Metodologia
Introduzione
Una ricerca nasce per rispondere a quesiti e/o trovare soluzioni. Si tratta di uno studio sistematico (metodo scientifico) che prevede un approccio empirico, un atteggiamento critico, un’osservazione sistematica e controllata, un resoconto che sia obiettivo, concetti (costrutti) con definizioni chiare e operativamente specifiche, strumenti accurati e precisi, misure valide e attendibili ed ipotesi verificabili.
Finalità del metodo scientifico
- Definire (descrizione), predire e spiegare nuove informazioni relative ai processi mentali e comportamentali per poterle applicare (ambito operativo, soluzione di problemi concreti) nella vita delle persone.
- Individuare delle relazioni (teoria).
Tipi di ricerca
- Di base: comprensione teorica di un argomento, progresso della conoscenza scientifica.
- Applicata: utilizzazione sistematica di teorie e metodi della ricerca di base per la soluzione di problemi concreti.
Tipologie di processi di ricerca
- Induttivo: raccolta e analisi dati, definizione di relazioni/pattern, ipotesi di relazioni generalizzabili: teoria.
- Deduttivo: ipotesi, raccolta e analisi dati, conferma/disconferma ipotesi, modifica/rifiuto della teoria.
Teoria
La teoria è la conoscenza cumulata nel tempo da esperti nel settore (letteratura); rappresenta lo “stato dell’arte” su uno specifico argomento e un modello rispetto a cui intervenire nella pratica. Essa comprende assunti validabili (conferma), modificabili (revisione) e rigettabili (confutazione). Può essere generalizzata, confermata/confutata e nascere da intuizioni, organizzazione di dati esistenti, ricerche, nuovi dati. Deve essere rivista nel caso in cui i nuovi dati (ricerca) rilevino punti deboli o sostituita da una nuova teoria che fornisca una spiegazione migliore.
Misurare in psicologia
Le caratteristiche psicologiche non possono essere osservate direttamente, perciò la misurazione si articola in:
- Definizione teorica di un costrutto;
- Individuazione di indicatori comportamentali che rilevino la presenza di una caratteristica psicologica;
- Strumenti di misura che rilevino tali caratteristiche.
Cosa si misura
Le variabili. L'operazionalizzazione (dimensioni e relativi indicatori), dai costrutti alle variabili.
Si parte da un costrutto (concetto astratto che indica un complesso organizzato nella vita psichica non osservabile direttamente), che è qualcosa di insito nelle persone o nelle relazioni. Dei costrutti, di cui è necessario fornire una definizione, sia teorica (consultazione della letteratura relativa all’argomento) che operativa, si devono individuare gli aspetti osservabili e misurabili: le variabili (qualsiasi attributo o caratteristica che è stata misurata e che può cambiare o assumere valori o categorie diverse da caso a caso, o per lo stesso caso in momenti diversi). Esse costituiscono gli indicatori osservabili del costrutto.
Indicatori
- Riflettivi: manifestazioni osservabili del costrutto stesso.
- Formativi: l’indicatore definisce il costrutto.
Come si misura: strumenti e scale di misura
Esistono diversi tipi di strumenti: interviste, self-report, osservazione diretta. Le scale di misura (nominale, ordinale, a intervalli, a rapporti) sono modi diversi per tradurre in numeri le caratteristiche che vengono osservate; si assegna un numero ad un oggetto in base ad una regola scelta sulle caratteristiche dell’oggetto. Si rappresentano le proprietà degli oggetti tramite le proprietà del sistema numerico.
La scelta dello strumento di misura si basa sia sugli aspetti che vogliamo misurare del costrutto, sia su quale teoria della misurazione abbiamo (stabiliscono la corrispondenza empirica tra gli item di una scala e il costrutto psicologico).
Teorie sulla misurazione
Teoria classica dell'errore/dei test
X = V + E
Il punteggio/numero assegnato all’individuo relativamente ad una certa caratteristica rappresenta perfettamente la quantità di essa nel soggetto specifico?
X (punteggio) = V (punteggio vero) + E (errore)
Il punteggio osservato rimanda ad un punteggio vero che rappresenta la quantità di una certa caratteristica della persona. Attraverso la standardizzazione del test valutiamo se tale quantità sia maggiore o minore di un livello soglia considerato come livello medio del costrutto. Si somministra il test ad un gruppo normativo (tipico) i cui punteggi verranno considerati come norma rispetto alla quale valutare i punteggi ottenuti dalle persone alle quali in seguito verrà somministrato il test. [Vedi procedura psicometria punteggi standardizzati] Punti Z= valori x trasformati che esprimono le distanze dalla media.
Tipi di errore
- Casuale/Asistematico: varia in ogni misurazione. Non controllabile né prevedibile. La media degli errori tende a zero, non esiste correlazione tra parte vera ed errore, gli errori non correlano tra loro.
- Sistematico: è sempre lo stesso per tutte le possibili misurazioni. La media degli errori sarà diversa da zero, gli errori possono essere correlati con la parte vera della misurazione e possono esserci correlazioni tra gli errori stessi.
Teoria dei tratti latenti
Si basa sul calcolo della probabilità che una persona risponda correttamente ad un certo item. Tale probabilità è data dal livello di abilità o tratto latente del soggetto.
Chi si misura: partecipanti
Non “soggetti” (norme APA, American Psychological Association). Popolazione: totalità delle persone/eventi oggetto di studio, aventi la caratteristica oggetto della misurazione, composta da N casi (N=ampiezza della popolazione). Misurare nella popolazione prevede tempi lunghi e costi elevati. Campione: sottoinsieme della popolazione, composto da n casi (n=ampiezza campionaria). Si misura nel campione per estendere alla popolazione, selezionando un campione rappresentativo tramite un’estrazione che deve essere casuale (tutti devono avere la stessa probabilità di essere selezionati per far parte del campione) e in cui deve vigere l’indipendenza tra le varie estrazioni (la selezione di un elemento non deve influenzare la selezione dell’altro).
Come si valuta la misura: attendibilità e validità
La misura può essere valutata in termini di precisione e stabilità (attendibilità), per cui le misure di uno stesso costrutto saranno in accordo e risulteranno uguali in tempi diversi di misurazione. Validità/accuratezza, per cui esisterà un’elevata corrispondenza tra costrutto misurato e realtà.
Attendibilità
Attendibilità = Affidabilità = Fedeltà: proprietà del test definita come la precisione con cui lo strumento misura un costrutto, facendo fronte all’errore di misurazione. Costituisce il grado in cui la varianza osservata nei punteggi è sovrapponibile alla varianza vera. Convergenza (consistenza interna) tra misurazioni indipendenti dello stesso costrutto. Indicatori sono i coefficienti di attendibilità, ovvero numeri che esprimono tale precisione, inversamente proporzionale all’errore presente nella misurazione. Dipendono dal numero di item!
Alfa di Cronbach: indice più noto, compara la variabilità associata ai singoli item con quella complessiva, va da 0 a 1. Un test è considerato sufficientemente attendibile se ottiene almeno un valore pari a .60 (vedi tabellina slides). Nella lettura dell’output SPSS relativa all’Alfa di Cronbach, vengono mostrate le statistiche item-totale se l’item è escluso.
Strumento self-report: soggetti chiamati ad indicare su una scala Likert quanto sono d’accordo con alcuni item/variabili. Strumento checklist: osservazioni del comportamento effettuate attraverso la compilazione di una griglia osservativa. Coefficiente di correlazione test-retest: misura la stabilità nel tempo delle risposte al test e la si ottiene somministrando lo stesso test allo stesso campione a distanza di tempo. La misura dell’attendibilità sarà data dalla correlazione tra i punteggi ottenuti delle due somministrazioni (r di Pearson).
L’attendibilità è un requisito necessario ma non sufficiente per la validità: se una misura non è attendibile non può essere valida, ma se è attendibile non è detto che sia anche valida! L’attendibilità può essere indipendente dalla validità.
Discriminabilità
Un test valido deve consentire di mettere in evidenza le differenze tra persone con caratteristiche diverse e le similarità tra persone con caratteristiche simili.
Validità
Validità = Accuratezza: stabilisce utilità e adeguatezza di uno strumento. Capacità di una misura di misurare ciò che intende misurare.
- V. di Facciata: lo strumento ha le sembianze di uno strumento che misura il costrutto.
- V. di Contenuto: grado in cui gli item dello strumento costituiscono un campione rappresentativo dell’universo dei comportamenti possibili relativi al costrutto. Soddisfatta se il costrutto viene presentato in modo esaustivo includendo gli aspetti principali ed escludendo quelli irrilevanti. Dipende quindi dalle definizioni teorica ed operativa del costrutto. Si basa sulla valutazione di esperti (assunzioni soggettive).
- V. Interna o Fattoriale: grado in cui gli item concorrono a misurare uno stesso costrutto. Si utilizza l’analisi fattoriale come metodo che indichi e/o confermi la dimensionalità dello strumento. Si ottiene con un adeguato controllo dei fattori (di disturbo, var confondenti) che potrebbero mascherare/accentuare/modificare l’eventuale relazione tra le variabili in esame.
- V. Esterna o di Criterio: riguarda la rappresentatività e la replicabilità/generalizzabilità del risultato della ricerca rispetto alla popolazione. Si stabilisce un criterio (costrutto esterno) ritenuto teoricamente connesso con quanto misurato, con il quale confrontare i risultati ottenuti con lo strumento di cui vogliamo stabilire la validità. Misurata mediante il coefficiente di correlazione tra test e criterio. Di essa fanno parte la V. Predittiva (rilevazione del costrutto a cui fa seguito la rilevazione del criterio) e la V. Concorrente (la rilevazione di costrutto e criterio è simultanea).
- V. di Costrutto: quanto l’operazionalizzazione del costrutto è efficace, perciò quanto il test è efficace nel misurare ciò che intende misurare. Di essa fanno parte la V. Convergente (correlazione tra misure diverse di uno stesso costrutto) e la V. Divergente/Discriminante (correlazione bassa tra misure diverse di costrutti diversi).
- V. Temporale: ottenibile ripetendo l’esperimento a distanza di tempo.
- V. di Popolazione: ottenibile lavorando su campioni rappresentativi, dipendenti da come avviene la selezione dei partecipanti stessi. Minacciata dall’uso di campioni di convenienza.
Altri tipi di validità
- Statistica: riguarda la correlazione (se implica una correlazione causa-effetto si parla di validità interna) tra la variabile indipendente e la variabile dipendente, dovuta al caso. Significanza: ammissibilità di statistiche utilizzate in relazione alle scale di misura delle variabili. Questo tipo di validità si lega all’adeguata formulazione delle ipotesi statistiche, al livello di significatività fissato (influisce sulla probabilità associata agli errori del I e II tipo), all’ampiezza del campione e alla corretta interpretazione della grandezza dell’effetto osservata. A questo proposito si parla di analisi della potenza statistica, che concerne livello di significatività (α), potenza del test statistico (1–β), ampiezza campionaria (n) e dimensione/grandezza dell’effetto (effect size).
- Ecologica: l’ambiente del quale i soggetti hanno esperienza nella ricerca deve avere le caratteristiche che il ricercatore suppone, e i risultati ottenuti devono essere generalizzabili ai contesti della vita quotidiana. Ciò si lega all’artificialità dell’esperimento (che può essere poco rappresentativo della vita reale, vd laboratorio) e alla percezione soggettiva del compito e dell’ambiente nel contesto sperimentale (il fatto di partecipare ad un esperimento rende artificiale la situazione).
Validità della ricerca
Implica la corrispondenza tra la realtà e le conclusioni della ricerca. Una ricerca ben fatta deve essere priva di contraddizioni interne, produrre dati attendibili e correttamente analizzati, fornire spiegazioni accurate di un fenomeno, produrre risultati generalizzabili, consentire previsioni. Obiettivo del ricercatore è quello di controllare tutto ciò che possa influire negativamente sulla validità di una ricerca inficiando/invalidando la corrispondenza tra conclusioni e realtà. Per questo motivo deve:
- Verificare l’esistenza di relazioni causali tra le variabili (adeguatezza del disegno).
- Misurare ciò che ci si propone di misurare (adeguatezza degli strumenti).
- Analizzare attraverso la statistica l’influenza del caso (adeguatezza dell’analisi).
- Verificare quanto delle relazioni osservate può essere esteso a condizioni diverse da quelle della sua ricerca (generalizzabilità).
Minacce alla validità interna
Sistematiche
- Cambiamenti di tipo biologico e psicologico durante il corso della ricerca.
- Maturazione (vd ricerche in età evolutiva).
- Effetto dell’esperimento: abituazione – se si è già partecipato ad altre ricerche – oppure effetti legati tra loro, quali la ripetizione di prove simili (effetto dell’ordine che provoca un senso di familiarità o noia col compito) con l’effetto sequenza (per cui la prestazione in un compito/condizione differisce in base al compito/condizione precedente).
- Regressione statistica verso la media: nella ripetizione di una prova, i partecipanti ottengono punteggi che tendono a regredire verso la media rispetto a quelli estremi ottenuti inizialmente.
- Analizzare gruppi precostituiti, che non garantiscono omogeneità.
- Effetti dovuti alla strumentazione: i dispositivi devono essere affidabili e, talvolta, lo sperimentatore stesso può minacciare la validità interna se non somministra correttamente il test, o a causa delle proprie aspettative (vd effetto sperimentatore).
Asistematiche
- Perdita dei soggetti: mortalità (ricerche prima-dopo) e abbandono, che falsano l’equivalenza dei gruppi. Talvolta la mortalità non è casuale ma esistono fattori precisi che influiscono sulle caratteristiche del campione “restante”.
- Effetti dovuti alla storia: eventi esterni o interni all’ambiente sperimentale che durante la conduzione della ricerca intervengono in modo incontrollato sovrapponendosi all’effetto della variabile indipendente, creando così confusione nel rapporto causale tra X e Y.
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