miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti dovute ad un buon clima e dei buoni raccolti, ciò provocava un aumento demografico perché la popolazione con buoni raccolti si nutriva meglio, si sposava prima e faceva più figli, migliorando l’alimentazione morivano meno persone, si verificavano una crescita dei tassi di natalità ed una riduzione dei tassi di mortalità.

Quest’aumento di popolazione faceva pressione sulle risorse, ma le risorse non crescevano tanto quanto la popolazione.

Dopo questo periodo potevano esserci anni di siccità spaventosa e le risorse non erano in grado di supportare la popolazione crescente à strozzatura malthusiana.

Le risorse crescono in progressione aritmetica, 2, 4, 8, 10 mentre la popolazione cresce in progressione geometrica. 2, 4, 8, 16.

Non bastano le risorse ci sarà un ritorno alla miseria e nuova crisi sociale.

Con la prima rivoluzione industriale non si ha più questo fenomeno, si innesca un flusso di cambiamenti tecnologici e di investimenti che consentono alla popolazione e alle risorse di crescere, aumenta la produzione e la produttività e da allora la popolazione è impetuosamente cresciuta da 1 miliardo (due secoli fa) a 8 miliardi (adesso).

La rivoluzione è un processo.

Niente di tutto questo si era più visto dalla rivoluzione agraria, dalla rivoluzione del neolitico.

La rivoluzione industriale è una rottura, una discontinuità con il passato, un cambiamento che trasforma la vita delle persone, le relazioni politiche tra gli stati. Cambia la società, cambia il modo di pensare dell’uomo.

Abbiamo una serie di innovazioni tecniche e insieme a queste dei cambiamenti organizzativi.

La rivoluzione industriale non è solo tecnologia, non è solo macchine, ma è anche un cambiamento nell’organizzazione. (sistema di fabbrica)

Insieme alla prima rivoluzione industriale, nasce il sistema di fabbrica.

Il sistema di fabbrica

L’organizzazione cambia con la nascita della fabbrica.

Si assiste alla concentrazione di schiere di operai in uno stesso luogo e qui si muovono e lavorano sotto il controllo dell’imprenditore (o di un sovrintendente) secondo regole precise e secondo un’altrettanta ferrea disciplina.

Le caratteristiche del sistema di fabbrica sono tre:

  • La riunione della produzione in un unico luogo (concentramento della produzione)
  • Il mantenimento della disciplina (dettato dalle macchine)
  • L’impiego di macchine azionate da forza motrice

Con la fabbrica nascono anche due nuove figure sociali: imprenditore e operaio salariato.

Cambia la vita di entrambe le figure sociali.

Prima della rivoluzione industriale c’erano tre modi di produrre:

Le tre principali forme di organizzazione (di industria) presenti in Europa prima della rivoluzione industriale:

  • L’artigianato urbano e le corporazioni
  • L’industria rurale a domicilio o protoindustrializzazione
  • La manifattura centralizzata o proto-fabbrica

In certi posti origina il passaggio alla fabbrica.

Seconda lezione

27/2/23

Tre tipi di industria prima dell’industrializzazione:

1. Artigianato urbano e corporazioni

L’importanza dell’artigianato urbano cambia molto, in certi paesi continua a vivere mentre nasce la fabbrica. In altre realtà era già del tutto scomparso.

Cambia non solo da paese a paese, ma anche tra area geografica.

Arte della lana o arte della seta, le corporazioni maggiori, quelle più importanti.

Le corporazioni sono associazioni di mestiere; fabbri, macellai ecc. associazioni di artigiani che svolgevano il loro lavoro sotto forma di operai.

Le corporazioni nascono nel dodicesimo secolo tra il 1100 e il 1200 nelle principali città europee e sono legate alla nascita del comune.

I comuni nascono a partire dal dodicesimo secolo, dopo la svolta dei mille.

Gli storici sostengono che le corporazioni sono state un importantissimo fenomeno di disgregazione del mondo feudale perché coloro che ne facevano parte erano liberati dagli obblighi feudali.

Essendo liberati dagli obblighi feudali potevano far parte del governo della città e svolgere un ruolo attivo città e cittadini vivevano su questa produzione organizzata in corporazione e sullo smercio di questi prodotti.

Le città erano luoghi di scontro e di elaborazione.

Nelle città nasce il concetto di cittadinanza, qui si cominciano a conquistare i diritti.

Le corporazioni svolgevano una serie di ruoli molto importanti che favorivano il progresso:

  • Professionalizzavano i giovani
  • Tutelavano il saper fare

(Dalle corporazioni nasce il made in Italy)

Niente è immobile, tutto si trasforma. Con il passare dei secoli questo sistema diventa sempre più rigido fino a diventare un sistema di produzione che ostacola il cambiamento e il progresso.

Le corporazioni sono contrarie all’introduzione di merci nel paese che possano competere con le loro.

Ad esempio, quando si afferma il cotone, i lanaioli svolgeranno un’intensa attività di lobby per limitare la diffusione del cotone.

In Inghilterra riescono a farsi applicare una legge ad hoc che obbligava a seppellire i cadaveri con sudari di lana, così loro avevano il lavoro assicurato.

Diventano un freno, ma questo non ha impedito la diffusione del cotone.

Le corporazioni vengono ripescate durante il periodo del fascismo, che infatti crea uno stato corporativo.

La Camera dei deputati cambia nome e diventa camera dei fasci e delle corporazioni perché il fascismo vuole abolire la lotta di classe, abolire lo scontro tra capitale e lavoro.

Le corporazioni vengono ripristinate.

Corporazioni associazioni di categoria.

2. Industria rurale a domicilio

Industria rurale a domicilio (o protoindustrializzazione, termine inventato da uno storico economico statunitense Franklin Mendels nel 1972)

Mendels ha fatto una rivoluzione storiografica inventando un concetto che ci dice che già tra la fine del 1600 e i primi del 1700 in varie regioni del vecchio continente, in particolare nella parte occidentale, si avevano diverse concettualizzazioni di industria rurale (nelle campagne).

Ad esempio, l’industria tessile nelle Fiandre, il lino.

Si trattava di un’attività rurale che si svolgeva nelle case di campagna ed era organizzata dai mercanti imprenditori.

Mercante imprenditore: sta nelle città, compra la materia prima (in molti casi ha comprato anche i macchinari, in altri casi i macchinari (molto semplici) se li sono comprati i contadini) e la porta a filare o a tessere nelle campagne intorno alla città (nel contado).

Quando il lavoro è pronto il mercante ripassa nella rete dei cittadini, raccoglie il prodotto finito e lo smercia anche in mercati molto lontani.

Il mercante imprenditore partecipa a mercati anche in altri continenti a differenza del mercante medievale che non esportava negli altri continenti.

Nelle campagne si utilizzava molto il lavoro delle donne e dei bambini, mentre gli uomini lavoravano solo dopo aver finito il lavoro nei campi, oppure, quando non potevano andare nei campi perché pioveva, era brutto tempo integrando così il loro reddito.

Questo sistema ha vantaggi enormi per tutti; per il mercante imprenditore e per i contadini.

I vantaggi si vedono nei momenti di crisi perché è un sistema molto flessibile, se arriva una crisi calo domanda il mercante imprenditore smette di comprare materia prima, ma il contadino continua a fare il contadino e al massimo perde il surplus che gli arrivava dallo svolgere quest’attività, ma non perde tutto il suo guadagno (non rimane senza fare niente).

Questo sistema è molto diffuso in Italia ed è legato all’attività mezzadrile, è un modo per i contadini di integrare i loro bassi redditi.

L’industria rurale la troviamo nella pianura padana, nell’Italia centrale e molti di questi luoghi sono all’origine dei distretti industriali.

Es. il calzaturiero delle Marche che si sviluppa nel dopoguerra e che adesso vede marchi come Hogan e Tod’s o imprenditori radicati nel territorio come i Della Valle, la lavorazione del cuoio in Toscana ecc.

Il sistema industriale italiano nasce da queste attività.

3. Manifattura centralizzata (o protofabbrica)

Le manifatture centralizzate erano industrie di grandi dimensioni che producevano beni capitali, intermedi e beni di consumo.

Erano situate in strutture simili alle fabbriche dove gli artigiani lavorano sempre sotto la sorveglianza dell’imprenditore o di un di un sovrintendente, ma la produzione non era dominata dalle macchine e non si impiegava energia meccanica.

Operai, artigiani ecc. erano sottoposti a controllo, ma a differenza della fabbrica non ci sono le macchine e se anche ci sono, non sono azionate ad energia meccanica.

Ad esempio, ci poteva essere un piccolo tornio azionato a pedale dal lavoratore.

Tipico esempio di manifattura centralizzata sono le Manifactures Royales, le manifatture reali, risultato di un monopolio reale per assicurare ai re merci di lusso e sviluppare nuove industrie per le esportazioni, al fine di conseguire una bilancia commerciale positiva (esportazioni > importazioni), secondo la dottrina mercantilista imperante.

La dottrina mercantilista riguardo alla ricchezza degli stati ci dice:

(1776 - Adam Smith scrive la ricchezza delle nazioni).

La prima fase del mercantilismo si chiama bullionismo, il mercantilismo basa la ricchezza dello stato sulla sua bilancia commerciale; uno stato è ricco se ha una bilancia commerciale attiva; quindi, se le esportazioni sono maggiori delle importazioni.

I sovrani pensano di mettere su delle belle manifatture che producano beni per chi li può comprare.

Prima la vita si basava sulla sussistenza, mondo povero, età media bassissima.

Manifatture che producono beni di lusso, ad elevato valore aggiunto, porcellana, tappezzerie, arazzi.

In particolare, manifatture messe su da Luigi XIV e dal suo ministro delle finanze Colbert.

Molti sovrani francesi chiamarono artigiani italiani per impiegarli nelle manifatture reali.

L’importanza di queste manifatture centralizzate fu più artistica che economica, tuttora si producono questi oggetti che sono carissimi ad elevato valore aggiunto.

La fabbrica

Rispetto a questi sistemi, la comparsa della fabbrica e del sistema di fabbrica segna una svolta nel modo di produrre, di fare non più prodotti artigianali, ma standardizzazione del prodotto, non più lavoro manuale, ma lavoro di fabbrica e la nascita di due nuove figure; imprenditore e l’operaio salariato.

La figura dell’imprenditore.

Imprenditore con queste nuove tecnologie l’imprenditore deve investire, sempre di più investirà in capitale fisso, qui cambia il concetto di rischio.

C’è una revisione del concetto di rischio perché nella manifattura i costi erano principalmente variabili, adesso il capitale inizia ad essere sempre più immobilizzato in impianti fissi, anche se nei primi decenni della rivoluzione industriale il capitale circolante anche nell’industria pesante, continuò ad

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/04 Storia del pensiero economico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilariasangi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Manetti Daniela.
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