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Shopper e retail marketing

Modulo shopper

Ruolo della distribuzione nella creazione di valore per il consumatore

Marketing strategico e marketing operativo

Marketing strategico Marketing operativo = Retail mix

  • Analisi del contesto ambientale Assortimento e categoria
  • Analisi della struttura del mercato Prezzi e promozioni
  • Consumer e shopper insights Marca del distributore (MDD)
  • Analisi della concorrenza Comunicazione (in e out of store)
  • SWOT analysis Spazi (layout e display)
  • Scelta dei prodotti/mercati CRM e loyalty management (matrice di Ansoff)
  • Architettura di marca Qualità del servizio
  • Segmentazione e targeting
  • Scelta del posizionamento
  • Differenziazione
  • Innovazione di format

Equazione del valore (ruolo di industria e distribuzione): innovazione e comunicazione (I e D) = prezzi al consumo (D)

Consumer e shopper insights

Il consumatore cerca semplicità e velocità di scelta cresce la domanda diào time saving

L’eccesso di offerta non è necessariamente positivo. Anzi, produce caos e disorientamento e, nei casi più estremi, porta il consumatore a rinunciare all’acquisto.

Correlazione diretta tra velocità di spesa e acquisto: più velocemente si acquista, più si spende.

Lo shopper ricorre alle nuove tecnologie

  • Cresce la domanda per salute e benessere e prodotti convenience
  • Emergono nuovi stili di vita e nuovi stili di acquisto
  • Si ricercano soluzioni personalizzate e engagement experience
  • Viene data importanza a trovare sempre i prodotti che si cercano e alla qualità dei prodotti freschi

Oggi i consumi sono “polarizzati”: Premium Mainstream Value

Ieri Oggi

La conoscenza del comportamento di acquisto guida le scelte di marketing, sia dell’industria che della distribuzione, e nasce così lo shopper marketing: “Marketing guidato dalla conoscenza del comportamento di acquisto” – G. Lugli

L’origine viene da Procter & Gamble, che teorizzò il Primo Momento di Verità (First Moment of Truth – FMOT), che identificava i 3-7 secondi in cui il consumatore si trova davanti allo scaffale e decide quale prodotto comprare tra la varie marche disponibili.

cross-functional discipline shopping KPI experience

Shopper marketing path to purchase shopper (customer behaviour journey) marketing brand stimuli equity

Insights: comprensione profonda delle motivazioni, dei bisogni e dei comportamenti dei consumatori (che stanno all’origine del bisogno di acquistare beni, servizi, soluzioni, sulla shopping mission e sul comportamento di acquisto all’interno del punto vendita)

Consumer e shopper journey: mappatura dei comportamenti e delle decisioni di un gruppo di consumatori, dal primo consumo fino al post-acquisto

Attori coinvolti nello shopper marketing: brand retailer shopper

Format generalisti

Nei nuovi format commerciali, l’innovazione di prodotto si distingue in primaria e secondaria.

Secondo la teoria della Wheel of Retailing, l’innovazione primaria (creazione di nuovi canali) è orientata a soddisfare una “domanda di convenienza”, mentre l’innovazione secondaria (segmentazione dei nuovi canali creati) si afferma nella fase di maturità del canale ed è orientata a soddisfare i bisogni di “specifici segmenti target” assortimentoà

Leve dell’innovazione primaria e secondaria

Leve dell’innovazione primaria: Leve dell’innovazione secondaria:

  • Ubicazione Num. referenze freschi sul fatturato
  • Superficie (m2) Num. referenze non food sul fatturato
  • Parcheggio Num. referenze piatti pronti
  • Numero casse Num. referenze mono/biporzione
  • Numero addetti Num. referenze categorie di nicchia
  • Orari di apertura Num. referenze categorie in crescita
  • Layout delle attrezzature Num. referenze bio
  • Numero e tipologia di reparti …

Indicatori di struttura Leva assortimento

Un nuovo formato si afferma se ci si specializza (varietà e profondità) in un reparto o categoria

Crisi dell’ipermercato

  • Progressivo invecchiamento della popolazione, che si traduce in una crescente domanda di servizi di prossimità
  • Aumento del numero di famiglie monocomponenti
  • Crescente domanda di servizi time saving e di minor mobilità
  • Convergenza dei pricing di breve e lungo periodo
  • Format che stimola l’acquisto di impulso e riduce la capacità di rispettare un budget di spesa predefinito
  • Maggiore attrattività degli assortimenti dei superstore
  • Scarsa specializzazione e valorizzazione dei reparti non food
  • Scarsa attrattività rispetto alle GSS e ai category killers

Per superare questa crisi è necessario:

a) Orientarsi alla shopping experience

Ipermercato di oggi = Ipermercato di domani =

75% prodotti 50% prodottià

25% servizi e relazioni 50% servizi e relazioni

b) Attuare un riposizionamento dell’iper- progettazione iper urbani, con creazione di percorsi di “spesa quotidiana”; razionalizzazione delle categorie non food; orientamento ai piatti pronti, ai freschi e freschissimi; contestualizzazione della categoria dei piatti pronti; ibridazione con il canale ristorativo (risto-retail)

- progettazione iper secondo una logica “shop in shop” con eventuali collaborazioni con insegne ristorative o insegne specializzate nel non food, con modelli di layout “free flow”; orientamento ai freschi, freschissimi e piatti pronti; potenziamento delle forme risto-retail; potenziamento dei servizi core ed extra-core (terziarizzazione dei consumi); implementare gli ordini online e le consegne a domicilio

- implementare servizi di time saving (ordine online, ritiro con drive through…)

- concentrarsi sulla shopping experience

Profilo del supermercato

  • Format dominante per la spesa alimentare
  • Modesta crescita
  • Crescente competizione (discount, convenient, iper…)
  • Crescente segmentazione del format a seguito di politiche di trading up e trading down

Riposizionamento del supertrading up del supermercato: orientamento ai freschi e freschissimi e ai prodottià convenience, creazione di ristoranti in store

trading down: evoluzione da formato Hi-Lo a formato EDLP, razionalizzazioneà dell’assortimento dei brand industriali, rafforzamento della MDD, semplificazione della scala prezzi

EX: posizionamento “EDLP Esperienziale” di Trader Joe’s

Profilo del discount

Riposizionamento del discount

  • Inserimento dei reparti freschi e freschissimi
  • Inserimento in assortimento delle marche leader
  • Presenza delle marche leader nei volantini
  • Introduzione delle linee premium
  • Ambientazione, store design e visual merchandising

Evoluzione e segmentazione del format di prossimità

  • Convenience store (fabbisogno di spesa giornaliera, emergenza e completamento)
  • Risto-retail convenience (fabbisogno di spesa giornaliera e completamento)
  • Luxury convenience (domanda di prodotti premium, occasioni speciali, fabbisogno di spesa di completamento)
  • Cashless convenience (spesa di emergenza e completamento, time saving)

Profilo del convenience

  • Acquisti di complementarietà, impulso, comodità ed emergenza
  • Localizzazione nelle aree urbane ad alta intensità di traffico
  • Estensione degli orari di apertura (dalle 6.00 alle 24.00, 7 giorni su 7)
  • Segmento target: chi ha poco tempo da dedicare all’acquisto e alla preparazione di cibo
  • Layout free flow o misti, assortimento organizzato per stili di vita
  • Ambientazioni accoglienti e ricercate
  • Comunicazione in store orientata ad uno stile di vita salutistico
  • Vetrine “aperte”
  • Introduzione categorie non food complementari
  • Servizi come caffè express, take away, aree eat in, click and collect…
  • Integrazione tra fisico e digitale

EX: “La Esse” di Esselunga Food to go

Per M&S, il convenience può essere declinato in 2 concept Food hall

Come cambiano le aree di creazione del valore nei punti vendita: traditional (range, price, proximity) future (experential, social, frictionless, curated)

Format specialisti

Tra i format premium, si affermano quelli Lifestyle, che intendono soddisfare bisogni complessi finalizzati alla soddisfazione di un processo d

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher margheritacarrara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Shopper Marketing e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Cardinali Maria Grazia.
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