Estratto del documento

Lunedì 21/02/2022

L’esame è composto da 2 domande: una sul primo modulo e una sul secondo modulo; in alternativa si può fare una relazione breve che si può presentare in aula (non viene fatta la seconda domanda all’orale) oppure si può presentare all’esame (la seconda domanda viene fatta sulla nostra relazione). Nessun libro. Orario: 10.45 – 12.15

Martedì 22/02/2022

La tessera sanitaria e le sue funzioni

La tessera sanitaria è il passpartout per beneficiare delle prestazioni del Sistema Sanitario Nazionale. Con questo documento, che contiene i dati anagrafici e il CF, il cittadino può recarsi dal medico di famiglia, prenotare esami e visite specialistiche in qualsiasi struttura sanitaria, pubblica e privata accreditata, e fruire delle cure termali. Il diritto all’assistenza sanitaria, in realtà, è determinato dal possesso del CF, senza il quale non è possibile iscriversi al SSN. Il codice è riportato sulla tessera plastificata che diventa uno strumento a portata di mano per comunicare il nostro codice identificativo.

  • Scontrino parlante: In farmacia o parafarmacia la lettura elettronica del codice a barre sul retro permette l’emissione dello “scontrino parlante”, in cui sono specificati il prodotto acquistato e il CF del destinatario, indispensabili per detrarre dall’IRPEF il 19% della spesa sostenuta. Questo vale per tutti i medicinali, con o senza obbligo di prescrizione medica (inclusi gli omeopatici), anche quelli comprati online sui canali autorizzati dal Ministero della Salute. Restano esclusi dalla detraibilità i parafarmaci (integratori alimentari, prodotti fitoterapici, colliri e pomate) e gli alimenti a fini medici specifici. In generale, tutto quello che spendiamo in prestazioni sanitarie è da considerarsi detraibile dagli esami di laboratorio a quelli radiologici, dalle visite specialistiche agli interventi chirurgici, i ricoveri, all’assistenza infermieristica e riabilitativa, alle prestazioni di crioconservazione di ovociti e di embrioni e le procedure di procreazione medicalmente assistita. Si può usufruire del beneficio fiscale anche per l’acquisto (o affitto) di dispositivi medici, per le sedute dallo psicologo, per il servizio veterinario, il logopedista, il podologo, l’ottico, eccetera (elenco completo sul portale dell’Agenzia delle Entrate).
  • Documento: Presentare la TS serve anche per certificare il proprio CF. Se la perdiamo, è sufficiente comunicare a voce alla struttura (pubblica o convenzionata con il SSN) o al professionista sanitario (anche privato, a patto che sia iscritto a uno degli albi individuati dall’Agenzia) la sequenza di 16 caratteri alfanumerici che ci identifica, comunque registrata sulla piattaforma. Ma il sistema della TS (sistemats1.sanita.finanze.it) dà diritto a una serie di ulteriori servizi.
  • Esenzione da reddito: Il sistema a cui hanno accesso sia cittadini sia gli operatori.

Il diritto alla salute

Il nostro sistema sanitario prende origine dalla nostra Costituzione italiana, nell’art. 32 che recita: “La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, bensì anche un interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti del rispetto della persona umana”. Il diritto alla salute è un diritto che il nostro Stato riconosce come fondamentale, quindi organizza un sistema sanitario che può dare risposta ad un diritto fondamentale della salute, sia dell’individuo che della collettività.

La recente campagna vaccinale ci ha visti coinvolti a livello di collettività e il bene salute della collettività è prioritario rispetto alla priorità dell’individuo. Non è venuto meno l’interesse all’individuo, ma la caratteristica della pandemia ha fatto sì che il bene della salute della collettività sia prioritario rispetto a quello del singolo individuo. Il diritto costituzionale viene tutelato attraverso il Sistema Sanitario.

La definizione di salute secondo l'OMS

La definizione della salute, definita dall’OMS, è lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità. Lo stato di benessere non è solamente limitato a non avere malattie ma è molto di più di questo, perciò la salute non è solamente l’ambito medico ma riguarda molti altri professionisti che si occupano del bene salute. La salute è un concetto estremamente soggettivo, nel senso che la percezione del proprio stato di salute varia, di fatto, da individuo a individuo e dipende, per buona parte, anche dai valori, dalle credenze, dalla cultura, oltre che dalla sensibilità individuale.

Le dimensioni della salute

  • Condizioni fisiche: Rappresentate sia attraverso i tradizionali indicatori della pratica (sintomi, diagnosi, gravità) sia mediante l’utilizzo di scale che esprimono la capacità funzionale di svolgere i compiti della vita (ad esempio, salire le scale, fare la spesa, vestirsi, ecc.).
  • Condizioni mentali: Espressione della percezione individuale del benessere, dello stato emotivo, della vitalità oppure del disagio psichico, della depressione e di ogni altra situazione che può essere indipendente da alterazioni di tipo organico.
  • Dimensione sociale: Capacità di intrattenere rapporti con l’ambiente esterno, attraverso le interazioni personali e la partecipazione sociale, e di svolgere ruoli nella vita comunitaria, liberi da limitazioni fisiche o mentali.
  • Dimensione spirituale: Aspetti spirituali o morali che in alcune fasi della vita diventano essenziali (per esempio, nel corso di fine vita). È il vero motore della vita delle persone, che dà valore alla propria vita e a tutto ciò che una persona compie.

Salute nel contesto europeo

Nel contesto europeo è lo stato relativo in cui si è in grado di operare bene fisicamente, mentalmente e socialmente al fine di esprimere l’intera gamma delle proprie potenzialità all'interno dell'ambiente in cui si vive. La medicina è una scienza probabilistica, la diagnosi e le terapie conseguenti ad un determinato stato di salute per un paziente hanno una probabilità (e non una certezza) di risolvere la causa per riportare lo stato di salute a quello iniziale.

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

L’OMS nasce nel 1946 come necessità degli Stati di avere un accordo a livello mondiale per affrontare una serie di temi che riguardano sia l’individuo che le collettività. Nasce come organismo internazionale per dare delle risposte di salute a livello internazionale e si fa carico di tanti aspetti della sanità. Si afferma un diritto fondamentale di tutti gli esseri umani, indipendentemente da razza, religione, opinioni politiche, condizioni economiche e sociali.

Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno ben oltre la gestione di un sistema sanitario; essi dovrebbero farsi carico di modificare quegli aspetti negativi che influiscono sulla salute personale e collettiva per consentire alle persone di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico. La salute di tutti i popoli è una condizione fondamentale della pace e della sicurezza nel mondo.

Primi obiettivi dell’OMS

  • Lotta alla malaria
  • Lotta alla tubercolosi
  • Lotta alle malattie veneree
  • Igiene maternità e infanzia

Dal 1948 al 1973:

  • Tasso di mortalità infantile: 156/1.000
  • Speranza di vita: 46 anni
  • Popolazione mondiale: 2.5 miliardi (ottobre 2019: 7.7 miliardi)
  • Obiettivi: malaria, TBC, malattie veneree, epidemie, standardizzazione, igiene, maternità e infanzia, igiene ambientale

Dal 1973 al 1981:

  • Obiettivi: nuova gestione della sanità (SSN), malattie parassitarie, malattie virali, igiene mentale, chemioantibiotici
  • Eventi: eradicazione del vaiolo, comparsa dell’AIDS, aumento dell’inquinamento, aumento dei costi delle cure sanitarie, aumento del bisogno di salute

1974: Definizione dei determinanti di salute

1977: Nasce il progetto “salute per tutti”

1978: Conferenza di Alma Alta

1981: Cresce il progetto “salute per tutti”

Ad oggi, gli obiettivi della pandemia sono:

  • Tutti i Paesi devono lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo della vaccinazione del 70% della popolazione mondiale entro la metà del 2022
  • Costruire un più forte sistema di sicurezza sanitaria globale
  • Investire maggiormente nello sviluppo della sanità primaria a partire dai Paesi più vulnerabili

Diritto, tutela e protezione

Diritto: condizione di cui una persona beneficia essendo cittadino. Proprio perché in quanto cittadini italiani ci viene riconosciuto il diritto ad essere tutelati in termini di salute (quindi possesso della tessera sanitaria).

Tutela: protezione in cui si beneficia per vedersi garantito un diritto (riguarda il singolo o la collettività, riguarda il beneficio di protezione nel momento e nel modo in cui viene garantito il diritto).

Protezione: contesto nel quale si realizza concretamente la tutela e il diritto. Il contesto è importante perché vi si lavora, quindi si lavora per realizzare sistemi e contesti di protezione.

La Carta Costituzionale, con l’art.32, è strettamente correlata con l’art.2 della Carta Costituzionale, che recita “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. La tutela della salute nasce come diritto sociale, ossia come interesse positivo di una protezione attiva dell’intera vita psicofisica dell’uomo, che si sostanzia in un intervento fattivo dello Stato nel campo della protezione, dell’assistenza e della promozione della salute.

Modificazioni della popolazione e della salute

Gli obiettivi di salute cambiano in funzione degli eventi internazionali ma anche delle modificazioni della popolazione e della composizione della popolazione. La popolazione dal 1800 al 2022 è aumentata da 1 miliardo a 8 miliardi, che hanno un impatto su problemi energetici o alimentari, e via via nel corso degli anni l’evoluzione va di pari passo anche con il modificarsi dei temi della salute.

I determinanti di salute

I determinanti di salute sono i fattori che influenzano lo stato di salute di un individuo e (più estesamente) di una comunità o di una popolazione. I fattori possono essere i comportamenti, stili di vita, abitudini alimentari, utilizzo di sostanze, quindi sostanzialmente i nostri comportamenti più o meno salutari.

Secondo il modello CDC (Centers for Disease Control and Prevention) negli USA si sostiene che lo stato di salute delle persone sarebbe condizionato per il 50% dai loro comportamenti e stili di vita, quindi ciascuno di noi è ampiamente responsabile della nostra condizione di salute. Il secondo determinante è l’ambiente, inteso proprio come ambiente fisico e il clima e gli inquinanti che ne derivano, gli ambienti sociali di vita, i gruppi etnici. Un terzo elemento è la genetica, ossia quello che ci portiamo dietro nel nostro patrimonio genetico, e la quarta componente è l’accesso alle cure, che ha un peso molto minore. L’accesso alle cure è maggiore sia in età post-natale e infantile e poi diminuisce, per aumentare successivamente nell’anzianità.

Questo modello punta molto sugli aspetti della responsabilità individuale e quindi l’approccio pensato è quello di favorire e prevenire l’insorgenza delle condizioni di patologia attraverso la prevenzione. Questo passaggio è importante perché si parla di salute ma si passa ad un concetto di politica sanitaria, ossia di dare un’indicazione a come e cosa dovrà fare il sistema sanitario, quindi questo modello ci dice quanto sia importante lavorare sul tema della prevenzione, per trattare anticipatamente le malattie e tardarle il più possibile.

Modelli di salute pubblica

Il secondo modello delle Scuole di sanità pubblica del Nord Europa vede la visione di quali sono i determinanti rappresentata da cerchi concentrici, in cui al centro vi è l’individuo, con le sue caratteristiche (età, sesso, fattori costituzionali e genetici). Il primo livello attorno all’individuo sono gli stili di vita, quindi alimentazione, sonno, attività fisica, condizioni stressanti. Più aumenta l’ampiezza del semicerchio e più aumenta il peso di quel determinante di salute. Il secondo livello riguarda il peso delle relazioni sociali e della comunità, mentre il terzo livello sono le condizioni di vita e di lavoro, dove lavoriamo e viviamo, le condizioni stressanti di tipo lavorativo sia relazionale che ambientale. Infine, l’area più ampia è quella delle condizioni socioeconomiche, culturali e ambientali. La rappresentazione più condivisa a livello europeo vede una serie di indicatori che vanno aldilà dell’individuo, quindi non è solo un voler intervenire con politiche sanitarie nei confronti della responsabilizzazione dell’individuo, ma anche intervenire nei contesti di vita e di lavoro delle persone perché hanno un peso nella salute del soggetto.

Il terzo modello è quello proposto dalla Commissione sui Determinanti Sociali della Salute. Si riferisce non solo ai fattori che influenzano lo stato di salute degli individui e della comunità (determinanti di salute), ma anche a quelli coinvolti nella diseguale distribuzione della salute all’interno della popolazione (determinanti delle disuguaglianze nella salute).

Evoluzione storica della sanità

Inizialmente la salute non era considerata come un bene, era legato alla questione di sicurezza, di ordine pubblico e quindi voleva dire occuparsi di un malato. Il tema della sanità nasce quindi come misura repressiva nei confronti dei malati e degli infetti. È dalla metà dell’Ottocento che l’aspetto repressivo comincia a sfumare un pochino, in un percorso che passa attraverso sistemi di repressione, garantire un ordine sociale e la sanificazione di contesti di vita e di bonifica ad alcune malattie infettive.

Vi è la nascita delle assicurazioni sociali, soprattutto verso infortuni e malattie. Parallelamente, anche a livello europeo si muoveva il mondo della cultura e delle società, quindi attraverso questa evoluzione della società anche il tema della salute incomincia a prendere piede e a diventare oggetto di riflessione di alcuni soggetti illuminati sia a livello europeo che a livello italiano.

Opere Pie in Italia

In Italia le prime forme di assistenza erano le Opere Pie che si occupavano dei malati e dei diseredati, e poi pian piano si arriva ad un pensiero più compiuto sulla tutela della salute cominciando con i temi di sanità pubblica e di igiene, con la Legge Crispi-Pagliani (1890) rivolta a tutelare gli ambienti più salutari di vita delle persone. Questa prima legge conclude un percorso che prevede la presa di coscienza da parte dello Stato al tema di occuparsi di salute, quindi è il primo vero atto con cui lo Stato costituisce uno schema organizzato e quindi i primi interventi di sanità pubblica e viene a crearsi un primo assetto organizzativo.

Lunedì 28/02/22 - La nascita della sanità pubblica in Italia

La Legge Crispi-Pagliani (1890) conclude un percorso ventennale che porta alla statalizzazione dell’assistenza privata/confessionale, consegnando ai pubblici poteri le Opere Pie di derivazione religiosa e assegnando loro il compito di assistere i poveri sia in salute che in malattia, oltre che a favorirne l’educazione, l’istruzione e l’avvio a qualche forma di impiego. È il primo atto con cui lo Stato unitario costituisce un sistema organizzato finalizzato appunto alla tutela della salute collettiva della popolazione e trasforma l’approccio di polizia sanitaria in sanità pubblica, crea un primo assetto organizzativo.

In parallelo nascono le prime “Casse mutue” previdenziali e di assistenza (indennizzo in caso di morte o di invalidità permanente, poi estesa a invalidità parziale e temporanea e infine anche a malattie professionali). I primi pensieri che lo Stato fa è quello della tutela della collettività e della salute pubblica e nascono le prime strutture come punti di riferimento a cui le persone possono rivolgersi e via via questo mondo delle forme di assistenza a varie categorie di lavoratori e quindi le Casse mutue diventeranno sempre più diffuse.

In questa prima fase esiste uno Stato, un Ministero che si fa carico di affrontare il tema della Salute (non è ancora il Ministero della Salute – 1958) e nascono così le prime vere figure professionali che si occuperanno della sanità e via via articolandosi sempre più nel corso dell’evoluzione fino ad arrivare alla vera e propria legge.

La legge Crispi-Pagliani introduce:

  • Il medico condotto: è un medico dipendente dal Comune, quindi stipendiato dall’amministrazione comunale per prestare assistenza medica gratuita a tutti. In caso di assenza di farmacie garantiva anche la fornitura di farmaci e ha l’obbligo della denuncia di morte e la causa di malattia che ha condotto a morte.
  • L’ostetrica condotta: fa nascere in casa.
  • Il medico provinciale: responsabile di compiere ispezioni, inchieste e controlli sul territorio per poi riferire.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristinacf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi di intervento e contesti di tutela e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Monolo Giuliana.
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