Tecniche della valutazione
Introduzione
- Punto di vista del libro: epistemologia della valutazione educativa, ovvero prendere in considerazione l’esistenza di più paradigmi come il neopositivista, pragmatista, costruttivista e avere un approccio multidisciplinare, riconoscere la complessità, non frammentare ma integrare, valutazione autentica, equa, con significati anche sociali e politici, valutazione per valutare i cambiamenti opportuni. Logica integrale e integrativa per affrontare la questione della valutazione che è complessa, approcci che superino il contrasto dei paradigmi ma privilegino la loro integrazione, questa è la proposta della ontologia della valutazione educativa.
- Ontologia della valutazione educativa: l’ontologia è un sistema di idee e l’organizzazione culturale del discorso scientifico condiviso da una comunità. L’ontologia della valutazione educativa si pone come schema linguistico di intelligibilità sull’asse paradigmatico del dominio scientifico che deve passare al piano empirico-evidenziale e sull’asse sintagmatico dei diversi contesti significativi, attraverso le pratiche sociali della valutazione e i relativi racconti linguistici. È possibile costruire un modello di pensiero dinamico nell’incrocio didattico tra asse paradigmatico delle regole metodologiche, delle definizioni terminologiche e delle relazioni concettuali ed asse sintagmatico dei conflitti pratici, derivati dalle diverse visioni della realtà educativa esperienziale. Nell'ultimo decennio Galliani ha proposto lo sviluppo di ricerche finalizzate alla costruzione di una ontologia per e della valutazione educativa condivisa all'interno della comunità scientifica, originata da interrogativi posti da due questioni emergenti, la gestione e lo scambio di informazioni e i processi di costruzione collaborativa della conoscenza. L'obiettivo è stato quello di costruire e sperimentare un ambiente di apprendimento integrato, attraverso una interpretazione comune e condivisa di concetti e relazioni. L'ontologia della valutazione educativa è stata organizzata a partire da 5 diverse componenti interpretative che caratterizzano la scienza didattica (referenziale, assiologica, epistemologica, fenomenologica, metodologica). Invece di insistere su posizioni che prevedono contrapposizioni dicotomiche, una proposta innovativa è quella proposta da Galliani di costruire una ontologia della valutazione educativa da parte della comunità dei ricercatori che raccordi i quadri concettuali condivisi e fondanti del dominio scientifico (assiologico, epistemologico, ontologico, metodologico, fenomenologico) con le azioni e le pratiche degli operatori sul campo (insegnanti, educatori, formatori).
- Sistema 0-6 legato a servizi per l’infanzia che comprende nido e infanzia, non obbligatori.
- Valutazione come aspetto complesso che si inserisce nelle dinamiche e relazioni educative.
- Valutazione come attribuzione di valore, in cui le modalità e gli strumenti devono essere resi espliciti. Dewey: value significa valore e valutare.
- Weber: avalutatività delle scienze storico-sociali che conferisce scientificità a queste discipline, che devono essere libere da giudizi di valore, perché la loro validità dipende solo da giudizi di fatto, bisogna distinguere il conoscere dal valutare.
- Dewey e Weber concordano in: valutazione come motore e regolatore dell’azione perché è qualcosa di intrinseco all’azione e può migliorarla o cambiarla e si riferisce direttamente ad una situazione presente e indirettamente ad una futura e giudica le trasformazioni verso un fine migliore.
Valutazione malata
“Valutazione malata”: effetti della valutazione Domenici.
- Effetto alone: cresce o decresce in modo improprio il giudizio, se uno è sempre bravo e fa un piccolo errore non si nota.
- Effetto di contrasto: tutti non sanno rispondere e uno sì allora vengo colpito dal distacco.
- Effetto della distribuzione forzata dei risultati: la classe secondo me è fatta da un tot di bravi o meno bravi.
- Effetto Pigmalione o profezia che si autoavvera: idea che nella relazione chi hai di fronte si comporta nel modo con cui lui secondo te dovrebbe comportarsi, alcuni che si comportano in un modo perché è come se si è dato un ruolo.
- Effetto di San Matteo: in un mondo complesso quando c’è una crisi chi sta peggio sta sempre peggio e chi sta meglio sta sempre meglio.
- Sindrome del figlio dell’uomo: investiti del giudizio universale e quindi dividono i buoni dai cattivi e la colpa è sempre dei cattivi.
- Sindrome del dott Jeckill e Mr Hyde: cesura tra dimensione formativa e dimensione valutativa, ci comportiamo in un modo nella progettazione e nella valutazione ci trasformiamo in Mr Hyde.
- Complesso: partire col voler fare il bene ma poi fare il “male” che non si vuole fare. L’importanza è capire l’errore.
- Valutazione come storicamente determinata, quotidianamente orientata, formalmente comunicata.
- Valutazione come concetto polisemico: valutazione umana, ma l’insegnante lo fa in modo professionale; attiene al senso comune, ma l’insegnante lo fa dal punto di vista scientifico, docimologico e della pedagogia; valutazione come processo prodotto.
Questione pedagogica, professionale e normativa
Questione pedagogica: ha al suo interno una questione antropologica culturale, cioè quando si devono applicare le norme di valutazione della scuola, è probabile che dietro ci sia una visione dell’uomo e della società. Poi c’è funzioni di istruzione e formazione affidate al sistema scolastico: nelle indicazioni del curricolo troviamo alcuni principi che designano la funzione dell’educazione nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.
Bisogna anche considerare la questione scientifico-docimologica: c’è stata una storia della docimologia, la scienza del voto e della valutazione, quindi c’è un’analisi scientifica.
Questione professionale: un percorso di formazione continua, professionalmente sarà sempre richiesto di ridefinire il ruolo della professione docente a partire dalla valutazione. Abbiamo la questione della formazione personale, si matura una idea di valutazione in base alle esperienze vissute. E poi cultura professionale che si esprime anche nel ruolo di maestra che un giorno si può diventare responsabili di qualcosa, esperti esterni e c’è la prassi scolastica.
Questione normativa: nella scuola ci sono delle norme (politica) che siamo tenuti a rispettare, norme espressione di volontà politiche. Il voto e il giudizio, sistema reclutamento docenti, prove Invalsi, esame di stato vengono da scelte politiche, ci sono linee guida e provvedimenti e le leggi (legislativa) non hanno tutte lo stesso peso, la Costituzione, DPCM, DM, ordinanza ministeriale, circolare ministeriale. Regolamento della valutazione (regolamentare).
Linee guida sulla formulazione dei giudizi descrittivi
Linee guida sulla formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria (2020): ad un certo punto si è capito che il voto non era più in grado di comprendere le cose dette e quindi si passa a cambiare registro e bisogna trovare una modalità nuova per valutare oltre il voto numerico su base decimale, che non sembra più essere il modo convenzionale per raggiungere le finalità e quindi si parla di giudizi, con l’obiettivo del miglioramento. Il giudizio serve a descrivere in modo analitico, affidabile e valido il livello raggiunto dallo studente. Non bisogna valutare l’apprendimento ma valutare per l’apprendimento.
Linee guida si pongono come punto di riferimento, ma poi ciascuna scuola può implementarli. Sviluppo verticale importante. Comunicazione deve essere formativa? Perché la pandemia costituisce una questione su cui ragionare? La pandemia ha posto interrogativi rispetto a elementi di quadro che le indicazioni del curricolo hanno posto come essenziali. Il lockdown chiudendo le scuole ha posto interrogativi rispetto ai fondamenti. La scuola è un luogo, perché è importante andarci fisicamente? Che vuol dire che la scuola è aperta a tutti? Come è stato tutelato il diritto all’istruzione? I giudizi si basano sulla tipologia del compito (dato o non dato), sul grado di autonomia, sulla continuità e sulle risorse a disposizione.
Indicazioni nazionali del curricolo
Indicazioni nazionali del curricolo per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo del 2012: le indicazioni hanno segnato un passaggio dalla scuola dei programmi alla scuola di oggi con nuovi scenari. Le indicazioni nazionali si trovano all’interno di un preciso riferimento normativo. Le indicazioni partono da un quadro di riferimento ideale per poi arrivare a descrivere gli obiettivi effettivi della quotidianità scolastica con obiettivi da raggiungere per ogni disciplina, obiettivi da calibrare in base al profilo dello studente.
Non ho solo elenco obiettivi ma viene specificato un quadro che si articola su tre aspetti: il quadro ideale, le idealità di riferimento, quale è l’idea che ha portato alle indicazioni nazionali: la persona è immersa in uno scenario cambiato, ambienti in cui la scuola è immersa più ricchi di stimoli culturali e la scuola deve cambiare registro. Orizzonte territoriale della scuola si allarga e ogni singola persona nella sua esperienza quotidiana deve tener conto di informazioni sempre più numerose ed eterogenee e si confronta con la pluralità delle culture poiché nel suo itinerario formativo lo studente si trova con culture diverse.
La scuola deve fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi un'identità consapevole e aperta nella piena attuazione delle garanzie di libertà e uguaglianza degli articoli 2 3 della Costituzione e nel rispetto delle differenze di tutti e dell'identità di ciascuno. Il contesto è cambiato ma c’è ancora bisogno della scuola, che ha il compito di muovere la capacità degli studenti di dare senso alle loro esperienze al fine di ridurre la frammentazione il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita di bambini e adolescenti.
È necessario l'impegno dei docenti e di tutti gli operatori della scuola con particolare attenzione a forme di disabilità e fragilità, molteplicità di culture e lingue, diffusione di tecnologie. La scuola deve avere al centro la persona. La scuola ha un rinnovato ruolo educativo legato alla dimensione dei diritti espressi dalla Costituzione e mette al centro la persona, lo studente, colto in tutti i suoi aspetti. Il ruolo della scuola è quello di porre le basi per il percorso formativo che la scuola inizia ma non esaurisce.
Capacità di apprendere ad apprendere. L'obiettivo della scuola non può essere solo quello di far sviluppare singole tecniche e competenze ma di formare ogni persona sul piano cognitivo e culturale affinché possa affrontare positivamente l'incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali futuri, non sono più adeguate le trasmissioni standardizzate di conoscenze ma bisogna realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti.
Obiettivo non è solo vedere il prodotto o processo, ma è mettere un mattone di qualcosa che continua. La valutazione di qualcosa è l’inizio di un altro, è un rimando continuo. Idea della cittadinanza, educare ad una cittadinanza unitaria e contemporaneamente plurale, cittadini italiani, ma anche cittadini dell’Europa e del mondo e della costruzione di un nuovo umanesimo (consapevolezza dei problemi della condizione umana, cogliere aspetti essenziali dei problemi, linea formativa verticale (lungo tutto l’arco della vita) e orizzontale (deve coinvolgere tutti i soggetti, rapporto scuola-famiglia). Quadro antropologico-pedagogico.
Finalità e curricolo
Quali sono le finalità: art 3 (rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana), 2 (riconosce i diritti inviolabili dell’uomo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità), 33 (libertà insegnamento), 34 (scuola aperta a tutti, diritto istruzione, scuola obbligatoria per 8 anni), 117 (autonomia funzionale delle scuole) Costituzione. La finalità è sviluppo armonico e integrale della persona. Il profilo dello studente descrive le competenze riferite alla scuola del primo ciclo che permettano quel pieno esercizio di cittadinanza. Faccio una valutazione formativa che mi aiuta a far crescere la persona.
Organizzazione del curricolo, che cosa succede concretamente: il curricolo è l’espressione concreta di ciò che si è detto. Le indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole e costituiscono un testo aperto che va rielaborato secondo lo specifico contesto elaborando scelte relative a contenuti metodi organizzazione e valutazione coerenti con i traguardi formativi e il curricolo di istituto è l'espressione della libertà di insegnamento e dell'autonomia scolastica.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola dell'infanzia, al termine della scuola primaria, al termine della scuola secondaria di primo grado e rappresentano punti ineludibili per gli insegnanti e costituiscono criteri per la valutazione delle competenze, il sistema di valutazione serve a mettere l’intero sistema nell’obiettivo di migliorare. Gli obiettivi individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze e sono utilizzati dalle scuole e dai docenti nella loro attività di progettazione didattica e sono l’espressione di questa formazione alla nuova cittadinanza.
Non si parla solo di dispersione scolastica esplicita ma anche implicita (se gli studenti raggiungono o no i traguardi). Certificazione competenze: attenzione posta come ciascuno studente in mobilità e orchestra le proprie risorse (conoscenze, abilità, atteggiamenti, emozioni) per affrontare efficacemente le situazioni che la realtà quotidianamente propone in relazione alle proprie potenzialità e attitudini.
DPR n. 80 e sistema nazionale di valutazione
DPR n. 80 (decreto presidente repubblica) 28 marzo 2013: regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, che ha istituito il SNV (sistema nazionale di valutazione) di cui fanno parte INDIRE e INVALSI (che ha il coordinamento funzionale del SNV) e un contingente ispettivo formato da dirigenti di seconda fascia con funzione tecnico-ispettiva.
- Norme della Costituzione che riguardano la scuola, in alcuni si parla direttamente, in altri indirettamente, in alcuni si parla dell’istruzione ma non si parla della scuola direttamente.
- Costituzione del sistema scolastico, la scuola dell’infanzia (non scuola materna, ma scuola dell’infanzia) non è una scuola dell’obbligo.
- Leggi sull’ordinamento scolastico, legge Casati, Coppino, buona scuola ecc.
- Norme che disciplinano la vita della scuola, decreti ministeriali, due ministri separati, provvedimenti emanati o dal ministro dai capi dipartimento oppure ci sono ordinanze e circolari.
- Linee guida, costituiscono uno strumento molto importante, servono a cercare di dare delle indicazioni per disciplinare materie legate alla vita scolastica. Le principali sono “linee guida sulla didattica digitale integrata”, poi “linee guida per la certificazione delle competenze al termine del primo ciclo dell’istruzione”, “linee guida per l’accoglienza degli alunni stranieri”, “linee di indirizzo per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare”, “linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio dei bambini adottati”, “linee guida per il diritto allo studio degli alunni che vivono fuori dal proprio stato familiare”. Noi ci soffermeremo su “linee guida per l’espressione e la valutazione in termini di giudizi descrittivi”.
MIUR, MI e INVALSI
- MIUR: ministero dell’istruzione, università e ricerca o MI: ministero istruzione.
- L’INVALSI: istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (uno dei soggetti coinvolta nella valutazione di sistema, mission di valutazione e ricerca. Assicura il coordinamento funzionale dell’SNV, propone i protocolli di valutazione e definisce gli indicatori di efficienza e efficacia e propone i programmi delle visite alle istituzioni scolastiche da parte dei nuclei di valutazione esterna, definisce gli indicatori per la valutazione dei dirigenti scolastici, mette a disposizione delle singole istituzioni scolastiche strumenti relativi al procedimento di valutazione e redige le relazioni al ministro e i rapporti sul sistema scolastico e formativo, inoltre partecipa alle indagini internazionali ed alle altre iniziative in materia di valutazione in rappresentanza dell’Italia). Sito INVALSI OPEN che è il portale pubblico che riguarda tutte le aree delle Invalsi, parte pubblica dei risultati Invalsi e si possono avere approfondimenti per i docenti e c’è anche la mappa dei risultati Invalsi anche a livello regionale. Le istituzioni scolastiche sono soggette a periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti e sulle competenze degli studenti, predisposte e organizzate dall'Invalsi anche in raccordo alle analoghe iniziative internazionali. Tali rilevazioni sono effettuate su base censuaria nelle classi seconda e quinta della scuola primaria, prima e terza della scuola secondaria di primo grado, seconda e ultima della scuola secondaria di secondo grado.
- Ogni regione ha una propria struttura e espressione dell’autonomia scolastica che sono gli USR: uffici scolastici regionali. Il calendario sc.
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