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Storia e metodi

Il comportamento umano è prevedibile?

Sì, è prevedibile ed è determinativo. Gli psicoanalisti si lasciavano crescere la barba per evitare di manifestare espressioni durante la conversazione.

Mente ≠ cervello

Le neuroscienze ritengono che la mente, e dunque il pensiero, l’affettività e il comportamento, siano l’espressione della funzione del cervello.

Introduzione alla psicologia

La psicologia è una scienza probabilistica. L’uomo non è studiabile scientificamente. Processi mentali = eventi della mente -> memoria, percezione, attenzione. Kant diceva: la psicologia non è una scienza (perché è l’uomo che studia l'uomo).

L’interesse e la riflessione sul funzionamento della psiche umana, cioè su come e perché le persone pensano, sentono e agiscono, ha origini molto remote.

Gli esordi si possono considerare animistici: la riflessione dell’uomo su sé stesso e sul rapporto fra sé e l’ambiente circostante è evidenziabile già nelle pitture rupestri degli uomini preistorici e nelle tracce dei riti di sepoltura. Il quadro originariamente è unitario e integrato, poi avviene la differenziazione fra sé e il resto della natura, in funzione di una relazione preferenziale con la divinità.

Ippocrate di Coo (460 a.C.)

Considerato il padre della medicina, egli concepì la teoria umorale (rappresenta il più antico tentativo, nel mondo occidentale, di fornire una spiegazione eziologica dell'insorgenza delle malattie, superando la concezione superstiziosa, magica o religiosa). Tale teoria sostiene che il corpo umano sia composto da quattro sostanze che prendono il nome di ‘’umori’’ che devono essere mantenute in equilibrio tra esse poiché quando l’equilibrio è perso insorge la malattia, sia del corpo che dello spirito.

  • Flegma
  • Bile nera
  • Bile gialla
  • Sangue

Ippocrate e i suoi seguaci non considerarono mai la malattia come elemento puramente organico. Ritenevano la mente e il corpo un’unica realtà, pertanto quello che si verificava nella mente aveva effetti sull’organismo e viceversa. I membri della scuola peripatetica apportarono un nuovo elemento alla teoria umorale, postulando che il predominio di uno dei quattro umori generasse un temperamento specifico nella persona.

Teoria della personalità

  • Flemmatico: caratterizza chi ha una prevalenza di flegma nell’organismo. Le persone flemmatiche sono riflessive, grasse, sciocche e pigre.
  • Melanconico: presentano una predominanza di bile nera. Hanno un temperamento triste, piuttosto suscettibile e sono portati alle attività artistiche.
  • Collerico: rappresenta chi ha una grande quantità di bile gialla. Ciò dà origine a un temperamento passionale, un’enorme vitalità e la tendenza ad arrabbiarsi facilmente.
  • Sanguigno: in questo caso predomina l’elemento del sangue. Le caratteristiche di questo temperamento sono la sicurezza di sé, l’allegria, l’ottimismo, l’espressività e la socievolezza.

Questa teoria è fondamentale perché ripresa e rielaborata ai giorni nostri da studiosi quali Pavlov. Egli ritiene inoltre che il ventricolo sx sia la sede dell’intelligenza.

Almeone di Crotone (540 a.C.)

Ad Almeone di Crotone, viene attribuita la scoperta dei nervi ottici della tromba di Eustachio, e soprattutto egli afferma per la prima volta che è il cervello e non il cuore la sede dell'intelletto.

Democrito (460-360 a.C.)

Disse che tutte le cose sono fatte di piccole parti indivisibili dette atomi (atomismo). Egli affermò che le percezioni e le sensazioni sorgono quando gli atomi che vengono emanati dalla superficie degli oggetti entrano nel corpo tramite uno dei cinque sistemi sensoriali e vengono trasmessi al cervello. Gli atomi emanati da un oggetto si appaiano con gli atomi del cervello che ne fanno una copia. Questo provoca la percezione. Democrito sottolineò che gli atomi emanati da un oggetto non sono l'oggetto stesso ma è una copia/riproduzione e che l'appaiamento tra emanazione e atomi del cervello può non essere esatto. Quindi possono esserci molte differenze tra l'oggetto fisico e la sua percezione.

In effetti uno dei problemi più persistenti nella storia della psicologia è stato il determinare cosa si ottiene o si perde nel momento in cui gli oggetti dell'ambiente vengono esperiti attraverso i sensi.

Aristotele (384-322 a.C.)

Il primo trattato di psicologia può essere considerato il De Anima di Aristotele (anima intesa come spirito vitale). Secondo Aristotele il cuore è principio della nutrizione, del movimento, della sensazione, ed anche principio della psyché.

Sempre ad Aristotele, inoltre, si devono alcune descrizioni dei processi di percezione e memoria che risultano ancora oggi di straordinaria modernità.

La psicologia

La parola psicologia deriva da due termini greci: psiche e logos, che significano "discorso sull’anima". Il termine è stato usato per la prima volta in forma scritta da parte di Rodolfo Goclenio alla fine del 1500. Solo durante il XVIII secolo il termine comincia ad essere usato con il significato di ‘’scienza della mente’’.

La psicologia intende fornire un’interpretazione scientifica delle funzioni mentali. Una scienza si deve basare sia sul razionalismo che sull’empirismo:

  • Una spiegazione razionalistica, per dimostrare la validità della teoria, si basa sulla sola logica interna dell’assunto.
  • Una spiegazione empiristica, invece, si basa sull’osservazione.

Una teoria, per essere scientifica, deve essere sia razionalista sia empirista.

Christian Wolff (1679-1754)

Distingue tra:

  • Psicologia razionale intesa in senso filosofico, si deve occupare dell’anima (secondo la terminologia del tempo) e delle sue facoltà.
  • Psicologia empirica intesa in senso naturalistico, deve occuparsi dei fatti psichici fondati sull’esperienza.

Alcune conquiste culturali legate ad una trasformazione nella concezione e visione dell’uomo hanno preparato il terreno per la nascita della psicologia:

  • La rivoluzione copernicana, (la terra non è al centro dell’universo)
  • Le scoperte di Darwin sull’evoluzione delle specie (l’uomo non è diverso dalle altre specie animali ma è il risultato di un processo evolutivo)

La psicologia nasce in un momento storico molto importante, nel momento dello scontro tra empirismo e razionalismo. Prima di Cartesio il corpo umano veniva considerato in una posizione privilegiata nel mondo animale, l’uomo veniva subito dopo Dio.

Cartesio (1596-1650)

(Razionalista e matematico francese) Egli introduce la distinzione chiave tra:

  • Res cogitans: indica l’elemento pensante, quindi la mente (o nella terminologia usata al tempo, l’anima)
  • Res extensa: indica l’aspetto materiale delle cose, meccanico e misurabile (corpo inteso come macchina)

Entrambe sono collegate tra loro tramite la ghiandola pineale (ipofisi). Il corpo entra a far parte della res extensa, viene considerato una sorta di macchina e, in quanto tale, può essere studiato secondo il metodo naturalistico. Il corpo è visto da Cartesio come una macchina studiabile come qualunque altro oggetto fisico poiché segue le leggi naturali, mentre l’anima è un’entità spirituale che opera secondo il libero arbitrio e non può essere studiata o compresa con i metodi della scienza (duoalismo mente/corpo). Cartesio è un razionalista in quanto crede che tutto ciò che succede sia frutto della ragione umana.

Gli empiristi inglesi (Hobbes, Locke, Berkeley, Mill)

Essi negavano che gli esseri umani avessero idee innate, o che qualcosa fosse conoscibile a prescindere dall'esperienza. Secondo loro l’uomo nasce come tabula rasa e acquisisce informazioni tramite l’esperienza. Gli empiristi inglesi sono caratterizzati dal pensiero che l’uomo sia egoista per natura.

Siamo egoisti per natura? L’egoismo cos’è?

Quando vuoi per te più di quello che hai bisogno si tratta di egoismo. Egoismo è diverso dall’istinto di sopravvivenza.

Hobbes (1588-1679) (Empirista)

Secondo lui esiste solo la materia, e la conoscenza deriva esclusivamente dai sensi: è un empirista, in quanto la sua teoria della natura umana si riferisce solo all’esperienza. Conosciamo solo attraverso l’esperienza. Il bambino quando nasce ha già avuto delle esperienze sensoriali.

Locke (1632-1704) (Empirista)

Sostiene che se non si può studiare l’essenza della mente umana (che veniva associata all’anima/res cogitans) si possono studiare le sue facoltà. Per esempio, quando percepiamo un gatto, la nostra esperienza è la combinazione di molte qualità primarie, come vederne il colore, udirne le fusa, toccarne il pelo morbido, sentire odore di cibo per gatti: la combinazione di queste qualità semplici avviene attraverso l’esperienza.

In sintesi: Dunque, egli ritiene che le impressioni sensoriali chiamate idee semplici non possono essere ulteriormente suddivise (perché sono qualità primarie) chiamate idee semplici e non coincidono con le esperienze che si fanno normalmente.

Berkeley (1685-1753)

Si concentrò particolarmente sul problema della percezione. Ebbe delle acute intuizioni sulla percezione della distanza, sostenendo che non esiste una singola strategia che ci permette di dire quanto vicino o lontano è un oggetto che vediamo perché in realtà usiamo molte indicazioni visive. Per Berkeley, attraverso l’esperienza con molti oggetti e ambienti impariamo a percepire la distanza. Era talmente convinto che tutte le conoscenze derivano dall’esperienza che, al posto del cogito ergo sum cartesiano propose l’esse est percipi: il mondo esiste solo in quanto è percepito.

John Stuart Mill (1806-1873)

Tra il più radicale tra gli empiristi, sostiene che la mente è una funzione a base somatica. Segnò una rottura netta con le idee basate sul dualismo mente/corpo, sostenendo che la mente altro non era che una funzione a base somatica, spiegabile come si spiegano le altre funzioni del corpo. ‘’I sentimenti e gli atteggiamenti delle persone sono studiabili e comprensibili a partire dallo studio del corpo o del sistema nervoso’’.

La fisiologia

Nel 19o secolo i fisiologi cercarono di capire il funzionamento dei sensi e del cervello analizzando l’attività e l’anatomia delle strutture nervose centrali.

Johannes Müller (1801 – 1858)

Un pioniere della ricerca neurofisiologica, Müller fu autore della dottrina dell’impulso nervoso specifico per la quale viene oggi ricordato. Tale teoria sosteneva che la qualità delle sensazioni dipendono dal tipo di organi di senso coinvolti (i diversi tipi di nervi e strutture nervose sono selettivi e specifici quanto il tipo di informazione trasmessa, indipendentemente dalla qualità fisica dello stimolo esterno).

La teoria dell'energia specifica dei nervi (o principio dell'energia nervosa specifica), proposta inizialmente da Johannes Peter Müller nel 1826, sosteneva che ogni organo o fibra sensoriale evocherebbe una sensazione specifica, sia che questa sia stimolata naturalmente o da uno stimolo artificiale. In sintesi: l’organo di senso risponde sempre allo stesso modo indipendentemente dal tipo di stimolazione. Es. il nervo ottico dà sempre impulsi visivi indipendentemente da come lo stimoliamo.

Gall (1758-1828)

Gall sosteneva che ogni facoltà aveva una specifica sede cerebrale e che l’esercizio di una specifica facoltà intellettiva determinasse un potenziamento dell’area cerebrale deputata a tale funzione, portando ad una deformazione della scatola cranica (bernoccolo). Tali studi di Gall hanno portato alla nascita della frenologia che ha avuto un grosso impatto popolare, ma è stata rifiutata dal mondo accademico. Mappò il cervello dividendo le aree. Dunque egli sosteneva che ci fosse una corrispondenza tra le aree cerebrali e le facoltà mentali. Secondo la sua teoria, l’esercizio di una determinata facoltà mentale comporterebbe il suo miglioramento e l’area cerebrale corrispondente incrementerebbe di dimensioni e porterebbe alla comparsa di asimmetrie sul cranio denominate bernoccoli perciò attraverso un esame di tali asimmetrie sarebbe possibile determinare le facoltà mentali più sviluppate di un soggetto.

Broca e Wernicke

In seguito, grazie agli studi di Broca sul linguaggio e le afasie, si è riusciti a stabilire una connessione tra aree cerebrali e funzioni mentali. Broca, infatti, ha scoperto che una particolare lesione cerebrale determina una specifica afasia legata alla incapacità di articolare il linguaggio, mentre si mantiene la capacità di comprendere il linguaggio. Viceversa per l’area scoperta da Wernicke.

Von Helmholtz (1821-1894) (Empirista)

Fu uno studente di Müller, era un empirista e pensava che cervello e comportamento obbedissero a leggi puramente fisiche. I suoi studi hanno permesso la misurazione della velocità di conduzione degli impulsi nervosi. Helmholtz aveva escogitato una particolare situazione sperimentale: per scoprire la velocità di conduzione, ad un soggetto venivano somministrate piccole scariche elettriche in diversi punti del corpo (senza che il soggetto potesse vedere da dove proveniva lo stimolo) e il soggetto doveva premere un pulsante quando sentiva lo stimolo. La prima scossa alla radice di un nervo: si registra il tempo di risposta; poi si stimola l’estremità dello stesso nervo e si registra nuovamente il tempo di risposta del soggetto (chiamato in seguito da Exner tempo di reazione); secondo Helmholtz se facciamo la differenza tra questi due tempi otteniamo la velocità di conduzione dello stimolo nervoso dall’estremità alla radice del nervo. Stabilì che i nervi sensoriali umani trasmettono le informazioni a una velocità tra i 50 e i 100 m/s. Ricerche successive hanno evidenziato che la velocità di conduzione dipende anche dal diametro della fibra nervosa e dalla presenza di mielina per cui non è possibile determinare una velocità assoluta.

Sigmund Exner (1846-1926)

Egli introduce il termine tempo di reazione e ne ipotizza uno schema strutturato su 7 fasi:

  • Tempo per trasformare la forza d’eccitazione in forza nervosa;
  • Tempo di trasmissione fino a un centro nervoso;
  • Tempo necessario all’attraversamento del midollo spinale;
  • Tempo necessario alla trasformazione dell’impressione sensoriale in impulso motorio;
  • Tempo necessario all’impulso motorio per l’attraversamento del midollo;
  • Tempo di percorrenza nel nervo motorio;
  • Tempo di contrazione muscolare.

Donders (1818-1889)

Gli esperimenti di Helmholtz incuriosirono anche il fisiologo Donders. Egli era convinto che la psicologia non potesse diventare scienza se non fosse riuscita ad individuare dei parametri fisici (dunque oggettivi) per la misurazione dei processi mentali. Se si fosse dimostrato che le funzioni mentali hanno bisogno di un tempo specifico per essere eseguite si sarebbe indirettamente dimostrato che i processi psichici sono reali. Quindi escogita un sistema per misurare i processi mentali, ideando tre condizioni nelle quali si misuravano i tempi di reazione dei soggetti:

  • Condizione A, c’era uno stimolo a cui il soggetto doveva dare una risposta;
  • Condizione B, c’erano 3 stimoli ai quali il soggetto doveva dare 3 risposte;
  • Condizione C, c’erano 3 stimoli, ma il soggetto doveva rispondere solo a uno.

Donders constatò che i tempi di reazione della condizione A sono i più brevi seguiti da quelli di C e poi quelli di B. Dunque egli riteneva che: in questo modo misurò i processi psicologici di scelta. Il suo metodo è stato definito metodo sottrattivo e venne usato in seguito da Wundt a Lipsia.

Altri contributi alla psicologia

Altri contributi fondamentali forniti alla psicologia provengono da: Cajal e Sherrington.

Cajal

Osservando al microscopio disegnò con estrema accuratezza i neuroni e le loro interconnessioni. Dalle rappresentazioni si nota che i neuroni non si toccano ma sono separati da piccoli spazi.

Sherrington

Grazie ai dati di Cajal, chiamò gli spazi tra l’assone di un neurone e il dendrite di quello adiacente sinapsi (parola greca che significa “legare assieme”). Dimostrò che la velocità di trasmissione neurale diminuiva in corrispondenza delle sinapsi e questo ha aiutato i ricercatori successivi a capire che in questa giunzione i neuroni comunicano.

Sensazione e percezione

Tutti gli esseri viventi pluricellulari raccolgono gli stimoli ossia particolari manifestazioni delle diverse forme di energia (come radiazioni luminose, onde sonore ecc.) che provengono dal mondo esterno tramite tessuti specializzati che prendono il nome di organi di senso. In tutti gli animali i sistemi sensoriali si sono evoluti allo scopo di guidarne il comportamento. Per poter sopravvivere e riprodursi un animale deve rispondere agli oggetti e agli eventi presenti nel suo mondo; deve, ad esempio, avvicinarsi alle fonti di cibo e ai partner sessuali, e allontanarsi dai predatori e dagli altri pericoli.

I sistemi sensoriali non si sono evoluti per...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nico.C200 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla metodologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Agostini Tiziano.
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