Corso di politica economica
Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano
a.a. 2021 – 2022
Gruppo di lettere CO – LA
Professore Marco Grazzi
Argomenti trattati:
- Capitolo 1: I fondamenti del mercato
- Mercato e potere decisionale
- L'equilibrio economico generale dell'economia
- I fondamenti di un'economia
- Capitolo 2: Concorrenza e mercato
- Il mercato
- Il principio dei vantaggi comparati
- Mercati e concorrenza monopolio
- Capitolo 3: Istituzioni
- La proprietà privata come istituzione
- Le imprese
- Capitolo 4: Incertezza
- Incertezza e mercati
- Incertezza e probabilità
- La scelta razionale in condizioni di incertezza
- Capitolo 5: Informazione
- Mercati, comunicazione e informazione
- Mercati e rivelazione dell'informazione
- Informazione, aspettative ed efficienza
- Razionalità limitata e convinzioni razionali
- Capitolo 6: Prezzi e imprese: i mercati di beni e servizi
- La mancanza di coordinamento in un modello keynesiano: prezzi rigidi
- Capitolo 9: Inflazione
- Inflazione e tasso di cambio
- Distribuzione del reddito ed occupazione
- Produttività
- Capitolo 11: Efficienza ed equità
- Efficienza e beni pubblici
- Efficienza, esternalità e prezzi
- Equità e giustizia sociale
- Scelte sociali e scelte politiche
- Capitolo 13: Stabilità e crescita
- I fondamenti teorici della crescita economica
- Modelli formali di crescita
- Politica monetaria
- Domande autovalutazione
Politica economica
Capitolo 1 – I fondamenti del mercato
1.1 Mercato e potere decisionale
1.1.1 Mercato e comportamenti economici
Profitto = remunerazione del capitale produttivo. Rendita = reddito aggiuntivo che deriva in quanto proprietari di fattori fissi per l’intera economia. La massimizzazione del flusso dei profitti implica la massimizzazione della loro somma e cioè il capitale → capitalismo di mercato = economia nella quale il comportamento dei soggetti è principalmente guidato dalla massimizzazione del capitale. Analoga definizione del capitalismo di mercato è quella di libera economia di mercato, nella quale gli individui sono liberi di decidere → senza alcun vincolo. Dottrina del Laissez-faire: l’idea centrale è quella di lasciare piena libertà al comportamento di massimizzazione del profitto senza alcun vincolo da parte dello stato →! Problema nasce dal fatto che la libertà di massimizzare il profitto può confliggere con altre libertà ritenute almeno altrettanto importanti.
1.1.2 Il dibattito su stato e mercato: un’introduzione
Il problema del rapporto tra mercato e Stato è il problema del rapporto tra potere economico e potere politico, e quindi il problema della distribuzione del potere nelle moderne democrazie. La caratteristica centrale del mercato è il decentramento del potere decisionale → in ciò ritroviamo confermata l’ipotesi della mano invisibile di Adam Smith: l’individuo che persegue il suo interesse individuale realizza, inconsapevolmente, l’interesse collettivo, e quindi eguaglia i prezzi privati ai prezzi sociali. Principio di sussidiarietà = lo Stato svolge un ruolo sussidiario rispetto agli individui e le istituzioni elementari sono libere di organizzarsi come meglio ritengono nel coordinamento dell’attività economica. Lo Stato ha un ruolo solo nel caso in cui tale coordinamento fallisca. Nel rapporto tra Stato, l’estremo opposto della decentralizzazione è rappresentato da una completa centralizzazione del potere economico e politico. L’alternativa opposta alla mano invisibile del mercato è quella della mano visibile di un capitalismo di stato con il potere politico di pianificare le scelte economiche di tutte le imprese. L’economia pianificata ha dimostrato di non saper rispondere in modo adeguato al problema degli incentivi = principio secondo cui in una economia socialista il lavoratore viene remunerato in base al suo lavoro e i suoi sforzi, è andato disatteso e inapplicato → la figura del pianificatore non appartiene solo al modello di economia pianificata es. la Banca Centrale Europea che fissa un obiettivo di inflazione esercita un potere politico sull’economia non diverso da quello di un pianificatore.
1.2 L’efficienza e l’equilibrio di mercato
1.2.1. Il criterio di efficienza di Pareto e l’equità
Il criterio di efficienza di Pareto è un giudizio di valore che consente di confrontare diverse allocazioni economiche: tale criterio è anche definito come il criterio dell'efficienza paretiana o la Pareto-efficienza. Allocazione Pareto-efficiente = allocazione non dominata da nessun'altra allocazione: il criterio di efficienza paretiana consiste perciò in un confronto fra vettori e poiché i vettori non sono sempre confrontabili, il criterio di Pareto può fornire un ordinamento incompleto delle allocazioni. L'efficienza allocativa nel senso paretiano non ha alcuna relazione con L'EQUITÀ = interpretata come guida a una distribuzione delle risorse che rispecchi un concetto condiviso di giustizia sociale. Sul piano produttivo il criterio di efficienza paretiana è rappresentabile dalla frontiera delle possibilità di produzione o curva di trasformazione fra due beni → definisce la massima quantità producibile di un bene, data la produzione di un altro bene. La curva di trasformazione delimita l'insieme delle possibilità di produzione. Nel grafico ogni punto della curva rappresenta la frontiera delle combinazioni preto-efficienti: data un’allocazione sulla frontiera, per esempio A, se si intende produrre una quantità maggiore di x si deve rinunciare alla produzione di una data quantità del bene y. Il saggio marginale di trasformazione misura il costo opportunità di un bene = la quantità di un altro bene cui si deve rinunciare per poter consumare una unità in più di un bene.
1.2.2 I fondamenti dell’efficienza e dell’equilibrio di mercato
I dati di breve periodo, cioè i fondamentali, sono solo tre:
- Preferenze
- Tecnologia
- Dotazioni iniziali
Un meccanismo decentrato di mercato ha la proprietà di realizzare l’obbiettivo sociale dell’efficienza con il coordinamento “involontario” di individui e imprese che massimizzano utilità e profitti (riferimento a economia rappresentata in figura). Le caratteristiche di questo meccanismo semplificato di mercato sono:
- Non esiste un ruolo economico dello Stato.
- I fondamentali sono semplificati a tre: preferenze, tecnologia e dotazioni iniziali.
- I mercati sono «completi», non vi sono esternalità o asimmetrie informative.
- Gli scambi hanno solo natura volontaria: la tassazione, se esiste, non modifica il comportamento degli individui.
- Il diritto di proprietà privata è l'istituzione su cui si basa lo scambio volontario e rappresenta la principale ragione economica per l'esistenza dello Stato.
- Esistono solo beni privati puri, per i quali i prezzi parametrici di mercato sono anche unici. In particolare, non esistono beni pubblici indivisibili.
- I soggetti sono «anonimi» e interscambiabili; inoltre, il numero di soggetti presenti nell'economia è elevato, al limite infinito: nessun soggetto ha un potere sui prezzi e i prezzi sono dati da un «banditore» o attraverso l'autorganizzazione del mercato.
- L'attività produttiva si svolge sulla base di rendimenti decrescenti relativamente a ogni fattore produttivo e con rendimenti di scala costanti a livello aggregato.
- I prezzi parametrici di mercato rappresentano prezzi sociali che misurano la scarsità relativa di tutte le risorse nell'economia.
Sulla base di queste ipotesi è possibile costruire una teoria dell’equilibrio economico generale e dimostrare le proprietà di autoregolamentazione di un meccanismo economico decentrato guidato dalla mano invisibile. La teoria dell’equilibrio economico generale è una teoria sulla formazione dei prezzi e delle quantità nell’economia: l’analisi riguarda individui e imprese che formulano decisioni individuali sulle quantità domandate e offerte in base ai segnali di prezzo, considerando come dato il comportamento degli altri e curandosi solo del proprio interesse. → risultato = dimostrazione che decisioni decentrate e indipendenti possono essere mutuamente compatibili: per ogni bene la quantità domandata è in equilibrio con la quantità offerta e le risorse sono utilizzate nel modo più efficiente. Il sistema dei prezzi svolge una efficiente funzione allocativa e di indirizzo delle risorse sulla base di un meccanismo semplice e pervasivo: il principio è che gli individui indirizzeranno i loro sforzi e le loro risorse dove possono trarne il maggior beneficio. La funzione allocativa delle risorse implica necessariamente anche una funzione distributiva sulla base di un principio teorico altrettanto semplice: il mercato remunera i fattori produttivi sulla base della loro produttività marginale, cioè del loro contributo al processo produttivo. La teoria economica ha chiarito le condizioni a cui il meccanismo di mercato può consentire l'equilibrio fra domanda e offerta in → tutti i mercati nonché, a un tempo, l'efficienza allocativa nell'utilizzo delle risorse. I mercati siano perfettamente concorrenziali. Perché il mercato concorrenziale possa dimostrare la sua efficienza è necessario che gli individui abbiano una dotazione iniziale di → risorse deve quindi esistere almeno un bene per il quale la dotazione iniziale sia positiva e il prezzo rimanga positivo. L’equilibrio e l’efficienza di un mercato concorrenziale richiedono l’assenza di povertà e di un’eccessiva disuguaglianza. → Ipotesi di sopravvivenza in base alla quale un individuo può sopravvivere senza scambiare sul mercato. Lo Stato assolve all’indispensabile funzione di garantire una dotazione minima di risorse in modo tale che gli individui possano sopravvivere.
1.2.3 Esistenza, unicità e stabilità dell’equilibrio di mercato
La teoria economica dell’equilibrio economico generale dei mercati distingue tre aspetti:
- Esistenza
- Con le condizioni sopra descritte e l'ipotesi centrale che le funzioni di domanda e offerta siano continue è possibile → dimostrare l'esistenza di un equilibrio. Due importanti osservazioni:
- Il calcolo del vettore dei prezzi di equilibrio può essere complesso.
- Il significato economico dell'ipotesi di continuità è molto più forte di quanto possa apparire.
- Con le condizioni sopra descritte e l'ipotesi centrale che le funzioni di domanda e offerta siano continue è possibile → dimostrare l'esistenza di un equilibrio. Due importanti osservazioni:
- Unicità
- Un solo equilibrio di mercato rappresenta l'eccezione e non la regola. Le condizioni per l'esistenza di unico equilibrio sono infatti, molto restrittive e richiedono che tutti i beni siano fra di loro sostituti (lordi). La caratterizzazione di questo risultato richiede di definire la nozione di economia regolare = un'economia è regolare se a piccole variazioni delle sue caratteristiche fondamentali, in particolare della distribuzione della dotazione iniziale di risorse, corrisponde una piccola variazione del vettore di equilibrio dei prezzi di mercato. Le economie critiche = quelle per le quali piccole variazioni delle caratteristiche fondamentali provocano forti variazioni del vettore dei prezzi di equilibrio.
- Stabilità
- Il problema riguarda le posizioni di disequilibrio del mercato e del processo attraverso cui il corrispondente vettore di prezzi in disequilibrio può convergere verso il vettore (o uno dei vettori) di equilibrio. Banditore walrasiano = figura economica il cui solo compito è quello di annunciare il vettore di prezzi sulla cui base i soggetti partecipanti al mercato sono chiamati a formulare le loro proposte di acquisto e di vendita. Il ruolo del banditore è quello di applicare una regola di aggiustamento dei prezzi. In concreto non esiste alcun banditore e si osserva invece una tendenza dell'economia ad auto-organizzarsi.
Capitolo 1 – I fondamenti del mercato
2. L’equilibrio economico generale dell’economia
2.1 La funzione di eccesso di domanda aggregata
2.1.1 Legge di Walras ed equilibrio in una economia di puro scambio
Funzione di eccesso di domanda aggregata: consideriamo il caso di una economia di puro scambio, tale funzione è definita come la differenza fra la somma della domanda dei consumatori e le loro dotazioni iniziali → se per un dato bene un consumatore domanda una quantità maggiore rispetto alla sua dotazione iniziale implica un eccesso positivo di domanda. La funzione di eccesso di domanda aggregata è la somma di queste differenze per tutti i consumatori relativamente a un dato bene:
- Dove:
- p è il vettore dei prezzi
- w è la dotazione iniziale
- m rappresenta il valore monetario della dotazione iniziale
Considerando L beni è un vettore di equilibrio se rende uguale la domanda all’offerta nei mercati di tutti i beni, cioè: La funzione di eccesso di domanda aggregata è caratterizzata dalle seguenti proprietà:
- Z(p) è una funzione continua
- → Z(p) = Z(kp) la funzione è omogenea di grado zero
- → → p · Z(p) = 0 la funzione di eccesso di domanda aggregata soddisfa la legge di Walras il valore dell’eccesso di domanda aggregata è uguale a zero per ogni vettore di prezzi strettamente positivo, cioè:
Nel caso del consumatore A, e due beni X e X, abbiamo ad esempio: 1 2 Con una procedura analoga otteniamo la stessa espressione per un consumatore B (economia semplice con due beni e due consumatori) otteniamo quindi la relazione: La legge di Walras ha un’importante applicazione: in una economia in cui esistano n mercati, se (n – 1) mercati sono in equilibrio allora, sul piano puramente contabile, anche l’n-esimo mercato dovrà essere in equilibrio. Equilibrio di mercato = definito come un vettore di prezzi e di domanda per ciascun bene tale per cui: Si richiede che in equilibrio non vi siano beni per i quali esista un eccesso positivo di domanda → i beni con eccesso di offerta devono avere un prezzo pari a zero principio dei beni gratuiti. Nel caso di due beni la legge di Walras implica la seguente situazione: Per il bene 1 il prezzo di equilibrio è positivo e uguaglia la domanda all’offerta, per cui di conseguenza Z(p) = 0 Per il bene 2 può verificarsi la stessa situazione oppure la domanda inferiore all’offerta → se un bene è in eccesso di offerta il suo prezzo deve essere uguale a zero un bene può essere in eccesso di offerta se produce disutilità anziché utilità positiva (es. inquinamento). Ipotesi di non-sazietà consente di ridefinire l’equilibrio come uguaglianza tra domanda e offerta. Graficamente l’equazione può essere così rappresentata: Legge della domanda e dell’offerta: la direzione delle frecce indica che nel caso di Gli equilibri sono dispari e pari a tre, il primo e domanda superiore all’offerta il prezzo del bene 1 l’ultimo sono equilibri stabili mentre quello aumenta e viceversa, nel caso di offerta superiore intermedio è instabile alla domanda, il prezzo diminuisce.
2.1.2 Equilibrio, efficienza e i due teoremi del benessere e del mercato
Equilibrio = uguaglianza fra domanda e offerta ≠ efficienza paretiana = non esiste alcuna altra allocazione possibile in cui almeno un consumatore guadagna, mentre nessun’altro perde, oppure non è possibile produrre una quantità maggiore di tutti i beni con lo stesso input di fattori produttivi. Fra tutte le possibili allocazioni efficienti una società democratica può esprimere una preferenza collettiva per una allocazione efficiente che risponda anche a criteri di equità. Teoremi fondamentali del mercato o dell’economia del benessere:
- L’equilibrio di mercato è anche efficiente.
- Una data allocazione efficiente può essere realizzata come un equilibrio di mercato attraverso una appropriata redistribuzione delle risorse.
2.1.3 La scatola di Edgeworth e il core
La scatola di Edgeworth consente una intuitiva rappresentazione dei due teoremi. Gradiente di una funzione = rappresenta la direzione di massima crescita dell’utilità. Graficamente la situazione è così rappresentata:
- (a) Le frecce vicine all’origine indicano in quale direzione l’utilità aumenta all’aumentare della quantità consumata dei due beni: la freccia risultante indica la direzione di massima crescita dell’utilità.
- (b) Rappresenta la scelta ottima del consumatore: in equilibrio il vettore gradiente è proporzionale al vettore dei prezzi.
Il consumatore massimizza la sua utilità quando il vincolo di bilancio è tangente alla curva di indifferenza. ∇dove rappresenta il vettore gradiente. Scatola di Edgeworth = rappresenta le opportunità di scambio di due consumatori → Lo scambio volontario può avvenire solo sulla base di un reciproco vantaggio economia di baratto. Il meccanismo di mercato concorrenziale, nel quale cioè i due consumatori sono price-taker, è in equilibrio se esiste un vettore dei prezzi per il quale la domanda è uguale all’offerta in ogni mercato. Core = un’area d’affari, un’attività, un processo, o una competenza considerati centrali per il raggiungimento di un certo obiettivo. Con l’espressione core business, per es., si identifica l’attività di un’impresa che opera in una varietà di business sulla quale si indirizzano i suoi maggiori sforzi.
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