Il medium come sistema
I media sono talmente parte del nostro ambiente che li diamo per scontati, si dà per scontato anche cosa siano. Che cos’è il medium?
La convergenza mediale
“Technologies of freedom” di I. De Sola Pool, scritto negli anni '80, conia il termine "convergenza mediale" che nasce a partire dalla definizione di sistema dei media. L’industria mediale produce proprietà intellettuali (contenuto immateriale che può concretizzarsi in serie, film). Quali sono i media e che relazioni hanno tra loro? Egli descrive il campo chiamato sistema dei media (i media costituiscono un sistema con delle articolazioni, una struttura) costituito da 4 aree nelle quali si collocano:
- Editoria (stampa quotidiana, stampa periodica, ludica=videogiochi, discografica). Gli editori non sono dei creatori di contenuto ma sono coloro che lo pubblicano, mediatori tra chi produce e il pubblico che andrà a consumare il contenuto, commercializzano il contenuto, lo mettono sul mercato, rendono vendibile sul mercato un contenuto. Il giornale nasce da un lavoro editoriale. Tratti comuni: le aziende producono un prodotto di tipo editoriale che ha un valore di tipo diretto/indiretto, se non avesse valore non si genererebbe un’industria. Prodotto mediale ≠ prodotto normale (es. scatola di tonno) → il prodotto mediale è immateriale (se compriamo il giornale non ci interessa la carta ma il contenuto/le notizie). Il processo di digitalizzazione ha portato alla smaterializzazione dei contenitori (es: musica dal vivo → grammofono → dischi → musica sulle piattaforme). Il valore sta in un contenuto di tipo immateriale, il valore di fondo prodotto dall’industria editoriale sta nell’ IP (intellectual property).
- Vettori: imprese che non hanno la finalità di far circolare un contenuto specifico ma la loro finalità è mettere in connessione (es. poste), caratterizzato dalla comunicazione punto a punto, l’invenzione del telegrafo consente una comunicazione istantanea a distanza (prima lo dovevi portare fisicamente).
- Broadcaster: da un lato (radio, tv) sono editori perché producono programmi ma al contempo funzionano come delle reti, hanno reti di trasmissione che coprono il territorio nazionale. Broadcaster (to cast = seminare = seminare ampiamente) → servizio di diffusione circolare di contenuti, negli anni '20 nasce il broadcasting radiofonico, un servizio centralizzato che distribuisce un segnale circolarmente (a chiunque si trova nel raggio di azione e abbia uno strumento per decriptare quel segnale) successivamente si aggiungono le immagini e nasce la televisione. Se ciascuno può usufruire gratuitamente come fa a finanziarsi? Con la pubblicità. Broadcasting è distribuzione di contenuto, è un servizio monodirezionale senza interattività, trasmette un contenuto che si diffonde (uno: molti) → rete di telecomunicazione, non per tutti, è una rete che consente a un punto di comunicare con un altro punto, mette in comunicazione più punti (uno: uno).
- Hardware: imprese che producono apparecchi, tecnologia che consente di consumare contenuti mediali. Aree diversificate ma connesse tra loro (es. Sky → broadcaster che si sposta sull’area hardware) = convergenza mediale, integrazione/sovrapposizione/sinergia.
Contenuto mediale e dimensioni
Che cos’è un contenuto mediale/prodotto mediale/testo mediale?
- Dimensione istituzionale/produttiva: chi produce? Perché e quale modello economico segue? Che cosa sta dietro al prodotto? Organizzazione/imprese a monte che operano con degli obiettivi specifici, per esempio il profitto. Può riguardare diversi aspetti. Si parla del contesto. L’industria dei media produce anche beni informativi che è fondamentale tutelare → intervento dei governi che limitano la libertà dei media o che si attivano per far sì che l’informazione sia favorevole a loro.
- Dimensione testuale: che prodotto è? Che linguaggio usa? A che genere appartiene? Come è fatto il prodotto? Quali sono le sue specificità? Riguarda lo studio dei contenuti.
- Dimensione del consumo/fruitiva: a che tipo di pubblico pensa (audience immaginata)? Qual è l’audience reale/effettiva? Il medium costruisce un destinatario.
- Dimensione tecnologica: quali tecnologie utilizza? Quali devices? I media hanno sempre una dimensione tecnologica. Come vengono prodotti e distribuiti?
MEDIUM = insieme di tecnologie per la comunicazione organizzate in un apparato finalizzate alla circolazione di testi destinanti ad un pubblico.
Guglielmo Marconi e la radio
Guglielmo Marconi ha inventato la telegrafia senza fili. Fino alla fine del ‘800 si utilizzava la telegrafia con fili, che collegava de punti con fili. Egli inventa la possibilità di trasmettere attraverso onde elettromagnetiche senza utilizzare nessun cavo (è possibile mettere i telegrafi sulle navi) è uno strumento tecnologico utilizzato per molti anni per quello per cui è nato (radiotelegrafia), ad un certo punto l’hanno utilizzata per diffondere un contenuto, non per comunicare punto a punto, nasce così l’idea della radio, circa 20 anni più tardi poiché inizia a nascere un pubblico. Non cambia lo strumento tecnologico ma cambia il modo in cui viene utilizzato (per diffondere un contenuto, si passa dal vettore → al broadcasting).
Due produttori di hardware fondano la RCA e si inizia ad utilizzare la radio come strumento di broadcasting (informazione, intrattenimento). Medium non è uno strumento tecnologico ma dipende dal modo in cui viene fatto funzionare, in cui viene sfruttato per fare profitto.
Prospettiva sistemica e studi sui media
Prospettiva di tipo sistemico per studiare la storia dei media → è impossibile analizzare l’evoluzione storica dei media analizzandola da un solo punto di vista, guarda alle relazioni tra le diverse dimensioni dell’industria mediale.
Problematiche che gli studi sui media si pongono:
- Dimensione tecnologica:
- Innovazione: come avviene il processo di innovazione, in che modo all’interno della storia dei media le tecnologie si modificano/sostituiscono, quanto la tecnologia è in grado di avere degli effetti di trasformazione della società? Il medium è il messaggio e cambia il nostro modo di vivere, ha un potere di trasformazione delle realtà.
- Rimediazione: modo in cui avviene il rapporto tra media diversi, il contenuto di un medium è un altro medium (quando nasce un nuovo medium si appropria di caratteristiche già presenti in altri media = processo di rimediazione → telegiornale = rimedia ciò che era già presente nella stampa e lo adatta a sé). CNN look, riprende una varietà di estetiche digitali di computer inserendole nell’immagine stessa della televisione. Nella storia dei media non ci sono delle sostituzioni tra mezzi ma avvengono sempre rimediazioni, i mezzi sono destinati a rimediarsi.
- Dimensione istituzionale:
- Organizzazione produttiva
- Gatekeeping = la selezione delle informazioni da far passare al telegiornale, ci sono dei criteri di notiziabilità che presentano le notizie in gerarchia, modo in cui i giornalisti condividono dei criteri per stabilire ciò che è importante.
- Stato = tema della censura e propaganda e spesso l’informazione passa attraverso un lavoro di censura e propaganda.
- Mercato = le imprese sono in competizione tra di loro ma anche con altre piattaforme. Dinamica della concentrazione, le aziende sono sempre di maggiori dimensioni.
- Dimensione testuale:
- Ogni mezzo sviluppa un proprio linguaggio, si può studiare l’evoluzione del linguaggio di ogni medium.
- Ciascun testo mediale è correlato in una sorta di rete con altri testi mediali (es, parodia= contenuto che rimanda ad un modello preesistente).
- In che modo i media rappresentano porzioni di società (tematiche/condizioni sociali, ruoli = rappresentazione femminile).
- Tutti i contenuti mediali sono organizzati per generi (cinematografici, di notizie), mettono in connessione la produzione e il consumo (se il genere è di successo se ne producono sempre di più), elemento di standardizzazione (musical, prodotto standardizzato, regole uguali per tutti i film) e differenziazione (ogni film è un film unico) allo stesso momento.
- I media producono la realtà, non la rappresentano e basta (supereroi Marvel parte della nostra realtà).
- I contenuti mediali passano in maniera conscia/inconscia dei messaggi di tipo ideologico, significato che sta oltre la dimensione letterale.
- Dimensione fruitiva:
- I media hanno un fortissimo effetto diretto sul comportamento delle persone (teoria ipodermica), teoria sviluppata alla fine degli anni ’20, non ci sono in realtà effetti diretti sul comportamento.
- Capire in che modo vengono usati i media e quindi gli effetti saranno mediati da vari fattori.
- Il destinatario è un produttore-consumatore al giorno d’oggi.
- Misurazione del proprio consumo sviluppando attività di marketing, tecniche di misurazione che andranno a cercare di analizzare da un punto di vista pratico il consumo dei media.
La storia dei media ha molteplici prospettive. A partire della fine dell’800 e l’inizio del ‘900 nasce l’industria culturale (concetto innovativo per l’epoca definito da Adorno e Orkemeir, critici dell’industria culturale) → industria = prodotti in serie, cultura = prodotto unico. Ciò sembra un ossimoro, una contraddizione. È l’idea di una produzione in serie/di massa di prodotti di tipo culturale/immateriale. Attraverso la tecnologia la cultura, che fino a quel momento era stata esclusiva, unica, diventa sempre più di massa dando vita ad un consumo di massa. Nasce insieme all’idea di tempo libero.
Caratteristiche della comunicazione mediale
- Interpersonale, faccia a faccia (conversazione) → Nasce con l’uomo con diverse modalità, tra cui il linguaggio. Si rivolge a qualcuno/diversi in particolare, ci deve essere la condivisione dello spazio e del tempo. Comunicazione dialogica con molteplici codici ed è caratterizzata dalla compresenza, si possono utilizzare dei deittici (parte del linguaggio che prende sempre solo se c’è compresenza, es. questo ha senso solo se la persona con cui parli è con te).
- Mediata, attraverso uno strumento posso comunicare a distanza impiegando tempo (posta, telefono) → si sviluppa con la posta dagli imperi antichi e nel corso del ‘800 subisce una trasformazione importante grazie a grandi invenzioni come telefono, telegrafo… ci si rivolge a qualcun altro, destinatario preciso. Comunicazione dialogica gli indizi simbolici sono ridotti a punti e linee che prevede una separazione dei contesti di emissione e ricezione (posso accedere in maniera estesa in uno spazio e tempo diverso).
- Di massa/sociale, produce contenuti e li distribuisce ad un pubblico più o meno ampio (cinema) → è tipicamente moderna, si sviluppa con l’industria culturale. Tecnologie e apparati che si rivolgono ad un insieme di destinatari potenziali, indistinti, imprevedibili, creano il loro pubblico che necessitano di misurare. Comunicazione a una direzione (da un punto a tanti che non sanno però dare un feedback) con indizi simbolici ridotti (es. giornale solo scrittura, radio solo suono) che prevede una separazione dei contesti di emissione e ricezione, separazione tra spazio e tempo (posso accedere in maniera estesa in uno spazio e tempo diverso).
I media nascono con la modernità e accompagnano la sua storia a partire dal ‘800, è una storia caratterizzata da una serie di innovazioni tecnologiche:
- Stampa a caratteri mobili (metà del XV secolo), lega di stagno piombo e antimonio → è uno strumento tecnologico. Gutenberg nel 1453 stampa la prima Bibbia, non ha nulla a che fare con la stampa come medium che si sviluppa nell’800. È figlia di molte invenzioni messe insieme, di molti padri infatti ha avuto dei precedenti in Cina e Corea. C’è dunque un’enorme diffusione del libro che però non sviluppa ancora un mezzo come quello dello stampa. Ci furono degli effetti → rivoluzione tipografica:
- Diffusione lingue nazionali in Europa, sostituzione del latino
- Diffusione riforma protestante, la diffusione viene accelerata non prodotta dalla stampa
- Diffusione della cultura scientifica
- Diffusione più ampia della conoscenza con racconti di esplorazione del nuovo mondo
- Sviluppo dell’università
- Prime proto-forme di giornali e primi modelli di notizie, iniziano a diffondersi le gazzette
- Telegrafo (tele = distanza, scrittura a distanza) → consente di azzerare il tempo e avvicinare gli spazi, è figlia di un processo scientifico lungo, 2 filoni di inventori e di imprenditori che possono anche coincidere nella stessa persona "inventore-imprenditore". Da un lato c’è l’invenzione dall’altro ce l’utilizzo. È il padre della comunicazione istantanea contemporanea, è uno spartiacque. Funziona attraverso cavi e un codice, chiamato codice morse. La prima linea telegrafica collegava Baltimora e Washington D.C. Si erano sviluppati precedentemente anche altri telegrafi, es. telegrafo ottico in Francia di Claude Chappe all’inizio dell’800 che era una rete di torri con dei bracci, il quale posizionamento consentiva di essere tradotto in una lettera, si potevano passare le informazioni da un punto ad un altro (c’è lo sviluppo di un sistema die media fortemente centralizzato e poggia su Parigi, il perno). Conseguenze che si legano in maniera diretta o non all’invenzione del telegrafo:
- Usa e UK spendono enormi risorse per creare un cavo telegrafico che unisce due sponde dell’Atlantico, 1866
- La costruzione va in pari passo con quella della ferrovia, direzione della conquista del west (si va a colonizzare/creare stati verso il confine occidentale) la frontiera di sposta (quando conquistano tutto si spostano nello spazio)
- Utilizzato nella guerra, negli anni '60 dell'800 si usa nella guerra civile americana, si possono dare comunicazioni immediate sul fronte
- Cambia la gestione dell’economia, del commercio, si iniziano a rendere i prezzi sempre più uniformi
- Favorisce la comunicazione di massa, le notizie possono essere comunicate quasi in tempo reale (es. notizie che arrivano dal fronte), nascono le agenzie di stampa (organizzazione che raccoglie le informazioni e le vende ai giornali) "Associated Press". Il telegrafo sta alla base della notizia, la notizia fattuale è fatta dalle 5 W (chi, cosa, dove, quando e perché).
- Telefono → variante del telegrafo che sfrutta la stessa tecnologia attraverso un cavo (wireless molto più avanti). La differenza è che non ho necessità di avere un codice specifico che conoscono solo professionisti (codice morse) ma trasforma l’impulso elettrico in voce umana, tutti possono utilizzare un telefono. Inizia ad essere utilizzato per scopi commerciali e personali e successivamente c’è una progressiva penetrazione domestica. È un’invenzione plurale, Antonio Meucci inventò il "telettrofono" senza brevettarlo, Alexander Graham Bell invece presentò un brevetto e venne dato a lui il merito.
- Fotografia → nasce da una lunga storia di esperimenti dati dalla voglia dell’uomo di riprodurre l’immagine. Già nel ‘500 venne inventata la camera oscura. Nel ‘800 vennero fatti una serie di esperimenti chimici fino ad arrivare a Talbot che riuscì a catturare l’immagine in forma di negativo e riprodurla. George Eastman inventa la Kodak box camera, "you press the bottom we do the rest" dall’uso facilissima. Conseguenze → introduce quella che Benjamin (si legge beniamin) definisce la riproducibilità tecnica in cui analizza le conseguenze che la fotografia ha avuto nella storia dell’uomo:
- L’immagine è rappresentata in maniera oggettiva, nasce il fotorealismo, un soggetto viene visto non per come è ritratto ma per come è nella realtà, è una riproduzione chimica della realtà.
- La rappresentazione della guerra cambia, viene vista per come è realmente, fa molto scalpore una mostra a New York che mostra i morti della guerra civile, rappresentazione oggettiva.
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