POLITECNICO DI MILANO
Autore
Andrea Viale
Corso di Laurea: Ingegneria Meccanica
Anno Accademico: 2025/2026
Semestre: II Meccanica dei Fluidi
Insegnamento:
Codice Insegnamento: 083503
Numero di CFU: 7
Professore: Berzi Diego
Libro di testo (di riferimento): Idraulica – D. Citrini, G. Noseda
Descrizione:
Il seguente file è interamente basato sulle lezioni frontali del corso ed integrato tramite il libro di
testo di riferimento, indicato dal professore. Sono inoltre presenti alcuni approfondimenti
riguardanti gli argomenti più complessi e delicati, all’interno degli stessi paragrafi, oppure a parte.
Cosa include il seguente file:
5 riassunti appositi alla preparazione dell’esame, che coprono ogni possibile argomento che potrebbe
capitare nella prova (fluidi: definizioni e reologie; statica dei fluidi, dinamica dei fluidi reali; linee guida
per esame, …)
Documento redatto a scopo di studio personale. È severamente vietata la riproduzione, la condivisione e la rivendita non
autorizzata a terzi. Questo materiale non sostituisce lo studio sui testi ufficiali o la frequenza alle lezioni.
Programma del corso:
Sistemi continui e proprietà fisiche dei fluidi: equazione di stato, idrocinematica, bilanci di massa e
di quantità di moto. Idrostatica: concetto di pressione, statica dei fluidi comprimibili e
incomprimibili, spinte idrostatiche. Modello di fluido ideale: equazione di Eulero, teorema di
Bernoulli e considerazioni meccaniche ed energetiche; processi di efflusso, misure di velocità e di
portata; effetti della comprimibilità. Teoremi meccanici globali: formulazione integrale
dell'equazione dell'equilibrio dinamico, spinte dinamiche e macchine idrauliche (pompe e turbine).
Meccanica dei fluidi reali in regime stazionario: modelli monodimensionali, flussi laminari e
turbolenti, profili di velocità nelle tubazioni; condotti lisci e scabri; calcolo di un impianto a fluido.
Meccanica delle correnti in regime non stazionario: condotte in regime non stazionario,
fenomenologia di colpo d'ariete. Modello di fluido Stokesiano: relazioni sforzi-deformazioni,
equazione di Navier-Stokes, considerazioni energetiche e soluzioni semplici (flusso laminare
stazionario tra lastre piane e parallele e in tubi cilindrici, lubrificazione idrodinamica). Similitudine,
analisi dimensionale e modelli: Teorema e gruppi adimensionali significativi nella meccanica dei
fluidi; modelli e similitudine. Flussi su corpi immersi ed interazioni fluido-struttura: concetti di lift e
drag, flussi attorno a corpi immersi. Strato limite: sviluppo dello strato limite su lastra piana,
transizione tra strato limite laminare e turbolento, strato limite turbolento, effetti del gradiente di
pressione e separazione.
Versione del file: 1.2
In caso di eventuali modifiche (correzione di errori o altre) la versione del file cambia
Nota dell’autore:
“ Grazie per il tuo acquisto!
Grazie di cuore per l'acquisto e per la fiducia che mi hai dimostrato! Ho dedicato molto tempo e
cura alla stesura di questo documento; spero vivamente che queste dispense ti siano utili per
alleggerire lo studio, comprendere al meglio la materia e per superare l'esame con successo.
Se ti sei trovato bene e reputi questo materiale di qualità, ti chiedo un piccolo favore: parlane con i
tuoi amici qualora dovessero aver bisogno di appunti chiari e affidabili su cui prepararsi. Il
passaparola è il supporto più prezioso che tu possa darmi: il ricavato di queste vendite, infatti, è ciò
che mi permette di continuare questa attività, dedicando tempo e risorse alla stesura, alla
revisione e alla pubblicazione di nuove dispense per i prossimi corsi.
Un grande in bocca al lupo per il tuo esame e per il proseguimento dei tuoi studi! ”
Andrea
Altre mie pubblicazioni:
- Dispense di Costruzione di Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Fisica Tecnica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Principi di Ingegneria Elettrica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Statistica (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Meccanica Applicata alle Macchine (lezioni, esercitazioni e riassunti)
- Dispense di Tecnologia Meccanica (lezioni, esercitazioni e mappe mentali)
Elenco aggiornato a Luglio 2026 "Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare."
— Lucio Anneo Seneca
Fluidi
Fluidi statici
Sono i fluidi che non presentano sforzi tangenziali = 0
τ
In statica il legame costitutivo è =
Φ p I
Fluidi ideali
Definizione
Sono fluidi inviscidi, hanno cioè viscosità nulla
Caratteristiche
Essendo inviscidi, anche se si muovono non presentano sforzi tangenziali =
τ
0 (come quella dei fluidi statici)
Reologia =
Φ p I
Cadente
La cadente è nulla e infatti l’energia meccanica per unità di peso (trinomio di
J
Bernoulli) si conserva durante il moto (fluido ideale, pesante, incomprimibile in
condizioni di moto permanente)
=0 ⇒ = const
J H
Fluidi reali
Definizione
Fluidi 1
Sono fluidi dotati di viscosità non nulla
Caratteristiche
Essendo viscosi durante il moto presentano sforzi tangenziali e, dato che in
questo caso l’energia meccanica non è conservata, si scaldano
Reologia [vedi dopo]
Reologia dei fluidi Stokesiani 2
2
= + 0 + 1 +
Φ ⋅ ( ; ; ) ( ; ; ) ( ; ; )
p I f I1 I2 I3 I f I1 I2 I3 D f I1 I2 I3 D
[vedi dopo]
Reologia dei fluidi Newtoniani 2
= + 2μ
Φ ( ∇ ⋅ −
p I v) I D
μ
3
Cadente
La cadente è non nulla e infatti l’energia meccanica per unità di peso
J
(trinomio di Bernoulli) non si conserva durante il moto (viene degradata in
calore) 2 ∂H
λ V =
>
= 0 ⇒ −
J J
2g ∂s
D
Dove l’indice di resistenza per condotte circolari cilindriche
λ
Moto laminare Moto turbolento
64 1 2.51 1
( )
R
= = log +
− 2
λ 10
Re 3.71
Re
D
λ λ
Fluidi Stokesiani
Sono i fluidi che rispettano le seguenti caratteristiche:
1. Sono compatibili con la statica, quindi quando sono fermi il legame
costitutivo è =
Φ p I
2. La funzione presente nel loro legame costitutivo deve essere isotropa (o
f
“oggettiva”) ovvero indipendente dal sistema di riferimento
Fluidi 2
3. La funzione presente nel loro legame costitutivo deve essere funzione
f
solo di una qualsiasi derivata nel tempo della deformazione (noi useremo la
velocità di deformazione)
I fluidi Newtoniani sono una sottocategoria dei fluidi Stokesiani (anche gli
Pseudoplastici e i Dilatanti)
Classificazione tempo-indipendente (statica)
Considera il rapporto tra sforzi tangenziali e velocità di deformazione in
condizioni statiche
Fluidi Newtoniani
La viscosità è costante e quando non sono sollecitati non presentano sforzi
tangenziali
Il legame tra sforzi tangenziali e velocità di deformazione è lineare e passa
per l’origine
Fluidi non Newtoniani
Sono tutti i fluidi che non sono newtoniani
Fluidi alla Bingham
La viscosità è costante e finché lo sforzo tangenziale applicato non supera
un valore critico il fluido si comporta come un solido indeformabile
Fluidi 3
Il legame tra sforzi tangenziali e velocità di deformazione è lineare ma non
passa per l’origine
Sono i fluidi che possiedono una forma propria e che presentano un valore
critico di sforzo tangenziale (”di soglia”) al di sotto del quale non si
deformano
Fluidi Pseudoplastici
La viscosità diminuisce all’aumentare della velocità di deformazione
Il legame tra sforzi tangenziali e velocità di deformazione è meno che
lineare
Fluidi Dilatanti
La viscosità aumenta all’aumentare della velocità di deformazione
Il legame tra sforzi tangenziali e velocità di deformazione è più che lineare
Classificazione tempo-dipendente
Considera anche come il rapporto tra sforzi tangenziali e velocità di
deformazione varia nel tempo
Non è da sapere
Fluidi Tissotropici
Il legame tra sforzi tangenziali e velocità di deformazione è monotono
decrescente nel tempo
Mantenendo una velocità di deformazione angolare costante la
microstruttura interna cede gradualmente e lo sforzo tangenziale
necessario per mantenerla in moto si abbassa nel tempo
Fluidi Reopettici
Il legame tra sforzi tangenziali e velocità di deformazione è monotono
crescente nel tempo
Fluidi 4
Mantenendo il fluido in movimento ad una velocità di deformazione
angolare costante la resistenza via via aumenta, e quindi aumenta anche la
viscosità apparente
Mappa
Fluidi 5
Statica dei fluidi - Esercizio 1
Diagramma delle pressioni
Legge di Stevino
p p p
~ ~ ~
A B
+ const ⇒ + + = +
= = ⇒
z z z p p γ h
A B B A W AB
γ γ γ
W W
Ipotesi
Fluido in quiete (se le differenze di altezza sono piccole
Fluido incomprimibile < 1000 m
vale anche per comprimibili)
Fluido pesante: l’unica forza di volume agente è la forza peso
Temperatura costante
Conseguenze
Tutte le superfici orizzontali sono isobare
Alla quota geodetica del piano dei carichi idrostatici corrisponde la
pressione nulla
Cose importanti
La pressione in un gas è costante
L’inclinazione della retta delle pressioni rispetto alla verticale corrisponde
all’arcotangente del peso specifico del fluido , e quindi maggiore
( arctan )
γ
è il peso specifico del fluido e maggiore sarà l’inclinazione della retta delle
pressioni rispetto alla verticale
Spinte
Statica dei fluidi - Esercizio 1 1
Note
Nel caso di esercizi in cui sono presenti solidi immersi attenzione che
bisogna considerare sia le spinte lungo le superfici piane che le spinte sulle
superfici curve!
Attenzione ai versi dei vettori ed ai loro segni
Superfici piane ^ ^
+
=
S S i S j
x y
Modulo =
S p A sup
G
Con pressione in corrispondenza del baricentro della superficie
p G
Direzione: normale alla superficie e passante per il centro di spinta CS
Metodo grafico CS: il centro di spinta coincide con il baricentro del solido
delle pressioni
Metodo analitico CS L
CS ( , ) ⇒ = + , = (nei nostri casi)
ξ η ξ ξ x η
G G 2
Con coordinata del baricentro della superficie e
x x
G I G
=
ξ G
x A sup
G
Per questo il centro di spinta risulta sempre più lontano dalla retta di sponda
rispetto al baricentro
Verso: positivo se di compressione
Calcolo baricentri figure geometriche
Statica dei fluidi - Esercizio 1 2
Rettangolo Triangolo Trapezio
2 rispetto al
=
y h ( 2a + )
h G 3 h b
= =
vertice
y y
G G
2 3 ( + )
a b
rispetto alla
=
y h/3
G
con altezza rispetto alla base
h base maggiore,
con altezza
h con base minore e
a b
base maggiore
In alternativa è possibile calcolare il baricentro del trapezio suddividendo la
forma in un rettangolo ed un triangolo e facendo la media pesata sulla
superficie dei due baricentri +
b A b A
T T R R
=
G trapezio +
A A
T R
Con “braccio” (o distanza) rispetto ad una delle due basi del trapezio, oppure
b
in alternativa rispetto alla retta di sponda, misurata lungo il piano della
superficie piana (quindi quello verticale se lo è la superficie, oppure quello
inclinato se lo è anche la
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