Estratto del documento

Introduzione

Cosa studia la Scienza politica?

La Scienza politica è lo studio dei diversi modi in cui il potere politico viene ottenuto e utilizzato in un dato Paese.

Questa definizione di scienza politica, grazie alla sua sinteticità, le permette di essere applicata a diversi casi sia nel tempo che in termini di contesti diversi.

È una scienza che normalmente studia l’oggi, come ci si è arrivati e come le dinamiche odierne si possono spiegare rispetto a dinamiche del passato. Dunque, la scienza politica studia il potere politico, come si acquisisce e come si esercita.

La scienza politica non si è sempre focalizzata sugli stessi oggetti di studio in quanto è cambiato il mondo: i primi studiosi chiamati “scienziati della politica” sono Machiavelli e Aristotele. I politologi, con i diversi oggetti di studio susseguiti nel tempo, esistevano già ai tempi dell’antica Grecia.

Inizialmente il focus era il potere in senso ampio [cos’è il potere?] ma anche riguardo alle dinamiche per acquisirlo e per fare esercizio del potere. Poi ci si è spostati sullo studio dello Stato, ossia sullo studio dell’organizzazione del potere: non ci sono sempre stati gli Stati-Nazione come quelli odierni, erano un elemento che era entrato a far parte e a formarsi circa due secoli e mezzo fa, ed è lì che si comincia a cambiare l’oggetto di studio e si passa dal potere (cos’è, come acquisirlo ed usarlo) allo Stato (cos’è, com’è organizzato e come esercita ed organizza il potere).

Proseguendo storicamente, la scienza politica inizia a studiare anche gli attori che esercitano il potere, le élite, ossia coloro dei quali detengono il potere in un dato momento o in un tempo prolungato in base ai regimi politici.

Se andiamo a guardare alcune definizioni di Scienza Politica un po’ più ampie rispetto alla precedente, troviamo:

  • Treccani: Disciplina che studia le diverse modalità di organizzazione delle unità politiche, che classifica studiandone l’evoluzione, scoprendone le regolarità e le cause connesse
  • Accezione ampia: Qualsiasi studio dei fenomeni e delle strutture politiche condotto con sistematicità e rigore, basato su un ampio e accurato esame dei fatti
  • Accezione ristretta (e tecnica): Studio più specializzato e istituzionalizzato portato avanti da cultori della materia che si riconoscono tra loro come scienziati politici = più brevemente “scienza empirica della politica” o “scienza politica” (Dizionario di Politica)

Lavoro di gruppo: ricercare informazioni sul sistema partitico di un Paese dell’UE, fare presentazione in classe e relazione da inviare entro la fine delle lezioni. Per il partito: trovare un nome che ne esemplifichi i valori e obiettivi, preparare un logo, scegliere i colori che rappresentino il partito e deve avere un target elettorale principale. Si possono creare anche partiti di nicchia, se presente specificare l’ideologia, elaborare uno slogan e un miniprogramma e presentare i punti principali. Inoltre, specificare se e in quale misura abbia delle cose in comune con un altro partito.

Capitolo I – Natura ed evoluzione della scienza politica

Che cos’è la politica?

È il termine che contraddistingue questo tipo di studio, la politica non ha una sola definizione:

  1. Secondo Treccani viene definita come la scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello Stato e della vita pubblica […]
  2. Più concretamente, l’attività svolta per il governo di uno Stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti attraverso i quali si cerca di raggiungere determinati fini […]

Partendo da quest’ultima definizione, possiamo avere, con riferimento alla natura dei vari problemi presi in considerazione, la politica economica, la p. sociale, p. industriale, p. sanitaria, ecc., in base al contenuto, ossia all’attributo, che io attribuisco alla politica intesa come oggetto dell’azione.

C’è anche un altro elemento importante dentro il termine politica ossia, le varie modalità con cui uno Stato, un governo, un capo di governo imposta e cerca di risolvere l’insieme dei problemi politici di varia natura, specialmente di maggior portata e gravità portando dunque a: la p. italiana, la p. espansionistica degli Asburgo, la p. di Cavour, di De Gasperi, di Draghi, di Meloni potrebbero contenere i precedenti, perché ognuno potrebbe avere un’idea diversa di politica da attuare, quindi abbiamo un termine che con l’aggiunta di personalità che guida il governo di un dato Paese in un determinato momento, condiziona il contenuto della politica.

Politica è anche l’attività di chi partecipa alla vita pubblica, come membro del governo, del parlamento, di un partito, di un sindacato, di un movimento ecc.: p. attiva, darsi alla p., entrare in p. fare politica, quindi politica diventa l’oggetto dell’azione.

Infine, politica è qualsiasi argomento, fatto, questione che riguardi più o meno direttamente, il governo e l’amministrazione di uno Stato, l’operato dei partiti, quando diventa oggetto di discussione / conversazione: intendersi di p., discutere di p., occuparsi di p. politica come argomento.

La politica è un termine, un oggetto di studio ed interesse che possiamo far risalire a diversi anni fa, millenni: Aristotele è uno dei primi filosofi a parlare dell’uomo come un “animale politico” e in quanto tale è spinto per natura a unirsi ai propri simili e formare delle comunità, lo distingue dagli altri animali.

Infine, la politica, è l’attività che uomini e donne svolgono per tenere insieme un gruppo: l’uomo tende ad unirsi e a creare comunità che però devono essere tenute insieme. La scienza della politica è lo studio di questo fenomeno attraverso l’utilizzo del metodo scientifico in modo da formulare generazioni e teorie consentendone la verificazione o falsificazione.

La scienza politica contemporanea è il prodotto di un insieme di riflessioni e di analisi dei fenomeni politici maturate nel corso dell’esperienza politica occidentale; di volta in volta, gli studiosi si sono confrontati con questi fenomeni facendo appello ai metodi al loro tempo disponibili e studiando nel concreto le tematiche che apparivano di maggiore importanza.

In conclusione, “politica” è l’attività che uomini e donne svolgono per tenere insieme un gruppo, proteggerlo, organizzarlo e allargarlo, per scegliere chi prende le decisioni e come, per distribuire risorse, prestigio, fama e valori.

“Scienza politica” è lo studio di questa attività attraverso il metodo scientifico, cioè in modo da formulare generalizzazioni e teorie, e consentirne la verifica e la falsificazione, quindi come ogni altra scienza. Senza il termine scienza avremmo un mero insieme di informazioni, mentre se seguiamo il metodo scientifico per raccogliere date informazioni allora arriveremmo alle diverse politiche.

La scienza politica è stata preceduta da tante altre discipline che hanno contribuito a crearla e formarla solo negli ultimi due secoli.

È difficile delineare l’evoluzione della scienza politica in quanto:

  1. La sua storia si intreccia inevitabilmente con quella di altre discipline (filosofia politica, storia delle dottrine politiche, diritto costituzionale, sociologia politica…). Per comprendere l’evoluzione della scienza politica è necessario guardare ad altre discipline che prima di lei si sono occupate di politica.
  2. L’evoluzione della disciplina avviene congiuntamente alla (ri)definizione del suo oggetto di analisi e dei metodi utilizzati per esplorarlo. Sono mutati quelli che erano gli oggetti di attenzione e il metodo.
  3. Nel corso del tempo, sono mutati oggetto (che cos’è la politica) e metodo (che cos’è la scienza)

L’evoluzione della scienza politica attraverso il suo oggetto di studio si può suddividere in tre momenti, ma ciò non significa che in un primo momento ci si è concentrati sullo studio del potere, poi sullo Stato e infine su quello delle élites e ci si è dimenticati degli elementi precedenti, ma è come se fosse un’evoluzione, una scala e quindi quando studiamo le élites, per esempio è chiaro che studiamo anche gli studi precedenti perché non li abbandoniamo.

È un’evoluzione che si lega anche all’organizzazione delle nostre società e alla nascita dello Stato; quindi, si passa dallo studio del potere, della sua acquisizione e del suo esercizio in un dato contesto che diventa Stato e allora da quel momento in poi – in particolare dalla nascita degli Stati nazione che hanno avuto un impatto su diversi elementi – gli studiosi passano dal focus sul potere allo Stato come organizzazione, all’interno del quale il potere viene acquisito ed esercitato.

Infine, si passa alle élites ossia agli attori che all’interno dello Stato e alle organizzazioni ed istituzioni, agiscono per acquisire potere, per gestirlo per utilizzarlo allo scopo di portare avanti i propri obiettivi, priorità politico programmatiche, anche l’acquisizione di consenso ulteriore che permetta di mantenere il potere ecc. ecc. Questi tre elementi (potere, Stato ed élites) stanno insieme: non c’era lo studio delle élites quando i vari studiosi del potere (nonostante accennassero qualcosa) portavano avanti i loro studi, ma da quando, a partire dagli inizi del Novecento, si studiano le élites e i comportamenti degli attori, li studiamo sempre in visione dell’esercizio del potere.

Come è stato accennato, i tre momenti con cui possiamo suddividere l’evoluzione della scienza politica attraverso l’oggetto di studio sono:

  1. Potere: i precursori da Aristotele, Machiavelli, Hobbes fino ai pensatori contemporanei (Weber, Lasswell). Sin dall’inizio l’oggetto qualificante dell’analisi politica fu individuato nel potere. Le modalità di acquisizione e di utilizzo del potere, la sua concentrazione e distribuzione, l’origine e la legittimità del suo esercizio, la sua stessa definizione in quanto potere specificamente “politico” sono rimaste al centro di ogni analisi politica da Aristotele a Machiavelli, da Weber ai politologi contemporanei. I processi di modernizzazione sociale e culturale e di differenziazione strutturale hanno imposto una chiara distinzione tra il potere politico e le altre forme di potere.
  2. Stato: filosofi politici (Locke, Tocqueville, Hegel, Kelsen). Se nelle prime analisi classiche (Machiavelli e Hobbes) il problema era quello di creare l’ordine politico attraverso il controllo del potere all’interno di confini ben definiti, in altri casi il problema consiste nella creazione di uno Stato pluralista (Locke), democratico (Tocqueville), forte (Hegel), capace di assicurare un compromesso fra le classi sociali (Kelsen), in grado di decidere in situazioni di emergenza (Schmitt). Da questa fase emergeranno due distinte tradizioni analitiche:
    • Tradizione anglosassone, che presta attenzione ai processi sociali più che alle configurazioni statuali.
    • Tradizione continentale di analisi delle strutture statuali vere e proprie, cioè di studi istituzionali.
  3. Élites: i classici del primo Novecento (Mosca, Pareto e Michels). La teoria delle élites fonda un ricco e fecondo filone di ricerca perseguito con profitto.

Il positivismo nelle scienze sociali

Storicamente si è passati dallo studio della storia come una sequenza di fatti, che era già fondamentale per la comprensione della realtà, all’osservazione della realtà fattuale (che avviene già con Machiavelli). Devono passare ancora dei secoli prima che tra Ottocento e primo Novecento arrivi l’approccio positivista che si lega all’osservazione dei fatti nettamente distinti dai valori: l’approccio positivista ritiene che i fatti osservabili siano uguali, oggettivi da ogni punto di vista li si osservi.

Tra Ottocento e Novecento, quindi, le innovazioni nelle scienze naturali generano volontà di imitazione: sperimentazione tecniche di indagine, produzione di spiegazioni e generalizzazioni (Weber).

L’approccio positivista si inserisce e passa da un approccio legato esclusivamente alle scienze naturali, ossia, dall’osservazione della realtà, e inizia ad essere sperimentato nelle scienze sociali, alla formulazione di leggi sociali: uno dei primi autori e studiosi che si dedica alla sperimentazione di tecniche e indagini che non esistevano, e produrre delle spiegazioni e delle generalizzazioni attraverso l’accumulazione di sperimentazioni e la verifica delle ipotesi di ricerca che si erano fatti è Durkheim.

Il positivismo nelle scienze sociali (che arriva con la sociologia) passa dall’osservazione della realtà alla formulazione di leggi sociali, quindi: si parte dall’osservazione e dalla creazione di una o più ipotesi che leghino i fatti osservati tra loro, che leghino una o più variabile dipendente (ossia un fenomeno che osserviamo variare nel tempo o nello spazio) e la sua associazione di una variabile indipendente ossia la causa della sua variazione.

Si può osservare che in Italia i partiti apologisti non hanno un particolare successo rispetto ad altri Paesi, come in Nord Europa.

Un’ipotesi è valida quando riesco a verificarla attraverso l’osservazione di dati che mi dimostrino che è valida, ma al contrario posso falsificare l’ipotesi che mi ero data sempre attraverso il metodo scientifico:

  1. Osservazione
  2. Sviluppo di un’ipotesi (relazione tra variabili)
  3. Raccolta dati
  4. Analisi dei dati
  5. Verifica o falsificazione dell’ipotesi

La falsificabilità è un fondamentale criterio scientifico, è il criterio che si utilizza per distinguere le asserzioni scientifiche da quelle che non lo sono, perché le prime sono sempre suscettibili di essere dimostrate come false. Infatti, provare che un’ipotesi è sbagliata è già un risultato scientifico.

Il sistema politico secondo Easton

Quindi, la scienza politica è lo studio del sistema politico a partire dalla Seconda Guerra mondiale in poi, dove molti studiosi – in particolare americani e USA – iniziano dopo potere, Stato ed élites, a sentire il bisogno di ridefinire l’oggetto di analisi della scienza politica.

David Easton (politologo canadese 1917-2014) definisce il sistema politico come “un sistema di interazioni, astratte dalla totalità dei comportamenti sociali, attraverso le quali i valori vengono assegnati in modo imperativo per una società”. La scienza politica diviene lo studio delle modalità, complesse e mutevoli, con le quali i diversi sistemi politici procedono all’assegnazione imperativa di valori.

Secondo Easton ci sono 3 componenti del sistema politico attraverso le quali interagiscono tra loro diversi elementi:

  1. La comunità politica, composta da tutti coloro che sono esposti alle procedure, alle norme, alle regole, alle istituzioni – cioè al regime – del sistema politico. Si intendono, quindi, i cittadini e le cittadine di una comunità, una società, ma possono anche essere attori collettivi. Tutti contribuiscono a formare la comunità politica.
  2. Le autorità, i detentori del potere politico, coloro che sono autorizzati dalle procedure, dalle norme, dalle regole e dalle istituzioni a produrre assegnazioni imperative di valori: regole, politiche pubbliche in un dato momento e infatti possono essere diverse in diversi momenti. Le autorità sono i detentori del potere politico, che in un dato momento sono autorizzati da procedure, istituzioni, norme a produrre assegnazioni per attivare i valori attori protagonisti del processo decisionale.
  3. Il regime, composto da:
    • Principi sono le norme, regole, procedure, valori, la Costituzione di un dato Paese e quindi di un dato sistema politico
    • Istituzioni, ossia le strutture, le organizzazioni di rappresentanza, di governo, di amministrazione pubblica
    • Rendimento è l’attività effettuata nell’ambito e nei limiti dei principi e all’interno delle istituzioni che a sua volta può creare nuovi principi sempre nel rispetto del regime nel suo complesso. Chi lo fa? Le autorità, i detentori del potere politico, che in un dato momento hanno il potere di assegnare imperativamente i valori.

Secondo Easton, le tre grandi componenti del sistema politico lavorano all’interno del seguente schema.

Come funziona?

La comunità sta fuori dalla black box – ossia una scatola nera all’interno della quale vengono prese le decisioni e vengono assegnati dei valori da parte delle autorità preposte a farlo in un dato momento - e inserisce dentro la black box degli input. Se questi input riescono a raggiungere le istituzioni, all’interno delle quali le élites o autorità prendono le decisioni in un dato momento, e questa domanda entra a far parte dell’agenda istituzionale, essa viene trasformata all’interno del passaggio nella black box in output, ossia in decisioni (es. politiche pubbliche).

La produzione delle politiche pubbliche non finisce nel momento in cui questa viene approvata, bensì c’è una fase successiva di implementazione ed esecuzione concreta di questa nuova decisione presa, e fa sì che vi sia una risposta (feedback) da parte o del piccolo alla quale era dedicata questa decisione, oppure chiunque altro gruppo.

Questa legge implementata potrebbe essere completamente diversa rispetto a ciò che era stata inserita come input prima della black box, e le ragioni sono infinite (es: un partito da solo non riesca ad avere la maggioranza, e quindi per prendere delle decisioni da solo deve giungere a negoziazioni e accordi con partiti che non la vedono allo stesso modo, e quindi la proposta iniziale viene cambiata dopo la negoziazione), quindi ciò che vi

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 152
Appunti Scienza della politica Pag. 1 Appunti Scienza della politica Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 152.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Scienza della politica Pag. 41
1 su 152
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saragero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza della politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof De Giorgi Elisabetta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community