Estratto del documento

PRIMA GUERRA MONDIALE

Vigilia della Prima Guerra Mondiale

- Gran Bretagna= monarchia costituzionale. Re, capo di stato, ruolo di rappresentanza, nomina il primo

ministro. Governo, espressione della camera elettiva. Il voto era un diritto detenuto esclusivamente dai

cittadini maschi maggiorenni, tuttavia, alla vigilia della prima guerra mondiale non possiamo ancora parlare

di suffragio universale maschile. La Gran Bretagna possiede un grande impero coloniale e detiene una

grande flotta navale. Paese industrializzato a eccezione della Scozia.

- Francia= dal 1870 è divenuta una Repubblica, ad oggi siamo alla V repubblica. La terza repubblica si trova

a gestire la IGM. Al tempo presentava già il suffragio universale maschile e possedeva il secondo impero

coloniale più grande a seguito della GB. Presidente della Repubblica eletto dalla camera bassa (eletta

direttamente dai cittadini) e il senato (camera alta). PR elettivo, il quale possiede meno poteri rispetto al Re

GB. Governi eletti dalla camera bassa sono molto instabili e durano poco. Aveva perso i territori dell’Alsazia

e della Lorena. Paese industrializzato.

- Germania= unificata “recentemente” a seguito della Guerra Franco-Prussiana 1870-71, fino a tale data era

composta da molti territori uniti dalla Prussia→ impero, re di Prussia è anche imperatore tedesco es.

Guglielmo II. A livello politico istituzionale abbiamo il suffragio universale maschile, ma la camera bassa non

ha grandi poteri. Il governo è nominato ed è responsabile solo davanti all'imperatore (non è espressione

della carica elettiva). Il monarca incide molto sulla sfera di governo, perciò parliamo di monarchia assoluta→

absolutus, sciolta dai vincoli.

- Impero Austro-Ungarico= abbastanza simile alla Germania, tuttavia possiede un ulteriore elemento di

complicazione→ essendo composto da due territori, comprende due parlamenti= Austriaco (Vienna) e

Ungherese (Budapest)—> la componente tedesca e quella ungherese sono le più sviluppate a livello

economico, mentre invece, i rumeni e gli ucraini molto arretrati economicamente. Chiaramente non vige un

equilibrio tra i due parlamenti—> a Budapest la maggioranza dei seggi è ungherese, analogamente nella

zona tedesca vi sono più rappresentanti tedeschi. Suffragio censitario= si vota sulla base delle tasse pagate

+ sulla base dell’istruzione. La parte austriaca si separa dal territorio ungarico per mezzo del fiume Leight.

Nel 1867 l’imperatore austriaco (Asburgo) Francesco Giuseppe decise di istituire una duplice monarchia,

dando concessioni alla parte ungherese→ 1848= imperatore d’Austria, dal 1867→ si autoproclama re

d’Ungheria. L’Ungheria, luogo più ricco tra i paesi non tedeschi, motivo per il quale Francesco Giuseppe

decise di istituire la duplice monarchia. Territorio molto problematico

- Impero Russo= Lo zar è Nicola II (ultimo della dinastia Romanov). È presente una monarchia assoluta,

nonostante a fine 800 sia stato costituito un parlamento consultivo che si limita a dare consigli allo Zar.

Russia non molto industrializzata, il processo di industrializzazione è iniziato ma è limitato alle città principali:

San Pietroburgo, Kiev.

- Portogallo e Spagna: sono stati neutrali.

- Italia si è unificata nel 1861. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale l’Italia ha 50 anni. Vi è una monarchia

costituzionale parlamentare con la dinastia di Savoia (regione francese). Il re è Vittorio Emanuele III dal

1900. La casa reale dei Savoia ha contribuito all’unificazione italiana. È presente la camera elettiva e il

senato (il quale ha grande importanza). La costituzione italiana è rappresentata dallo Statuto Albertino

concesso da Carlo Alberto nel 1848 e rimasto in vigore fino al 1948. Inizialmente, prima dell'unificazione, era

stata emanata la costituzione del Piemonte e della Sardegna, territori governato da Cavour, protagonista

della politica del tempo, il quale aveva decretato che il governo doveva avere la fiducia della camera bassa,

e il re non poteva interferire. Di questa costituzione però viene data un'interpretazione sostanziale. I fatti che

dimostrano la distorsione della costituzione sono: quando l'Italia entra in guerra, l'ascesa del fascismo,

quando Mussolini viene licenziato dal re. In Italia ci sono delle divergenze profonde, dovute principalmente al

rapporto tra la chiesa e lo stato: con l'unificazione dell'Italia il papa aveva perso gran parte dello stato

pontificio che comprendeva Lazio, Umbria, Marche, e la Romagna. Questo complicato rapporto si manifesta

anche attraverso i seguenti atti: 1) Il primo atto di protesta contro lo stato da parte della chiesa avviene

quando il papa Pio IX, si chiude all'interno del vaticano ("prigioniero del vaticano"), per evitare che lo stato si

impossessi anche di questi territori. Lo stato però prende il Quirinale, antica sede dei papi fino al 20

settembre 1870 (data in cui si verifica la famosa Breccia di Porta Pia). 2) Il secondo atto di protesta del papa

è rappresentato dal rifiuto della legge delle "guarentigie", ovvero garanzie che lo Stato riconosce alla chiesa.

Vengono versati dei soldi dallo stato al vaticano, e lo stato riconosce il diritto di legazione attiva e passiva

(ovvero il Papa può ricevere ministri e funzionari dall'esterno e a sua volta può inviarli). Il papa rifiuta questa

legge e conta sull'appoggio dei fedeli nel versare dei soldi alla chiesa ("ovolo di San Pietro"). 3) Infine, Il

pontefice, nel 1874, impone ai fedeli la non partecipazione alle elezioni politiche, così metà di coloro che

disponevano di questo diritto non andarono a votare, indebolendo un elettorato già di per sé affatto cospicuo.

Fino al 1882 votano i ¾ della popolazione (esclusivamente uomini, adulti +25, aventi un titolo di istruzione

con annesso pagamento delle tasse calcolate in base ai possedimenti terrieri e immobiliari). Nel 1882 viene

introdotto l’allargamento del suffragio maschile (chi sa leggere e scrivere è ammesso al voto). Nel frattempo

in Italia si stanno diffondendo le idee socialiste, durante il governo Giolitti. Giovanni Giolitti è il presidente del

Consiglio, la cui politica si basa sul concetto di mediazione e modernizzazione, in special modo si tratta di

un’azione politica fondata sul liberalismo progressista. Le forze politiche presenti in Italia sono espressione

del liberalismo, che afferma che il diritto di voto va a coloro che hanno una grande cultura e pagano un

censo. Secondo i liberali, solo attraverso ciò si può avere una cittadinanza politica. Il ceto politico dell'Italia

unita è formato da liberali moderati e progressisti, tra cui Giolitti, il quale cerca di migliorare i rapporti con la

chiesa lasciando maggiori libertà.

Per quanto concerne l’economia della penisola italiana: l’Italia si avvia all’industrializzazione specialmente al

Nord. Nasce il cosiddetto triangolo industriale composto ai vertici da Milano, Torino, Genova che

rappresentano i centri economici e industriali per eccellenza, in cui si sviluppano anche i nuovi movimenti

operai, inesistenti al meridione, infatti, il sud della penisola è molto arretrato dal punto di vista economico e

industriale. Grave squilibrio socio economico.

La Prima Guerra Mondiale

La Grande Guerra rappresenta uno spartiacque in Europa. Lo studioso Hobson ritiene che il lungo Ottocento

termini con la Prima Guerra Mondiale. I caratteri del mondo tipici ottocenteschi continuano a svilupparsi fino

al primo conflitto mondiale. Questa stravolge la vita quotidiana dei cittadini europei (prima la guerra

impattava esclusivamente sui soldati, con la prima guerra mondiale l’opinione pubblica interviene

direttamente, risentendone moltissimo) ed inoltre determina la fine di quattro imperi: Ottomano, Austro

Ungarico, Russo e tedesco. Si avvia un’altra modalità di condurre la guerra grazie alle nuove tecnologie.

L’industria è tenuta a trasformarsi, nascono nuove industrie belliche impegnate nella produzione di armi da

guerra. IGM portatrice di innovazioni tecnologiche→ produzione di nuovi strumenti bellici= carri armati usati

per la prima volta nel 1916 durante la battaglia della Somme, bombe, sottomarini, aerei, mitragliatrici.

L'assassinio dell'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando commesso da un estremista serbo a Sarajevo il

28 giugno 1914 rappresenta l'evento scatenante della prima guerra mondiale. Le origini lontane e vicine del

conflitto sono molteplici: la sfida in campo economico e politico-militare tra Germania e Inghilterra, l'ostilità

tra Germania e Francia, l'antagonismo austro-russo nei Balcani dove covano da tempo tensioni etniche e in

via immediata la insoddisfacente conclusione delle guerre balcaniche per l'Austria. Dopo i fatti di Sarajevo,

l'Austria dichiara guerra alla Serbia, alleata della Russia che mobilita il suo esercito provocando la reazione

della Germania e il coinvolgimento successivo delle altre potenze europee. Taluni ambienti sociali e politici

dei vari Paesi si mobilitano a favore del conflitto e i partiti socialisti (tranne quelli russo e italiano) si

schierano, nella maggior parte dei casi, su posizioni di difesa degli interessi del paese di appartenenza,

segnando il fallimento della Seconda Internazionale. I tedeschi penetrano in Francia ma vengono bloccati

sulla Marna; anche ad Est il fronte è bloccato. Dalla fine di 1915 il conflitto diventa una guerra di posizione e

di logoramento. Inizialmente l'Italia si dichiara neutrale, ma i partiti politici e l'opinione pubblica si dividono in

due schieramenti contrapposti: neutralisti (Giolitti, i cattolici e i socialisti) e interventisti (nazionalisti,

repubblicani, sindacalisti rivoluzionari e liberali di destra). Il presidente del Consiglio Salandra e il ministro

degli Esteri Sonnino firmano il Patto di Londra e con l'appoggio del re portano il Paese in guerra (maggio

1915). Nel 1917 si verificano due avvenimenti decisivi: l'intervento degli Stati Uniti e la rivoluzione che

scoppia in Russia. Lo zar viene arrestato e dopo la rivoluzione d'ottobre la Russia si ritira dal conflitto.

Intanto gli austriaci sfondano sul fronte italiano: in ottobre si verifica la disfatta di Caporetto. L'avanzata

austriaca viene comunque bloccata lungo la linea del Piave. In Europa crescono la stanchezza verso la

guerra e il desiderio di pace, inoltre la presenza crescente degli Stati Uniti sul fronte di guerra europeo, oltre

che il sostegno finanziario agli occidentali che viene da oltre Atlantico, fanno volgere a favore delle potenze

dell'Intesa il conflitto. Le truppe tedesche in Francia e quelle austriache in Italia iniziano a ripiegare. Le

truppe italiane avanzano verso Vittorio Veneto. Il 4 novembre 1918 la guerra sul fronte italiano termina. Il

Kaiser tedesco e l'imperatore austriaco abbandonano i loro Paesi e si rifugiano in Olanda. Intanto il

presidente americano Wilson lancia la proposta di una pace rispettosa dei diritti dei popoli e delle nazionalità,

in applicazione dei 14 punti del gennaio 1918 tra i quali figura la creazione di un nuovo organismo

internazionale: la Società delle Nazioni. Giugno 1919 c’è la nascita della Società delle nazioni, organismo

internazionale che dà veste formale al nuovo diritto internazionale, che sta muovendo i suoi passi da qualche

decennio, che dovrebbe favorire cooperazione nazioni e pace, costituita da assemblea di cui fanno parte tutti

gli stati membri, un organo direttivo caratterizzato da un consiglio di cui fanno parte 9 paesi, 5 a titolo

permanente e 4 a rotazione (eletti da assemblea): membri permanenti sono Stati Uniti, Regno Unito,

Francia, Giappone e Italia (vincitori guerra).Rimarrà anche nel 1945 il fatto che il consiglio direttivo prende le

decisioni all’unanimità. Il congresso degli Stati Uniti non ratifica ingresso alla società delle nazioni,

nonostante fosse una delle aspirazioni di Wilson.

Nel 1918 alla fine della guerra si contano oltre 8 milioni di morti e 21 milioni di feriti. La guerra ha imposto

un'accelerazione dello sviluppo tecnologico: sono comparsi il sottomarino, i carri armati, la mitragliatrice, gli

aeroplani e i bombardamenti aerei (con il precedente italiano dell'uso dell'aviazione in Libia nel 1911-1912,

allora usata solo per ricognizione). Contemporaneamente la straordinaria mobilitazione dell'industria

determina un cambiamento totale nella gestione dell'economia: ovunque sorgono grossi complessi politico-

militari finalizzati alla produzione militare, con il superamento dei confini classici tra stato ed economia.

Cause I Guerra Mondiale

- La Francia voleva nuovamente annettere al suo territorio l’Alsazia e la Lorena, perse nel 1871 a seguito

della sconfitta contro i prussiani→ a partire da questo momento nasce un forte sentimento di rivincita→

revanche→ revanchism.

- Desiderio di espansione coloniale sviluppato da tutti i paesi europei, in particolar modo dalla Germania (che

occupa una posizione centrale in Europa), alleata con l’Austria-Ungheria considerata come un socio di

minoranza. Difatti, molte volte la Germania si troverà a prestare aiuto all’Austria Ungheria durante il Primo

Conflitto Mondiale, una di queste è rappresentata dalla vittoria a Caporetto: l’esercito austriaco non era

sufficientemente potente da poter sfondare il fronte italiano, ecco che i tedeschi collaborano per la riuscita

del progetto→ in particolar modo si deve il successo di tale battaglia al generale tedesco Erwin 5 Rommel

(La volpe del deserto). Grande generale che durante la IIGM sarà protagonista di molte vittorie in Africa

settentrionale tra il 41/42.

- Bulgaria parteciperà alla I Guerra Mondiale a fianco alla Germania, AU e Impero Ottomano.

- La Russia si oppone all’Austria-Ungheria, tuttavia schierandosi dalla parte dei Serbi→ protetti dai russi.

Difatti, al momento dell’ultimatum invitato dall’AU alla Serbia, quest'ultima resistette, confidando nella

potenza dell’esercito russo (lento a muoversi e posizionarsi) che minacciava la Germania e l’Austria. → Si

temeva il Rullo compressore Russo, in quanto all’epoca l’esercito russo era il più numeroso di tutti, sebbene

fosse molto lento. La Germania aveva paura di essere circondata ad ovest dai Francesi e ad est dai russi.

Fronte occidentale→ franco-tedesco:

L'esercito tedesco aveva intenzione di sferrare un attacco decisivo alla Francia contando sulla neutralità del

Belgio. Innanzitutto lo scopo finale dei tedeschi era occupare Parigi, portando l’esercito francese ad

arrendersi, così da concentrarsi sul fronte orientale per combattere contro i Russi. Inoltre, attaccando a Nord

con una manovra strategica avrebbero bloccato la produzione industriale nordica della Francia,

indebolendola molto. Al contrario, questo progetto fallì, in primo luogo perché i belgi resistettero e in seguito

perché i francesi, grazie alla resistenza belga, fermarono l’avanzata tedesca. Terminata la fase di guerra di

movimento alla vigilia del Natale del 1914, inizia la guerra di trincea/ di posizione che dura fino alla

primavera del 1918. Questa condizione porterà ad un tributo di sangue enorme.

Fronte orientale:

I russi tentarono l’invasione della Prussia Orientale (tuttavia subirono una grave sconfitta ai Laghi Masuri per

mezzo di Hindenburg generale tedesco) col fine ultimo di giungere a Berlino. L’esercito tedesco nel 1914

avvia una lenta ma progressiva marcia verso Riga, fino al 1917 anno della Rivoluzione Russa.

Quadro politico italiano

Al momento dello scoppio della guerra il governo Salandra dichiara la neutralità (2 agosto 1914), I motivi

addotti sono: (1) la Triplice Alleanza è un patto difensivo, mentre è stata l'Austria Ungheria ad attaccare; (2)

l'Italia non è stata consultata prima dell'attacco austriaco alla Serbia. Col trascorrere dei mesi si affaccia

l'ipotesi di partecipare alla guerra contro l'Austria: ciò è dovuto principalmente alla forza dei sentimenti

antiaustriaci e al sogno di portare a termine l'unità del Paese con la conquista di Trento e di Trieste. Questa

varietà di posizioni porta alla cristallizzazione di due fronti opposti, entrambi caratterizzati da una notevole

eterogeneità politica.

Neutrali:

- Mondo liberale. Giolitti non era a capo del governo ma lo era Salandra. Giolitti convinto che all’Italia

convenga stare fuori dalla guerra così da trarne vantaggio dopo quando gli altri paesi saranno consumati

dalla guerra. Italia ha il problema delle terre irredenti che sono Dalmazia, Istria, Trento, Trieste. Italia usciva

anche dalla guerra di Libia, che era stata contro la Turchia, impero ottomano, per prendere la Libia. Manca

anche il Friuli.

- Cattolici per diversi motivi: la Chiesa cattolica è a favore della pace nel mondo. Nell’estate 1914 muore

Papa Pio X, a cui succede Benedetto XV che resterà fino al 1922, pochi mesi prima marcia su Roma. Egli

aveva mandato nel 1917 una lettera a tutti i capi degli stati in guerra definendo la guerra come un’inutile

strage e come il suicidio dell’Europa. La Francia della terza repubblica nel 1905 aveva fatto una legge per la

separazione tra stato e chiesa, in questo modo la Francia diviene uno stato laico. La chiesa è contro la

Francia dunque non voleva darle alcun tipo di aiuto. La posizione dei cattolici nel corso della guerra

cambierà, ma non quella del Papa, le masse cattoliche quando la guerra diviene di patria, si avvicineranno

allo stato. Suffragio universale maschile fu una delle ultime leggi fatte da Giolitti 1913, quando ci sono prime

elezioni. Accordo segreto tra liberali e Gentiloni, per cui i cattolici entrano nella vita politica, viene annullato

da papa Benedetto il “non expedit” che era stato stabilito da Pio per sconsigliare ai cattolici la partecipazione

alla vita politica. Primo partito cattolico fondato nel gennaio 1919, che farà parte governo di Mussolini e che

dopo 1945 prende il nome di Democrazia Cristiana.

- Socialisti sono contro la guerra. In Italia il partito socialista nasce nel 1882. Il loro dogma &eg

Anteprima
Vedrai una selezione di 12 pagine su 51
Appunti Storia contemporanea Pag. 1 Appunti Storia contemporanea Pag. 2
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 6
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 11
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 16
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 21
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 26
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 31
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 36
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 41
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 46
Anteprima di 12 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia contemporanea Pag. 51
1 su 51
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaiaxxx3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Conti Fulvio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community