Sociologia
Sociologia: studio dei fenomeni sociali, ovvero lo studio scientifico della società, delle sue istituzioni e dei rapporti sociali.
Studio scientifico
Studio scientifico —> utilizzare un metodo scientifico.
Società
Società: popolazione o gruppo di persone regolata da norme condivise da tutti. Esempio di norma condivisa da tutti: educazione.
Difficoltà di definizione
Difficoltà di definizione —> necessità di ricorrere ad un approccio storico-teorico per ricostruire i momenti in cui la società emerge come campo di spiegazione
- Caduta delle spiegazioni pre sociali e meta sociali dell'origine della società
- Differenziazione della sociologia dalle altre scienze, processo possibile separando la società dallo Stato e dal mercato.
Mercato: luogo dove avvengono scambi tra monete e beni o servizi. Alla base della società c'è la reciprocità; cosa che non avviene con il mercato e stato. Questo processo doppio è favorito da grandi cambiamenti che investono le società occidentali nel corso del XVIII sec (1700) in particolare:
- Rivoluzione francese (1789) —> la quale segna il trionfo dei valori come libertà e uguaglianza
- Rivoluzione industriale —> le trasformazioni socio-economiche accompagnano le innovazioni tecnologiche
- Rivoluzione scientifica —> si ricorre alla scienza per comprendere il mondo.
I padri fondatori della sociologia
- Comte
- Marx
- Weber
- Durkheim
Homo economicus → unità agente che l'economia politica ha individuato nei suoi modelli. In un modello microeconomico delle scelte dell'individuo, quell'individuo è l'homo economicus che agisce in modo razionale. Da un punto di vista economico agire in modo razionale significa massimizzare l'utilità e massimizzare i costi. La sociologia economica è una specializzazione della sociologia generale. Quando l'homo economicus agisce sul mercato agisce con il criterio di razionalità di fondo.
Sociologia economica
La sociologia economica: è l'insieme degli studi che mettono in relazione i fenomeni economici con quelli sociali spiegati, cioè, attraverso l'analisi di una o più variabili che esulano dall'economia in senso stretto e si considerano invece altri campi, quelli prettamente sociali, nell'idea che l'azione economica e quella sociale e politica siano inestricabilmente legate tra loro. In sociologia economica parlare di mercato significa fare riferimento ad aspetti di natura sociale.
Polanyi (1944; 1957) considera l'economia di mercato come un fenomeno contingente e dunque come non necessariamente naturale. Le forme di regolazione che individua sono:
- Lo scambio di mercato: scambio impersonale regolato da un'equivalenza numerica determinata dalla moneta;
- La reciprocità: presuppone un'organizzazione basata sulla simmetria ed è tipica delle comunità;
- La redistribuzione: si basa sulla presenza di un attore centrale che raccoglie le risorse e le redistribuisce;
A queste 3 forme aggiunge l'economia domestica: fa riferimento ad un gruppo chiuso fondato sull'autarchia.
Tappe fondamentali nella storia della sociologia economica
- Fino al 1870: scarsa differenziazione tra economia e sociologia. Principale esponente Marx.
- 1890-1920: prima differenziazione tra le due discipline. La sociologia economica si focalizza sul capitalismo.
- 1930-1980: la differenziazione si fa più consistente anche grazie allo sviluppo dell'approccio funzionalista (Parsons, modello AGIL).
- 1980-: rinascita della sociologia economica grazie allo sviluppo di due filoni: la Political economy comparata e la Nuova sociologia economica (analisi strutturale dei mercati; neoistituzionalismo sociologico; macro sociologia storica)
Pensiero di Keynes: nei periodi di crisi lo Stato deve investire nella spesa pubblica per sostenere la domanda dei consumatori anche se si aumenta il debito pubblico. Si mira quindi alla piena occupazione, a favorire l'espansione del Welfare e alla concentrazione (:triangolazione, ovvero al dibattito tra rappresentanti dello Stato per attrarre consenso.
Comparative political economy
2 filoni:
- Economisti: non sociologi che avevo come scopo quello di applicare tecniche e metodi anche in ambiti diversi da quello economico. Essi infatti volevano vedere come interferiscono nel sistema economico con sguardo economico perché per loro le istituzioni sociali e politiche sono derivate da obiettivi da seguire come la massimizzazione delle attività mosse dalla razionalizzazione.
- Si basa sull'idea che gli economisti non possono spiegare in modo chiaro l'azione economica quindi il funzionamento dell'economia. Le istituzioni sociali e politiche propongono opzioni ma allo stesso tempo mettono dei vincoli, quindi spingono gli individui a perseguire alcuni obiettivi orientati da loro. Queste istituzioni orientano anche il mercato, infatti le azioni sono plasmate e radicate dalle istituzioni. Le politiche sociali e politiche si interfacciano con il sistema economico; esse considerano anche lo sviluppo delle istituzioni come path dependent (cosa radicata a una cultura che mi condiziona il futuro).
Nuova sociologia economica
Si sviluppa negli anni '70 con un forte mutamento sociale, associato a una crisi politica ed economica —> sconfinamenti e concorrenza tra le discipline. L'articolo di Granovetter "Embeddedness" ha dato vita alla nuova sociologia economica. Riprende il concetto di radicamento (dell'azione economica nella società) = comportamento economico che viene valutato prima come azione sociale perché influenzato da situazioni sociali. Il radicamento critica l'homo economicus perché implica il radicamento del comportamento economico in reti di relazioni interpersonali e che le decisioni siano plasmate dal tessuto sociale in cui ci troviamo —> concetto che rimanda a quello di capitale sociale. L'attore non agisce isolato ma è influenzato da altri soggetti pertanto il suo comportamento fa riferimento anche al comportamento altrui.
Troviamo 3 filoni di ricerca:
Analisi strutturale dei mercati
Studia l'effetto diretto della struttura sociale sui comportamenti. La società è composta da un insieme di posizioni, tra loro variamente collegate, nelle quali si trovano inseriti degli individui.
Concetto spiegato da:
- Harrison White (1970): la struttura del mercato del lavoro —> insieme di posti di lavoro interconnessi tra loro che sono occupati da individui. Quando un posto di lavoro si libera si crea un "buco" colmato da qualcun'altra che però a sua volta lascia un posto libero; si crea così una catena dove gli individui si collocano nel tempo.
- Mark Granovetter (1974 e 1998): l'effetto dei legami sociali sulla possibilità di trovare un nuovo posto di lavoro. Legami deboli offrono più chances per cambiare lavoro.
- Ronald Burt (1982 e 2001): le carriere individuali nelle organizzazioni.
Analisi neo istituzionalista delle organizzazioni
Supera l'approccio economico e quello sociologico dell'analisi organizzativa classica e trova una specificità sociologica delle organizzazioni —> inserite in un contesto storico e sociale costituito non solo da vincoli materiali, ma anche da norme giuridiche e culturali specifiche, e popolato da una serie di altre organizzazioni con scopi simili. Si parla quindi di campo organizzativo:
- Alcuni autori studiano i campi organizzativi come popolazioni di organizzazioni, e ne analizzano empiricamente l'evoluzione con metodi demografici.
- Un altro filone studia, invece, le modalità di istituzionalizzazione e di regolazione dei campi organizzativi, che quindi sono estesi a comprendere anche le organizzazioni che regolano le altre (isomorfismo).
Macro sociologia storica
Le istituzioni economiche vengono create in base a considerazioni di efficienza e, una volta che sono state create, tendono a mantenersi nella stessa forma. Path-dependence: tendenza delle istituzioni a conservare le proprie caratteristiche anche quando le circostanze che le hanno determinate, e in cui erano efficienti, sono mutate. Le ricerche mettono in discussione l'efficienza delle origini: non solo le istituzioni presentano aspetti inerziali, ma il processo con cui esse nascono non risponde solo a principi di efficienza, ma dipende dalla peculiare configurazione storica degli interessi degli attori, a sua volta determinata dalla struttura sociale in cui essi sono immersi.
La sociologia economica italiana
4 filoni di ricerca:
- Studio del mercato del lavoro e delle cause e conseguenze della disoccupazione
- L'organizzazione e la ristrutturazione del lavoro nelle grandi fabbriche
- I distretti industriali, l'economia informale e i sistemi economici locali.
- Lo studio delle relazioni industriali e del rapporto di lavoro
Punti di forza
- Tempestività rispetto al contesto;
- Capacità di fornire strumenti di analisi dei tratti caratteristici e peculiari dello sviluppo economico italiano;
Punti di debolezza
- Incapacità di svincolarsi dall'immediatezza dei problemi;
- Capacità di cogliere le implicazioni teoriche più ampie
- Difficoltà ad internazionalizzarsi
Gli sviluppi più recenti
A. Mercato del lavoro:
- Basata sull'idea secondo cui il comportamento economico non si spiega meccanicamente, in base alle condizioni esterne, ma è il risultato di complesse strategie personali determinate dal contesto sociale e culturale;
- Basata sull'analisi dell'interazione tra famiglia e Stato sociale: in che modo l'interazione tra queste due istituzioni e il mercato del lavoro contribuisce a strutturare le disuguaglianze sociali?
B. Studi sulla riorganizzazione del lavoro nelle grandi aziende seguiti ai dibattiti sulla flessibilità, sul post-fordismo, sui nuovi concetti di produzione e sul modello giapponese, diffusi tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta
C. Studi sullo sviluppo locale, in cui è stato mostrato il ruolo decisivo delle sub culture politiche, dei rapporti fiduciari e delle istituzioni locali nello sviluppo di sistemi socioeconomici territorialmente basati e nella nascita di forme di "regolazione locale".
D. Area di ricerca sui rapporti di lavoro.
Max Weber (1864-1920)
Max Weber: condivide con Marx l'idea che il capitalismo sia l'aspetto dominante della civiltà moderna. Critica: pretesa di assumere un punto di vista univoco per comprendere la realtà, considerando il fattore economico come unico determinante per analizzare la storia. Weber: per capire l'agire umano è necessario mostrare i vari rapporti che intercorrono tra fattori economici e fattori extra economici. Il capitalismo è un fenomeno storico specifico che si sviluppa pienamente e unicamente nell'Occidente moderno: «vi è capitalismo dove la copertura del fabbisogno di un gruppo umano […] ha luogo tramite impresa, non importa di quale fabbisogno si tratti».
Tre modelli di capitalismo
- Politico: l'attività economica è promossa ed incentivata dalla sfera politica ed ha solo indirettamente un carattere economico. È caratterizzato da una razionalità non funzionale rispetto alla regolazione di mercato e può essere da ostacolo allo sviluppo economico;
- Commerciale: si fonda sullo scambio ed è principalmente basato su attività finanziarie e non industriali;
- Industriale (razionale): si fonda sull'attività di produzione, di commercio e sulla finanza e si basa su alcuni precisi presupposti:
- la proprietà privata;
- la tecnica razionale;
- il lavoro libero;
- la libertà di mercato;
- il diritto razionale;
- la commercializzazione dell'economia.
Cause
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Fattori di natura normativo-culturale;
La religione influenza l'azione economica quindi spiega lo sviluppo socio-economico. L'etica protestante aderendo a quei principi favorisce il capitalismo. Centralità dell'etica protestante e del concetto di predestinazione. Lavoro e successo economico come segnali di salvezza eterna. Lavorare con dedizione, accumulare grandi ricchezze non ai fini del consumo o del godimento ma ai fini di reinvestimento. Si forma così la mentalità capitalistica e borghese: la povertà e il parassitismo incarnano il simbolo della colpa e della punizione divina.
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Fattori di contesto, istituzionali e relativi alla dimensione associativa-relazionale
Ruolo della dimensione associativa-relazionale: studio delle «sette» i cui meccanismi di funzionamento promuovono la buona riuscita in campo economico e professionale. Ruolo dei fattori istituzionali e storici: tre precondizioni allo sviluppo del capitalismo:
- L'affermarsi della città occidentale e della borghesia urbana;
- Il processo di razionalizzazione;
- L'emergere dello stato razionale e di istituzioni amministrative e giuridiche.
L'affermarsi delle città occidentali e della borghesia urbana
La città a cui pensa Weber è la città che nasce all'epoca dei comuni, pensa alle polis greche dove nelle città si forma una sorta di cooperazione di tipo economico tra persone che fanno parte della città che sono liberi cittadini non schiavi. Con lo sviluppo delle città e l'avvio del commercio la classe protagonista che sostiene tutto ciò è la borghesia urbana (urbana perché all'interno della città). Essa sfida le regole e l'organizzazione della signoria fondiaria e della produzione orientata all'economia domestica e all'auto-consumo. Essa è inoltre composta da commercianti, artigiani, piccoli imprenditori. Dissoluzione delle corporazioni e del loro potere regolativo —> processo di appropriazione dei mezzi di produzione, di stimolo alla concorrenza e di propensione al rischio (corro il rischio di fare qualcosa). Quando si forma tutto questo quindi:
- Il mercato si espande tra città diverse
- C'è una propensione da parte della borghesia ad espandere i consumi, più si consuma più si produce, si rendono liberi i cittadini così che tutti possono consumare
Processo di razionalizzazione
Processo di razionalizzazione: progressiva demagicazione del mondo, sviluppo della razionalità ad ogni ambito della vita sociale. Razionalità che uso a tutti i livelli della vita, abbandono quindi le idee di fondo dell'irrazionalità; si fanno così strada spiegazioni basate sull'empiria ovvero osservazione della realtà. Termine razionalità di riferisce alla razionalità dell'agire: regolarità, ripetibilità, controllabilità, gestibili dei corsi dell'azione e conformità allo scopo. La razionalizzazione diventa quindi un presupposto per il coordinamento e la pianificazione su larga scala dell'attività economica. Non è limitata al mondo del lavoro industriale; anche i processi di scambio e di distribuzioni, nonché l'amministrazione burocratica, possono essere razionalizzati, sulla base del principio di massimizzare l'output (produzione) in rapporto ad un dato input (mezzi di produzione), ovvero di minimizzare l'input in rapporto ad un dato output.
L'emergere dello stato razionale e di istituzioni amministrative e giuridiche
È lo stato << di diritto >> che permette l'espansione del capitalismo organizzato e politicamente regolato. Esso presuppone:
- Un diritto razionale : cioè è necessario che siano emanate norme vincolanti e delle norme prevedibili che prevedono una sanzione per cui non rispetta i vincoli.
- L'organizzazione razionale, l'unificazione e la centralizzazione amministrativa: ci deve essere un centro politico che si occupa di tutelare gli individui e di sanzionarli
- Un'azione politica razionale: ci deve essere un sistema che si contrappone ad un sistema basato su credenze religiose
- Un sistema monetario nazionale
Se ci sono questi presupposti si può sviluppare il capitalismo. Un ruolo chiave è giocato dalla burocrazia: sistema di norme e regolamenti, impersonale e standardizzato che permette di applicare le regole in modo imparziale e stabile. L'oggetto della sociologia è l'<<agire dotato di senso>> ovvero escludere le azioni senza senso, non intenzionali. È quindi l'atteggiamento umano a cui l'individuo che agisce attribuisce un suo senso soggettivo, in riferimento all'atteggiamento di altri individui. Lo scopo della sociologia è quello di comprendere e spiegare l'agire in modo da pervenire a conclusioni oggettive. Comprendere: rendere evidente il senso dell'agire umano. Spiegare: trovare le cause che hanno provato quell'agire. Spiegazione comprendente: si fa riferimento alle cause oggettive che hanno indotto il soggetto ad agire e alle motivazioni soggettive che le persone danno al loro agire. Di conseguenza non è oggetto della sociologia l'azione umana priva di senso intenzionato nei confronti degli altri e non è il suo scopo quello di produrre dati statistici su degli eventi, prescindendo dal loro senso soggettivo. È per questo che Weber teorizza l'esistenza di quattro tipi di agire:
- Razionale rispetto allo scopo
- Razionale rispetto al valore: io ho un valore e agisco indipendentemente dalle conseguenze per perseguire quel valore
- Affettivo
- Tradizionale: seguire una routine
Per Weber:
- I tipi di agire sono ideativi, cioè distinzioni analitiche che permettono di vedere quanto l'agire delle persone può essere ricondotto all'una o all'altra determinante.
- L'agire razionale rispetto allo scopo può essere del tutto irrazionale rispetto al valore: quando lo scopo che si persegue è privo di valore per...
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