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Politica Economica

Lezione 1 (21.02.23)

21esimo secolo

-> caratteristica particolare: due/tre crisi (dal punto di vista delle dinamiche socio economiche)

-> la crisi successiva si verifica quando la crisi precedente non è ancora risolta

-> crisi finanziaria americana del 2008 (detta “Grande Recessione”)

-> in UE segnali di ripresa dal 2015

-> c’è una storia passata, degli esempi di crisi simili

-> recessione = tasso di crescita negativo del PIL per due trimestri successivi

-> è una conseguenza della crisi finanziaria (si vede dalle crisi precedenti come la

“Grande Depressione” del 1929)

-> crisi da panico dei risparmiatori (coda agli sportelli)

-> i risparmiatori vogliono le risorse accantonate in banca (le banche

non riescono a far fronte a questa richiesta) = crisi bancaria

-> l’origine è la fusione di banche d’affari (investimento) con quelle di

credito ordinario

-> le banche investono sullo sviluppo delle ferrovie

-> negli stessi anni nasce il motore a scoppio in quantità

industriale (fatto non prevedibile) = le ferrovie iniziano a

fallire

-> primo effetto: tutti vogliono vendere azioni di banche e ferrovie ma

nessuno le vuole = caduta della borsa di Wall Street (borsa locale)

-> crisi finanziaria locale (recessione in USA)

-> economie integrate tra loro tramite scambi commerciali = la

recessione dilaga anche in UE

-> il governo americano scinde le due tipologie di banche

-> l’origine è il fallimento di Lehman Brothers (banca che concede mutui a famiglie che non

riescono a ripagarli)

-> il problema era noto, segnali sottovalutati

-> la crisi precedente ha fornito gli strumenti della politica keynesiana per

uscire dalla crisi (ricetta)

-> sinergia tra politica fiscale e monetaria (affiancata da una

regolamentazione opportuna)

-> nuove regole di governance su mercati finanziari e banche

-> istituzioni sovrannazionali (senza potere coercitivo)

che mettono regole comuni su riserve bancarie e

compravendita di attività finanziarie

-> cambiano i fondamentali strutturali (momento storico, insieme

delle regole e dimensione del sistema economico rilevante)

-> problema: la storia non ha aiutato, non si è capita all’origine la natura di questa

crisi -> era imprevedibile perché le banche in difficoltà venivano aiutate

-> si pensava fosse uno shock temporaneo dovuto alle nuove tecnologie

-> si pensava che i mercati si autogovernassero

-> questo è vero solo in momenti dove non c’è panico e c’è fiducia

-> con shock globali questo non è vero

-> falliscono i meccanismi di rating

-> le società di rating sono S.p.A. (portano avanti gli interessi degli

azionisti)

-> sono state tolte le regole di governance (si ritenevano superflue)

-> dal 1995 al 2005 il pensiero economico prevalente era la teoria di perfetta

liberalizzazione dei mercati

-> si pensava che i mercati lasciati senza interferenze si

autogovernassero anche negli shock (funziona nella crisi dei primi

anni 2000)

-> lo stato limita gli interventi nel sistema economico (pone meno

regole possibili)

-> in situazioni di incertezza non funziona

-> conseguenza è crollo delle borse mondiali

-> le borse riprendono, l’economia reale ci mette più tempo

-> “credit crunch” = il sistema economico si blocca

-> importanza della governance delle banche

-> pandemia

-> fusione tra le code della crisi precedente e questa nuova

-> non si ha un equivalente di una crisi pandemica in un’economia globalizzata

-> conseguenze imprevedibili

-> crisi inflazionistica (in atto)

-> si prevedeva già che con una ripresa dell’economia sarebbero aumentati i prezzi

-> c’è stato però uno shock esogeno (guerra)

-> stop import di gas russo

-> prezzi energia aumentati esponenzialmente

-> non prevedibile, modello di previsione sbagliato, scelte politico-economiche

errate

-> ruolo delle crisi

-> le crisi rappresentano dei break strutturali (cambiamento significativo, dove è facile

riconoscere un “prima” e un “dopo”)

-> i modelli di previsione precedenti fanno degli errori, si ha così un break

strutturale

-> il modello di previsione non riesce ad interpretare gli shock (fatto non

ammissibile, non regolare)

Lezione 2 (22.02.23)

Il sistema economico

-> può essere visto come un’organizzazione complessa

-> i fondamentali (la struttura del sistema economico) sono dati

-> struttura comune a tutti i soggetti (è collettiva)

-> sono storia (dato oggettivo), regole (leggi, contratti e regolamenti che

identificano la struttura giuridica del sistema) e risorse disponibili (la dimensione

dell’economia è immutabile)

-> gli obbiettivi dell’organizzazione sono dati

-> sono comuni, collettivi

-> valori in cui la collettività crede

-> scelte sociali condivise = meccanismo di aggregazione che porta dai fondamentali agli

obbiettivi

-> difficile nelle società complesse, sono necessarie istituzioni (sono complementari,

una in sinergia con l’altra)

-> stato: compito di coordinare le decisioni economiche di tipo collettivo

-> insieme dei decisori collettivi

-> l’insieme delle regole è sotto il controllo dello stato

-> mercato: ambito organizzativo in cui si coordinano le strategie

economiche degli individui

-> architettura delle connessioni che coordinano le scelte decentrate

degli individui

-> deve rispettare le regole date dallo stato

-> ad esempio l’equilibrio tra domanda e offerta coordina le scelte

individuali e di gruppo

-> casi estremi di organizzazione economica

-> economie sovietiche (dal 1917 al 1989)

-> struttura in cui si ha un decisore collettivo (pianificatore)

-> decisioni collettive prese solamente dallo stato

-> economia di pianificazione: sistema economico dove è rilevante l’offerta e

residuale la domanda di beni (si consuma ciò che viene prodotto)

-> l’offerta predetermina la domanda (molto simile al baratto)

-> struttura contrattuale: proprietà collettiva dei mezzi di produzione (lavoro

e capitale)

-> tecnologia e struttura di impianti e stabilimenti sono date

-> non c’è l’idea di impresa e figura dell’imprenditore

-> si ha solo un gestore della produzione

-> lo strumento che usa il pianificatore è il comando e il controllo del lavoro

-> si pianificano le quantità di beni da produrre

-> l’idea di bene comune (l’obbiettivo) è il socialismo reale (capitalismo alla

Marx) -> distribuzione equa dei beni prodotti

-> si crea un’economia informale (economia grigia) che si organizza in

maniera differente

-> c’è baratto dei beni a disposizione (mercato informale)

-> economia di quantità: i prezzi non sono espressi in moneta ma in quantità

di determinati beni

-> è basata sulla struttura produttiva

-> limiti

-> mancanza della libertà d’impresa e di scelta dei consumatori

-> inefficienza (non si usano al meglio le risorse disponibili)

-> il tasso di crescita è basso

-> assenza di progresso tecnico (non c’è innovazione di

prodotto e/o di processo)

-> manca la figura dell’imprenditore (con il rischio di impresa

si innova)

-> il volume di informazione necessarie a pianificare è enorme

-> le informazioni sono costose

-> liberismo economico (economia di mercato)

-> struttura in cui il coordinamento passa solo attraverso il coordinamento

dei mercati (forza della concorrenza)

-> riconosciuto il contratto di proprietà privata

-> unico modo per avere dei decisori privati

-> lo stato svolge funzioni minimali (fa le leggi, le fa applicare e controlla il

corretto funzionamento)

-> stato legislatore e giudice

-> compito basilare: garantire il rispetto dei diritti di proprietà

e risolvere gli eventuali conflitti

-> nella transizione da socialismo reale a liberismo economico si riassegna la

proprietà privata

-> l’obbiettivo è l’efficienza dell’economia (uso al meglio delle risorse scarse)

-> moltitudine di soggetti decisori (individui, famiglie, imprese, …)

-> decisioni e strategie individuali

-> bisogna trovare un‘istituzione che ha il compito di coordinare le

strategie

-> limiti

-> ipotesi di partenza poco realistiche

-> non c’è equità sociale (società ingiusta)

-> la giustizia sociale non è un obbiettivo, non viene

perseguita

-> le esternalità devono essere coordinate come decisione collettiva

-> fallimento del mercato, non persegue l’efficienza

-> esempio esiti di tipo ambientale

-> i beni pubblici puri non hanno prezzo

-> fallimento del mercato, non persegue l’efficienza

-> esempio difesa dello stato

-> regole di coordinamento

-> democrazia indiretta

-> si delega il sistema politico alle decisioni tramite i meccanismi di voto

-> sistema politico ha il compito di definire gli obbiettivi comuni e le

priorità

-> forme di organizzazione intermedia

-> da una parte forme di aggregazione naturale nella logica del mercato

-> esempio famiglie, imprese, enti del privato sociale

-> avvicinano il decisore individuale al decisore collettivo

-> dall’altra forme di decentramento (federalismo)

-> esempio comune, regioni, ecc.

-> avvicinano il decisore collettivo al decisore individuale

-> principio di sussidiarietà

-> libertà di scelta di individui, famiglie e imprese

-> struttura informativa

-> le economie di mercato consentono di avere una struttura decisionale

decentrata

-> problema informativo: ci sono molteplici informazioni private a cui

lo stato non ha accesso

-> esempio quanto conta per il singolo la tutela dell’ambiente

(lo stato non è in grado di osservare le preferenze)

Lezione 3 (28.02.23)

Approccio strumenti-obbiettivi (in un’economia di solo mercato)

-> capire come si passa da decisioni individuali a obbiettivi collettivi

-> liberismo economico degli anni ’20 porta al crollo di Wall Street

-> il mercato è un meccanismo di coordinamento di decisioni economiche decentrate

-> c’è proprietà privata

-> i soggetti decidono in modo individuale

-> i prezzi sono parametrici, dati (costanti)

-> le economie concorrenziali hanno la caratteristica di essere price-taker

-> il mercato si coordina secondo la concorrenza perfetta

-> l’obbiettivo del consumatore è massimizzare la propria utilità

-> quantità ottimali nella combinazione di beni

-> il vincolo di bilancio dipende dalle risorse del consumatore e dai prezzi dati

-> forma la domanda di beni all’interno del mercato

-> l’impresa deve scegliere quantità ottimali di input (lavoro e capitale) e su questa base la sua

funzione di produzione dirà quanti beni offrirà sul mercato

-> forma l’offerta di beni all’intero del mercato

-> in equilibrio domanda = offerta

-> equivalente della mano invisibile

-> equilibrio di mercato

-> il meccanismo di coordinamento porta a convergere in questo equilibrio

-> un mercato che si coordina realizza l’efficienza del mercato stesso

-> le strategie individuali si coordinano nell’equilibrio di mercato

-> l’equilibrio di mercato coordina le scelte economiche, mette insieme

domanda e offerta e determina i prezzi di equilibrio

-> caratteristiche tecniche (o fondamentali)

-> le preferenze dei consumatori sono date

-> nel breve periodo la tecnologia è data (non abbiamo progresso tecnico)

-> gli impianti sono quelli esistenti

-> la dotazione iniziale di risorse di ciascun operatore è data

-> la dimensione dell’economia è data

-> per l’operatore sfortunato potrebbe essere pari a 0

-> il caso distribuisce le risorse (è in gioco anche la fortuna)

-> lo stato si occupa solo di far funzionare le regole

-> obbiettivi

-> libertà (di scelta)

-> efficienza

-> equità

-> il problema è la sopravvivenza dell’economia

-> per poter scambiare in una logica di mercato si presuppone che ci siano

risorse eque

-> lo stato pone un vincolo iniziale di sopravvivenza per gli operatori economici

-> l’operatore economico sfortunato potrebbe avere una dotazione iniziale

pari a 0

-> lo stato deve escludere questo fatto

-> le dotazioni iniziali devono essere sempre maggiori di 0

-> è una regola, serve per far funzionare il mercato

-> equità distributiva a livello minimo (ulteriore funzione dello stato)

-> serve per la sopravvivenza degli operatori economici

-> teorema di Tinbergen: per perseguire N obbiettivi serve avere N strumenti (istituzioni)

-> problema tecnico: per poter introdurre un vincolo di sopravvivenza nell’economia,

l’equità è necessaria

-> vincolo posto ex ante (prima)

-> avere pari opportunità prima che il mercato inizi a funzionare e non come

esito (idea di giustizia)

-> equo nella partenza, non necessariamente negli esiti

-> è un requisito tecnico per far funzionare il mercato

-> idea minima di giustizia sociale (pari opportunità): garantire

a tutti di avere delle risorse da utilizzare

-> lo stato non è giocatore, interviene solo sulla regolamentazione

-> lo stato deve perseguire l’equità a livello minimo (per forme di liberismo)

-> il mercato deve occuparsi solo di efficienza (teorema della mano invisibile)

-> conclusioni

-> i fondamentali sono i vincoli del modello (sono dei dati non modificabili dalle scelte dei

singoli, ma solo dal decisore collettivo)

-> gli obbiettivi sociali sono posti ex ante

-> obbiettivo principale: efficienza e minima equità (stato che interviene sui

fondamentali)

-> l’incognita del problema è la scelta dello strumento di coordinamento efficace

-> dipende dall’obbiettivo

-> dobbiamo scegliere il più opportuno/appropriato

-> “efficace” = funziona relativamente all’obbiettivo

-> compatibile con l’incentivo: l’incentivo deve spingere gli operatori economici

verso l’obbiettivo

-> servono strumenti indipendenti (ognuno opportuno per il proprio obbiettivo)

-> strumenti sono solo 2 (stato e mercato)

-> se il sistema si pone altri obbiettivi non ha strumenti per raggiungerli

-> dovrà essere un po’ meno efficiente per essere ad esempio un po’ più

giusto o avere una crescita di lungo periodo migliore (trade-off tra obbiettivi)

-> dobbiamo scegliere a quale obbiettivo dare la priorità (non

abbiamo abbastanza strumenti per perseguirli tutti)

Pareto

-> non abbiamo bisogno della moneta per parlare di efficienza

-> economie di quantità (operatori si scambiano risorse)

-> economia di baratto (modello semplificato)

-> è necessario che si formino dei prezzi (valori, non per forza monetari)

-> a prescindere dalla moneta

-> l’efficienza è un obbiettivo collettivo perché la dimensione del sistema è data (abbiamo vincoli

di risorse)

-> beni e risorse sono scarsi per definizione (altrimenti non sono considerati beni o risorse)

-> le risorse devono essere usate in comune nel modo migliore (più efficiente) possibile

-> ciò che è proprietà privata di un soggetto non è più disponibile per un altro

-> questo è fonte di conflitto tra operatori economici

-> c’è bisogno dello stato che regoli

-> minimizzare i conflitti (si cercano meccanismi scelti

volontariamente dagli operatori economici e in cui siano incentivati a

cooperare tra loro)

-> quando l’uso ottimale delle risorse è obbiettivo comune

allora hanno incentivo a cooperare tra loro

-> pareto (contrattazione volontaria tra operatori)

-> criterio di riferimento per definizione di efficienza nell’economia

-> la risorsa scarsa non sono i beni finali ma i fattori di produzione (sono dati)

-> gli input, gli output sono una conseguenza

-> la popolazione vincola il funzionamento del sistema economico

-> senza progresso tecnico la struttura degli impianti è data

-> fino a quando esiste uno spazio di scambio vantaggioso tra i due consumatori, essi

continueranno a scambiare volontariamente

-> requisiti

-> il perseguimento dell’efficienza deve consentire di migliorare il benessere

individuale

-> garantisce che il criterio di pareto introduca la collaborazione per

raggiungere l’efficienza

-> l’efficienza si ferma nel momento in cui anche solo un individuo perde

-> nessuno può perdere

-> non spreco (non restano risorse inutilizzate)

-> efficienza relativa (non assoluta) = efficienza rispetto ad un’alternativa

-> si confrontano le alternative efficienti con quelle non efficienti

-> il benessere/utilità dipende dalle preferenze

-> esempio da x’’ a x’ sia ha un miglioramento paretiano

-> x’ efficiente rispetto a x’’

-> x’ è migliorabile (ad esempio confrontandolo con x)

-> non si cerca l’ottimo assoluto

-> ordinamento incompleto delle strutture di preferenza individuali

-> ci sono situazioni in cui pareto non sa ordinare le preferenze

-> “il criterio paretiano tace” quando non è in grado di gestire i conflitti

-> esempio x’’&rs

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rikicasa02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Malerba Giuseppina.
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