MICRO 1- PENSARE DA ECONOMISTI
La microeconomia studia come gli individui scelgono in condizione di scarsità, tutte
le scelte implicano una forma di scarsità.
“Dovrei effettuare l’attività x?”
Dove C(x) è il costo dell’attività
e B(x) è il relativo beneficio che porta
Se B(X)>C(X) si può fare x, altrimenti non vale la pena, ovvero se il beneficio è
maggiore del costo dell'attività allora falla.
B(X), il prezzo massimo che sareste disposti a pagare per x
● C(X), il valore di tutte le risorse a cui dovete rinunciare per compiere l’attività x
● ESEMPIO
Sono seduto e sto ascoltando un album, i prossimi due brani che arriveranno non mi
piacciono ascoltarli. Il beneficio dell’operazione consiste nel non ascoltare le due
canzoni che non ci piacciono, il costo invece è il fastidio di doversi alzare.
Attribuendo un valore economico invece, se qualcuno ci pagasse per alzarci dalla
poltrona dipenderebbe dall'offerta, se ci offrissero 1 cent probabilmente no mentre se
ce ne offrissero 1000 si, quindi tra 1 cent e 100 euro c’è il prezzo minimo che ci
convincerebbe a lasciare la poltrona, ovvero il prezzo di riserva.
In economia, prendi una decisione quando il beneficio supera il costo.
Nell'esempio:
Costo (C): La fatica di alzarsi (es. valutata 1,00 €).
● Beneficio (B): Il piacere di non sentire la musica brutta (es. valutato 0,75 €).
● Conclusione: Poiché il costo (1,00 €) è maggiore del beneficio (0,75 €), la
scelta razionale è restare seduti. Ti conviene "sopportare" la musica
perché alzarti ti costa troppa fatica rispetto al sollievo che ne trarresti. 1
ERRORI DA EVITARE
1) IGNORARE COSTI E OPPORTUNITÀ
2) NON IGNORARE I COSTI NON RECUPERABILI
3) MISURARE I COSTI E I BENEFICI IN TERMINI
PERCENTUALI PIUTTOSTI CHE IN TERMINI ASSOLUTI
4) NON COMPRENDERE LA DISTINZIONE MEDIO MARGINALE
1,1 costi e opportunità
Questo esempio spiega uno degli errori più comuni in economia: ignorare il costo
opportunità. In parole semplici, il costo di qualcosa non è solo quello che paghi in
contanti, ma anche quello a cui rinunci per farlo.
Ecco l'analisi del dilemma: "Vado a sciare o resto all'università a lavorare?".
Il Beneficio (B)
Andare a sciare ti dà una soddisfazione (piacere) che tu valuti 60 €.
●
I Costi (C)
Per capire se ti conviene davvero, devi sommare due tipi di costi:
Costi Espliciti: Sono i soldi che tiri fuori dal portafoglio (autobus, skipass,
● noleggio), ovvero 40 €.
Costo Opportunità: Sono i soldi che non guadagni perché hai deciso di non
● lavorare. Se il professore ti avrebbe pagato 45 € per quel giorno, andando a
sciare "perdi" quei 45 €.
Il Calcolo Totale
Sommiamo tutto quello che ti "costa" la giornata sugli sci:
40€ (spese) + 45€ (mancato guadagno) = 85€
La Conclusione
Ora confrontiamo il piacere con il costo totale:
Beneficio: 60 €
● Costo Totale: 85 €
●
Poiché il costo (85€) è più alto del beneficio (60€), la scelta corretta è restare
all'università a lavorare. Se avessi guardato solo i 40 € dello skipass, avresti fatto la
scelta sbagliata pensando di "guadagnarci" 20 € di divertimento. 2
1,2
Questo esempio aggiunge un tocco psicologico: il fastidio di un lavoro.
L'idea: Supponiamo che tu debba scegliere tra sciare o lavorare in mensa a
● lavare i piatti per 45 € al giorno. Lavare i piatti però ti disgusta così tanto che
saresti disposto a pagare 30 € pur di non farlo.
Due modi di calcolare:
● 1. Vedere il "non lavare i piatti" come un guadagno: Se vai a
sciare, risparmi lo "stress" di 30 €. Quindi il beneficio totale dello sci
non è solo il piacere (60 €), ma 60 € + 30 € = 90 €.
2. Vedere il "fastidio" come una riduzione dello stipendio: Se
lavi i piatti, guadagni 45 €, ma "soffri" per un valore di 30 €. Quindi il
tuo vero guadagno netto è solo 15 € (45 - 30).
Risultato: In entrambi i casi, andare a sciare conviene di più perché il
● beneficio netto è superiore al misero guadagno reale della mensa.
1,2
Perché la maggior parte dei ragazzi si iscrive all'università a 19 anni e non a 50?
Il costo reale: Il costo dell'università non sono solo le tasse o i libri, ma
● soprattutto il mancato guadagno.
Il tempismo conta: Quando hai 19 anni, la tua esperienza lavorativa è
● bassa, quindi rinunceresti a uno stipendio basso. Se aspettassi i 30 o 40 anni,
il tuo stipendio sarebbe molto più alto; quindi, iscriversi all'università
"costerebbe" molto di più in termini di soldi persi.
Conclusione: Ci si iscrive da giovani perché il costo opportunità (lo
● stipendio a cui rinunci) è al suo livello minimo.
1,3
Questo esempio usa la metafora degli alberi per spiegare il denaro.
Il prestito: Se depositi 10.000 € in banca, la banca usa quei soldi per
● investire (es. piantare alberi che crescono del 6% l'anno).
Il costo per te: Se lasci i soldi in banca, rinunci alla possibilità di usarli tu
● per comprare quegli alberi e guadagnare.
Perché l'interesse? L'interesse è il "rimborso" che la banca ti dà per
● compensare il tuo costo opportunità. Tu rinunci a un guadagno immediato,
e la banca ti paga per questa rinuncia. 3
1,3
Questo è l'esempio più "beffardo":
Il fatto: Un suocero manda 10.000 € a un genero per comprargli un'auto da
● portargli dall'estero.
L'opportunità: Il genero sa che quell'auto, una volta importata, vale 15.000
● € e potrebbe rivenderla privatamente guadagnando 4.000 € di profitto
pulito.
Il vero costo: Consegnare l'auto al suocero "costa" al genero 4.000 €. Anche
● se i soldi sono del suocero, il genero sta rinunciando a un profitto che avrebbe
potuto fare lui.
Morale: Spesso fare un favore a qualcuno ha un costo economico nascosto
● enorme: il profitto a cui rinunci per onestà o affetto.
2,1 costi non recuperabili
Questo esempio spiega come non farsi ingannare dai costi che devi pagare
comunque.
Il Dilemma: Devi andare da Roma a Napoli. Il pullman costa 100 €. Hai
● un'auto e vuoi sapere se ti conviene usarla.
L'errore comune: Guardare il costo totale annuo dell'auto (assicurazione,
● interessi, benzina, manutenzione) che è di 5.000 €.
La realtà (Costi non recuperabili): L'assicurazione e gli interessi li paghi
● anche se l'auto resta ferma in garage. Gli unici costi che cambiano se decidi di
partire sono la benzina e la manutenzione (circa 0,20 € al km).
Conclusione: Per 250 km, l'auto ti costa davvero solo 50 € di benzina e
● usura. Dato che 50 € è meno di 100 €, ti conviene andare in auto.
2,2
Qui si parla di psicologia: quanto conta il prezzo che abbiamo già pagato?
Il fatto: Una pizzeria offre un buffet "mangia tutto quello che vuoi" a 10 €. A
● metà dei tavoli vengono restituiti i 10 € come rimborso a sorpresa.
La logica economica: Entrambi i gruppi hanno la pancia piena allo stesso
● modo. Una volta pagati (o rimborsati), quei 10 € sono un "costo non
recuperabile" e non dovrebbero influenzare quanto mangi ancora. Dovresti
mangiare finché hai fame. 4
Cosa succede davvero: Chi non ha ricevuto il rimborso tende a mangiare
● di più, solo per "sentire di aver recuperato i soldi spesi". È un errore: mangiare
troppo solo perché hai pagato ti fa stare male e non ti restituisce i soldi.
2,3
Qui si parla Questo è il test finale per capire se hai imparato il concetto.
La situazione: C'è un concerto jazz all'aperto ma scoppia un temporale.
● Giacomo ha ricevuto il biglietto gratis.
○ Michele ha pagato il biglietto 18 €.
○
Chi ha più probabilità di andarci?
● Risposta istintiva: Michele, perché ha speso soldi.
○ Risposta economica corretta: Entrambi hanno la stessa
○ probabilità se ragionano bene. I 18 € di Michele sono ormai persi
(non recuperabili). La scelta deve dipendere solo da quanto ti piace la
musica rispetto a quanto odi bagnarti sotto la pioggia.
3,1 termini percentuali e non assoluti
Questo esempio mostra come la nostra mente ci inganni a seconda del prezzo totale
dell'oggetto.
Caso A (Sveglia): Devi comprare una sveglia da 20 €. Un negozio lontano
● 15 minuti ti offre lo stesso oggetto a 10 €. Molti decidono di fare il viaggio
perché risparmiano il 50%.
Caso B (Televisore): Devi comprare un televisore da 1.010 €. Lo stesso
● negozio lontano ti offre lo stesso televisore a 1.000 €. Molti decidono di non
andarci perché il risparmio è solo dell'1% circa.
La realtà economica: In entrambi i casi, il beneficio è identico: 10 €. Se il
● "costo" del tuo tempo e della benzina per 15 minuti di viaggio è, ad esempio, 8
€, dovresti andare in entrambi i casi. Se il costo è 12 €, non dovresti andare in
nessuno dei due.
Conclusione: Non guardare la percentuale di sconto, ma il valore
● monetario assoluto del risparmio. 5
3,2
Questo esercizio mette alla prova lo stesso concetto con cifre più grandi.
La situazione: Hai un buono sconto che puoi usare in due modi:
● 1. Risparmiare 100 € su un volo per Parigi che ne costa 200 € (Sconto
del 50%).
2. Risparmiare 120 € su un volo per l'Australia che ne costa 2.400 €
(Sconto del 5%).
La scelta corretta: Anche se lo sconto per l'Australia sembra "piccolo" in
● percentuale, ti fa risparmiare 20 € in più rispetto a quello per Parigi.
Conclusione: Dovresti usare il buono per il viaggio in Australia. Il
● confronto tra percentuali non è un modo efficace di valutare le decisioni.
4,1 distinzione medio marginale
Efisio ha una flotta di pescherecci e deve decidere se aggiungerne un altro.
L'errore di Efisio (ragionare sulla media): Efisio vede che con 3 barche
● guadagna in media 200 € a barca. Dato che ogni barca gli costa solo 100 €,
pensa: "Mi conviene aggiungerne un'altra perché 100 è meno di 200!".
La realtà (ragionare al margine): In economia, non conta la media, ma
● quanto ti porta quella specifica barca in più (il beneficio marginale)
rispetto a quanto ti costa (il costo marginale).
Analisi della Tabella 1.1 e 1.2
Guardando i dati reali del guadagno totale:
1. Con 2 barche: Guadagna 480 € in totale.
2. Con 3 barche: Guadagna 600 € in totale. Il guadagno "extra" della terza
barca è stato di 120 € (600 - 480). Poiché costa 100 €, la terza barca è stata
un buon affare.
3. Con 4 barche: Il guadagno totale sale a 640 €. Il guadagno "extra" della
quarta barca è di soli 40 € (640 - 600).
Conclusione: Efisio non deve aggiungere la quarta barca. Anche se la "media"
sembra ancora buona, la quarta barca gli costa 100 € ma gli fa incassare solo 40 € in
più. Finirebbe per perdere soldi. 6
4,2
Se il costo di ogni barca salisse a 150 € (invece di 100 €):
La 1ª barca porta 300 € extra→ Conviene (300 > 150).
● La 2ª barca porta 180 € extra Conviene (180 > 150).
● →
La 3ª barca porta 120 € extra→ Non conviene più (120 < 150).
● Risultato: Efisio dovrebbe fermarsi a 2 barche.
●
RIASSUNTO DELLE 4 REGOLE
Rappresentazione grafica del costo e del beneficio marginale
Susanna deve decidere quanti minuti al mese parlare al telefono con il suo ragazzo.
Il Costo Marginale (MC): Ogni minuto di telefonata le costa esattamente 4
● centesimi. Questo costo è fisso: il primo minuto costa 4 cent, il centesimo
minuto costa sempre 4 cent. Nel grafico, infatti, è una linea orizzontale retta.
Il Beneficio Marginale (MB): È il piacere che Susanna trae da ogni minuto
● in più di conversazione. Questo beneficio è decrescente: i primi minuti sono
bellissimi (beneficio alto), ma man mano che la chiamata si allunga, le cose da
dire finiscono e il piacere di stare ancora al telefono diminuisce. Nel grafico, è
la linea che scende verso destra. 7
Come trovare la quantità ottima?
Per decidere quando riattaccare, Susanna deve confrontare i due valori minuto per
minuto:
Se MB > MC: Il piacere di parlare un minuto in più è superiore ai 4 centesimi
● che spende. Le conviene continuare a parlare.
Se MB < MC: Il piacere di quel minuto extra vale meno dei 4 centesimi spesi.
● Le conviene smettere, perché sta "perdendo" benessere.
Il punto di equilibrio (Quantità Ottimale):
La scelta perfetta si trova nel punto esatto in cui le due linee si incrociano
(MB = MC). Nel grafico della Figura 1.2, questo accade a 400 minuti al mese.
Cosa succede se cambiano le condizioni?
Il grafico ci permette di prevedere il comportamento di Susanna se le tariffe
cambiano:
Se il prezzo scende (es. 2 cent): La linea del costo si abbassa. L'incrocio
● con il beneficio avverrà più a destra. Risultato: Susanna parlerà per più tempo
(es. 600 minuti).
Se il prezzo sale (es. 8 cent): La linea del costo si alza. L'incrocio avverrà
● molto prima. Risultato: Susanna ridurrà drasticamente le telefonate. 8
1. Il Concetto di Razionalità
Il testo distingue due modi di intendere la razionalità nel comportamento umano:
Razionalità secondo l'interesse individuale: Il decisore considera solo i
● costi e i benefici che lo toccano direttamente. È il modello dell'Homo
oeconomicus, che ignora motivazioni altruistiche o sociali.
Razionalità secondo i fini: Il decisore agisce in modo efficiente per
● raggiungere qualsiasi obiettivo si sia posto al momento dell'azione (anche
obiettivi "benevoli" o apparentemente bizzarri). Il limite di questa definizione
è che rischia di essere troppo ampia, giustificando ogni comportamento a
posteriori.
2. L'Analisi Costi-Benefici e l'Analisi Marginale
L'idea centrale è che una scelta è razionale se e solo se i benefici superano i costi.
Analisi Marginale: Quando non si tratta di decidere se fare qualcosa, ma
● quanto farne, si confrontano il costo marginale e il beneficio marginale (es.
aggiungere una marcia in più al cambio di un'auto o aumentare la potenza dei
chip seguendo la Legge di Moore).
Errori Comuni: Molti decisori falliscono perché non sanno identificare
● correttamente i costi. Ad esempio, si lasciano influenzare dai costi non
recuperabili (sunk costs), che dovrebbero essere ignorati, o dimenticano di
calcolare i costi opportunità.
3. Domande Positive vs. Domande Normative
L'analisi economica si divide in due approcci:
Domanda Positiva: Riguarda i fatti e le conseguenze di determinate
● politiche (es. "Cosa accadrebbe al prezzo del legname se vietassimo il taglio
delle sequoie?"). Hanno risposte oggettive basate sull'analisi dei dati.
Domanda Normativa: Coinvolge i valori e ciò che "si dovrebbe fare" (es.
● "Dovremmo proteggere le foreste di sequoie?"). Non esiste una risposta
corretta in assoluto, poiché dipende dai principi etici della società.
4. Microeconomia e Macroeconomia
Microeconomia: Studia le scelte dei singoli individui e il comportamento di
● gruppi di individui su mercati specifici.
Macroeconomia: Studia gli aggregati più vasti, come il tasso di
● disoccupazione, l'inflazione e il PIL di una nazione. 9
5. Il "Naturalista Economico"
Viene introdotta la figura del naturalista economico: colui che osserva i dettagli della
vita quotidiana (come il numero di marce di un'auto o la potenza degli smartphone)
non come fatti casuali, ma come il risultato di un calcolo implicito di costi e benefici.
10
MICRO 2- LA DOMANDA E L’OFFERTA
CURVA DI DOMANDA E OFFERTA
def mercato→Un mercato è costituito dall'insieme dei compratori e dei venditori di un
determinato bene o servizio
La curva di mercato viene utilizzata per studiare lo svolgimento dell’attività di mercato, il
mercato è molto variabile secondo le condizioni, i luoghi, il tempo dove si svolge un azione
(ombrello sole e pioggia due oggetti diversi secondo mercato).
def curva domanda→Una scheda che sotto forma di diagramma cartesiano, indica la
quantità di prodotto che i consumatori sono disposti ad acquistare a vari livelli di prezzo.
Due modi di interpretarla:
Interpretazione verticale: dal prezzo vedo le quantità richieste sull’asse x
● Interpretazione orizzontale: il contrario, dalla quantità leggo il prezzo sull’asse y
●
Non tutte le curve sono lineari per forza, ma vengono accomunate dalla legge di domanda,
ovvero la legge che dice che quasi tutte le curve di domanda hanno una pendenza negativa
perché la quantità di domanda aumenta se il prezzo diminuisce, questo riflette la nostra
percezione intuitiva di come reagiscono i consumatori all’aumentare dei prezzi
Il consumatore si pone due domande
“Mi conviene comprare questo prodotto?”
● “Se si in quale quantitativo?
●
Il costo è il costo del prodotto, mentre il beneficio è la soddisfazione che porta l’ac
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