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Linguaggio dei bilanci – Parte Stacchezzini

Introduzione

Dove sta andando la reportistica delle imprese? Negli anni '60 solo conto economico e stato patrimoniale. Gli schemi venivano presentati al fine di rispettare le norme di legge ma con un potenziale informativo molto basso. I valori inseriti non venivano spiegati perciò era impossibile per un lettore capire il perché di eventuali modifiche da un anno all'altro.

Negli anni '70 si aggiunge la relazione degli amministratori o relazione sulla gestione. Quella parte di bilancio che precede gli schemi e serve per introdurre al lettore la situazione economico-finanziaria dell'impresa. Quel documento che fa capire che tipo di impresa è, in quale settore opera, qual è il contesto di mercato e quindi permette di immaginare cosa si troverà poi nel bilancio. Vengono inoltre spiegati i principali valori degli schemi (es. investimenti; operazioni di acquisizione; espansioni su nuovi mercati; principali grandezze di conto economico).

Negli anni '80 primi esperimenti in tema di bilancio ambientale e di informativa sulla governance e sulle politiche di remunerazione. Prima di questo momento poche imprese illuminate si impegnavano a redigere un bilancio di sostenibilità (imprese del Nord Europa) in totale libertà data la mancanza di specifici principi per la redazione del bilancio. Anche in ambito di governance non esisteva un codice di autodisciplina come oggi perciò si fornivano delle informazioni in modo poco strutturato.

Anni 2000

  • Sustainability reporting: arriva a parlare di sostenibilità anche in senso sociale, non più solo ambientale.
  • Aumentano i riferimenti per la redazione dei report:
    • Per la governance in Italia: nasce il codice di autodisciplina in base al quale ogni impresa impara a redigere la propria relazione di corporate governance.
    • In ambito sostenibilità: nascono nel mondo diversi organismi (in inglese standard setter) che si impegnano a capire come redigere un bilancio di sostenibilità (in Europa il più importante è il GRI, organismo europeo che si occupa di definire gli standard di rendicontazione).

I documenti diventano quindi sempre più lunghi e ricchi, in mancanza di un'esigenza di ricerca specifica questi documenti non vengono letti in quanto poco fruibili.

Bilancio integrato

Nel 2011 la soluzione si intravede nel bilancio integrato: nasce nell'ottica di produrre un documento di sintesi delle informazioni più rilevanti contenute negli altri documenti e che possa essere letto in breve tempo da qualsiasi soggetto interessato. La difficoltà però sta nella selezione delle informazioni e nella loro sintesi. L’International Integrated Reporting Council nel 2011 aveva immaginato così l’evoluzione del reporting e l’obiettivo ultimo era quindi di realizzare un documento che potesse spiegare in maniera convincente e in breve come è fatta un’impresa.

L’Ue qualche mese fa ha emanato una direttiva che obbligherà per ora sia le società quotate che non a produrre un documento che combini sia informazioni finanziarie che non.

Reportistica strutturata e istituzionalizzata

Reportistica solo finanziaria

In una situazione in cui un’impresa possiede anche il controllo di un’altra impresa tramite partecipazione, questa ha anche l’obbligo di redigere oltre il bilancio d’esercizio anche quello consolidato, che offre una rappresentazione delle performances economiche finanziarie del gruppo nel suo complesso.

Bilancio d’esercizio + bilancio consolidato + relazione del revisore + relazione del collegio sindacale = Annual Report. Le società quotate hanno anche l’obbligo di redigere le relazioni trimestrali e semestrali.

Reportistica di sostenibilità

Per le società quotate di grandi dimensioni è obbligatorio (devono pubblicare la DNF: dichiarazione non finanziaria) mentre per altre rimane volontario (CSR report, bilancio sociale).

Reporting governance

Spiegano come l’azienda opera nel rispetto di norme etiche. Corporate governance: insieme di regole e procedure attraverso le quali un’azienda viene diretta. Una relazione del genere spiega qual è l’assetto societario dell’azienda (chi ha il controllo? Da chi è composto il consiglio di amministrazione? Quali sono le deleghe operative che questi operatori hanno? Come vengono remunerati gli amministratori e i managers?). Nell’operatività quotidiana è difficile che si parli di corporate governance. Se ne parla molto più spesso quando sussistono dei problemi.

Integrated Reported

Più recentemente si parla anche dell’integrated report obbligatorio solo in Sud Africa (dove ci sono imprese molto famose per l’estrazione dei diamanti dove è molto più facile che ci sia un forte impatto ambientale e una limitata tutela dei lavoratori). Per altre imprese rimane appunto volontario ma molte lo hanno iniziato ad adottare in quanto risulta molto efficace. A volte viene presentato come autonomo, altre volte va a sostituire la tradizionale relazione degli amministratori (anziché produrre un documento autonomo, molte imprese hanno trasformato la tradizionale relazione della gestione andando a inserire informazioni non finanziarie e quindi si trova dentro il bilancio tradizionale.) Questa relazione prima manteneva solo informazioni finanziarie oggi proprio per la possibile integrazione di elementi non finanziari può essere definita ibrida (e costituisce a tutti gli effetti un bilancio integrato).

Altri strumenti di comunicazione istituzionale

  • Comunicati price sensitive: Comunicati che le imprese quotate sono obbligate a pubblicare perché contengono informazioni in grado di alterare le scelte degli investitori perché potrebbero cambiare il valore di borsa di quella società.
  • Lettere agli azionisti/ lettere agli stakeholders: Lettere firmate dall’amministratore della società per comunicare i principali risultati aziendali.
  • Roadshow: Momenti di incontro tra azienda e investitori (es. quando l’azienda si vuole quotare in borsa). Possono essere anche a cadenza semestrale o annuale ed essere sfruttati dall’azienda per poter sintetizzare e presentare i propri risultati di bilancio.

Alcune iniziative a livello europeo e internazionale in tema di corporate reporting

Esistono alcuni movimenti che si stanno occupando di reporting a livello internazionale ed europeo.

  • IFRS Foundation (International Financial Reporting Standard): questo organismo aveva come obiettivo la creazione di principi per la rendicontazione finanziaria. Nel 2020 pubblica un documento nel quale inserisce una parte dedicata agli standard di rendicontazione sostenibile criticata in quanto percepita come non basata su competenze effettive nell’ambito sostenibile. Questa mossa ha portato comunque altri organismi già impegnati nella sostenibilità a unirsi tra di loro.
  • IIRC si fonde con SASB (organismo americano dedicato a standard di rendicontazione sostenibile).
  • GRI (principale standard setter europeo) e SASB (principale standard setter americano): preparano insieme una guida pratica per il reporting sostenibile (due competitor si uniscono per fronteggiare la minaccia dell’IFRS).
  • Ue: molto avanti in tema di reporting sostenibilità rispetto agli Usa. Già nel 2016 le imprese quotate più grandi trovano l’obbligo di redigere la Dichiarazione non finanziaria. Nel dicembre 2022: nuova direttiva sul reporting di sostenibilità che ne ha modificato l’estensione dell’ambito di applicazione (anche le quotate più piccole e le grandi imprese non quotate). Produzione interna da parte dell’Ue dei propri standard di rendicontazione sostenibile. Ciò farà sì che l’UE a breve potrà decidere quali informazioni le imprese sono obbligate a inserire nel proprio report di sostenibilità.

In questo momento ci sono due macro modi di immaginare il futuro dell’informativa:

  1. Continuare a enfatizzare l’informativa di carattere finanziario. Un’impresa è chiamata a fornire informazioni di tipo ambientale e sociale solo se queste informazioni hanno rilievo per capire quanto vale l’impresa da un punto di vista finanziario: visione molto americana.
  2. Visione europea secondo cui le informazioni di impatto sociale/ambientale sono rilevanti per se stesse anche se non dovessero impattare sul valore di borsa delle azioni.

Modi molto diversi di intendere l’informativa di sostenibilità.

Financial Reporting

I fondamenti del bilancio di esercizio

Schemi di bilancio: Stato Patrimoniale; Rendiconto finanziario; Conto Economico. Servono tutti e tre in quanto danno informazioni differenti.

Stato patrimoniale

Fotografia in un determinato istante (solitamente 31 Dicembre). Ci sono però anche alcune voci che vengono monitorate quotidianamente.

  • Attività: fattori produttivi necessari all’impresa per poter svolgere la propria attività (sono di natura materiale; immateriale; finanziaria).
    • Disponibilità liquide
    • Crediti vs clienti
    • Strumenti finanziari (titoli di stato; obbligazioni; azioni possedute in altre imprese)
    • Rimanenze di magazzino: materie prime, semilavorati, prodotti finiti
    • Immobilizzazioni materiali: fattori produttivi che l’impresa prevede di utilizzare su più anni (terreni, impianti, materiali, arredi etc.)
    • Immobilizzazioni immateriali: brevetti, marchi, licenze, diritti d’autore, concessioni, software
  • Passività: impegni che l’impresa ha verso terzi (banche; fornitori; erario; dipendenti)
    • Debiti vs fornitori
    • Debiti finanziari
    • Fondi spese e rischi futuri (sono sempre impegni vs terzi ma rispetto ai debiti hanno ancora qualche elemento di incertezza riguardo alla possibilità di restituzione in sé/ammontare/ tempistiche di restituzione: debiti sono impegni certi su tutte e tre i profili).

Differenza tra passività e attività = Patrimonio Netto (si spera che questo possa essere solo positivo ma nel caso in cui fosse negativo viene richiesto un aumento di capitale ai soci per ripristinare una situazione positiva). Il patrimonio netto non è chiaramente tangibile, è un valore contabile. Si compone di:

  • Capitale sociale: identifica il valore nominale delle azioni sottoscritte dai soci.
  • Riserve: presentano l’utile che viene reinvestito dall’impresa e non diviso tra gli azionisti.
  • Risultato economico (utile/perdite): nel caso di utile l’impresa potrebbe decidere di non andare a distribuire tutto l’utile ma di andare a considerarlo come riserva.

Cosa succede durante l'anno?

Due modi:

  1. Analisi di tipo finanziario: Flussi di cassa. Entrate e uscite si valuta ciò che accade in un determinato periodo. L’insieme delle entrate e delle uscite che si manifestano in un dato periodo e che permettono di capire eventuali differenze tra la situazione all’inizio dell’anno (t0) e alla fine dell’anno (t1).
  2. Analisi di tipo economico: Valuto i costi e i ricavi. I costi e i ricavi non necessariamente corrispondono a entrate e uscite di cassa: il conto economico misura l’utile o la perdita d’esercizio.
    • Es. vendita di una merce ad un cliente che non paga subito, comporta un ricavo di vendita anche se non avviene subito l’entrata. Nel secondo semestre dal punto di vista finanziario si registra l’entrata ma dal punto di vista economico non si registra nulla.
    • Es. quando si acquista un bene strumentale si registra l’uscita di cassa ma in conto economico non si rileva il costo perché quel bene verrà utilizzato in più anni quindi non si può addossare solo su un anno il suo costo che dovrà infatti essere ammortizzato per tutto il periodo di utilizzo del bene e conto economico si registrerà la quota di ammortamento relativa a quell’esercizio. Quindi in:
      • Per i beni merce: rimanenze iniziali e finali.
      • Per i beni strumentali: non solo quote di ammortamento ma anche svalutazioni.
    • Nel caso in cui l’immobilizzazione dovesse essere ceduta non si rileva il ricavo di vendita ma dobbiamo rilevare solo plusvalenza e minusvalenza da cessione (questo perché al momento di acquisto in conto economico non rilevo il costo perciò al momento della vendita vado a registrare solo la differenza tra il valore contabile del bene e il valore di vendita).

Es. finanziamento: se io ottengo un finanziamento da una banca, cosa succede in bilancio?

  • Dal punto di vista finanziario: entrata di cassa di 100.000.
  • Dal punto di vista patrimoniale: ho un debito vs la banca ma anche un incremento delle disponibilità liquide.
  • Dal punto di vista reddituale: non sono né più ricco né più povero perché ai soldi ricevuti corrisponde comunque la formazione di un debito. A livello di CE che misura l’utile o la perdita d’esercizio non succede nulla. In CE succederà qualcosa quando su quel prestito dovrò pagare degli interessi perché quegli interessi rappresentano il costo del finanziamento. Se quei soldi fossero prestati gratis, nel mio CE non succederebbe assolutamente nulla neanche al momento della restituzione. Al momento della restituzione infatti avrei:
    • Dal punto di vista finanziario: flusso di cassa per 100000 euro.
    • Da un punto di vista patrimoniale: estinzione del debito + diminuzione delle disponibilità liquide.
    • Da un punto di vista reddituale: nulla dato che non ci sarebbe il costo del finanziamento.

NB. Tutti e 3 gli schemi sono obbligatori sia da un punto di vista dei principi contabili IAS/IFRS sia dal bilancio redatto con le regole del codice civile. Quindi gli steps da seguire:

  • Si analizza ciò che succede durante l’anno da un punto di vista finanziario ed economico.
  • Si chiude con la fotografia al 31/12 (SP) in cui si possono trovare le attività/passività che si avevano l’inizio dell’anno (molto difficile rimanga completamente invariato). Per esempio considerando le immobilizzazioni immateriali/materiali è necessario considerare l’ammortamento nella fotografia finale il valore del bene sarà più basso.

Se l’ho pagato 100 e prevedo di utilizzarlo per 10 anni in CE si rileva una quota di ammortamento di 10 e in SP alla fine del primo anno si trova al valore di 90 e poi via di seguito fino ad arrivare a 0.

Il valore delle disponibilità liquide a fine anno è pari a = cassa al tempo t0 +/- i flussi di cassa che si sono generati durante l’anno e misurati tramite il rendiconto finanziario.

L’altro elemento fondamentale è che il patrimonio netto di fine anno è ovviamente uguale alla differenza tra attività e passività ma allo stesso tempo il patrimonio netto a fine anno è uguale al patrimonio netto iniziale +/- il risultato di CE (l’utile o la perdita di fine es.)

Al bilancio d’esercizio si parte dal basso: in realtà prima di arrivare a delle operazioni di finanziamento, di vendita, di acquisto etc. dovrebbero essere associati dei documenti contabili (fatture di acquisto/di vendita ricevute fiscali). Dalle operazioni si passa poi alle rilevazioni contabili che si riflettono in una serie di libri (libri di cespiti ammortizzabili, libro IVA, libro mastro e libro giornale). Questo sistema contabile si basa sul c.d sistema della partita doppia prevede che ogni operazione debba essere rilevata su due punti di vista (AVERE sinistra; DARE a destra).

Il sistema contabile, improntato alla rilevazione del reddito e utilizzante il metodo della partita doppia, si fonda sulla distinzione fra variazioni numerarie e variazioni economiche. Le prime sono anche dette variazioni originarie, mentre le seconde sono anche denominate variazioni derivate in quanto esprimono la causa o la giustificazione logica delle prime. Nel momento in cui alle variazioni numerarie non si contrappongono variazioni numerarie di segno opposto, la contropartita è rappresentata da variazioni economiche di capitale e/o da variazioni economiche di reddito. Le scritture contabili si distinguono altresì in relazione al momento in cui vengono rilevate. Si parla in tal senso di scritture di esercizio, di scritture di fine esercizio e di scritture di riapertura. Le scritture di fine esercizio si distinguono in: scritture di assestamento, distinte in scritture di integrazione e scritture di rettifica, e in scritture di chiusura.

Esempi di scritture di esercizio

  • Inerente l’acquisto e la vendita di merci, quali fattori produttivi a breve ciclo di utilizzo (prescindendo dalla considerazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) sugli acquisti e sulle vendite).
  • Inerente l’acquisto e la vendita con pagamento non contestuale di terreni, quali fattori produttivi a lungo ciclo di utilizzo (prescindendo dalla considerazione dell’IVA sugli acquisti e sulle vendite).

Il libro giornale prevede sempre una registrazione doppia dell’operazione in DARE e AVERE. Questo permette di accorgersi già da subito di eventuali errori.

Relazione finanziaria annuale

Esempio di reportistica finanziaria del gruppo Fiat 2013

Prima del bilancio vero e proprio si trovano informazioni di governance relative agli organi di controllo; e lettere dell’AD e del presidente dove si evidenziano i principali avvenimenti dell’esercizio.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia9699 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggio dei Bilanci e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Stacchezzini Riccardo.
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