3. RENDIMENTI D’IMPIANTO
Diamo alcune definizioni utili:
Il rendimento globale medio stagionale η dell’impianto termico è definito come
g
il rapporto tra il fabbisogno di energia termica utile per la climatizzazione
invernale e l’energia primaria delle fonti energetiche, compresa l’energia
elettrica dei dispositivi ausiliari, calcolato sul periodo annuale di esercizio. Ogni
rendimento deve esser molto alto altrimenti quello globale sarà troppo basso.
Il rendimento globale si scompone nei vari rendimenti
rendimento d’emissione
L’impianto di emissione comprende tutti i terminali attraverso i quali
l’energia termica trasportata dal fluido viene trasferita agli ambienti da
climatizzare.
Il rendimento di emissione medio stagionale è il rapporto tra il calore che
servirebbe con un sistema ideale, capace di mantenere ovunque la
temperatura perfetta, e il calore richiesto dal sistema reale nelle stesse
condizioni. Indica quanto il sistema reale si avvicina all’efficienza di quello
ideale. dove Q è il calore
e out
che viene trasferito negli ambienti, Q è il calore ricevuto in ingresso, Q’ è il
e in h
fabbisogno dell’edificio.
rendimento sistema di regolazione
L’impianto di regolazione è l’insieme dei dispositivi e dei sistemi di controllo
che consentono di adattare il funzionamento dell’impianto alle condizioni di
carico termico dell’edificio e alle esigenze degli occupanti. Esso comprende i
sistemi di regolazione locale e centrale, come termostati ambiente, valvole
termostatiche, regolazioni climatiche e sistemi di supervisione, ed è finalizzato
al mantenimento delle condizioni interne desiderate mediante il controllo delle
temperature, delle portate e dei tempi di funzionamento dell’impianto.
Il rendimento di regolazione medio stagionale è il rapporto fra il calore richiesto
per il riscaldamento degli ambienti con una regolazione teorica perfetta ed il
calore richiesto per il riscaldamento degli stessi ambienti con un sistema di
regolazione reale.
La regolazione può essere di tipo proporzionale (P), proporzionale–integrale (PI)
o proporzionale–integrale–derivativa (PID). Nella regolazione proporzionale il
comando all’attuatore è proporzionale allo scostamento tra il valore misurato e
il valore di riferimento, ma permane un errore a regime. La regolazione PI
introduce un’azione integrale che accumula l’errore nel tempo, consentendo di
annullare lo scostamento a regime e migliorare la precisione del controllo. La
regolazione PID aggiunge un’azione derivativa che tiene conto della velocità di
var
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Appunti Progettazione di impianti di climatizzazione - parte 3
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Appunti Progettazione di impianti di climatizzazione - parte 5
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Appunti Progettazione di impianti di climatizzazione - parte 4
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Appunti Progettazione di impianti di climatizzazione - parte 6