Pedagogia generale, interculturale e dell'inclusione
Fondamenti di pedagogia generale
La pedagogia generale viene considerata come l'insieme articolato e argomentato delle teorizzazioni e delle attività scientifiche (tecnico-pratiche) aventi per oggetto l'educazione e le dinamiche connesse quali istruzione, sviluppo, socializzazione, apprendimento, formazione. Nasce con la Filosofia.
Tra le più celebri definizioni c'è da ricordare quella di "impianto filosofico" di Giovanni Gentile, identificandola con l'intero auto-sviluppo dello spirito. Sergio Essen: Pedagogia come "Filosofia" applicata all'educazione. Fra queste due definizioni quindi la Pedagogia viene inquadrata come Filosofia dell'educazione.
Aldo Agazzi: definisce la Pedagogia come insieme teoretico (fondazione filosofica ed epistemologica) e scienza dell'educazione (esperienza, ricerca, indagine nei confronti dei processi dell'educazione).
Giuseppe Catalfamo: la pedagogia è teorizzazione critica del nesso persona/esperienza storico-problematica in cui l'educazione è esperienza significativa, problematica e storica del farsi persona.
Giuseppe Flores D'Arcais: definisce la Pedagogia come il sapere che si occupa dell'educazione.
La Paideia
Da sempre gli esseri umani si sono posti il problema dell'educazione = pedagogia. Paideia -> Fin dal mondo classico la Pedagogia si è ispirata all'antico ideale della Paideia, considerata come modalità complessiva della cultura formativa di una società in una determinata fase storica e complesso delle strategie etiche, civili, tecniche, rituali, religiose, istruttive, addestrative rivolte alla continuità formativa tra generazioni.
Paideia ovvero come modo entro cui una socio-cultura storica affronta globalmente i problemi dell'educazione/formazione delle giovani generazioni. La Paideia si articola in:
- Paideia pre-moderna: antica, classica, funzionale alla società agricolo-artigianale;
- Paideia moderna: funzionale alla società industriale e urbana-tecnologica;
- Paideia post-moderna: funzionale alla società odierna, elettronica e globalizzata.
Modelli di educazione
- Paideia istituzionale: scuola, famiglia, chiesa, associazioni, apprendistato, ecc.;
- Paideia informale: gruppo di pari, sistema pubblicitario, sistema dello spettacolo, galassia elettronica.
La parola Pedagogia ha origine dall'unione di due vocaboli greci: "Paidos" (bambino, fanciullo, servo, schiavo) e "Ago" (guidare, condurre). Dovrebbe quindi significare "guida del fanciullo" e della sua "educazione". Il termine Pedagogia è di uso molto antico in Grecia, una delle prime volte che si ritrova è nella tragedia Oresta di Euripide. Il concetto di Pedagogia già esisteva dai tempi di Omero, nel canto IX dell'Iliade, dove egli parla di "Fenix", che secondo i classici è il pedagogo di Achille.
La Pedagogia nasce soprattutto come fatto pratico oltre che teorico, all'interno del discorso dell'uomo e del suo agire. Un esempio di tale approccio proviene da Platone (l'organizzazione dello stato) e da Aristotele (l'organizzazione della vita politica). Nella prima età cristiana, San Clemente di Alessandria si occupa del concetto di Pedagogia nel suo libro "Il pedagogo", dove indica Cristo come appunto il pedagogo. Nel periodo medievale vi è una morale teologica (Sant'Agostino, San Tommaso).
Solo dal XVIII in poi il termine Pedagogia diviene generale, indicato come il sapere riguardante l'educazione. Pedagogia, come pensiero qualificato avente per oggetto l'educazione dell'uomo, nasce con la filosofia e resterà per oltre due millenni ad essa accorpata. Diventerà poi scienza, scienza di scienze, e, dunque, scienza che riflette sull'essenza di molte scienze da coordinare con l'educazione. Nascono le Scienze dell'Educazione: psicologia, sociologia, antropologia, biologia. Nel Novecento si assiste a un'evoluzione continua che configura la pedagogia come spazio cognitivo in cui si affermano i problemi educativi a cui la pedagogia deve dare risposta ripensandoli e ridefinendoli.
Scienze umane -> l'uomo può essere trattato come un essere misurabile descrivibile in suoi molteplici aspetti (sociologia, pedagogia, antropologia, psicologia). L'educazione/formazione è l'oggetto di studio della pedagogia. L'educazione dell'uomo coincide sul piano globale e dei significati filosofici con l'umanizzazione dell'uomo. Soggettivazione del processo storico culturale dell'intera umanità all'interno di una cultura storica determinata. Umanizzazione dell'uomo, insieme di processi e degli strumenti attraverso cui una società trasmette da una generazione all'altra il patrimonio di conoscenze, valori, tradizioni, comportamenti che la caratterizzano.
Significato di educazione
L'educazione è l'insieme dei processi e degli strumenti attraverso cui una società trasmette da una generazione all'altra il patrimonio di conoscenze, valori, tradizioni, comportamenti che la caratterizzano. Il termine educazione deriva dal latino educare, del quale vengono indicate due origini e due significati diversi: edere, che significa "alimentarsi", ex ducere che significa "trarre fuori".
Edere -> processo biologico che consente la crescita dell'individuo. Ex ducere -> possibilità più in generale di tirare fuori un soggetto dalla condizione di immaturità biologica o intellettiva.
L'educazione passa attraverso i processi comunicativi che regolano il rapporto tra un membro competente e uno meno competente. Relazione sociale a carattere educativo. Soggetto che svolge funzione educante e un soggetto che educato è tramite processi educativi imposti data una certa cultura storica per trasmissione da una generazione all'altra. Attraverso l'educazione una data società punta dunque alla sua sopravvivenza, si assicura la perpetuazione del suo sistema culturale trasmettendolo alle nuove generazioni. L'educazione permette la libertà individuale, permette di vivere nella società in maniera singolare e originale per il progresso. Gli strati inferiori socio-culturali attraverso lo strumento dell'educazione, per elevarsi ad un livello superiore.
Fondamenti di storia della pedagogia
L'educazione nasce fin dalla prima remota comparsa dell'uomo sulla terra. Egli appena riconosciuto nel nuovo nato, un essere destinato a crescere ed assomigliargli, ha messo in atto delle procedure educative, trasmettendogli l'abitudine e la capacità di affrontare le situazioni della vita e di sopravvivere.
Con la cultura greca, la pedagogia si sviluppa, dunque, come la teorizzazione di quel “processo” rivolto a educare, istruire e formare soggetti. La pedagogia era il compito del pedagogo, dell'educatore. Già con i sofisti, a partire da Socrate e Platone, si pone sotto analisi il soggetto come attore e destinatario della crescita, interiore e dinamica.
Educazione nell'antica Grecia organizzazione patriarcale, all'interno della famiglia. I padri trasmettevano le conoscenze pratiche ai figli, mentre le madri educavano le figlie alla gestione domestica. I genitori avevano il vero e proprio compito di insegnanti.
Nascita delle polis (città stato) -> crescita della classe media artigiani e commercianti a discapito della classe aristocratica. La polis città-stato viene definita come l'istituzione politica caratteristica della Grecia antica, dove però non si giunge mai a uno stato unitario, le singole città, infatti, mantennero sempre la loro autonomia, su di un piano culturale, sociale, politico, giuridico, religioso, anche a causa della posizione geografica del territorio greco, con catene montuose e differentemente orientate che creavano regioni distinte.
Sparta
Era una città che viveva di agricoltura, collocata lontana dal mare, divisa rigidamente in classi: i cittadini, i perieci e gli iloti. La legislazione spartana, scritta dal re Licurgo, assegnava il potere politico ai primi. Il massimo splendore di Sparta fu nel VII e VIII a.C., di poco posteriore all'epoca dei poemi omerici. Da questi, la società spartana prese il principio dell’arete eroica, che in questo contesto, però, non designa più solo la vitalità, il coraggio, la forza fisica, ma assume il contenuto e significato sociali. Il bambino alla nascita veniva portato in un luogo dove veniva giudicato da una commissione di anziani. Nel caso in cui risultava troppo debole gracile e malformato veniva gettato da una voragine. Dai sette anni fino ai venti lo Stato si impossessava dei fanciulli per fini militari.
Atene
Differente il discorso per Atene, innanzitutto perché, essendo situata sul mare, all'economia agricola si accostò, nel corso del VIII secolo a.C, un'economia basata sul commercio. Per conoscere i fondamenti dell'educazione ateniese è necessario rifarsi a un poeta famoso: Solone, che nel 494 a.C era la guida della città. Egli diede alla Polis una Costituzione Democratica, liberò i contadini, istituì il Tribunale del Popolo e creò il consiglio dei Quattrocento. L’arete eroica diventa civile, assumendo il significato di vivere equilibrato. Prevalere dell'aspetto civile su quello militare, alfabetizzazione culturale. L’educazione divenne accessibile a un po' a tutti e non solo la classe aristocratica.
Medioevo
(476 d.c. 1492 d.c. Alto Medioevo) - (dal V al XI secolo Basso Medioevo) Dall'anno mille in avanti i due momenti fondamentali della cultura cattolica medievale sono la patristica, la filosofia dei primi padri della Chiesa, il cui massimo esponente è Sant'Agostino e la scolastica, la filosofia il suo metodo di insegnamento impartito dalle scuole cristiane e dei monasteri, delle cattedrali e, successivamente, nelle università a partire dal XII d.C., di cui il massimo esponente è San Tommaso. La chiesa era l’unico punto di riferimento culturale nel Medioevo. Ideale pedagogico -> ordine benedettino, Ora et labora (San Benedetto da Norcia). Nel Medioevo, la cultura si presentava come un organismo unitario e ordinato gerarchicamente, secondo il principio agostiniano della riduzione delle arti alla teologia. Le arti del Trivio e del Quadrivio si disponevano idealmente su dei gradini di una piramide, con al vertice la teologia.
Umanesimo
Con l'umanesimo si introdusse un fattore importante, determinato dalla scoperta dell'Autonomia dell'arte. Il valore del bello, bello ideale. Con l’umanesimo rivalutazione dell'uomo a discapito della teologia della sua concezione sull'uomo. Riscoperta dei classici, nascita della filologia (studio della lingua).
Riforma e Controriforma
Affermazione della scuola pubblica. Si diffuse il principio dell'obbligatorietà dell'istruzione, libero esame dei Testi Sacri per i protestanti (Martin Lutero).
Comenio (1592-1670)
Fu una delle maggiori figure della pedagogia della scuola del XVII secolo. Durante la sua vita scrisse molte opere a carattere mistico-religioso e pedagogico didattico, tra cui la più importante è la “Didattica Magna” del 1631. la teoria pedagogica di Comenio si basa sui seguenti fondamenti:
- L'educazione deve essere concepita come un processo naturale, che tenga conto dei ritmi e delle istanze che si susseguono nel bambino e nell'adolescente nel corso dello sviluppo.
- La trasmissione delle conoscenze consiste nel passaggio dal semplice al complesso e dal facile al difficile.
- Il processo educativo deve utilizzare le funzioni che Dio ha donato all'uomo. Bisognerà partire da nozione acquisita dai sensi, fissate dall'immaginazione e dalla memoria e infine elaborate dall'intelletto.
- Questo processo deve seguire un ordine: l'educazione deve essere fatta di cose, e non di parole. Le cose e l'esperienza del mondo diretto divennero le protagoniste della filosofia di Comenio. Il conoscere è soprattutto un fare, si apprende agendo sulle cose.
Rosseau (1712-1778)
Con Rosseau la pedagogia conquistò per la prima volta una propria autonomia. Nell'Emilio il filosofo realizzò un esperimento ideale, mirando a definire l'educazione dell'uomo in quanto tale, non più, quindi, come in passato, un'educazione per un particolare esponente della società, ma bensì l'uomo. Il bambino, inoltre, non è visto come un adulto imperfetto, ma come un essere diverso dall'adulto, che va rispettato per quello che è. Se l'uomo è buono per natura, innocente, senza colpa alcuna, saranno l’educazione e le regole da questo dettate a corrompere la natura umana.
Maria Montessori (1870-1952)
Studiò all'Università di Roma, dove si laureò in medicina nel 1896. Il metodo educativo proposto dalla sua pedagogia scientifica fu molto innovatore rispetto al passato. La Montessori intese il suo bambino come laborioso, impegnato nei suoi lavori svolti all'interno della “casa dei bambini”, in maniera dinamica e attiva; il bambino non deve giocare per puro divertimento, per tenersi impegnato, ma deve essere coinvolto nella sua attività. Tutto questo non deve far pensare a un metodo duro, impositivo, coercitivo, dogmatico. Al contrario, si debbano rispettare bisogni e interessi del soggetto da educare, che è laborioso perché segue la sua natura. Il bambino si impegna spontaneamente, perché si diverte, perché ogni cosa è una nuova scoperta su cui concentrarsi ed esercitarsi. Quel bambino tutto frivolezze e pianti che molti conoscono, è il prodotto dei genitori che lo viziano, lo tengono sempre sotto il loro controllo, risolvendogli tutti i problemi, anche quelli più piccoli e insignificanti.
Introduzione allo studio delle basi della ricerca
Definizione di “Paradigma”
Il termine paradigma venne introdotto in ambito epistemologico e storico scientifico intorno agli anni sessanta dall’epistemologo americano Thomas Kuhn (1922-1996). Kuhn definisce il paradigma come: un risultato scientifico universalmente riconosciuto che, per un determinato periodo di tempo, fornisce un modello e una soluzione per una data comunità di scienziati, ovvero ciò che può essere osservato come tale o ancora, come dovrebbero essere interpretati i risultati di indagini scientifiche, come dovrebbe essere condotto un esperimento e quali attrezzature disponibili per condurre l'esperimento stesso. Kuhn ha consentito di delineare un quadro disciplinare della pedagogia caratterizzato da un assetto multi-paradigmatico. Il concetto di paradigma presenta una connessione con le questioni pedagogiche, dal momento che esiste un gioco di rimandi strettissimi tra i concetti di formazione, paradigma e comunità scientifica. Il concetto di paradigma, infatti, è comprensivo di diversi elementi interni tant'è che Kuhn suggerisce di utilizzare il termine “matrice disciplinare” in sostituzione del termine paradigma. Per meglio evidenziarne la pluralità degli elementi componenti (generalizzazione simbolica, modelli, valori, esempi condivisi dal gruppo). In ogni caso egli riconosce l'ambiguità del termine e le oscillazioni semantiche presenti nel suo libro (“22 accezioni diverse”) ma, non di meno, riconosce la centralità del concetto di paradigma e la sua utilità euristica.
Due significati più importanti:
- Insieme di credenze, valori, tecniche, procedure, modelli teorici condivisi dai membri di una comunità scientifica.
- Elemento specifico dell'insieme specificato come insieme di esempi condivisi da un gruppo particolare (ad esempio i ricercatori).
La formazione dello studente in questa prospettiva consiste, non tanto nella mera memorizzazione di concetti, formule, contenuti già strutturati, ma nella pratica e nell'esercizio, ossia nello sforzo per risolvere problemi, di tipo e livello diverso, che vengono proposti dall'insegnante. Lo studente ricercatore non impara semplicemente a risolvere uno specifico problema ma impara a risolvere tutta una categoria di problemi.
Epistemologia
Termine coniato dal filosofo scozzese Frerrier, dal greco “episteme” conoscenza certa, ossia scienza e “logos” discorso. È quella branca della filosofia contemporanea che si occupa delle condizioni sotto le quali si può avere conoscenza certa o scientifica ovvero i metodi per raggiungere tale conoscenza. Nei paesi inglesi conosciuta come sotto-branca della gnoseologia o teoria della conoscenza. A partire dal 1900 l’epistemologia è diventata un ambito specifico della filosofia dedicato al sapere scientifico. Molti Infatti intendono l'epistemologia come un sinonimo di filosofia della scienza. L'epistemologo, infatti, studia i modi e le forme secondo cui operano le Scienze. Il termine ricompare tuttavia con un significato del tutto diverso già alla fine del 1800 sotto la penna dei filosofi che ci si dedicano, che all'epoca veniva detta la critica della Scienza. Pochi anni dopo, nel 1908, lo si ritrova in uno dei più importanti testi di filosofia della Scienza dell'epoca, “identite et realité” di Meyerson, che lo usa per indicare il dominio della filosofia della Scienza. Qui infatti il termine viene preferito proprio grazie al suo significato in qualche modo più ristretto e specifico al generico filosofia delle Scienze.
L'epistemologia in seguito si specializza come un meta-discorso del sapere scientifico in generale: da qui il passo è stato spesso breve verso l'emancipazione delle problematiche filosofiche più generali a favore di una logica delle procedure (Epistemologia genetica). L’epistemologo indaga come funziona la scienza, come possa funzionare al meglio.
- Epistemologia generale: filosofia della scienza/conoscenza;
- Epistemologia genetica: genesi dell’episteme (origine della conoscenza).
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Appunti Didattica e pedagogia speciale e dell'inclusione
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