Matematica per la formazione di base
Parte uno: Probabilità
Approccio frequentista o statistica
- Prove effettuate devono essere moltissime
- Vengono svolte nelle stesse condizioni
- A volte non possono esser svolte più prove
- Legge dei grandi numeri: più prove fai, più il risultato è vicino alla probabilità
Approccio della probabilità classica
P(evento): Analizzo tutti i casi possibili e tengo solo i favorevoli. I casi devono essere equiprobabili.
Probabilità condizionata
Quella probabilità che calcolo, avendo però un’informazione in più; sapendo cosa è successo prima.
Paradosso
Efraim Fischbein distingue due tipi di intuizioni:
- Primarie: senza educazione scientifica in matematica
- Secondarie: dopo una riflessione sull’argomento
Evento
Qualsiasi sottoinsieme dello spazio degli eventi (Ω). Il numero di eventi possibili si calcola facendo in cui numero dei casi. ⊆ 0 ≤ () ≤ 1. E Ω (sottoinsieme) {3}
Eventi elementari
I singoletti di Ω. Sono gli eventi fatti da un solo caso possibile. Esempio {1; 2; 5}
Eventi composti
Quegli eventi fatti da più casi possibili.
Evento complementare
Quando si verifica l’evento opposto. “Non si è verificato A” = evento complementare. Ω - P(A) + P( ) = Ω = 1 (100%) → evento certo
Eventi incompatibili o disgiunti
“A e B non possono verificarsi contemporaneamente”. A ∩ B = ∅
Spazio campionario o spazio degli eventi
Contiene l’insieme dei casi possibili. Può anche indicare un evento certo. { } ≠ ∅ oppure evento impossibile
- P(∅) = 0 “La probabilità di un evento impossibile è zero, ovvero 0%”
- P(Ω) = 1 “La probabilità di un evento certo è uno, ovvero 100%”
Probabilità di B sapendo che è successo A
P(B|A) si calcola quando B è influenzato dall'evento A.
Intersezione di eventi
A ∩ B = Intersezione. “Si sono verificati entrambi/contemporaneamente sia A che B”
Unione di eventi
A ∪ B = Unione. “Si è verificato almeno un evento tra A o B”
Teorema della probabilità totale
P(A ∪ B) = P(A) + P(B) – P(A ∩ B)
Se A B = ∅ (sono indipendenti), allora P(A ∪ B) = P(A) + P(B)
Teorema della probabilità condizionata
A e B non sono indipendenti ma si influenzano perché se so cosa è successo, allora ho più/meno possibilità di vincere. P(A|B) = P(A ∩ B)/P(B)
Se A e B sono indipendenti, allora:
- P(A ∩ B) = P(A) x P(B)
- P(A|B) = P(A)
- P(B|A) = P(B)
Esempi
Errore di D’Alembert
“Vinco se esce almeno una testa nel lancio di due monete”. Secondo lui hai 3 possibilità: 2 vinci e una perdi. Probabilità = 2/3.
Sbaglia perché non considera tutte le possibilità: ce ne sono 4, 3 vincenti e una in cui perdi. Probabilità = 3/4.
Paradosso di Monty Hall
“Ci sono tre porte e dietro una c’è un premio. Fatta la scelta, il presentatore ne apre una certamente sbagliata. Conviene cambiare la scelta?”
Conviene cambiare perché in quel caso si ha il 67% di probabilità di vincere: se cambio vinco 2 volte su 3. Se non cambio vinco 1 volta su 3.
Parte due: Statistica
Campione significativo
Collettivo scelto in modo casuale
Cultura statistica
Capacità di comprendere e usare correttamente i dati e le informazioni statistiche per trasformarle in conoscenza
Popolazione obiettivo
La popolazione con riferimento alla quale siamo interessati ad ottenere informazioni.
Popolazione statistica
Quella su cui svolgiamo effettivamente l’indagine, poiché disponiamo di una lista delle unità che la compongono.
La popolazione statistica deve essere il più possibile aderente alla popolazione obiettivo.
Unità statistica
Unità elementare su cui vengono osservati i caratteri
Modalità
Possibili esiti di una misurazione
Variabile o carattere
Caratteristica di interesse della popolazione statistica. Si divide in:
- Qualitative a loro volta si dividono in:
- Nominali: non esiste un ordine implicito
- Ordinali: esiste un ordine implicito (es. indici di gradimento, mesi dell’anno, titolo di studio, ecc...)
- Quantitative a loro volta si dividono in:
- Discrete: numeri interi
- Continue: tutti i valori dell’intervallo
Rilevazione totale
Tutte le unità della popolazione
Rilevazione campionaria
Sottoinsieme di unità della popolazione, che ottiene informazioni su tutta quest’ultima (da questi si ricava una stima: valore approssimato)
Campione probabilistico
- Casuale semplice: zero vincoli
- Stratificato: da sottogruppi di caratteristiche uguali si estrae a sorte
- A stadi: da sottogruppi casuali si estrae a sorte
Campione non probabilistico
- Di convenienza: unità più facili da raggiungere
Statistica descrittiva
Serve a sintetizzare la massa di dati
Statistica inferenziale
Da un campione si ottengono informazioni su una popolazione più ampia
Frequenze
- Frequenze assolute: numero di volte che ciascuna modalità viene osservata
- Frequenze relative: peso relativo delle modalità nel collettivo. Sono proporzioni. Il totale dei casi deve essere uguale a 1.
- Frequenze relative percentuali: valore percentuale delle frequenze relative. Sono percentuali. Il totale dei casi deve essere uguale a 100%.
- Frequenze cumulate: somma delle frequenze alle frequenze precedenti queste (valori devono essere qualitativi ordinabili o quantitativi)
Ampiezza e densità di frequenza
Ampiezza: quanto è ampia ciascuna classe (esempio: 140 -|150 ampiezza: 150-140=10)
Densità di frequenza: è l’addensamento delle unità di rilevazione in ogni punto del campo di variazione
Classi
- Ordinare le modalità e individuare l’estremo inferiore e superiore
- Calcolare il range (d) di variazione, ovvero la differenza tra l’estremo superiore e l’estremo inferiore
- Scegliere il numero di classi in cui suddividere il collettivo oggetto di studio. L’ampiezza di ciascuna classe sarà uguale a √
Esempio: 3|- 4 : il 3 è compreso, il 4 no (0,2]: il 2 è compreso, lo 0 no 3|-|4 : sia il 3 che il 4 sono compresi 3-|4 : il 4 è compreso, il 3 no
Indici di centralità o posizione
Sintetizzano la distribuzione in un singolo valore. Sono:
- Moda (Mo): carattere che si presenta con la frequenza più alta
- Media aritmetica (x̄): valore che divide equamente il totale complessivo
- Media in caso di variabile quantitativa continua suddivisa in classi. Procedimento:
- Calcolare il punto medio di ogni classe + X = c
- Calcolare la media aritmetica moltiplicando X per la frequenza assoluta di ciascuna modalità. Sommarle tutte e dividerle per il numero totale di frequenze (n).
- Mediana (Me): in un insieme di valori ordinati, la mediana è il valore che sta al centro. Nelle frequenze relative cumulate, la mediana è il primo valore che è maggiore di 0,5 (=50%).
- Quartili (Q1, Q2, Q3): sono tre valori che dividono la distribuzione ordinata in quattro parti (25%, 50%, 75%). Si calcolano a partire dalle frequenze cumulate
Indici di dispersione o variabilità
Indicano in che misura i valori di una distribuzione sono distanti dal valore centrale. Sono:
- Campo di variazione (o gamma o range): distanza tra il valore massimo e quello minimo che una variabile può assumere
- Differenza interquartile: distanza tra Q3 e Q1 (che racchiude il 50% dei valori)
- Varianza: valore medio degli scarti (singole modalità - media) al quadrato.
- Calcolo la media
- Calcolo lo scarto dalla media di ciascuna osservazione
- Elevo al quadrato ciascuno scarto
- Sommo tutti gli scarti
- Divido la somma per n, numero totale di osservazioni
- Deviazione standard o scarto quadratico medio: radice quadrata della varianza
- Coefficiente di variazione: rapporto tra la deviazione standard e il modulo della media
Parte tre: Geometria
Capitolo 1: Introduzione alla geometria
Geometria = creazione umana. Importanti i fondamenti.
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Appunti ed Esercizi Matematica per la formazione di base (II) Parte 1: Probabilità e complementi, Statistica
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Riassunto appunti matematica per la formazione di base 1
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Appunti Matematica Bonotto
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Appunti ed Esercizi Matematica per la formazione di base (II): Trasformazioni geometriche (isometrie), Simmetrie de…