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Management delle imprese internazionali

Globalizzazione e imprese multinazionali

International business: andare a studiare qualcosa che non si esaurisce interamente nel Paese d’origine dell’impresa stessa, ma studiamo delle imprese che hanno a che fare anche con altri Paesi.

International business: analizzare delle transazioni che avvengono attraverso Paesi diversi.

Le attività che coinvolgono più Paesi sono essenzialmente due:

  • Scambi commerciali: vendere o comprare beni all’estero
  • Investimenti all’estero: investimenti diretti esteri (IDE/FDI) cioè le operazioni con le quali un’impresa costituisce o acquisisce un’attività all’estero

Investimenti diretti esteri

Si vogliono indicare gli investimenti che hanno una finalità di lungo termine, una finalità strategica. Investimenti attraverso i quali l’impresa vuole gestire un’attività all’estero. Sono investimenti effettuati per acquisire un interesse durevole in un’impresa che opera in un Paese diverso da quello in cui risiede l’investitore. Il legame economico durevole si presume quando la partecipazione al capitale è superiore al 10%. Li chiamiamo investimenti diretti esteri per differenziarli dagli investimenti di portafoglio, che hanno carattere finanziario.

Impresa multinazionale e internazionale

Impresa multinazionale: è un’impresa che gestisce attività direttamente in almeno un altro Paese diverso dal Paese domestico. È un’impresa che ha una filiale all’estero. L’attività che svolge all’estero non deve essere necessariamente produttiva. Parleremo di impresa multinazionale quando abbiamo degli investimenti diretti esteri, cioè quando un’impresa acquista un’altra società all’estero.

Impresa internazionale: è un’impresa che ha a che fare con mercati esteri indirettamente. È un’impresa che ha a che fare con l’estero ma è un concetto più generale. Ha tutta la sua catena del valore nel Paese di provenienza. È un concetto più generico rispetto al concetto di impresa multinazionale.

La triade

La triade è stata introdotta negli anni '80. All’epoca i Paesi si distinguevano in due blocchi: Paesi sviluppati e Paesi non sviluppati. La triade era formata dalle imprese localizzate negli Stati Uniti, nell’Europa occidentale e in Giappone. Oggi questa distinzione non ha più molto senso. Negli ultimi 15-20 anni è cresciuto sempre di più il blocco dei Paesi emergenti (Brasile, Russia, India e Cina). Un sottoinsieme dei Paesi in via di sviluppo è cresciuto fino a diventare quelli che oggi vengono chiamati Paesi emergenti.

Global Fortune 500: 500 imprese più grandi del mondo (in base al fatturato): slide 2020. Se si va a vedere questa classifica 30-20-10 anni fa rispetto a quella di oggi, notiamo delle differenze. La competitività di un Paese dipende dalla competitività delle sue imprese.

Globalizzazione

L’economia globale è sempre più integrata e interdipendente. La globalizzazione può essere di due tipi:

  • Globalizzazione della produzione: approvvigionamento di beni e servizi da località di tutto il mondo. Le imprese ridefiniscono la loro catena del valore su base globale per trarre vantaggio dalle differenze nel costo o nella qualità dei fattori di produzione. Le imprese hanno ridisegnato la loro attività su base globale.

Reshoring: ci sono molte imprese che avevano deciso di delocalizzare la produzione però poi hanno deciso di tornare a produrre nel Paese di provenienza. Evidentemente i benefici che avevano venivano più che compensati dagli svantaggi.

Offshoring: espressione che si utilizza per indicare la delocalizzazione di un’impresa.

  • Globalizzazione dei mercati: un aspetto in più della globalizzazione è la globalizzazione dei mercati lato marketing, che vuol dire globalizzazione dei mercati. Nei decenni si è osservato che i consumatori diventavano sempre più simili tra loro. Chi ha osservato questo fenomeno ha detto che dal punto di vista del consumo i clienti diventeranno sempre più simili, indipendentemente dal contesto in cui vivono.

Alcune nuove tecnologie incrementano la varietà e la possibilità di differenziazione dei prodotti. I bisogni e i comportamenti dei consumatori sono sempre più complessi e variegati. Esiste un mercato globale mondiale, o quantomeno non tutto il mondo, ma molti Paesi del mondo sono un unico mercato. Molto importanti sono le abitudini. I fattori country-specific hanno ancora un peso molto rilevante nella formazione delle aspettative e dei gusti del consumatore.

Come misurare quanto un’impresa è internazionale?

  • Numero Paesi in cui vende i suoi prodotti (ampiezza geografica/geographic scope)
  • Percentuale di vendite estere
  • Numero filiali estere
  • Numero dipendenti esteri

Questi dati possono essere trovati all’interno della nota integrativa dell’impresa.

Locale vs globale

Uno dei dibattiti che la globalizzazione ha aperto è: quanto conta il Paese d’origine dell’impresa ai fini del suo successo internazionale? Sono due visioni differenti e il dibattito è ancora aperto. Da una parte abbiamo “the competitive advantage of the nation”, dall’altra parte abbiamo “i vantaggi di liberarsi della geografia”.

Made in: il Paese di provenienza di un’impresa è molto importante e rilevante. Si parla di effetto “made in”, il fatto che un’impresa provenga da un Paese rispetto ad un altro, aiuta l’impresa. Molti consumatori sono influenzati dal country of origin effect perché magari quel Paese è associato a maggior affidabilità. Ci sono associazioni che i consumatori fanno tra i prodotti e i Paesi di provenienza dell’impresa. Il Paese di origine del prodotto può essere usato dal consumatore come “sostituto dell’informazione”, cioè come indicatore delle caratteristiche qualitative del prodotto. L’impatto di provenienza geografica sembra maggiore per prodotti realizzati in Paesi che hanno una grande tradizione produttiva. Questo aspetto è anche più complicato da imitare. Questo elemento del made in è sicuramente difficile da imitare.

Italian sounding: attribuzione ad un prodotto di un’origine italiana quando in realtà non ha, per effetto di una comunicazione ingannevole per il consumatore.

Critiche alla globalizzazione

Perché tante critiche e proteste contro la globalizzazione? Un altro tema che si prende in considerazione è “quale impatto hanno le multinazionali sui Paesi ospiti, ovvero sui Paesi meno sviluppati”. La presenza di imprese multinazionali accresce le iniquità, limitazione dello sviluppo economico delle imprese locali, salari dei lavoratori nei Paesi avanzati diminuiscono. Allo stesso tempo abbiamo anche dei fattori a favore come la riduzione dei prezzi dei beni e dei servizi, aumento del reddito dei consumatori, creazione dei posti di lavoro.

Regionalizzazione

Una delle tendenze degli ultimi 20 anni è stata una tendenza alla regionalizzazione. La regionalizzazione (region, in senso anglosassone) è una crescente importanza della regione, anziché del Paese come unità di analisi nell’international business. Quello che osserviamo è che i Paesi sono diventati sempre più simili all’interno della stessa region (i Paesi europei sono diventati sempre più simili tra loro).

Prospettive d’analisi sulle imprese multinazionali

Da quali punti di vista si può analizzare un’impresa multinazionale? Gli studiosi di management sono arrivati dopo rispetto agli economisti. L’economia in senso stretto è una scienza più consolidata rispetto al management. Le imprese multinazionali sono state analizzate in tempi recenti. Le prime teorie che hanno parlato di internalizzazione sono teorie che si sono occupate dei flussi commerciali tra Paesi. Si è iniziato a parlare di internalizzazione a livello macro. I primi che hanno iniziato a parlare di internazionalizzazione sono stati gli economisti ma non dal punto di vista microeconomico, bensì da un punto di vista macroeconomico. Dagli anni '60 hanno iniziato a spostare il focus dall’analisi del Paese all’analisi dell’impresa.

Hymer: perché le imprese si espandono all’estero? Tutte le imprese quando si vogliono espandere nei mercati internazionali affrontano quella che viene chiamata liability of foreignness. Questa è un’espressione che indica gli svantaggi a cui un’impresa che vuole internazionalizzarsi va incontro. Sono degli svantaggi rispetto alle imprese locali del Paese estero in cui si vuole espandere, svantaggi dovuti a una minore familiarità con quell’ambiente. Un’impresa può internazionalizzarsi solo se possiede dei vantaggi competitivi rispetto alle imprese locali di quel Paese che le permettono di superare questa liability of foreignness.

Perché le imprese diventano multinazionali?

Un’impresa multinazionale è un’impresa che gestisce direttamente attività in un Paese estero. Le imprese multinazionali fanno comunque gli affari perché vogliono mantenere il controllo sui propri vantaggi competitivi, sulle proprie risorse e le proprie competenze, cioè l’impresa non vuole condividere, in tutto o in parte, con altri soggetti alcune risorse strategiche chiave. Le imprese vogliono mantenere un controllo pieno e completo sulle loro fonti di vantaggio competitivo.

Internalization theory

È un’applicazione della Transaction Costs of Economics (teoria dei costi di transazioni). Ci dice che le attività economiche possono essere organizzate in due grandi modalità: il mercato e la gerarchia. Quanto maggiori saranno le imperfezioni del mercato, i rischi di comportamenti opportunistici, le asimmetrie informative, tanto più costi del ricorso al mercato saranno elevati e tanto più crescerà l’incentivo per l’impresa ad internalizzare le transazioni di mercato. L’impresa multinazionale è un’impresa che internalizza, cioè gestisce al proprio interno interdipendenze tra attività svolte in Paesi diversi. Gli investimenti diretti all’estero possono essere una modalità più efficiente e vantaggiosa all’uso del mercato, a causa degli elevati costi di transazioni dovuti alla distanza geografica, le differenze culturali, sociali, nel modo di fare business. Le motivazioni offerte sono simili a quelle che spiegano le scelte di integrazione verticale delle imprese. I problemi dei comportamenti opportunistici e delle asimmetrie informative sono molto più rilevanti quando l’oggetto dello scambio è proprio la conoscenza, quando l’impresa deve cedere tecnologia, brevetti o risorse immateriali. In questo caso è più facile che il mercato abbia dei problemi o che l’impresa percepisca un rischio di comportamenti opportunistici, alti costi di transazioni.

I benefici dell’internalizzazione sono: evitare i rischi legati ad incertezza sulla condotta della controparte e a possibili comportamenti opportunistici, ridurre i costi di ricerca e negoziazione di potenziali contraenti, avere un maggiore controllo sul mercato estero in sintesi, ridurre i costi di transazioni. Quanto maggiori sono i benefici che l’impresa ritiene che derivano dall’internalizzazione delle transazioni internazionali, tanto più è probabile che decida di effettuare un investimento diretto all’estero. Si passa da scambi di mercato tra imprese indipendenti in Paesi diversi a relazioni gerarchiche all’interno dell’impresa multinazionale. L’impresa multinazionale può essere vista come una rete formata da una casa madre (headquarters) e poi i vari nodi che sono le filiali estere (altri cerchi rossi).

Alcuni ricercatori hanno sottolineato che uno dei problemi che devono affrontare i manager delle imprese multinazionali sono il trasferimento di conoscenze, di business practices, conoscenze e competenze tra i diversi quartier generali e le filiali estere. Chi gestisce un’impresa multinazionale ha una sfida aggiuntiva ovvero quella di trasferire conoscenze e competenze in Paesi diversi.

Knowing MNE

Una prospettiva d’analisi è la Knowing MNE: focus trasferimento di conoscenze e competenze. Un modo per farlo è spostare le persone. Un’altra prospettiva d’analisi è quella di trasferire risorse e conoscenze tra i diversi nodi della rete multinazionale. Legato a questo c’è la prospettiva del Networking MNE. Molti studiosi hanno studiato il rapporto tra headquarters e subsidiaries, come avviene questa relazione? Come viene gestita? Ci sono due reti differenti, una rete interna che è quella della multinazionale con le filiali e le filiali tra di loro ma anche una rete esterna cioè tutta la rete di relazioni che ogni filiale ha con l’ambiente locale, con gli stakeholders del Paese. Non è detto che il modo con cui venga gestita una filiale in un Paese debba essere lo stesso con cui viene gestito il tuo Paese.

Politicizing MNE

Un altro aspetto di analisi delle imprese multinazionali è quello che riguarda l’aspetto politico dell’impresa multinazionale (Politicizing MNE). Sono grandi imprese che per lavorare all’estero devono avere una certa legittimazione. Ci sono tanti aspetti su cui ci si può soffermare analizzando un’impresa multinazionale.

Paradigma eclettico di Dunning (OLI framework)

È una teoria che vuole spiegare l’attività delle imprese multinazionali e per farlo attinge a diversi modelli e diverse teorie. È un paradigma, un modello che ha messo insieme spiegazioni diverse. Questo paradigma ci dice che un’impresa che si espande all’estero deve possedere tre tipologie di vantaggi.

  • Vantaggi di proprietà (O: ownership advantage): deve avere dei vantaggi competitivi importanti. L’impresa multinazionale deve possedere uno o più vantaggi competitivi, come ad esempio vantaggi basati sul possesso o l’accesso privilegiato a determinati asset materiali o immateriali.
  • Vantaggi di globalizzazione (L: location advantage): un’impresa andrà in un certo Paese perché percepirà che in quel Paese ci sono dei vantaggi. L’impresa combina i propri vantaggi di proprietà con qualche fattore di produzione o risorsa localizzata nel Paese estero.
  • Vantaggi di internalizzazione (I: internalization):
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

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