27/02/2024 Economia internazionale
Movimenti internazionali
Investimenti diretti esteri: sottendono un interesse duraturo nella gestione del soggetto del quale è stato effettuato quell’investimento.
Se un’impresa estera fa un investimento in capitale in un’impresa italiana, si configura come investimento diretto estero se l’obiettivo è quello di entrare nella gestione dell’impresa italiana e di influenzarne le decisioni nel prossimo futuro.
Altri movimenti internazionali sono i movimenti del lavoro, che sono i flussi migratori.
Catene globali del valore
Catene globali del valore: processo economico in cui almeno due di queste fasi vengono svolte in due paesi diversi; quindi, almeno due paesi partecipano a quelle fasi del processo produttivo. Ne fanno parte buona parte dei prodotti quotidiani perché sono frutto del contributo del valore aggiunto di imprese dislocate in due o più paesi del mondo.
Dal punto di vista macroeconomico, è reso possibile perché le imprese che partecipano alla catena hanno deciso di procedere con un processo di frammentazione internazionale della produzione; hanno deciso di adottare alcune strategie, in particolare 2 di frammentazione internazionale: offsourcing (rapporti contrattuali con fornitori esteri indipendenti) o una strategia di investimenti diretti esteri (attività di produzione all’estero è svolta da affiliate estere costituite ex novo o acquisite).
La differenza sta nella relazione tra l’impresa che delocalizza e l’impresa che all’estero svolge il processo produttivo: se la relazione è contrattuale allora è outsourcing internazionale; diverso è se io decido di acquisire un’impresa estera o la istituisco ex novo che svolga quel processo produttivo, in questo caso il rapporto è di proprietà e questa impresa che delocalizza effettua un investimento diretto estero, ed esiste un rapporto di proprietà duraturo, non un rapporto contrattuale.
Attraverso queste due strategie si creano le catene globali di valore e anche l’offshoring.
Una tendenza negli ultimi anni è quella di avere un peso maggiore sui flussi internazionali, la crescita è stata abbastanza costante fino al 2008 per poi cambiare; l’importanza del commercio tra il 1970 e il 2021 si nota come, anche prendendo in considerazione i singoli paesi, tutti hanno avuto un incremento all’apertura al commercio internazionale. Quello che ha consentito ai paesi un crescente coinvolgimento ai flussi internazionali e agli investimenti diretti esteri sono 3 fattori:
- Riduzione dei costi di commercio e di trasporto grazie anche ai processi innovativi.
- Sviluppi nel settore dell’ICT.
- Liberalizzazione commerciale.
I trasporti sono diventati sempre meno costosi, e soprattutto la svolta è stata l’adozione dei container come standard internazionale. Ha permesso di organizzare in modo più efficiente la merce da spedire e di ridurre i costi e i rischi di carico e scarico, si sono ridotti i tempi ma anche i furti che potevano avvenire nei porti. L’adozione si è realizzata nel 1966 e si è messo in rilievo come abbia avuto un ruolo anche più importante della liberalizzazione e delle barriere tariffarie.
C’è stata anche una riduzione dei costi di comunicazione; tutti questi cambiamenti sono fondamentali per spiegare il cambiamento degli scambi internazionali.
La comunicazione ICT è importante nell’economia internazionale perché permette di ridurre i costi associati a fornitori e clienti esteri, sarà anche più facile identificare fornitori esteri ma anche potenziali clienti. Permette di ridurre i costi di coordinamento delle attività svolte nelle varie parti del mondo e quindi della frammentazione di mercato. È diventato meno costoso poter gestire varie fasi produttive in paesi anche lontani.
Con i processi di liberalizzazione commerciale, dal secondo dopoguerra, i paesi hanno deciso di abbracciare politiche commerciali meno protezionistiche e di adottare il libero scambio.
GAT, accordo commerciale sul commercio e sulle tariffe adottato da 23 paesi e che nel corso degli anni ha avuto l’adesione da un numero superiore di paesi per poi passare nel 1945 a diventare un vero e proprio gruppo.
Il suo fine era l’apertura al commercio internazionale, quindi volta a ridurre le barriere che possono essere tariffarie e non.
La riduzione delle barriere è avvenuta tramite una serie di negoziati multilaterali, ci si impegna a ridurre le barriere precedentemente formate. A quindi round dell’Organizzazione mondiale del commercio che hanno perso quella che era la loro rilevanza del passato, ci sono anche dei processi di liberalizzazione regionale o bilaterali (aree di libero scambio: NAFTA, area di libero scambio che comprende gli USA e ora anche il Messico). Elementi fondamentali sono stati i vari paesi emergenti che hanno aderito all’organizzazione e sostenuto la liberalizzazione; per quanto riguarda l’Europa è stato fondamentale l’allargamento tra il 2004 e 2007.
In generale quindi processi di liberalizzazione degli anni 80 e 90, perché i paesi che hanno adottato una politica più protezionistica hanno realizzato di avere profitti minori rispetto ai paesi con barriere più libere.
Tutti questi cambiamenti di politiche commerciali hanno portato all’abbattimento delle politiche commerciali tra i paesi, tra cui i dazi. I dazi o barriere tariffarie sono solo uno tra gli strumenti che i paesi hanno per poter restringere i flussi provenienti da paesi esteri.
Iper-globalizzazione
Tutte queste 3 macrocategorie di fattori permettono di spiegare ciò che è avvenuto negli anni 80 fino al 2008/2010. Il periodo 80-2000 è definito un periodo di iper-globalizzazione, in cui i flussi di commercio, gli investimenti diretti esteri, e le catene globali hanno fatto registrare degli importanti flussi di crescita. È cambiata la composizione di quelli che sono i flussi di commercio, c’è il ruolo preponderante e crescente dei beni intermedi che hanno assunto una maggiore importanza nei flussi commerciali (è cresciuta la percentuale dei flussi di beni intermedi). Questo perché è il riflesso del crescente ruolo delle catene globali del valore, ma c’è stato anche un cambiamento della composizione dei flussi in cui è cresciuta l’importanza dei servizi. I servizi pesano di più rispetto al passato, la parte più pesante è comunque quella dei beni, ma nel corso dell’ultimo decennio hanno incrementato la loro importanza. È dovuta alla possibilità di rendere commerciabile un servizio, grazie ai processi tecnologici e quindi più versatili sull’ampio mercato.
Slowbalization
Slowbalization: rallentamento del processo di globalizzazione dovuto a:
- Misure protezionistiche e guerre commerciali (Cina-USA).
- Tensioni geopolitiche e sanzioni.
- Pandemia Covid-19.
- Il rallentamento è fisiologico: tutti quei fattori cruciali allo sviluppo hanno esaurito la loro forza perché non ci sono più le barriere che c’erano negli anni 70, i costi di trasporto sono drasticamente ridotti, il processo di frammentazione della produzione è ampio ed è già in una fase avviata rispetto al passato, i mercati emergenti a basso reddito partecipano alle catene globali del valore…
Ci si aspetta nel prossimo futuro paesi sempre più coesi e che adottano dei processi di liberalizzazione a livello regionale, negli ultimi decenni non è più una liberalizzazione multilaterale ma di blocchi maggiormente collaborativi al loro interno.
L’obiettivo finora è quello di mettere in luce delle tendenze macroeconomiche, a livello micro andremo a capire perché le imprese decidono di internalizzarsi e come.
Le imprese, ad esempio, possono decidere se essere multinazionali ossia imprese economicamente rilevanti, sono i principali attori delle attività di ricerca e sviluppo, di brevetti e sono quindi i principali detentori di conoscenze innovative.
1/3 del valore mondiale è prodotto dalle multinazionali, è un dato quantitativo ma soprattutto questa percentuale è detenuta da una minoranza di imprese, perché sono poche le multinazionali rispetto al totale di imprese sul mercato.
28/02/2024
Nel 2020, anno del Covid, a seguito dello shock molti paesi hanno alzato le barriere commerciali che attualmente sono in decrescita, ma, nonostante ciò, la maggior parte degli interventi sono volti a ridurre gli scambi commerciali tra paesi. Tutto ciò crea una censura a quello che c’è stato dal 1970 al 2008.
Esempio di interventi di natura protezionistica sono: introduzioni di dazi, contingentamenti, sussidi alle esportazioni…
I pattern di commercio sono definibili come le “specializzazioni commerciali dei paesi”, cosa esporta, con chi e dove.
Teorie del commercio
- 1817-1980: teoria classica e neoclassica (modello ricardiano).
- 1980-1990: new trade theory (Krugman): imprese identiche nel determinato settore (per profitti, efficienza, forza lavoro…).
- 2000-…: new new trade theory, eterogeneità delle imprese (Marc Melitz). Qui buona parte della teoria prende le mosse alla nuova teoria del commercio ma aggiungendo un elemento nuovo, ossia l’eterogeneità delle imprese.
La spiegazione dei flussi commerciali può essere riassunta in due filoni: perché i paesi commerciano?
- Spiegazione 1: perché i paesi sono diversi tra loro, in tecnologia, in efficienza nei vari settori e questo permette di creare le basi per uno scambio vantaggioso. (modello ricardiano)
- Spiegazione 2: i paesi commerciano per la dotazione fattoriale, alcuni paesi possono essere più abbondanti in capitale, o risorse naturali, in lavoro qualificato ecc.. (Melitz).
Questi modelli permettono di spiegare un solo tipo di modello, quello intersettoriale. Il commercio invece, può avere anche flussi intersettoriali: esempio, la Francia esporta macchine all’Italia, ma anche l’Italia può esportare macchine alla Francia. Quindi un paese in un settore registra sia importazioni che esportazioni, e può avvenire anche tra paesi simili per capacità, efficienza, risorse…
Questi modelli non sono spiegati dal vantaggio comparato ma dalla nuova teoria del commercio, introducendo 2 elementi: 1) l’importanza delle economie di scala; 2) l’importanza della differenziazione del prodotto. Il commercio internazionale permette di mettere a disposizione un’ampia differenziazione del prodotto e sia uno sfruttamento delle economie di scala, questi due elementi non potevano essere presenti nei due modelli precedenti perché si basavano su concorrenza perfetta e prodotti omogenei.
Modello ricardiano
La letteratura basa i flussi commerciali sul vantaggio comparato.
Se in autarchia le persone possono vendere e consumare solo ciò che è prodotto all’interno del paese, vuol dire che la produzione dipende dalla dotazione di fattori produttivi.
Prendendo in considerazione l’esistenza di un solo fattore (lavoro), la produttività sarà la produttività del lavoro.
Il Bangladesh presenta un costo opportunità nella produzione di computer pari a 22; per Singapore è pari a 2. Il costo opportunità dipenderà dall’efficienza e dalla produttività che il paese presenta in entrambi i fattori. Il costo opportunità mi dice quanto costa al paese produrre computer, in corrispondenza della rinuncia della produzione dell’altro bene. Rappresenta il trade off nella produzione. Il paese ha una determinata dotazione di fattori, il lavoro, che può essere impiegata nelle t-shirt o nel computer, se mi sposto da un settore all’altro sottraggo fattori per la produzione dell’altro bene.
Se il Bangladesh è pari a 22, se vuole produrre un computer in più deve rinunciare a 22 unità di t-shirt: trade-off ed è un costo non monetario, ma in termini di unità fisiche, le t-shirt, se voglio produrre quel PC in più. Quindi invece a Singapore produrre un PC, comporta la rinuncia a 2 t-shirt.
Il costo opportunità delle t-shirt in Bangladesh è 1\22 computer per produrre una t-shirt ossia 0,045; a Singapore, è 1\2 quindi 0,5.
In una situazione di libero scambio in presenza di un pianificatore, si stabilirà che il Bangladesh si specializza in t-shirt mentre Singapore in computer. In libero scambio le decisioni produzione si andranno a stabilire per la forza domanda/offerta.
Il prodotto viene associato al paese a cui costa meno in relazione al costo opportunità dell’altra produzione.
T-shirt in Bangladesh: 22x5= 110.
Computer in Singapore: 100x0,5= 50.
In generale, la produzione mondiale è cresciuta in entrambi i settori. Se aumenta la produzione mondiale, aumenta anche il consumo.
Nel modello ricardiano l’aumento del benessere dovuto al commercio internazionale è dovuto al migliore allocamento dei fattori produttivi, in questo caso il lavoro; non c’è stato un cambiamento nella tecnologia, ma è cambiata solo la specializzazione in un settore piuttosto che in un altro.
Il settore in cui il paese presenta un costo opportunità minore si chiama anche di vantaggio comparato.
Queste differenze nei costi opportunità, porteranno anche a differenze nei prezzi dei beni, ciò spingerà i paesi a specializzarsi nella produzione del bene di vantaggio comparato, questa specializzazione dà luogo ad un aumento nella produzione nel mondo e quindi un aumento della possibilità di consumo nei paesi: più benessere.
Ipotesi del modello ricardiano
qx=4 quindi un lavoratore mi permette di produrre 4 unità di x.
ax: fabbisogno di lavoro per unità di prodotto: quanti lavoratori per produrre una unità di lavoro?
Ax= 1\4.
In seguito all’apertura commerciale, un paese non si ipotizza che abbia anche progressi tecnologici (modello di Ricardo), sarà un vantaggio statico di riallocazione delle risorse già esistenti.
Secondo questo modello l’offerta di lavoro è esattamente uguale alla domanda di lavoro, quindi può essere impiegato un po' in x e in y, ma in ogni caso c’è la piena occupazione del fattore produttivo lavoro.
Paese H: autarchia
Frontiera delle possibilità produttive (curva di trasformazione) può essere ricavata tramite:
- Funzione di produzione di x: Qx= Lx/ax. Lx= Qx x ax.
- Funzione di produzione di y: Qy= Ly/ay. Ly= Qy x ay.
- Piena occupazione L=Lx+Ly.
L= Qx x ax + Qy x ay.
Qy= L/ay – ax/ay Qx.
29/02/2024
Da cosa dipendono i salari?
Modello ricardiano: rendimenti costanti (con un solo fattore produttivo, il costo medio di un determinato settore è uguale al suo costo marginale AC=MC) e CP (prezzo= AC, sia nel settore x che nel settore y).
W= salario; Wx= salario specifico per quel settore; Ax= lavoratori per una unità di X.
Wx= Px/ax. Wy=Py/ay.
In CP i lavoratori sono remunerati sulla base del contributo che danno alla produzione.
Valore della produttività marginale del lavoro= produttività media, ossia Px * MPLx.
Unità di x per un lavoratore aggiuntivo: 1/Ax.
1° ipotesi: se fossimo in una situazione con cui: Wx > Wy; tutti i lavoratori si sposteranno verso un settore (X), perché non ci sono barriere al lavoro e ci sarà quindi una specializzazione completa in X.
La produzione di X: Qx= L/ax.
Per far sì che la relazione valga il livello di prezzo dei beni in vigore deve essere: Px/ax > Py/ay. Prezzo relativo: rapporto di scambio dei due beni sul mercato. È la valutazione relativa che il mercato fa di x in termini di y.
Se questo vale ci sarà una specializzazione completa nella produzione di X.
2° ipotesi: nel caso in cui Wx<Wy nessuno vorrà lavorare in x e i lavoratori si spostano in y, aumenta la sua produzione e si riduce quella di x fino a quando non ci sarà una specializzazione completa in y. In quel caso il totale di produzione sarà Qy= L/ay e Qx=o.
Questo avviene quando il salario di x è inferiore di quello di y e il valore della produttività di x è minore della produttività marginale di y: Px/Py<ax/ay.
3° ipotesi: ogni combinazione di Qx e Qy fattibile, può essere prodotta (quindi appartiene alla frontiera delle possibilità produttive), il paese è indifferente.
Questo avviene quando il valore della produttività marginale di x è uguale al valore della produttività marginale di y. Oppure, quando il prezzo relativo di x è uguale al costo opportunità di x quando il mercato valuta x esattamente quanto al paese costa produrre x: Px/Py=ax/ay è la situazione in autarchia.
In autarchia si può ricadere solo nella terza ipotesi e quindi il prezzo relativo sarà pari al costo opportunità di quel bene e implica che Wx=Wy=W.
Se le preferenze sono regolari o convesse non ci sarà un punto ad angolo (uno dei due beni pari a 0), perché consumerei solo x o y come nella 1° e 2° ipotesi: non può succedere in autarchia.
Quindi in autarchia avremo delle curve regolari e convesse. Quindi il prezzo dei beni in autarchia dipende solo e unicamente dalla tecnologia, vi è un unico livello salariale e questo dipenderà dal livello della domanda che determinerà i salari.
I punti di consumo in autarchia dipendono dalla capacità produttiva; quindi, le possibilità di consumo dipendono da ciò che riesco a produrre e viene rappresentata dalla frontiera delle possibilità consumo, vincolata strettamente (coincide) con la frontiera delle possibilità di consumo.
Punto di ottimo: curva di produzione e fa
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