Capitolo 1
Introduzione alla microeconomia e macroeconomia
La microeconomia si occupa delle procedure decisionali individuali e degli effetti sull’allocazione delle risorse scarse di una società, mentre la macroeconomia studia i fenomeni aggregati come espansioni, recessioni economiche, tasso di crescita economica e disoccupazione.
Analisi microeconomica
L’analisi microeconomica parte dalle istituzioni che definiscono le procedure messe in atto dalla società per allocare le risorse, conferendo a diversi soggetti il potere di assumere decisioni e di limitarne le scelte.
Economia nelle società occidentali
Nelle economie occidentali: i consumatori sono liberi di spendere il proprio denaro, ma possono spendere più di quanto siano in grado di guadagnare, risparmiare o prendere in prestito.
Nelle società, le decisioni possono essere centralizzate o decentralizzate. Il capitalismo prevede un alto grado di decentralizzazione, con i mezzi di produzione di proprietà dei privati. L'allocazione delle risorse è regolata dallo scambio volontario fra imprese e consumatori e tale scambio è organizzato in mercati. Nelle economie centralizzate come il comunismo, lo stato possiede e controlla i mezzi di produzione e distribuzione, e i funzionari pubblici decidono cosa produrre, come produrlo e a chi destinarlo. Nessuna economia è completamente centralizzata o decentralizzata; ogni società adotta un approccio ibrido.
Economie centralizzate e decentralizzate
La Svezia ha l’economia più centralizzata: il 26,3% del PIL viene speso in consumo pubblico, e la spesa pubblica è del 53%. La Corea del Sud è la meno centralizzata: il 15,1% del PIL è speso in consumo pubblico e il 32% in spesa pubblica. Gli USA hanno una centralizzazione di poco superiore alla Corea del Sud e all’Irlanda.
Funzionamento dei mercati
I mercati sono istituzioni economiche che forniscono agli individui l’opportunità di acquistare e vendere beni e servizi, definendo le procedure per lo scambio che dipendono da regole esplicite o dalle consuetudini.
Ogni mercato è associato a un unico gruppo di prodotti, strettamente collegati fra loro, che vengono messi in vendita entro particolari confini geografici. I prodotti appartengono allo stesso mercato quando sono altamente sostituibili. Se i consumatori che frequentano le gelaterie in zona Duomo sono disposti a considerare alternative in altre zone, tali zone sarebbero raggruppate all’interno di un unico mercato. Quando un venditore può servire qualunque cliente indipendentemente dalla sua localizzazione geografica, il mercato si dice mondiale.
Elementi di un mercato
Nella maggior parte dei mercati: i venditori sono le imprese e gli acquirenti gli individui (es. consumatore che compra la TV all’Unieuro). I venditori sono individui e gli acquirenti sono imprese (es. Unieuro che acquista i PC da Sony). Vi sono casi in cui acquirenti e venditori sono un misto di imprese e individui (es. mercato delle auto usate).
Nel mercato, lo scambio viene normalmente governato dai prezzi, ovvero, dal quantitativo di denaro necessario per ottenere un bene. Nei mercati possono essere stabiliti prezzi non negoziabili al quale si vende un bene (es. cellulare all’Unieuro) o venditori che negoziano prezzi diversi con clienti diversi (es. vendita automobili).
Diritti di proprietà nei mercati
I mercati necessitano di istituzioni che stabiliscano e proteggano i diritti di proprietà privata, ovvero, la rivendicazione esigibile su un bene o una risorsa, concetto collegato a quello di proprietà. Senza questo diritto, i venditori non avrebbero nulla di valore da offrire agli acquirenti. Lo scambio avviene solo se i diritti di proprietà sono trasferibili, ovvero, se l’attuale proprietario può riassegnare tali diritti a un’altra parte consenziente (es. vendita auto usata), ma non tutti i diritti sono trasferibili (es. benefici pensionistici).
Economia di mercato
I paesi che allocano le risorse scarse soprattutto attraverso i mercati hanno un’economia di mercato, dove lo stato fa rispettare i diritti di proprietà proteggendoli, ma per il resto consente ai mercati di operare liberamente, imponendo poche regolamentazioni e attuando scarsi interventi. Molti identificano il capitalismo con il sistema di libero mercato.
Esistono diversi modi per decentralizzare le procedure di decisione economica senza usare i mercati: il posto in spiaggia che viene assegnato con il criterio del primo arrivato.
Incentivi economici
Le istituzioni economiche influenzano l’allocazione delle risorse. Le procedure utilizzate per allocare le risorse scarse creano incentivi che spingono gli individui a intraprendere determinate attività. Gli individui rispondono agli incentivi materiali in molti modi diversi sia che siano consumatori, lavoratori o proprietari di imprese.
I consumatori scelgono beni e servizi che forniscono il più alto livello di soddisfazione, creato dagli incentivi dei prezzi. Gli impiegati cercano la giusta combinazione tra lavoro e tempo libero e agli incentivi economici forniti dai datori di lavoro (salario fisso a base orario). I proprietari d’impresa sono motivati a scegliere la combinazione di input (i prezzi elevati scoraggiano l'impiego nella produzione e output (prezzi alti incoraggiano la produzione) che garantisce il più alto margine di profitto.
Questioni positive e normative in microeconomia
I microeconomisti devono affrontare le domande fattuali note come questioni positive che riguardano le scelte o i risultati di mercato. La verità di ogni possibile risposta a una domanda è potenzialmente verificabile e i relativi fatti, una volta noti, dovranno essere confermati o contraddetti.
- Ciò che è accaduto: forniscono un resoconto attuale del passato.
- Ciò che accadrà: prevedono scenari futuri.
- Ciò che potrebbe accadere: conseguenze di un determinato corso di azioni, basandosi sulla comprensione causa ed effetto.
Ad esempio: se Acer abbassasse del 10% il prezzo dei notebook, quanti computer si venderebbero? L’aumento delle vendite intaccherebbe le vendite dei desktop e in che misura?
Nel 2001 Steven Levit e John Donohue collaborarono per verificare se i bambini non voluti, da adolescenti/adulti fossero più inclini a commettere crimini. Dopo aver esaminato le statistiche riguardanti la legalizzazione dell’aborto si notò una riduzione nel tasso dei crimini commessi da adolescenti. Lo studio non conteneva una conclusione implicita ma il suo scopo era quello di investigare la relazione positiva di causa-effetto.
Un altro fattore che devono affrontare sono le questioni normative inerenti all’allocazione delle risorse, riguardanti cosa dovrebbe accadere, piuttosto che ciò che è accaduto, accadrà o potrebbe accadere. I giudizi di valore sono soggettivi, la loro validità non è testabile. Ad esempio, tassare lo stipendio dei lavoratori è sbagliato, questo è un giudizio di valore, le opinioni possono essere contrastanti. Gli economisti fanno affidamento su un unico giudizio di valore onnicomprensivo, noto come il principio della sovranità individuale, secondo cui ciascuno è in grado di stabilire cosa è meglio per sé.
Si trasformano, così, le questioni normative in questioni positive determinando quale alternativa sia meglio e prevedendo le conseguenze delle scelte dei consumatori. Spesso gli interessi degli individui sono in conflitto, basti pensare alla scelta fra due politiche; una che preferisce gli interessi dell’individuo A a B, mentre altre che preferiscono gli interessi dell’individuo B a spese di A. Se l’individuo A è povero e l’individuo B è ricco, molti propenderanno per la prima politica. Ma nel caso in cui i vantaggi di A fossero minimi e i danni di B ingenti, le cose potrebbero cambiare.
Nessun principio di supremazia dell’individuo né alcun principio economico possono aiutarci a decidere se il vantaggio di una persona superi la perdita di un’altra, ma in presenza di un criterio soggettivo, l’analisi economica normativa può identificare la politica migliore.
Allocazione delle risorse come questione economica
Quando si parla di allocazione di risorse, la sua definizione è ampia. Si pensi ad esempio a una ridotta quantità di tempo per preparare un esame, il tempo è una risorsa scarsa, la sua allocazione tra studio sonno e svago è una questione economica.
Metodo scientifico in economia
L’economia è una scienza sociale, si occupa del comportamento umano secondo il metodo scientifico. Il metodo scientifico si caratterizza per:
- Osservazione iniziale: si parte dall’osservazione di un fenomeno inspiegabile. Isaac Newton che si domanda perché gli oggetti cadano verso la terra, o perché l’acqua a parità di peso costi più dei diamanti.
- Teorizzazione: si cerca di produrre una spiegazione possibile chiamata teoria. Newton propose la teoria della gravità, allo stesso modo per spiegare la differenza di prezzo tra acqua e diamanti, ha portato allo sviluppo della teoria domanda offerta.
- Identificazione delle implicazioni aggiuntive: una teoria deve essere messa alla prova, ogni teoria scientifica implica l’esistenza di circostanze in presenza delle quali un certo fenomeno si verificherà di nuovo. La teoria di Newton sulla gravità, secondo cui le mele cadranno sempre quando si staccheranno dai rami, porta a implicazioni aggiuntive: tutti gli oggetti cadono alla stessa velocità indipendentemente da peso e dimensione.
- Ulteriori osservazioni e verifiche: si raccolgono i dati che consentano di convalidare o meno le implicazioni aggiuntive.
- Raffinamento della teoria: si svolgono ulteriori osservazioni. Ad esempio, se alcune osservazioni sono in contraddizione con alcune implicazioni aggiuntive della teoria, bisognerà ripartire da capo nel caso in cui e la confutazione della teoria sia, in caso contrario si può modificare o raffinare la teoria iniziale.
Una teoria utile è una teoria applicabile su larga scala e allo stesso tempo specifica nelle sue implicazioni. Gli scienziati sono soliti esprimere le proprie teorie attraverso modelli, ovvero rappresentazioni semplificate dei fenomeni. Quando entriamo in un’auto e premiamo l’acceleratore, ci aspettiamo che l’auto casa in avanti perché abbiamo un modello di funzionamento in mente.
Modelli e loro applicazione
Il modello di Newton prevede che ogni oggetto attiri verso di sé gli altri, si aggiungono poi elementi più complessi come la distanza tra i corpi, la forza di attrazione e così via. Esistono modelli che non sono necessariamente matematici: "più studi per l’esame più alto sarà il voto" il modello qualitativo è utile anche se non quanto quello quantitativo. Sapendo che per ogni ora di studio il voto aumenterà del 10% ognuno stabilisce se il tempo e lo sforzo valgano la pena.
Gli economisti usano i modelli matematici perché in campo economico la maggior parte delle decisioni è di tipo quantitativo e richiedono un grado di precisione elevato. I modelli matematici impongono una disciplina intellettuale e costringono ad essere precisi, scoraggiando affidamenti a ragionamenti approssimativi o incompleti. Il modello economico tratta variabili esogene (modello qualitativo) ed endogene (modello quantitativo). Molte questioni riguardano il modo in cui le variabili endogene reagiscono al cambiamento dei fattori esogeni.
Domanda e offerta
Il modello basato su domanda e offerta di un bene tratta il prezzo e la quantità come variabili esogene, mentre la domanda è una variabile endogena. Il punto di assestamento tra le variabili viene detto equilibrio.
Una barzelletta racconta che un gruppo di scienziati si trova su una nave, piena di cibo in scatola, dove però non ci sono apriscatole. Gli scienziati formulano supposizioni su come aprirla, mentre l’economista dice che servirebbe un apriscatole. Quest’ultimi forniscono modelli di rappresentazione semplificati del mondo reale, consentendoci di costruire un’immagine mentale altrimenti troppo complessa. Gli scienziati concentrano la loro attenzione su spiegazioni più importanti, mentre gli economisti si concentrano su fenomeni sociali estremamente complessi che devono essere semplificati in modo da poter formulare ipotesi. La risposta dipende dalla necessità di precisione. Non esistono modelli che rappresentino perfettamente la realtà del fenomeno considerato, il vero test per un buon modello è la sua utilità.
Raccolta e utilizzo dei dati in economia
Il metodo scientifico prevede che le teorie siano messe a confronto con i dati disponibili. Le imprese mantengono dettagliati registri con resoconti finanziari, registri del personale e database dei clienti, tutti questi dati, però, si possono usare senza il consenso delle imprese, che possono eventualmente venderli. Sia le imprese che il governo devono fornire informazioni al governo e in alcuni casi vengono messi a disposizione del pubblico.
La commissione nazionale per le società e la borsa obbliga le società quotate in borsa a rendere pubbliche determinate informazioni finanziarie e, in alcuni casi, gli economisti possono ottenere un limitato accesso a dati confidenziali. Un sondaggio può essere utilizzato per raccogliere dati su praticamente qualunque argomento, compresi quelli per cui non sono disponibili banche dati preesistenti, come ad esempio il tempo che un individuo dedica alla casa. Anche le imprese finanziano questionari per scopi commerciali. In caso di necessità, gli economisti possono anche realizzare un proprio questionario e sottoporlo a un campione selezionato di individui.
Esperimenti in economia
Gli scienziati verificano le teorie con gli esperimenti. L’economia non è una scienza sperimentale, ma, ciò nonostante, per verificare le teorie sul comportamento dei consumatori gli economisti sottopongono gruppi di soggetti campione a diverse opzioni per osservarne le scelte. Per verificare le teorie di mercato, gli economisti predispongono mercati sperimentali e ne studiano il funzionamento.
Gli scienziati determinano la casualità di una relazione causa-effetto grazie a esperimenti controllati. Ad esempio, nel settore farmaceutico, per verificare che un farmaco sia efficace contro una malattia si dividono i soggetti in due gruppi: un gruppo a cui viene somministrato il farmaco e un gruppo a cui viene somministrato il placebo. Così potranno attribuire al medicinale le differenze di risultato nella salute dei due gruppi di persone.
Esperimenti naturali
Gli economisti determinano causa-effetto usando i dati ottenuti nel mondo reale. In alcuni casi, le situazioni in cui si trovano individui altrimenti identici differiscono del tutto per caso e, in questi casi, gli economisti attribuiscono i risultati ai diversi gruppi e alle differenze tra le situazioni in cui essi si muovono. È un approccio chiamato: esperimento naturale.
Misurazione degli effetti del servizio militare
Supponiamo di voler misurare gli effetti del servizio militare sugli stipendi. Se le estrazioni avvenissero casualmente, potremmo confrontare i guadagni di chi è stato estratto e di chi no. Dovremo accertarci che le estrazioni non fossero casuali. Nel caso in cui le estrazioni non fossero casuali e, a parità di altre condizioni, gli ex arruolati guadagnino di più, possiamo attribuire tale risultato al servizio militare.
Analisi delle preferenze di spesa
Se voglio sapere dove donne e uomini preferiscono spendere il proprio denaro, non potrò tenere conto solamente delle differenti abitudini di spesa, ma dovrò tenere conto di variabili come quelle relative al reddito.
Econometria
L’applicazione dei metodi statistici alle domande empiriche in campo economico è detta econometria. Disaccordi su questioni positive riflettono differenze nel giudizio scientifico. Due economisti che analizzano la stessa situazione possono giungere a conclusioni diverse. Ad esempio, l’aumento del salario minimo secondo alcuni ridurrebbe i posti di lavoro, mentre, secondo altri, l’effetto sull’occupazione sarebbe minimo.
Conclusioni sui salari
Data l’affermazione "i laureati guadagnano di più dei diplomati", si può dedurre che:
- La frequenza universitaria non è legata alle abilità ma al fatto che l’università fornisca competenze di grande valore.
- Mentre un altro ritiene che l’università non offra insegnamenti pratici tali da migliorare le performance di un individuo e che dunque gli studenti universitari siano più dotati.
La maggior parte delle ipotesi può essere verificata. Possiamo risolvere tali controversie analizzando i nuovi dati disponibili. Definire i fatti rilevanti è difficile e richiede tempo, ma man mano i giudizi convergono ed emerge un consenso scientifico.
La quantità di prove raccolte non può dirci se il vantaggio di una persona sia più o meno importante della perdita di un’altra; di conseguenza, anche se raggiungono le stesse conclusioni positive, gli economisti potrebbero essere in disaccordo sulla particolare desiderabilità di una politica pubblica. Un economista potrebbe ritenere che il vantaggio ottenuto dall’aumento dei salari giustifichi il peggioramento delle condizioni di vita dell’altro, mentre un altro potrebbe ritenere l’opposto.
Temi riguardanti la procedura decisionale
I temi riguardanti la procedura decisionale sono:
- I trade-off sono inevitabili: gli economisti ricordano che non esiste un free lunch. Ovvero, la scarsità ci obbliga ad affrontare i trade-off, ovvero a operare delle scelte che implicano compromessi. Per ottenere qualcosa dobbiamo rinunciare a qualcos’altro. Ogni scelta prevede trade-off, è la parte essenziale di un’efficace procedura decisionale. Ignorandoli si rischia di rinunciare a qualcosa di prezioso per noi in favore di qualcosa di meno importante. Es: pensare che il tempo dedicato alla vita sociale non influisca sulle performance universitarie. Un’impresa che ignora i trade-off rischia di perdere opportunità di profitto.
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