POLITECNICO DI MILANO
Autore
Andrea Viale
Corso di Laurea: Ingegneria Meccanica
Anno Accademico: 2025/2026
Semestre: I Statistica
Insegnamento:
Codice Insegnamento: 086449
Numero di CFU: 5
Professore: Nicolussi Federica
Libro di testo (di riferimento): Statistica per ingegneria – Montgomery, Runger, Hubele
Descrizione:
Il seguente file è interamente basato sulle lezioni frontali del corso ed integrato tramite il libro di
testo di riferimento, indicato dal professore. Sono inoltre presenti alcuni approfondimenti
riguardanti gli argomenti più complessi e delicati, all’interno degli stessi paragrafi, oppure a parte.
Cosa include il seguente file:
10 riassunti appositi alla preparazione dell’esame, che coprono nello specifico la seconda parte del
corso, più difficile e complicata (test: ipotesi, adattamento, confronto, indipendenza, proporzione,
media, varianza; inferenza previsione; linee guida per l’esame, …)
Documento redatto a scopo di studio personale. È severamente vietata la riproduzione, la condivisione e la rivendita non
autorizzata a terzi. Questo materiale non sostituisce lo studio sui testi ufficiali o la frequenza alle lezioni.
Programma del corso:
Statistica Descrittiva. Distribuzione di frequenza, istogrammi, box-plot. Media, moda, mediana.
Indici di variabilità. La disuguaglianza di Chebychev. Percentili, IQR. Elementi di probabilità. V.A.
continue. Distribuzioni: uniforme, esponenziale, Normale. V.A. discrete. Distribuzioni: binomiale e
di Poisson. Indipendenza. Teorema Centrale del Limite. Teoria della stima e test. Stimatori non
distorti. Errore quadratico medio. Test. Errore di tipo I. Test z sulla media di una Normale. P-value.
Dimensione del campione ed errore di tipo II. IC per la media di una Normale: varianza nota. Test t
e IC per la media di una Normale: varianza ignota. Test chi-quadrato e IC per la varianza di una
Normale. Test e IC su due medie. Test t per dati accoppiati. Test chi-quadrato di buon adattamento.
Modelli lineari: Regressione lineare semplice e multipla. Stima ai minimi quadrati dei parametri del
modello. Test e IC per i parametri di un modello lineare. Previsione di una nuova osservazione.
Analisi e scelta del modello.
Versione del file: 1.2
In caso di eventuali modifiche (correzione di errori o altre) la versione del file cambia
Nota dell’autore:
“ Grazie per il tuo acquisto!
Grazie di cuore per l'acquisto e per la fiducia che mi hai dimostrato! Ho dedicato molto tempo e
cura alla stesura di questo documento; spero vivamente che queste dispense ti siano utili per
alleggerire lo studio, comprendere al meglio la materia e per superare l'esame con successo.
Se ti sei trovato bene e reputi questo materiale di qualità, ti chiedo un piccolo favore: parlane con i
tuoi amici qualora dovessero aver bisogno di appunti chiari e affidabili su cui prepararsi. Il
passaparola è il supporto più prezioso che tu possa darmi: il ricavato di queste vendite, infatti, è ciò
che mi permette di continuare questa attività, dedicando tempo e risorse alla stesura, alla
revisione e alla pubblicazione di nuove dispense per i prossimi corsi.
Un grande in bocca al lupo per il tuo esame e per il proseguimento dei tuoi studi! ”
Andrea
Altre mie pubblicazioni:
- Dispense di Costruzione di Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Fisica Tecnica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Principi di Ingegneria Elettrica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Meccanica Applicata alle Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Meccanica dei Fluidi (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Tecnologia Meccanica (lezioni, esercitazioni e mappe mentali)
Elenco aggiornato a Luglio 2026 "Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di giganti."
— Sir Isaac Newton
Riassunti II parte
Statistica descrittiva
Frequenze assolute ( ): numero di volte in cui un determinato valore si
n
presenta in un insieme di dati = #
n x
i i
Frequenze relative ( ): proporzione con cui un dato si presenta rispetto al
f r
totale frequenze assolute n i
frequenze relative = =
⇒
f r
totale osservazioni i
n
TOT
Frequenze cumulate (relative): se specificato possono anche essere assolute
{ 1 se = 1
i
=
f cumulata + se = 1
i
f f i
cum rel
i−1 i
Tabella di frequenze
Dati grezzi Frequenze assolute Frequenze relative
x n f r
n 1
x n
1 1 n
TOT
n 2
x n
2 2 n
TOT
… … …
n n
x n
n n n
TOT
Per i caratteri continui si effettua il raggruppamento in classi
Riassunti II parte 1
Indici di centralità
Sono indici che rappresentano l’intera distribuzione in quanto indicano il suo
valore centrale
indice che lascia inalterata la somma del totale ( )
Media: n =
∑ x X
n
i
i
n
1 ∑
=
X x i
n = 1
i
Media ponderata k k
1 ∑ ∑
=
= ⋅ ⋅
X x n x f
i i i r i
n
= 1 = 1
i i
Tuttavia la media è influenzata dai valori anomali quindi si dice che non è un
indice robusto
Non è possibile calcolare la media sui dati qualitativi in quanto essi non sono
numeri
Su dati raggruppati in classi la media si calcola rispetto ai valori centrali di tutte
le classi: n ⋅
∑ f X
ass m
i i
i=1
=
X classi
N
−
con valore medio della classe
b a
= (a , )
X b
i i
m i i
2
i
Mediana (Me): è quel valore di tale che
X n n
# ( ≤ Me ) ≥ # ( ≥ Me ) ≥
∧
x x
i i
2 2
Per dati discreti:
Riassunti II parte 2
se è dispari la mediana è il valore centrale ( in posizione )
n+1
n x 2
Me = x ( )
n+1
2
se è pari la mediana è la media dei due valori centrali
n +
x x
( ) ( )
+1
n n
2 2
Me =
2
La mediana non è influenzata dai valori anomali quindi si dice che è un indice
robusto
La mediana è il quantile di ordine 0.5
La mediana richiede un ordinamento dei valori, quindi non è possibile calcolare
la mediana sui dati qualitativi in quanto generalmente non è possibile ordinarli
Indici di posizione
Quantili di ordine ∈ [ 0, 1 ]
α
: # ( ≤ ) ≥ ⋅ ∧ # ( ≥ ) ≥ ( 1 − ) ⋅
q x q α n x q α n
α i α i α
Quartili: quantili che dividono la distribuzione in quattro parti uguali (ognuna
contenente il 25% della distribuzione)
= = Me = =
Q q Q q Q q
1 2 3
0.25 0.5 0.75
Stima puntuale quartile:
Dato il quartile il punto del quartile appartiene alla
kN
∈ [a , ] (Q , )
Q b
k i i k 4
retta che passa per e , quindi la sua stima si
(a , ) (b , )
f f
cum. ass. cum. ass.
i i
i−1 i
trova con la seguente formula: −
kN f f
cum. ass. cum. ass.
− (Q −
= )
i i−1
f a
cum. ass. k i
4 −
i−1
b a
i i
Riassunti II parte 3
Moda: è la modalità (se è qualitativo) oppure il valore (se è quantitativo) di più
x
frequente nella distribuzione
ci possono essere anche più mode all’interno di una distribuzione (se
presenta due picchi diversi)
Classe modale: classe con densità più alta
Indici di dispersione
Vengono associati agli indici di centralità per misurare come i valori di variano
x
rispetto ad una misura centrale
Varianza campionaria: rappresentano gli scostamenti quadratici di X rispetto
alla media n n
[ ]
1 1 n
∑ ∑
2 2
^ 2 2 2
= −
=
= −
(
S s x X) x X
i i
−1 −1 −1
n n n
= 1 = 1
i i
[ ]
k k
1 1 n
∑ ∑
2 2
2 2
⋅ − (?)
= − = ⋅
(
s x X) n x n X
i i i
i
−1 −1 −1
n n n
= 1 = 1
i i
Più è grande e maggiore è la dispersione della distribuzione
La varianza è molto influenzata dai valori anomali dunque non è un indice
robusto
Varianza: n 2
(x − ) ⋅
∑ X f ass
i − 1
i
N
^
2 2
i=1
= =
S S
N N
Deviazione standard (o scarto quadratico medio): è la media quadratica degli
scostamenti di dalla media
X i
Riassunti II parte 4
n
1 ∑ 2
= = −
(
s s x X)
i
−1
n = 1
i
Essendo la varianza non robusta anche la deviazione standard non è
robusta
Differenza interquantile: indica il campo di variazione del 50% centrale della
distribuzione IQR = −
Q Q
3 1
Non è influenzato dai valori anomali dunque è un indice robusto
Range: differenza tra il valore massimo ed il valore minimo della distribuzione
Rappresentazioni grafiche
Carattere qualitativo:
Grafico a torta
Grafico a barre: linee con altezza pari alle frequenze assolute oppure
relative
Carattere quantitativo discreto (o una distribuzione di frequenze):
Grafico a barre: linee con altezza pari alle frequenze assolute oppure
relative
Carattere quantitativo continuo (o una distribuzione in classi):
Istogramma: presenta tanti intervalli quante sono le classi e usa dei
rettangoli con area pari alla frequenza assoluta o relativa (e non l’altezza)
Riassunti II parte 5
per la rappresentazione grafica (a differenza del grafico a barre dunque
considera anche l’ampiezza delle classi)
Ampiezza della classe: a i
Altezza del rettangolo: = densit aˋ di frequenza (assolute o relative)
d i n f
i r
=
= i
d
i
a a
i i
Commento di un istogramma:
1. trend: es. cresce fino a toccare il picco nella classe x e poi decresce
2. in quale direzione si allunga (qual è la coda più lunga)
La direzione in cui si allunga mostra la simmetria / asimmetria della
distribuzione:
Distribuzione simmetrica ⇒ media ≈ mediana ≈ moda
Distribuzione asimmetrica positiva ⇒ media > mediana > moda
Distribuzione asimmetrica negativa ⇒ media < mediana
Box-Plot: descrive la distribuzione tramite indici di posizione e di dispersione
Vengono raffigurati:
Minimo della distribuzione: min = − 1.5 IQR
Q 1
Massimo della distribuzione: max = + 1.5 IQR
Q 3
Mediana Me
Un rettangolo che va da a , che rappresenta quindi la differenza
Q Q
1 3
interquantile e che è centrato sulla mediana
IQR = − Me
Q Q
3 1
Questo metodo è utile per confrontare distribuzione diverse della stesso
fenomeno tra loro, ed è un metodo robusto, infatti non considera gli outliers
Statistica descrittiva bivariata
Riassunti II parte 6
Statistica descrittiva che considera due fenomeni alla volta
(x , ), … , (x , )
y y
1 1 n n
Dipendenza lineare
Tenta di rappresentare la distribuzione di punti tramite una retta, individuando
una relazione lineare tra le due variabili osservate
Covarianza: misura il numero di campioni concordanti, è un indice utile a
rappresentare il grado di dipendenza lineare
n
1 ∑
cov(x, = = ( − ( −
y) S x x) y y)
xy i i
−1
n = 1
i
La covarianza di una stessa variabile rappresenta la sua varianza
2
cov ( ) = =
x, x S S
xx
relazione lineare positiva
> 0
S xy relazione lineare negativa
< 0
S xy
Indice di correlazione: indica la forza e la direzione della relazione lineare tra
due variabili S xy
( ) = [ −1, 1 ]
∈
r x, y
S S
xx yy
indica una correlazione positiva perfetta
= + 1
r indica una correlazione negativa perfetta
= − 1
r indica un’assenza di correlazione lineare
= 0
r
Due variabili indipendenti sono anche indipendenti linearmente ed hanno una
correlazione uguale a zero (il contrario non è detto)
Indipendenza ⇒ Incorrelazione
Se un fenomeno è la causa di un altro allora i due fenomeni saranno fortemente
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Appunti di Statistica aziendale
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