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ANATOMIA UMANA

L’anatomia è lo studio delle strutture interne ed esterne del corpo umano

e dei rapporti che intercorrono fra esse.

Ad ogni caratteristica microscopica si associa una caratteristica

funzionale.

L’anatomia può essere suddivisa in due tipologie:

Microscopica: si occupa dello studio di quelle strutture che non

 possono essere viste se non al microscopio, inoltre a sua volta essa

può essere suddivisa in due rami specializzati:

La CITOLOGIA (che studia la struttura delle cellule, le più

o piccole unità viventi)

L’ISTOLOGIA (che studia i tessuti)

o

Macroscopica: si occupa dello studio di strutture sufficientemente

 grandi da essere osservabili a occhio nudo, essa a sua volta si

suddivide in tre tipologie:

ANATOMIA DI SUPERFICIE (si occupa dello studio della

o forma morfologica e della rappresentazione in superfice degli

apparati),

ANATOMIA REGIONALE (che studia le caratteristiche interne

o ed esterne di una data area del corpo)

L’ANATOMIA SISTEMATICA (che studia le strutture dei

o principali apparati e sistemi.

Per ovviare allo studio dell’anatomia essa viene studiata per livelli di

organizzazione, che dipendono fra di loro (di fatti un danno ad uno di essi

può alterare un intero sistema), noi infatti possiamo essere definiti come

ORGANISMI PLURICELLULARI caratterizzati da strutture (cellule) che si

organizzano da un punto di vista e strutturale formando i TESSUTI.

NOTA CHE: La combinazione di più tessuti dà origine agli organi (unità

anatomica che svolge molteplici funzioni) e più organi formano un

apparato.

I tessuti possono essere suddivisi in quattro tipologie:

Tessuto epiteliale

 Tessuto connettivo

 Tessuto muscolare

 Tessuto nervoso

Il corpo umano è principalmente costituito (99%) da quattro elementi

chimici: idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto.

RICORDA: Tutti i sistemi sono dipendenti fra di loro

DEFINIZIONE DI POSIZIONE ANATOMICA

Un uomo viene detto in posizione anatomica quando: l’individuo è in piedi

con le gambe unite e i piedi, a talloni uniti e punte leggermente

divaricate, poggiati sul pavimento, le mani sono poste ai fianchi con i

palmi rivolti in avanti.

Definiamo una persona distesa in posizione anatomica, in posizione

SUPINA quando ha la faccia rivolta verso l’alto, in posizione PRONA

quando la faccia è rivolta verso il basso.

PUNTI DI RIFERIMENTO ANATOMICI

Possiamo distinguere 3 piani: 2 piani verticali ed un piano orizzontale

(Detti anche piani di sezione)

ASSE LONGITUDINALE O SAGITTALE MEDIANA: passa dalla

 porzione posteriore ed anteriore, dividendo il corpo in porzione

destra e sinistra. Identifica se un organo è più mediale o laterale

rispetto all’asse. La sezione sagittale mediana è una sezione

parallela a quest’ultima ed è detta sezione parasagittale.

ASSE CORONALE: divide il corpo in anteriore o ventrale e

 posteriore o dorsale.

PIANO TRASVERSALE O PIANO ORIZZONTALE: forma un angolo

 retto con l’asse longitudinale del corpo dividendolo in sezioni

superiore o craniale e inferiore o caudale.

DETERMINAZIONE TOPOGRAFICA: indica la topografia in base alla

collocazione vicino ad un organo

Inoltre, distinguiamo con il termine PROSSIMALE la vicinanza

all’origine e con il termine DISTALE la lontananza da essa.

Il corpo può inoltre essere suddiviso in TRE grandi CAVITA’:

1. Cranica

2. 2 ventrali che si suddividono in:

TORACICA: delimitata posteriormente dalle 12 vertebre

 toraciche e anteriormente e lateralmente dallo sterno e dalle 12

coste, essa contiene polmoni, cuore e altri organi degli apparati

cardiovascolare, respiratorio, sistema linfatico oltre al timo e

parte inferiore dell’esofago. A sua volta possiamo suddividere la

cavità toracica in:

Cavità pleurica: la quale circonda il polmone che viene

o rivestito dalla pleura (doppia membrana sierosa), quella a

diretto contatto con i polmoni è detta invece pleura

viscerale mentre quella a contatto con il mediastino è

detta pleura parietale.

Mediastino: il quale contiene la trachea, l’esofago e i

o grossi vasi e anche la cavità pericardica che avvolge il

cuore (membrana sierosa detta pericardio)

POSSIAMO DIVIDERE LA CAVITA’ PLEURICA IN

DESTRA E SINISTRA A SECONDA DEL POLMONE CHE

RIVESTE

ADDOMINALE/ADDOMINOPELVICA: suddivisa in 3 ulteriori

 parti:

CAVITA’ ADDOMINALE SUPERIORMENTE

▫ CAVITA’ PELVICA INFERIORMENTE

▫ CAVITA’ PERITONEALE (rivestita da una membrana sierosa

▫ detta peritoneo)

Le cavità possono essere suddivise in 4 quadrati (usando linee

immaginarie che si intersecano nell’ombelico oppure per una

descrizione più precisa possiamo attuare la suddivisione in 9 regioni

ADDOMINOPLEVICHE (quadranti)

1. Ipocondrio destro

2. Epigastrio

3. Ipocondrio sinistro

4. Regione lombare destra

5. Regione ombelicale (mesogastrio

6. Regione lombare sinistra

7. Regione inguinale destra

8. Ipogastrio

9. Regione inguinale sinistra

ORGANI CAVI E PIENI

Gli organi del nostro corpo si dividono in organi cavi o classici (esempio:

stomaco, vescica urinaria) ed organi pieni o parenchimatosi (esempio:

fegato, reni).

tutti gli organi cavi sono organi che si trovano all'interno di una cavità

cioè il lume degli organi, il quale è costituito da pareti per essere

delimitato; le pareti di questo organo sono formate da quattro tonache,

dall'interno verso l'esterno avremmo la tonaca mucosa, la sottomucosa, la

tonaca muscolare e la tonaca avventizia.

La tonaca mucosa è costituita da un tessuto epiteliale che si

 poggia su un tessuto connettivo lasso che va a costituire una lamina

basale, ha funzione di protezione sia meccanica sia immunitaria, di

assorbimento e di secrezione

la tonaca sottomucosa è costituita dal tessuto connettivo con

 vasi sanguigni enfatici e nervi

la tonaca muscolare è costituita dalla tonaca muscolare liscia e si

 organizza in due strati di fibre di cellule, quello più interno si

organizza in modo a spirale o circolare, quello più esterno in modo

longitudinale

la tonaca avventizia è un tessuto connettivo che a volte in

 determinati organi diventa sierosa, ha una funzione di supporto e

meccanica, avvolge esternamente l’organo.

All’interno del sistema vascolare abbiamo anche una tipologia di

stratificazione, distinguiamo 3 tonache dall’interno all’estreno:

1. tonaca intima, si affaccia al lume ed è costituita dall'endotelio

 2. Tonaca media, che va a caratterizzare anatomicamente e

 polifunzionalmente il vaso

3. tonaca avventizia (esterna)

DIVIDIAMO le arterie, inoltre, in tre sottogruppi: grande, medio e piccolo

calibro

Le vene presentano delle valvole a nido di rondine create attraverso

una propaggine dell’endotelio del vaso e sporgono dal lume. Le valvole a

nido di rondine sono maggiormente presenti nelle regioni dell'organismo

dove le vene sono sottoposte a maggiori contrazioni muscolari e in quelle

dove il reflusso è più probabile. Le arteriole sono ramificazioni delle arterie

dalle quali partono i letti capillari dove è presente la tonaca intima.

Il letto capillare si può suddividere in:

1) Letto capillare continuo: formato dalla tonaca intima e dall’endotelio

2) Letto capillare discontinuo o fenestrato: presenta cellule con dei

fori (es.nel rene)

3) Letto capillare sinusoidale

Abbiamo tre tipi di capillari:

1. continui: composti da una lamina basale e un lume capillare; Si

trovano nei polmoni e nel sistema nervoso.

2. Fenestrati: lamina basale continua con pori che permettono scambi

rapidi tra capillari e tessuti circostanti; si trovano nel rene.

3.Discontinui: sono capillari sanguiferi con parete sottile, lume ampio e

si trovano nel fegato.

I TESSUTI

I tessuti principali all’interno del corpo umano sono: epiteliale, connettivo,

muscolare e nervoso.

TESSUTO EPITELIALE ha funzione di: protezione, permeabilità,

sensibilità e secrezione. A sua volta il tessuto epiteliale si suddivide in

tessuto epiteliale di rivestimento e ghiandolare.

Epitelio di rivestimento: è un tipo di tessuto epiteliale che riveste

 tutte le superfici esterne del corpo e costituisce la tonaca mucosa

dell’organo cavo, esso si può suddividere in due zone:

Zona Apicale: è la parte più esposta verso il lume

o Zona Basale: volta verso l'interno, poggia sulla membrana

o basale che divide tra loro epitelio di rivestimento e tessuto

connettivo sottostante. La lamina basale è situata fra l’epitelio

e la tonaca sottomucosa ed ancora le cellule epiteliali al

tessuto connettivo. I vasi arrivano al tessuto connettivo che è

vascolarizzato.

AD OGNI Epitelio CORRISPONDE UNA SUPERFICE ESPOSTA AD UNA ZONA

BASALE, LE DUE OPPOSTE SUPERFICI DIFFERISCONO TRA LORO PER

STRUTTURA E FUNZIONE DELLA MEMBRANA; INFATTI, I COMPONENTI

CITOPLASMATICI CELLULARI NON SONO DISPOSTI UNIFORMEMENTE FRA LE

SUPERFICI

CLASSIFICAZIONE EPITELIO

L’epitelio di rivestimento si può classificare sulla base del numero di

cellule sulla lamina basale ma anche sulla base di quest’ultime all'interno

della disposizione.

SULLA BASE DEL NUMERO DI CELLULE LO DISTINGUIAMO IN:

Monostratificato: Costituito da un solo strato di cellule che

 poggiano tutte sulla membrana basale

Pluristratificato: costituito da più strati di cellule, di cui solo lo

 strato più interno poggia sulla membrana basale

Pseudostratificato: Costituito da un solo strato di cellule le quali

 prendono tutte contatto con la membrana basale e che hanno i

nuclei disposti a varie altezze in modo da simulare più strati

cellulari, e sono quelli delle cellule ghiandolari.

IN BASE ALLA FORMA LO SUDDIVIDIAMO IN:

Pavimentoso: costituito da cellule appiattite in cui la larghezza e la

 lunghezza sono maggiori rispetto allo spessore

Cubico o isoprismatico: costituito da cellule cubiche in cui

 larghezza, lunghezza e spessore si equivalgono

Cilindrico o batiprismatico: costituito da cellule di forma

 cilindrica in cui la l'altezza prevale sulla larghezza e sullo spessore

Incrociando questi due criteri (numero di strati e forma delle cellule che li

compongono), otteniamo la seguente classificazione:

•epitelio pavimentoso semplice o monostratificato

•epitelio cubico semplice o monostratificato

•epitelio cilindrico semplice o monostratificato

•epitelio pavimentoso composto o pluristratificato

•epitelio cubico composto o pluristratificato

•epitelio cilindrico composto o pluristratificato

L’epitelio di transizione: è situato nella vescica ed è elastico, per

questo motivo permette all’organo di cambiare forma senza che l’epitelio

si distrugga.

Alcuni epiteli di rivestimento nella superficie apicale (vicino al lume)

possono avere delle estroflessioni del citoplasma che determinano il

contatto con la cellula.

EPIDERMIDE: PAVIMENTOSO CHERATINIZZATO (DUREZZA E PERMEABILITA’)

EPITELIO GHIANDOLARE

L’epitelio ghiandolare si suddivide in due tipologie:

ESOCRINO: (mantiene un collegamento con l’epitelio di

 rivestimento di origine il dotto escretore)

ENDOCRINO: (perde il collegamento con l’epitelio di rivestimento

 di origine e il secreto direttamente nel sangue)

GHIANDOLE ESOCRINE

Le ghiandole si possono classificare anche in base alla forma

dell’adenomero e possono essere:

• Semplici: 1 adenomero e 1 dotto escretore

• Composte: costituite da più adenomeri che fanno capo ad un sistema di

dotti escretori ramificati.

• Ramificate: costituite da più adenomeri che confluiscono su un unico

dotto escretore.

Le ghiandole si possono suddividere anche in:

• Sierose: sono le ghiandole esocrine le cui cellule producono una

secrezione ricca in proteine, dall'aspetto acquoso e di colore chiaro.

Esempi di ghiandole sierose sono le ghiandole peptiche dello stomaco.

• Mucinose/MUCOSE: secernono un liquido più viscoso, detto mucina,

che a contatto con l’acqua diventa muco, la mucina è un complesso

proteine-polisaccaride. Tra queste ghiandole ci sono quelle della cavità

orale e le cellule caliciformi mucipare dell’intestino.

• ESOCRINEMISTE/Miste: producono un liquido sieroso e mucoso. Fanno

parte di questo gruppo le ghiandole salivari sottomandibolare e

sottolinguale. Queste ghiandole contengono sia adenomeri sierosi che

mucinose.

Modalità di secrezione: ci sono tre possibili modalità di secrezione:

merocrina, apocrina e olocrina:

Merocrina: le cellule dell’adenomero producono il secreto che

 viene riversato nel lume tramite delle vescicole il prodotto viene

rilasciato attraverso esocitosi.

Apocrina: l’apice della cellula contenente il secreto si stacca dalla

 cellula stessa, questa modalità comprende infatti la perdita di

citoplasma. La parte apicale di citoplasma viene inglobata nelle

vescicole secretorie prima che queste si stacchino.

Olocrina: la cellula si riempie di secreto fino a scoppiare, questo è

 l’unico caso in cui la cellula non si può riparare e quindi muore.

Ulteriori secrezioni dipendo dalla capacità della ghiandola di

rigenerare sé stessa mediante mitosi delle cellule staminali situate

nello strato profondo dell’epitelio.

TESSUTO CONNETTIVO

Il tessuto connettivo è presente in tutto il corpo però al contrario

dell’epitelio non si trova mai a contatto con l’ambiente. Tutti i tessuti

connettivi comprendono tre componenti base: le cellule specializzate,

le fibre proteiche extracellulari e il fluido extracellulare noto come

sostanza fondamentale (MATRICE EXTRAFUNZIONALE). L’insieme delle

fibre proteiche e il fluido extracellulare costituiscono la così detta matrice

cellulare, la quale circonda le cellule.

Il tessuto connettivo è costituito quasi completamente di matrice

extracellulare.

Il tessuto connettivo ha numerose funzioni come quella di sostegno,

protezione, riserva energetica e connessione con gli altri tessuti. La

maggior parte dei tessuti connettivi svolgono molteplici funzioni ma

nessuno riesce a svolgerle tutte. Ci sono tre tipi di tessuto connettivo:

• Tessuto connettivo propriamente detto: la sua matrice è costituita

da due componenti:

la sotanza fondamentale (sistema multifasico colloidale)

o componente fibrillare.

o

• Tessuto connettivo liquido

• Tessuto connettivo di sostegno

Il tessuto connettivo propriamente detto è formato da diversi tipi di cellule

e fibre extracellulari immerse in una sostanza fondamentale viscosa.

Questo tipo di tessuto contiene due classi di cellule: le cellule fisse e le

cellule migranti. La popolazione cellulare è di tipo eterogenea e le cellule

si originano da cellule mesenchimali (staminali)

ABBIAMO ANCHE TRE TIPOLOGIE DI FIBRE: RETICOLARI, ELASTICHE E

COLLAGENE

Le cellule fisse: stazionano in una determinata sede e contribuiscono al

mantenimento dell’omeostasi locale, alla riparazione e alla riserva

energetica e comprendono diverse cellule come:

Cellule mesenchimali: sono cellule staminali capaci di rispondere

 ad una infezione e dividendosi danno origine a cellule figlie che si

differenziano in fibroblasti, macrofagi e altre cellule.

Fibroblasti: sono le cellule fisse più abbondanti presenti nel tessuto

 connettivo propriamente detto e le uniche sempre presenti e sono

responsabili della formazione e del mantenimento di tutte le fibre

del tessuto connettivo.

Fibrociti: sono fibroblasti meno attivi e sono le seconde cellule più

 abbondanti nel tessuto connettivo propriamente detto e sono

responsabili del mantenimento delle fibre, inoltre in seguito ad una

lesione si possono trasformare in fibroblasti per la riparazione del

tessuto danneggiato.

Macrofagi residenti o fissi: queste cellule fagocitano le cellule

 danneggiate o i patogeni che entrano nel tessuto. Non sono

abbondanti però rappresentano un elemento essenziale per

l’innesco della risposta immunitaria poiché rilasciano dei mediatori

chimici che innescano la risposta immunitaria.

Adipociti: sono anche chiamate cellule adipose e contengono una

 goccia lipidica che occupa gran parte del volume cellulare e il loro

numero varia in base al tipo di tessuto connettivo, della regione

corporea e dell’individuo.

Melanociti: sintetizzano e accumulano il pigmento bruno, infatti, la

 melanina conferisce al tessuto il colore scuro della pelle e si

trovano principalmente nell’epidermide e nel derma.

Le cellule migranti sono deputate alla difesa e alla riparazione dei

tessuti danneggiati.

Il tessuto connettivo liquido ha una matrice di tipo fluido, questa

matrice è formata dalla sostanza fondamentale e varie proteine.

Riconosciamo due principali esempi di tessuto connettivo liquido: il

sangue e la linfa. Il sangue è formato da una parte corpuscolata e da una

parte liquida, la parte corpuscolata è formata da elementi figurati la parte

liquida è formata dal plasma.

Anticoagulanti e vasodilatatori derivano dai linfociti B(anticorpi)

Il tessuto connettivo può suddividersi in:

Areolare lasso: i fibrociti sono più numerosi ed esso ha la funzione

 di imballaggio per sostenere i tessuti

Denso: popolato da fibre e in base alla loro presenza riusciamo a

 distinguere tre altri sottotipi:

REGOLARE: fibre regolarmente disposte (parallele) ad

o esempio tendini o legamenti

IRREGOLARE: ad un esempio la cute, struttura resistente a

o forze provenienti da ogni direzione

ELASTICO: Impacchettamento delle fibre elastiche (ad

o esempio la colonna vertebrale)

RETICOLARE: abbiam

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariacatenag di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof D'amico Agata Grazia.
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