Introduzione
Ciclo di vita è il periodo che porta il bambino a diventare adolescente, adulto e anziano, sino alla morte. Lo sviluppo sono i cambiamenti che avvengono dalla nascita alla morte, in modo ordinato e che persistono per un periodo di tempo esteso. I cambiamenti temporanei non sono considerati sviluppo. L’educazione è il processo e le attività, influenzati nei diversi periodi storici e nelle varie culture, volti allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e di facoltà mentali, sociali e comportamenti di un individuo.
I primi anni di vita sono quelli in cui avvengono la maggior parte degli sviluppi, che saranno fondanti per la sua vita adulta e matura. Ci focalizzeremo su tre ambiti dello sviluppo: psicomotorio, cognitivo e quello sociale.
Sviluppo psicomotorio
Lo sviluppo e il potenziamento delle competenze motorie rappresenta un fattore fondamentale per lo sviluppo del bambino. Lo sviluppo della competenze motoria incide, oltre che sul benessere psicofisico, anche sullo sviluppo di altre abilità e funzioni del bambino.
Per competenze motorie si intende la manualità, la mobilità e l’equilibrio; aumentando la frequenza, l’intensità e la durata vengono migliorate le competenze motorie. Lo sviluppo delle competenze motorie dipende, in larga misura, dalla pratica di attività motoria e fisica a cui il bambino è sottoposto. Lo sviluppo motorio dipende dall’opportunità di fare esperienza.
I bambini hanno bisogno di sperimentare attività motoria con adulto che svolge ruolo di incoraggiamento, mediazione, stimolo e aiuto nella pratica. I bambini devono praticare attività per diventare più competenti. Più competenti saranno, meno a rischio incidenti saranno.
Funzioni esecutive
Le funzioni esecutive sono processi mentali che hanno lo scopo di pianificare e organizzare i comportamenti e le emozioni di un soggetto, quando si confronta con realtà nuove e difficoltose. Sono alla base di pianificazione, creazioni di strategie e problem solving.
- Inibizione o controllo inibitorio: abilità che consente di non far interferire nel compito che si svolge impulsi o informazioni non pertinenti (distrattori).
- Memoria di lavoro: competenza che permette di tenere in memoria info utili per lo svolgimento di un compito.
- Flessibilità di risposta cognitiva: capacità di variare strategie per adattarsi a compiti.
Le funzioni esecutive si sviluppano nei primi anni di vita e sono allenabili, ma scarsa salute fisica e scarsa fitness possono contribuire a ridurre capacità di ragionamento, problem solving, capacità di autocontrollo e memoria.
Stadi di maturazione
Durante il suo sviluppo l'individuo passa attraverso diversi stadi di maturazione, cioè i cambiamenti in quantità dell’individuo. Procede in maniera lenta e regolare, durante la vita dell’organismo, ma esistono periodi in cui la crescita procede più rapida. Dipende da fattori in continua iterazione:
- Intrinsechi: Geni, Cromosomi
- Estrinsechi: Alimentazione, Esercizio fisico, Clima e igiene, Sistemi di riferimento
I tre principi generali dello sviluppo sono:
- La velocità di sviluppo è diversa nelle persone.
- Lo sviluppo è relativamente ordinato: le persone imparano secondo una relativa gradualità predefinita (prima abilità semplici e poi abilità più complesse). Ordinato non significa prevedibile.
- Lo sviluppo avviene in modo graduale; in genere ci mettono tempo per avvenire.
I periodi sensibili sono i momenti in cui una persona è particolarmente predisposta ad apprendere certe esperienze/stimolazioni. Non sono più chiamati critici, perché anche una volta terminata questa fase, una persona può sempre imparare.
Sviluppo motorio
Per sviluppo psicomotorio si intendono tutti i processi di cambiamento che porteranno l’individuo ad acquisire le competenze motorie che gli permetteranno di coordinarsi in modo fine e generale, agire e muoversi in autonomia. Lo sviluppo motorio è strettamente legato a:
- Crescita e maturazione fisica
- Sviluppo percettivo
- Sviluppo cognitivo
- Sviluppo affettivo, sociale, relazionale
Per sviluppo motorio si intende:
- Motricità intrauterina
- Motricità neonatale
- Prensione e motricità fine
- Postura
- Deambulazione e movimento
Motricità intrauterina
Al termine del quarto mese di gestazione, il feto compie movimenti analoghi a quelli che compirà il neonato, aggraziati e fluidi.
Motricità neonatale
Si divide in due macrocategorie (spontanea e indotta). La motricità neonatale spontanea durante stati di veglia tranquilla e durante il pianto compie general movements, coinvolgono tutto il corpo (arti-corpo-capo). La motricità neonatale indotta è un repertorio di riflessi, cioè comportamenti prodotti in modo automatico in risposta a stimoli specifici.
- Riflesso di prensione: toccando il palmo della mano del bambino, questi stringe le dita attorno alla mano di chi lo tocca o a qualsiasi oggetto.
- Riflesso di marcia automatica: se il neonato viene tenuto in posizione eretta con i piedi a contatto con una superficie, compie movimenti di deambulazione.
- Riflesso del capo: toccando la guancia del neonato questi prima volge il capo verso il lato stimolato e poi verso l’altro.
- Riflesso di suzione: quando la sua bocca viene a contatto con qualcosa che può essere succhiato, il neonato compie movimenti di suzione.
- Riflesso di Babinsky: se si accarezza la pianta del piede del neonato, questi prima stende le dita, poi le richiude.
- Riflesso di Moro: in caso di allarme (forte rumore, cambiamento di posizione improvviso), il neonato inarca la schiena, estende braccia e gambe e poi le chiude verso il centro del corpo come per abbracciare.
Prensione e motricità fine
È presente già alla nascita, con movimenti di pre-avvicinamento ad uno stimolo visivo, che non viene raggiunto. Il controllo dei movimenti fini si sviluppa secondo la legge prossimo-distale secondo la quale vengono padroneggiati prima i movimenti che coinvolgono i muscoli più vicini alla parte mediana del corpo, successivamente i muscoli più periferici.
Intorno ai 4 mesi avvengono i primi afferramenti riusciti. Tra i 5-6 mesi il bambino sembra “rastrellare” l’oggetto verso il proprio corpo e non vi è uso del pollice (prensione cubito palmare). Tra i 7-8 mesi il bambino afferra con il palmo e usa le prime tre dita insieme (prensione radio palmare). Intorno ai 9 mesi il bambino sviluppa la prensione radio digitale (a pinza), cioè l’oggetto è tenuto con opposizione indice-pollice, che consente movimenti precisi; le attività delle due mani si differiscono.
Sviluppo posturale
Lo sviluppo posturale si sviluppa secondo la legge cefalo-caudale secondo la quale il controllo del capo precede quello dell’asse corporeo, che a sua volta precede quello degli arti.
Dalla posizione prona il bambino prima solleva il mento (primo mese), solleva testa e spalle (secondo mese) e infine si appoggia sugli avambracci (terzo mese).
Il bambino per raggiungere la posizione seduta passa attraverso diverse fasi: fino a 4-5 mesi mantiene una posizione seduta però sostenuto da un adulto perché ha ancora un tronco ipotonico; dai 6 mesi circa, mantiene la schiena dritta, con il tronco inclinato in avanti e si appoggia con le mani a terra; dal 7° mese mantiene autonomamente la postura seduta.
Il bambino verso i 9 mesi è in grado di mantenere una postura eretta in piedi se aiutato da un adulto; verso gli 11-12 mesi riesce a stare in piedi da solo. Dal secondo semestre di vita, il bambino striscia aiutandosi con braccia e gambe; poi impara a camminare a gattoni (non tutti sono passati per questa fase); dopo 9-10 mesi, se sostenuto sotto le ascelle compie qualche passo; a 1 anno cammina tenuto per mano; a 13-14 mesi cammina da solo.
Nel periodo 0-3 anni il bambino acquisisce le competenze motorie che gli permettono di coordinarsi con maggiore efficacia e precisione.
Nei primi due anni di vita il bambino non ha acquisito pienamente le capacità di linguaggio; perciò, la postura e il movimento diventano modalità di esprimere esigenze ed emozioni. Il bambino crea il dialogo posturale, cioè a seconda di quale postura che assume può dire qualcosa al proprio caregiver.
Evitare di anticipare posizioni e movimenti prima del loro naturale sviluppo perché il rischio è ridurre l’agilità e rendere più rigido il bambino, anche perché i muscoli devono acquisire il giusto tono prima che il bambino possa acquisire una posizione.
Conoscendo i vari processi di sviluppo motorio è possibile progettare attività motorie utili ed efficaci. Il training motorio deve sempre avere come obiettivo sviluppare le tre fondamentali competenze motorie (manualità, mobilità, equilibrio); il training dovrà essere diverso per fascia d’età, pensato sulle abilità che un bambino possiede e che deve sviluppare.
Nella fascia 3-6/7 anni i bambini possiedono:
- Un elevato impulso a muoversi e buona capacità di movimento
- Fantasia e curiosità verso l’ignoto
- Difficoltà di analisi razionale, facendo scelte spinte dall’intuito e dall’istinto
- Scarsa capacità di concentrazione
Durante questa fascia d’età è necessario indirizzare il bambino e la sua grande vivacità verso una vasta gamma di conoscenze motorie.
Sviluppo cognitivo
Lo sviluppo cognitivo è come si sviluppano e cambiano le nostre funzioni mentali, adibite allo sviluppo dei processi di pensiero e apprendimento. Lo sviluppo cognitivo studia proprio le caratteristiche dell’ organizzazione cognitiva nelle diverse età.
Il costruttivismo prevede un’interazione continua tra individuo dotato di competenze e l’ambiente, attraverso un processo di continue autoregolazioni. Secondo Piaget è necessario attribuire al soggetto il ruolo di attivo costruttore di conoscenza (bambino-scienziato), senza però negare la componente innata. Questa teoria formulata da Piaget prende il nome di strutturalismo costruttivistico. Piaget rifiuta una concezione deterministica che vede lo sviluppo cognitivo come pre-programmato geneticamente perché lo considera invece come l’esito di diversi fattori:
- Maturazione biologica: dispiegamento di mutamenti biologici programmati geneticamente. Bassa influenza.
- Attività: capacità di agire nell’ambiente (muoversi, esplorare, manipolare), che incrementa con lo sviluppo dell’equilibrio e della coordinazione motoria. Tali processi innescano cambiamenti nei processi di pensiero. Alta influenza.
- Esperienze sociali: comunicare e agire con le persone intorno a noi permette il processo di apprendimento dagli altri. Alta influenza.
- Equilibrazione: ricerca di un equilibrio mentale tra schemi cognitivi e informazioni ambientali. Se applichiamo uno schema e quest’ultimo funziona siamo in equilibrio; se invece il nostro schema non funziona siamo in squilibrio e quindi avremo la necessità di cambiare lo schema.
Le funzioni invarianti dello sviluppo sono modalità di funzionamento generale che l’essere umano condivide con tutte le altre specie e sono:
- L’organizzazione: in qualunque momento dello sviluppo l’organismo tende a darsi una organizzazione, quindi a costruire schemi coerenti.
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Appunti lezioni Psicologia dello sviluppo cognitivo
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