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Sociologia economica - Lezione del 19/02/2019

Che cos’è la sociologia?

La sociologia è lo studio scientifico della società, delle sue istituzioni e dei rapporti sociali.

La società è un insieme di individui che si relazionano insieme nella quotidianità, che condividono interessi e scopi comuni e che sottostanno a delle norme e dei principi comuni.

La differenza con le altre discipline non è l’oggetto di studio ma l’approccio nello studiare un determinato fenomeno. La società è un qualcosa di dinamico che muta nel tempo, a seconda del contesto storico e di molti altri fenomeni.

A causa della difficoltà di definizione l’approccio che utilizza la sociologia è un approccio storico-teorico che è utilizzato per ricostruire i momenti in cui la società emerge non solo come campo di analisi ma anche come luogo della spiegazione. La sociologia ha motivo di esistere quando questa diventa un fatto artificiale, quando le decisioni degli individui intervengono a modificare l’andamento della società stessa.

  • Caduta delle spiegazioni “presociali” o “meta-sociali” dell’origine della società. Quando cade la convinzione che la società esista per volere di un’entità superiore, ultraterrena, legata all’esistenza di qualcosa di sovrannaturale, e in questo contesto la sociologia ha motivo di esistere. Processo di laicizzazione o processo di disincanto Weber. Tramite questo processo l’uomo è liberato da tradizioni che prima gli impedivano di interessarsi di andare alla ricerca delle ragioni per cui esista una società.
  • Processo di differenziazione della sociologia dalle altre scienze: è un processo possibile soltanto separando la società dallo Stato e dal mercato.

Tuttavia la nascita di questa disciplina dipende anche da una serie di cambiamenti che avvengono nel corso del XVIII secolo nelle società occidentali:

  • La rivoluzione scientifica: si ricorre alla scienza per comprendere il mondo, soprattutto nelle scienze naturali, basato sull’osservazione dei fatti. Si ricorre alla scienza per comprendere il mondo sociale, il mondo umano.
  • La rivoluzione industriale: grandi trasformazioni socio-economiche accompagnano lo sviluppo di innovazioni tecnologiche. Adam Smith può essere considerato in parte sociologo, svolgendo un lavoro di tipo sociologico. Cambia la conformazione sociale, fenomeno dell’urbanesimo: spostamento dalle campagne alle città che è un cambiamento sociale. La nascita di nuove classi sociali che è un fenomeno tipicamente sociologico, della borghesia, del capitalista e del proletariato.
  • La rivoluzione francese (1789): segna il trionfo dei valori di libertà e uguaglianza.

La società è quindi figlia del mutamento. Nasce come disciplina in questa fase storica grazie a questi 3 grandi cambiamenti.

Noi datiamo la nascita di questa sociologia e sociologia economica attraverso delle opere scritte dai padri fondatori della disciplina, come:

  • Auguste Comte (1798-1857) (Francese): conia il termine filosofia fondendo due parole: socius che è latina e logos che è greca: mercato del lavoro.
  • Emile Durkheim (1858-1917) (Tedesco): Divisione del lavoro.
  • Karl Marx (1818-1883) (Tedesco): Conflitto.
  • Max Weber (1864-1920) (Tedesco).

Che cos’è la sociologia economica?

La sociologia economica è l’insieme degli studi che mettono in relazione i fenomeni economici con quelli sociali.

Lo scambio è un fatto economico che io posso studiare utilizzando lo sguardo tipico di chi studia il comportamento umano. Se studiato dal punto di vista della sociologia economica non guardo solamente le motivazioni economiche, ma guardo anche altre motivazioni dando per scontato che non si agisce in base a motivazioni puramente economiche.

I fenomeni economici vengono spiegati attraverso l’analisi di una o più variabili che esulano dall’economia in senso stretto e considerano altri campi, quelli prettamente sociali.

L’ambito di studi della sociologia economica è molto ampio dato che, come osserva Polanyi (Sociologo economico contemporaneo), con la “grande trasformazione”, economia e società sono divenute un tutt’uno che non può essere scisso.

La sociologia economica nasce allo stesso passo della sociologia stessa.

Il capitalismo: è un sistema economico, è un sistema di produzione, come il nostro sistema, che prevede il libero scambio, il mercato puro. In Italia abbiamo un sistema capitalistico che vede l’intervento dello Stato in alcune materie economiche. Il libero mercato nonché capitalismo puro lo troviamo in America, dove non c’è una regolamentazione pubblica.

Tre concetti fondamentali:

  • Mercato: è soltanto una tra le altre istituzioni. È impossibile ricostruire i fenomeni economici, ma anche cambiamenti storici, politici ecc. nel quadro dell’astratto dogma dell’utilità economica.
  • Istituzioni: è un complesso di norme sociali che orientano e regolano il comportamento e si basano su sanzioni che tendono a garantirne il rispetto da parte dei singoli soggetti. Sanzioni del tipo disapprovazione sociale.
  • Organizzazioni: sono collettività concrete che coordinano un insieme di risorse umane e materiali per il raggiungimento di un determinato fine.

Tutte le istituzioni sono anche organizzazioni ma non vale il contrario.

Il paradigma classico e quello neoclassico dell’economia considerano che l’individuo intraprenda azioni, volte a massimizzare l’utile, avendo un quadro completo del contesto e delle risorse a disposizione, razionalità assoluta.

Lezione del 20/02/2019

Razionalità assoluta

Secondo gli economisti un soggetto agisce di fronte ad un fenomeno sociale attraverso 4 passaggi fondamentali:

  • Gli economisti imputano ai singoli soggetti un sistema di preferenze dotato di caratteristiche molto restrittive.
  • Gli economisti imputano ai singoli soggetti conoscenze certe circa le conseguenze di tutti i corsi di azioni rilevanti.
  • Gli economisti modellano un contesto che consenta al singolo agente di basarsi su segnali che non dipendono dalle sue azioni.
  • Gli economisti ipotizzano che le azioni adottate dai singoli siano quelle che massimizzano la funzione di utilità.

Questa immagine dell’uomo, homo oeconomicus, è distante dalla realtà ed è ciò che la sociologia economica vuole negare riformulando alcuni concetti chiave e tenendo conto dei concetti di irrazionalità, illogicità, scarsità di informazioni e contestualità.

Di cosa si occupa la sociologia economica?

La sociologia economica si distingue dall’economia non per l’oggetto di studio, che sono i fenomeni economici, ma per l’approccio teorico e il metodo utilizzato, mettendo in discussione la prospettiva dominante in economia.

Polanyi introduce la distinzione tra due tipologie di economie: l’economia formale e l’economia sostanziale.

Economia formale: insieme delle attività che hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse, che potrebbero avere usi alternativi, al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi, economizzare.

Economia sostanziale: insieme delle attività stabilmente svolte dai membri di una società per produrre, distribuire e scambiare beni e servizi. L’insieme delle relazioni tra gli individui che è funzionale al soddisfacimento dei bisogni. Relazioni sociali.

Alcuni tratti della sociologia economica

  • Differenza con l’economia.
  • Azione economica come azione sociale: l’azione economica non è guidata soltanto dalla scarsità e dalla massimizzazione dell’utilità.
  • Ruolo delle istituzioni sociali: non è rilevante solo il mercato ma anche altre istituzioni, quali lo Stato e la comunità.
  • Metodologia: non vuole prevedere bensì descrivere e spiegare i fenomeni sociali ed ha un orientamento più empirico, si basa sulla raccolta di dati, sull’analisi dei dati, sull’osservazione dei fenomeni e poi li interpreta utilizzando dei metodi sia qualitativi che quantitativi.

La sociologia economica non si sviluppa in modo omogeneo, sia in relazione ai temi, macro-micro, sia in relazione agli approcci teorici-metodologici, teorie strutturaliste e teorie dell’azione.

Teorie strutturaliste (Durkheim): sostengono che la società influenzi il comportamento dell’individuo, pensano che il soggetto non sia mai libero nello svolgere le proprie azioni.

Teorie dell’azione (Weber): sostengono che sia l’individuo a far sì che muti la società. Il comportamento e lo svolgimento delle azioni da parte dell’individuo che è in questo caso libero cambiano la società.

Tappe fondamentali nella storia della sociologia economica

Tappe fondamentali nella storia della sociologia economica: 4 tappe principali.

  • 1° fase (va dalla nascita della sociologia al 1870): le discipline economica e sociologica sono scarsamente differenziate. Il principale esponente è Marx.
  • 2° fase (dal 1890 al 1920): si ha la prima differenziazione tra le due discipline. La sociologia economica si focalizza sul capitalismo che è un modello di produzione. I principali esponenti sono Weber ed altri sociologi tedeschi.
  • 3° fase (dal 1930 al 1980): la differenziazione si fa più consistente anche grazie allo sviluppo dell’approccio funzionalista, Parsons, che formula un modello che si chiama AGIL.

AGIL: questo modello mette in luce il fatto che la società ha delle istituzioni specifiche rivolte a svolgere determinate funzioni, fondamentali per il mantenimento del tutto che utilizza come metafore il corpo umano, quali:

  • A = Adattamento, ovvero distribuire le risorse offerte dall’ambiente che servono per la sopravvivenza a tutti i membri della società.
  • G = Raggiungimento degli obiettivi: attraverso le istituzioni politiche la società deve porsi degli obiettivi e fare in modo che questi vengano distribuiti in modo tale da non ostacolare l’integrazione del sistema. Ogni società si deve dare delle regole e questa funzione spetta al sistema politico.
  • I = Integrazione: è la funzione che deve svolgere il sistema giuridico perché ogni società deve preservare l’ordine sociale dandosi delle regole e prevedendo delle sanzioni per chi trasgredisce le regole. Questo compito spetta al sistema giuridico, alla legge.
  • L = Mantenimento dei modelli latenti: funzione delegata alla famiglia che ha un ruolo di socializzazione e sostanzialmente la famiglia come parte della società, come collettività, è colei che deve dare i valori sociali primordiali, deve socializzare l’individuo a vivere in una società.

Secondo questo modello la società è un organismo che ha 4 funzioni, ognuna delle quali è svolta da un’istituzione: economica, giuridica, politica e familiare/Comunità. Modello proposto per studiare i modelli economici.

  • 4° fase (dal 1980 in avanti): prevede la rinascita della sociologia economica grazie allo sviluppo di due filoni: la nuova sociologia economica, approccio delle reti di Granolette e del neoistituzionalismo, e la comparative political economy, che non faremo.

Lo status scientifico della disciplina

Se l’obiettivo dell’economia è quello di creare leggi generali di connessione tra fenomeni, del tipo se “A” allora “B”, la sociologia economica rifiuta questo approccio e non tende alla generalizzazione. La sociologia economica utilizza il metodo scientifico ma non richiede necessariamente di formulare delle leggi generali, in quanto una legge può valere in un tempo e uno spazio preciso.

In sociologia economica si formulano modelli, cioè ricostruzioni ideali di situazioni particolari definite da specifiche condizioni che ne limitano la validità nello spazio e nel tempo. Un modello è qualcosa che io costruisco ma che risponde a delle condizioni particolari. Sono elaborati a partire dalla realtà empirica e mi serve per poterla interpretare.

Nelle scienze sociali si individuano due modelli interpretativi: individualismo metodologico e olismo metodologico.

Olismo = il tutto che si contrappone all’individualismo.

L’individualismo metodologico è una prospettiva di analisi che cerca di spiegare i fenomeni sociali partendo dalla motivazione degli individui che agiscono: voglio spiegare un fenomeno guardando alla motivazione del singolo individuo che agisce. Come unità di analisi privilegiata ho l’individuo (Weber).

L’olismo metodologico è una prospettiva di analisi che cerca di spiegare i fenomeni sociali partendo dalla pluralità, dal gruppo, dal sistema che rappresentano le unità di analisi privilegiate. La struttura ha il primato sull’attore. È la società a condizionare il comportamento del singolo individuo.

Questa linea di frattura alimenta il pluralismo interpretativo che in realtà deriva anche dai molti approcci che si rifanno all’individualismo metodologico. All’interno dell’individualismo metodologico ci sono molti approcci diversi, molte correnti di pensiero differenti, appartenenti comunque alla prospettiva di analisi dell’individualismo metodologico.

Per questi, infatti, l’obiettivo dello studio dei fenomeni sociali è quello di ricostruire l’interazione tra condizioni esterne dell’azione e motivazioni dell’attore. Tale scopo è difficile da raggiungere e si presta a soluzioni diverse, perché:

  • Il ricercatore seleziona discrezionalmente condizioni e motivazioni che influenzano l’azione.
  • Assumono rilievo i valori del ricercatore.

Il ricercatore che fa parte anch’esso dell’intero sistema, utilizza i suoi valori per interpretare la realtà pur non influendo nel metodo scientifico.

Tuttavia, questo non inficia il lavoro scientifico se i valori del ricercatore sono esplicitati e se gli elementi di verifica e le prove su cui si fonda sono soggetti a vaglio, relazione ai valori VS giudizi di valore.

Il pluralismo interpretativo è un qualcosa di ineliminabile perché garantisce la qualità della disciplina stessa. Affinché ci sia pluralismo interpretativo è necessario che ci sia libertà di ricerca e che ci sia libertà democratica e libertà di espressione.

L’azione economica come azione sociale

L’attore non agisce isolato ma è influenzato da altri soggetti pertanto il suo comportamento fa riferimento anche al comportamento altrui.

Per Weber la società è un tessuto di relazioni sociali: l’individuo, quindi, non agisce isolato e attribuisce un senso soggettivo all’agire. Ne individua quattro tipi:

  • L’agire razionale rispetto allo scopo; una modalità di agire cercando di massimizzare l’utile tipica degli economisti.
  • L’agire razionale rispetto al valore; una modalità di agire seguendo le mie convinzioni a prescindere delle conseguenze che ne deriveranno.
  • L’agire affettivo.
  • L’agire tradizionale; una modalità di agire riguardante la tradizione, perché questa è la tradizione.

Ne risulta che il concetto di razionalità è più articolato e complesso di come lo intendono i neoclassici.

Simon nel 1947 ha coniato la formula di razionalità limitata, ne introduce il concetto: l’individuo ha dei limiti cognitivi tale per cui non può elaborare tutte le informazioni e non ha la capacità di sviluppare tutti i calcoli necessari. Nel 1978 ha vinto il Premio Nobel dell’Economia. Secondo Simon l’individuo non massimizza l’utile ma sceglie l’opzione più soddisfacente in base alle informazioni che dispone. Weber aggiunge che il comportamento economico di un soggetto è condizionato da aspetti non economici, politici, istituzionali e culturali.

Lezione del 21/02/2019

Per Durkheim l’economia commette l’errore di volersi sviluppare come scienza indipendente separandosi dagli aspetti sociali. Critica l’homo oeconomicus considerandolo un attore che si astrae ad ogni circostanza di spazio e di luogo e che è guidato solo da considerazioni individualistiche, legate al proprio interesse.

L’embeddedness

Intendere l’azione economica come azione sociale ha portato allo sviluppo del concetto di embeddedness (Granovetter, 1985): radicamento del comportamento economico in reti di relazioni interpersonali.

Tale concetto rimanda a quello di capitale sociale, che a sua volta può essere inteso come:

Un bagaglio relazionale e valoriale a disposizione di un soggetto, è l’insieme delle relazioni e dei valori che noi abbiamo a nostra disposizione. Capitale sociale ascritto, ce lo abbiamo da sempre.

A questo capitale sociale ascritto noi aggiungiamo con l’esperienza il capitale sociale costruito.

Le scelte che noi compiamo dipendono molto dall’entità del capitale sociale che noi deteniamo.

Putnam, 1993: intende il capitale sociale come una proprietà della collettività.

Coleman, 1990: intende il capitale sociale come una risorsa dell’individuo. Prospettiva micro.

Zukin e DiMaggio (1990) considerano restrittiva la definizione di embeddedness fornita da Granovetter e individuano 4 tipi di radicamento:

  • Cognitivo: perché le decisioni non vengono prese come sostengono gli economisti in condizioni di certezza e informazione perfetta, ma vengono prese in base a delle credenze che noi abbiamo che sono radicate nel tessuto sociale in cui viviamo.
  • Culturale: perché noi operiamo all’interno di un contesto culturale che ci condiziona pesantemente.
  • Strutturale: sono le reti all’interno delle quali ciascuno è inserito:
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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bedo99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Spina Elena.
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