Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale
Importanza della fisiologia nella sessuologia
Nella sessuologia importanza della biologia, ci sono anche fattori culturali e fattori psicologici individuali. In sessuologia possiamo distinguere fra atti sessuali come la masturbazione, un bacio o la penetrazione e comportamenti sessuali come il corteggiare una ragazza, essere seduttivi nella condotta nell’abbigliamento, guardare una pellicola pornografica.
Inoltre è possibile distinguere il sesso da "riproduttivo" (finalizzato al genere figli), "ricreativo" (mirato al piacere) e "relazionale" (se orientato allo scambio comunicazionale con la persona amata). Senza dubbio la sessualità rispetto a qualsiasi altra sfera dell’esistenza umana costituisce l’area più carica di emozioni, affetti e sentimenti; ma anche divieti, paure, tabù.
Questo perché la possibilità di procreare nuovi esseri umani investe di significato il rapporto sessuale in senso sia positivo, sia negativo; inoltre il piacere fisiologicamente associato all’ampia tipologia degli atti sessuali, inoltre l’elevato valore di rinforzo intrinseco per cui essi tendono a essere ripetuti più di altri atti.
In più l’intimità che i comportamenti e gli atti sessuali richiedono alle persone che ne sono protagoniste; sia in coppia sia da soli. Tutti questi fattori sono di per sé sufficientemente potenti da giustificare la centralità di tutto ciò che è sessualità nell’esistenza umana.
Sesso e genere
In sessuologia si utilizzano due termini: sesso e genere, che sono due cose diverse. Con il termine:
- Sesso: Ci riferiamo solo all’aspetto biologico. Gli animali sono caratterizzati dalla presenza di gameti maschili e femminili. Quindi, a seconda che l’individuo abbia un tipo di gameti, se ha gameti maschili è di sesso maschile, se ha quelli femminili è di sesso femminile, se li ha entrambi è ermafrodito. (Le lumache sono ermafrodite, si fecondano reciprocamente). I gameti negli esseri umani sono gli spermatozoi per i maschi e le cellule uovo per le femmine. Quindi, i sessi, dal punto di vista biologico, sono solamente due. Nel caso delle lumache, sono ermafrodite nella conformazione normale, l’ermafroditismo può avvenire anche in altri animali ma è una conformazione patologica. Può succedere che un essere umano nasca con un’ovaia da una parte e un testicolo dall’altra, in tal caso parliamo di ermafrodita, ma però in questo caso la persona ha un sesso cromosomico, vale a dire le sue cellule hanno cromosomi maschili o femminili e quindi dal punto di vista cromosomico la persona è un maschio o una femmina. Però qui potremmo avere le persone mosaico, significa che hanno una parte del patrimonio genetico delle loro cellule in un modo e una parte in un altro modo, e quindi non hanno un genoma univoco e uniforme. (Per esempio, esistono persone con sindrome di Down che sono mosaici, una parte delle loro cellule è portatrice della mutazione e un'altra parte no, e quindi il loro aspetto fenomenologico, così come si mostrano e il loro funzionamento dipende da quella parte del corpo che è stata caratterizzata dalla mutazione della trisomia 21). Il sesso è dicotomico, femminile o maschile, tutte le versioni intermedie dell’espressione biologica del sesso sono patologie.
- Genere: Ci si riferisce a qualcosa di molto più complesso, ci si riferisce a tutto ciò che la cultura fa fare alle persone per distinguerle in base al sesso a cui vengono attribuiti di solito alla nascita, non sempre alla nascita, ci sono alcune culture il genere verso 5-6 anni. Come si esprime il genere? (Per esempio, cravatta, pantaloni e giacca sono indumenti attribuiti al genere maschile secondo la nostra cultura, io sono stereotipato [il prof] rispetto alla mia espressione di genere, vale a dire mi mostro secondo gli standard classici della cultura occidentale attuale). Questo fa parte della definizione di genere, (voi vi aspettate che un uomo nella mia posizione e della mia età si vesta in questo modo). Se fossi una donna mi vestirei in altro modo, camminerei e gesticolerei in altro modo e ci si aspetta che io abbia interessi, gusti e sensibilità diverse dai maschi. Tutti quanti questi elementi fanno parte degli stereotipi di genere, sono le regole che vengono attribuite dalla cultura alle persone a seconda del corpo che hanno, (poiché sei nato con un determinato sesso devi esprimerti in un determinato ruolo di genere che è dettato dalla cultura). (Esempio: il maschio non deve fare uncinetto, fare la maglia, e quando il bambino maschio cade dicevano il maschio non piange, sono tutti stereotipi di genere). Tutti questi stereotipi di genere, sono tutte convinzioni non c’è nessun motivo pratico basato sulla fisiologia maschile o femminile o biologico che spiega perché, ad esempio, una donna non possa fare il meccanico. Oggigiorno ci sono impostazioni ideologiche chiamate di tipo transgender, che sostengono che ogni persona ha il diritto di esprimere il suo genere come meglio ritiene e che quindi non ci debbano essere degli stereotipi di genere che indicano come una persona che è stata attribuita alla nascita ad un dato genere si dovrà comportare nella sua vita, secondo questo punto di vista non ci sono abiti maschili o femminili, ci sono semplicemente abiti. I transgender solitamente non seguono gli stereotipi, ma tendono a fare un mix fra gli stereotipi maschili e femminili, esempio si vestono con indumenti di entrambi i sessi, sono più trasgressivi. Questo va contro la cultura occidentale e anche contro la legge, le leggi occidentali non permettono di andare in giro travestite, un tempo si chiamavano leggi suntuarie che dettavano come ogni persona dovesse vestirsi a seconda del ceto a cui apparteneva (es. il povero non poteva indossare gioielli preziosi, particolari indumenti o tipologie di tessuti), così subito vedendo la persona si poteva riconoscere se era un nobile, un borghese o un popolano. Quindi una persona deve essere riconoscibile per quello che è per la sicurezza pubblica, queste legge furono abolite, ma rimase il fatto che ogni persona si deve presentare per quello che è (cioè se io sono un maschio devo presentarmi con un ruolo di genere maschile, così che tutti sanno che sono un maschio per motivi di sicurezza pubblica). Per lo stesso motivo il burka, non si può andare mascherati. I generi come vedremo non sono solo due, ma in alcune culture sono stati concepiti generi 3, 4, 5, 6 fino a 7. Sono tutte varianti di espressione sulla base dell’appartenenza di un determinato sesso. Gli stereotipi di genere che sono legati al genere maschile nella cultura occidentale sono molto più rigidi rispetto alle regole attribuite al genere femminile. Quindi gli uomini devono seguire strettamente lo stereotipo di genere, pena lo stigma sociale. (I maschi non possono mettere le gonne, le donne invece sia pantaloni che gonne, i maschi non possono mettere alcuni colori). Il fatto che gli stereotipi di genere maschili siano molto rigidi è causa di sofferenza per i maschi notevole, perché basta poco per un maschio per sentirsi variante, atipico. Tutto ciò che è connotizzante maschile è positivo (es. donna con le palle) tutto ciò che è connotizzato femminile è negativo (uomo effemminato). Tutto ciò che femminilizza un uomo è negativo, tutto ciò che mascolinizza una donna è positivo, fin dall’antichità, perché non è comprensibile come un appartenente del sesso dominante (maschio) cerca di assumere caratteristiche del sesso dominato (femmine), mentre è comprensibile il perché una donna voglia imitare un uomo. Tutto ciò che riguarda la sessualità è caratterizzato da forti aspetti emotivi, la sessualità è sorta fondamentalmente per la riproduzione e conservare la specie, è una funzione umana e non umana molto importante. La società si preoccupa che le persone facciano figli. Italia terzo paese al mondo con alto numero di anziani. Inoltre, la sessualità è legata al piacere, questo è un aspetto positivo, ma è anche uno dei motivi per cui la sessualità produce guai, come tutto ciò che produce piacere è potenzialmente pericoloso, poiché costituisce un potente rinforzo e quindi una persona può essere motivata a ripetere questi comportamenti, se lo si ripete un po’ troppo può diventare problematico, ci sono stati di ipersessualità o dipendenze sessuali, creano molti guai a coloro che ne sono affetti. Un altro aspetto della sessualità è l’intimità, l’esercizio della sessualità può essere solitaria ed è un’espressione normale della sessualità, la masturbazione è una fase importante nella storia delle persone, fase obbligata per i maschi meno per le femmine (se un maschio dice che non si è mai masturbato le cose sono due o mente o è altamente patologico, per le donne non è così). I maschi lo fanno e possono farlo anche durante la vita di coppia, e non è assolutamente un segno di insoddisfazione della sessualità di coppia, ma è un'altra forma di attività sessuale per i maschi che va al di là dell’attività sessuale di coppia. L'attività sessuale relazionale comporta il raggiungimento di una certa intimità, cioè la capacità di condividere non solo il proprio corpo ma anche gli aspetti emotivi e i pensieri con il partner, questo è un aspetto dominante nelle femmine rispetto ai maschi. Perché effettivamente nelle donne, il coinvolgimento emotivo è necessario per avere un rapporto sessuale con il partner, negli uomini il fatto di avere un coinvolgimento emotivo con il partner non è strettamente necessario, per l’uomo è come fare attività fisica. Questi 3 elementi e poi molti altri, fanno sì che la sessualità sia al centro delle nostre culture.
Storia della sessuologia
La storia della sessuologia, come disciplina scientifica, nasce nella seconda metà dell’Ottocento e nasce da parte di psichiatri o medici. A quell'epoca in psichiatria vi erano due prospettive teoriche fondamentali:
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Concetto di degenerazione: Introdotta da due medici francesi, Morel e Magnan, sosteneva che il genere umano è lanciato in una via magnifica di progressione verso il miglioramento. In questi anni c’era il concetto di evoluzionismo e tutta quanta questa scuola di pensiero vedeva lo sviluppo biologico delle specie come una progressione verso il meglio, ci si adatta, sempre in meglio, sempre migliori. In alcune persone patologiche questa progressione verso il miglioramento si blocca e queste persone tornano indietro, il processo si inverte, ed ecco che nasce il concetto di degenerato.
Tale processo degenerativo sarebbe in grado di provocare sia disordini mentali sia malattie gravi, trasmissibili ereditariamente. I malati mentali sono dei degenerati, che invece di migliorare nella loro vita, si bloccano e tendono a degenerare e a tornare a comportamenti e a modalità di pensiero più primitive nella storia umana. Il più famoso rappresentante di questa visione fu lo psichiatra Richard Von Krafft-Ebing, il quale pubblicò il più grande trattato di sessuologia della storia, "Psichopathia Sexualis", riteneva che tutte queste persone che avevano queste perversioni sessuali (definite poi parafilie) erano considerati dei degenerati, quindi che ritornassero verso una sessualità più bestiale, elementare e primitiva. Le perversioni, proprio in quanto decelerazioni psichiche non psiconevrosi, sarebbero le conseguenze di un cervello malato e alterato da influssi ambientali o ereditari.
Seppur accogliendo la teoria di Alfred Binet, secondo cui il feticismo sarebbe risultato di un apprendimento associativo (condizionamento classico pavloviano), l’autore afferma che la perversione in questione non potrebbe verificarsi se il cervello non fosse già predisposto alla degenerazione. Riteneva che anche queste persone, che soffrivano, avevano diritto a un trattamento. Ritenne che molte di queste degenerazioni fossero dovute alla pratica della masturbazione.
Un medico francese Tissot scrisse un trattato che si intitolava "L’onanisme", onanismo vuol dire masturbazione, elencò tutte le supposte conseguenze della masturbazione, fra cui perdita di midollo spinale, malattie mentali come schizofrenia e malattie della pelle. Anche Kraft-Ebing attribuì la malattia a pratiche masturbatorie eccessive.
Altri autori importanti che hanno fatto parte della posizione della degenerazione sono, Henry Havelock Ellis, riteneva che le perversioni sessuali fossero su base ereditaria, ma fu importante per due cose: il concetto di “simbolismo erotico” (consiste nel sostenere che le perversioni sessuali siano la trasformazione dell’energia sessuale non solo in perversioni sessuali nei soggetti che riescono a sviluppare l'energia sessuale nella giusta direzione, ma anche in quelli che lui chiama equivalenti psicosessuali cioè arte e poesia, che assumano forme simboliche in cui una persona esprime) e il trattato sull’omosessualità (mise in dubbio che tutti i casi di omosessualità fossero patologici).
Un altro autore fu Sigmund Freud, lui appartiene a questa impostazione poiché la teoria dello sviluppo sessuale è degenerazionista, secondo questa teoria la libido durante la storia evolutiva di un individuo fa catarsi, si scarica, su determinati organi. Freud è degenerazionista poiché crede che le patologie siano fissazioni a determinate fasi dello sviluppo. Freud ebbe una concezione dell’omosessualità molto aperta, non considerò mai l’omosessualità una patologia, considerava gli esseri umani come bisessuali. Tutti gli psicanalisti dopo di lui la considerarono come patologia. La depatologizzazione dell’omosessualità avvenne con un referendum dell’APA nel 1974 e così nella sesta edizione del DSM II che venne pubblicata nel 1974 fu tolta, poi dal DSM III il termine omosessualità venne citata solo come omosessualità egodistonica, dal DSM III-R del 1980 non troverete più il termine omosessualità.
L’ultimo grande sessuologo di questo periodo è Magnus Hirschfeld [già nel 800 l’Italia derubricò l’omosessualità come reato, invece il Regno Unito è stato l’ultimo a togliere il reato dell’omosessualità negli anni 70 del 900] questo autore riteneva che l’omosessualità fosse strettamente collegata a gli ormoni sessuali. Tutt’oggi si ritiene che l’orientamento sessuale sia legato ai fattori ormonali. L’approccio ai disturbi psichiatrici in base al concetto di degenerazione non fu del tutto negativo poiché è alla base della moderna neuropatologia e genetica ma fu anche alla base degli studi dei fattori psicologici come possibili origini dei disturbi sessuali, quindi molto importante.
- La prospettiva opposta al concetto di degenerazione: Una prospettiva più condivisa attualmente. La visione della degenerazione considerava tutte le patologie come una cosa assolutamente diversa, assolutamente qualitativamente e quantitativamente diversa da tutto ciò che è normale. Il secondo approccio vede tra normalità e patologia un continuum per cui, ciò che è patologico non sarebbe altro che un aumento quantitativo, ma non qualitativo, di aspetti che sono presenti nella popolazione normale (es. le ossessioni le possiamo avere tutti, ma la persona ossessiva ci pone più caso rispetto agli altri e come li interpreta questi pensieri ossessivi). Sicuramente l’approccio della continuità è più fertile e meno stigmatizzante e quindi è da preferire.
Il più importante sessuologo che caratterizza questa visione è Iwan Bloch, che pubblicò "Scienze Sessuali", considerato il padre della sessuologia, contrario al concetto di degenerazione e contrario al concetto freudiano di naturale perversione del bambino (il bambino come perverso naturale, nel senso sessuale, poiché tende alla sua soddisfazione sessuale senza limiti, tutto ciò che gli piace sessualmente e gli provoca piacere, viene ripetuto nel tempo ed è il processo di acculturazione che produce la creazione delle inibizioni e quindi di quella che Freud ha chiamato la censura. Quindi alle pulsioni libidiche, che porterebbero il soggetto alla perversione e quindi al naturale e spontaneo perseguimento di tutto ciò che gli produce piacere sessuale, nel senso libero e senza alcuna inibizione e le pulsioni libidiche porterebbero a questo; con la crescita si creano le pulsioni dell’io, cioè il prodotto delle pressioni sociali che dicono che non possiamo fare tutto ciò che ci piace ma dobbiamo seguire determinate regole che sono un compromesso tra ciò che ci piace e quello che la società ci permette, poiché se non avessimo dei limiti ognuno vorrebbe raggiungere la propria soddisfazione di piacere e ci tireremo le “botte in testa” a vicenda in quanto gli altri diventerebbero delle fonti di ostacolo alla persecuzione dei nostri fini. La società, necessariamente, deve porre delle inibizioni e quindi devono essere costruiti degli argini alle pulsioni libidiche, le cosiddette pulsioni dell’io, che derivano dall'introiezione dei genitori, delle regole genitoriali introiettate, in questo modo si crea la censura che impedisce di agire a tutte le nostre pulsioni libidiche. Oppure vengono sublimate, come ad esempio la pulsione orale può essere sublimata nel canto lirico). Bloch sosteneva che le deviazioni sessuali dipendessero da vari eventi, fondamentalmente eventi legati al clima, alla cultura, al bisogno di novità degli stimoli “effetto coolidge” (esiste un effetto ben noto in sessuologia, l'"effetto coolidge").
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