Linguistica generale 15/10/25
Riassunto della scorsa volta
- Lingue storico naturali
- Diacronia (evidenzia il passaggio del tempo) e sincronia
- Etimologia
- 1 4 livelli di analisi della lingua
- Fonetica apparato fonatorio, consonanti (occlusive e fricative sono le più importanti), le vocali (triangolo vocalico)
Il triangolo vocalico
Rappresenta il modo in cui si producono le vocali:
- Anteriori
- Posteriori
Queste si basano sul movimento della lingua davanti o dietro.
- Alte
- Medie (le più variabili)
- Basse
Basate sul movimento della lingua su o giù.
7 vocali in posizione tonica e 5 in posizione atona.
Quando la vocale ha l’accento sono in posizione medio-basse (è, ò).
Le due vocali medio basse (è, ò) sono rappresentate con: il grafema epsilon greco (che significa: e breve) rappresentata in italiano con una è con accento grave (la corrispondente medio alta è scritta con è).
Scrivi slide vocali dell’italiano.
j: detta i lunga e non jey in inglese indica un suono ge/i, in italiano un suono ie/i.
L’alfabeto
È il sistema convenzionale (Non c’è nessun legame naturale tra il suono e il segno) per organizzare i segni della lingua.
I nostri sono alfabeti fonetici, poiché rappresentano il suono della lingua. Sono costituiti da:
- Lettere dette grafemi e combinazioni di grafemi detti digrammi e trigrammi)
- Segni diacritici sopra o sotto il grafema che indicano modifiche dal suono standard (nelle lingue romanze è comune la cediglia o diacritici sottostanti alle lettere più che sopra, ma ci sono eccezioni come la tilde spagnola o l’accento grave/alto/circonflesso o la dieresi)
Ideogrammi: non è scritta la rappresentazione sonora ma del concetto Braille, morse, LIS
L’alfabeto occidentale si evolve così:
Alfabeto sillabico (alfabeto consonantico) alfabeto fonetico (include anche le vocali).
Proviene dal fenicio per passare a quello greco, latino, cirillico (serve ad adattarsi anche alle lingue slave) e poi quello attuale.
Alcune lingue hanno una rappresentazione ricca del suono e altre più carenti: ciò perché il cambiamento della lingua è più veloce del cambiamento della rappresentazione grafica e spesso rimane indietro.
L’alfabeto non è solo tecnico ma anche culturale (ex: i turchi per secoli hanno scritto con l’alfabeto arabo poiché erano entrambi di base musulmana e gli serviva per leggere sacre scritture, dopo la grande guerra l’impero ottomano/turco crolla e i turchi rimangono quindi uno stato nazionale. Avviene accento una rivoluzione del paese da parte di Ataturk e decide di modificare anche l’alfabeto, adottando quello latino).
Fonetica e fonologia
Foni: i suoni della lingua Fonema: foni con valore distintivo
Foni: fonetica = fonemi: fonologia.
Fonetica: studio dei suoni nel loro significato, articolazione, rappresentazione Fonologia: ordinamento dei suoni
Come so se un fono ha valore distintivo? Ho delle coppie minime nelle quali se un fonema cambia, cambia anche il significato della parola:
- pAra, pEra A, E sono fonemi
- Pera, Sera P, S sono fonemi
Allofoni: suoni che non cambiano il significato ma solo il modo in cui è pronunciato il fono, varianti (n dentale (dente) o velare (ancona) in italiano)—ex: come un meridionale possa dire scena invece che cena, ma con il contesto capisco che è un allofono e non un fonema.
Le sillabe
Sono un fonema o insieme di fonemi che costituiscono un gruppo ricorrente. Si dividono in:
- Sillaba libera o aperta: escono in vocale gra-no, Friu-li, stra-no
- Sillaba implicata o chiusa: escono in consonante al-to, spran-ga
Le parole possono essere:
- Monosillabi
- Bisillabi
- Trisillabi
- Quadrisillabi
- Polisillabi
L’accento
In italiano abbiamo un accento dinamico, ovvero dove c’è più forza respiratoria.
Esistono anche gli accenti melodici in altre lingue dove la voce ha una modulazione diversa sulla parte accentata (ex: cinese, greco antico).
La posizione dell’accento può essere su:
- Ultima sillaba: parole tronche/ossitone
- Penultima sillaba: parole piane/parossitone
- Terzultima sillaba: parola sdrucciole/proparossitone
- Esistono anche parole bisdrucciole, trisdrucciole, quadrisdrucciole andando indietro di sillabe queste sono costituiti da un verbo+enclisi (parola atona che si appoggia su una parola tonica) di pronomi personali (comunicamelo), sono detti pronomi clitici(atoni) per questo.
Possono essere in posizione enclitica (comunicamelo) o proclitica (l’hai detto), indietro o avanti.
In alcune lingue gli accenti possono anche essere fissi sempre sulla stessa sillaba.
L’accento può distinguere omografi (àmbito/ambìto).
La lunghezza dei foni
La quantità di vocali e consonanti può avere valore distintivo ed essere quindi fonema:
- Consonanti doppie/geminate: fato/fatto
- Vocali: lat. Ma(lunga)lum,: mela/ ma(corta)lum: malanno
La classificazione delle lingue
Lingue: codici convenzionali che servono a trasmettere un messaggio.
La linguistica/glottologia/comparatistica nasce circa nell’800.
Prima lo studio delle lingue era in relazione alle lingue classiche (greco, latino, gotico (antico germanico)) poi si apre anche alle lingue moderne:
- Al tempo avevano scarsa importanza nella gerarchia sociale rispetto alle lingue classiche, era più semplice da analizzare poiché lingua morta, la sua tradizione la rendeva una lingua chiara ed esplicativa che si estendeva alle realtà giuridiche, religiose, poetiche
- Le lingue moderne sono in costante cambiamento lo studio deve considerare la dinamica della lingua
Passaggio dall’illuminismo al romanticismo: l’attenzione passa dalla singolarità delle lingue classiche alla pluralità delle lingue popolari (Corso di antropologia sociologica).
La cultura popolare (informazioni sul territorio, la tradizione, i miti, i costumi) è trasmessa tramite i canti popolari (Theodor Gartner), o il racconto popolare (fratelli Grimm).
Era usato il metodo comparativo, o comparatistica (osservo una certa realtà e la comparo con altre situazioni) comparo le lingue moderne a quelle classiche successivamente l’India entra a far parte dell’impero britannico e allora si fa anche un paragone con il sanscrito e si trovano elementi comuni con le lingue classiche.
L’geistica è invece una teoria che segue la migrazione dei popoli dall’Asia centrale verso l’India e l’Europa e come le loro culture si mescolano, da nomadi a sedentari lingua primigenia è l’Indoeuropeo che non troviamo documentata ma è stata ricostruita come compromesso tra tutte le lingue classiche e antiche conosciute al tempo.
Analisi e sintesi: scomposizione di un oggetto di studio e unione degli elementi fondamentali.
Classificazione delle lingue
Premesse
- Che senso ha classificare le lingue? Trovare categorie comuni per comprendere meglio le lingue, la loro evoluzione e la loro conformazione
- La quantità di parlanti, la letteratura, il numero di parole, l’estensione della lingua, la tradizione scritta non determina se è lingua o no
Le tre categorie
- Classificazione genealogica: parentele tra le varie lingue tempo delle lingue, la sua vita e i suoi cambiamenti (analisi diacronica)
- Classificazione tipologica: lingue che tipologicamente funzionano allo stesso modo nonostante non abbiano legami di parentela
- Classificazione areale: studia lo spazio delle lingue, contatti tra le lingue via spaziale
Classificazione genealogica
- Genealogica: principalmente vediamo il concetto di tempo e i cambiamenti della lingua basata sullo scorrere di esso
- Approccio storico-comparativo diacronico
- Influenzati da Darwin, i linguisti dividono le lingue in famiglie e gruppi linguistici sulla base delle sue teorie di specie e sottospecie cercano di indagarne la genealogia e il rapporto evolutivo
- Per determinare la parentela di una lingua guardiamo la morfologia e fonologia elementi strutturali e non lessicali
Es: lingue romanze o neolatine.
Lat. nesso consonantico (unione di due consonanti) -CT- (il CT è in mezzo a delle vocali) qual è la conseguenza del nesso latino CT nelle altre lingue?
Lat. -CT- > it. -tt-, fr. -it-, sp. -t/ci/e-, rum. -pt-
Affricate: un elemento occlusivo (o sorda o sonora) combinato con un elemento fricativo (dentale o palatale, sorda o sonora).
La classificazione genealogica ci dà anche un’idea dei legami tra i vari paesi sulla base di lingue madri comuni:
- Vediamo che in una cartina la radice più diffusa è quella indoeuropea, diffusa nel continente americano tramite le colonizzazioni spagnole, in Oceania tramite gli Olandesi, o in Africa con i francesi, che usano il francese ancora oggi
- Ma ci sono anche le lingue come quelle pre-colombiane (come il quechua) che esistevano prima delle colonizzazione
PAUSE: sul termine colonizzazione: nell’ant