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Linguaggio dei bilanci

Prof. Riccardo Stacchezzini e Prof.ssa Alice Francesca Sproviero

2022/2023

Programma del corso

  • Bilancio d’impresa e performance economico-finanziarie
    • Il potenziale informativo ritraibile dalla lettura del bilancio
    • I principali indicatori di performance economico-finanziaria
    • Dal bilancio di esercizio al bilancio consolidato: le performance di gruppo
  • La reportistica di sostenibilità e la reportistica integrata
    • I principali strumenti di social accounting
    • Il bilancio di sostenibilità
    • Verso la reportistica integrata d’impresa: l’integrated report
  • Informativa agli stakeholder e corporate governance
    • Dall’origine dell’informativa societaria alla sua divulgazione
    • Le principali caratteristiche degli asset di corporate governance
    • La reportistica inerente la governance d’impresa
    • Il governo dell’informativa societaria
  • Analisi critica della disclosure aziendale
    • La qualità della disclosure
    • Strategie di legittimazione e impression management

Lezione 1° - 20/2: L’evoluzione del corporate reporting

Negli anni ’60 i bilanci erano solo schemi di stato patrimoniale e conto economico. I valori non erano spiegati.

Negli anni ’80, ai financial statements (schemi), si aggiunge l’ingranaggio del management commentary (la relazione sulla gestione). Parte del bilancio che precede gli schemi e che serve per introdurre al lettore la situazione economico-finanziaria dell’impresa (tipo di impresa, in quale settore opera, contesto di mercato).

Inoltre, nella relazione sulla gestione vengono sintetizzati e spiegati i principali valori che poi si trovano negli schemi. Ad esempio, vengono descritti gli investimenti, eventuali operazioni di acquisizioni, espansioni su nuovi mercati, evoluzione del risultato operativo. Si spiegano i valori che poi si trovano a valore di schemi.

Negli anni ’80 assistiamo ai primi esperimenti in tema di bilancio ambientale (environmental reporting) e di informativa sulla governance e sulle politiche di remunerazione (governance and remuneration).

A quel tempo solo le aziende più illuminate facevano un bilancio di sostenibilità anche perché non erano stati emanati dei principi specifici sulla redazione di questo bilancio. Ad oggi, invece, tutte lo fanno, perché una volta la cultura era molto diversa. Allo stesso modo anche l’informativa di governance non era molto disciplinata.

Negli anni 2000 gli ingranaggi precedenti si ampliano. Si inizia a parlare di sustainability reporting. Prima era focalizzato solo all’impatto ambientale. Con sustainability si includono anche gli impatti sociali, le relazioni che un’impresa ha con i propri stakeholders, sulle comunità locali. Il concetto di sostenibilità si arricchisce.

Gli ingranaggi, inoltre, sono diventati più grossi. Nel 2000 si hanno molti riferimenti per redigere tutte queste tipologie di report. Per quanto riguarda il redigere l’informativa sulla governance e sulla remunerazione, in Italia, c’è il codice di autodisciplina. E in tema di bilancio di sostenibilità abbiamo nel mondo diversi organismi che si occupano di definire come va predisposto un bilancio di sostenibilità. In inglese questi organismi li chiamiamo “standard setter”.

Standard Setter: In Italia lo standard setter principale in tema di bilancio di sostenibilità è il GRI (Global Reporting Initiative). Ha l’obiettivo di spiegare quali sono i principi guida in base ai quali predisporre un bilancio di sostenibilità. In Europa è il più importante ma non è l’unico organismo. C’è una sorta di competizione. Negli USA c’è un altro organismo che ha lo stesso obiettivo.

Gli standard sono sempre più articolati e redigere quei report di sostenibilità è sempre più difficile. Gli standard setter sono diventati sempre più esigenti a livello di bilancio ambientale.

Integrated reporting

I documenti di corporate reporting sono molto corposi che nessuno legge.

  • Si cerca, quindi, qualcosa di più fruibile. La soluzione immaginata nel 2011 è una soluzione nella quale al centro di questa informativa il cosiddetto “bilancio integrato”. Ha l’obiettivo di produrre un documento in grado di sintetizzare le informazioni più rilevanti contenute negli altri documenti. Documento sintetico che raccoglie le info più importanti degli altri documenti.
  • L’integrated report è un documento che combina informazioni sia di carattere finanziario, sia di sostenibilità, ma anche informazioni di governance, quindi non finanziarie.
  • La cosa più difficile nel produrre questo documento è selezionare le informazioni e sintetizzarle in poche pagine.

Ad oggi, non è sufficiente dimostrare la propria sostenibilità finanziaria ma bisogna dimostrare la propria sostenibilità sociale. Bisogna combinare queste due tipo di informazioni in un documento conciso e rilevante.

Reportistica strutturata e istituzionalizzata

Bilancio di esercizio e bilancio consolidato

L’impresa di grandi dimensioni, oltre a redigere il proprio bilancio di esercizio, deve redigere anche il bilancio consolidato (ovvero il bilancio di gruppo). Con l’aumentare delle dimensioni aziendali, quasi tutte le imprese tendono ad organizzarsi con la forma “a gruppo”: non sviluppano direttamente tutte le attività ma lo fanno attraverso una serie di imprese controllate, ovvero di imprese delle quali possiedono delle partecipazioni azionarie (detenendo una percentuale di quote che permette di esercitare il controllo).

Insieme alla relazione degli amministratori, relazione del revisore e relazione del collegio sindacale formano il “Rapporto annuale” o Annual report, o fascicolo di bilancio. Rapporto annuale di carattere finanziario.

Peraltro, le società quotate hanno l’obbligo di redigere anche le relazioni trimestrali e semestrali, per effetto dell’esigenza di informare gli investitori in modo più frequente.

Reporting di sostenibilità

Per alcune imprese è già obbligatorio e sono le imprese quotate di grandi dimensioni. Per altre è ancora un documento volontario. Devono anche pubblicare un documento Dichiarazione Non Finanziaria (D.N.F.). Ci sono anche imprese che redigono il bilancio di sostenibilità in forma volontaria.

Codice etico

Spiega come l’azienda opera nel rispetto di norme etiche, salvaguardando la salute degli stakeholders, clienti, dipendenti, animali, ecc.

Relazione di corporate governance

La corporate governance di un’azienda è il sistema di regole e di procedure attraverso le quali un’azienda viene governata e diretta. Una relazione di Corporate Governance spiega qual è l’assetto societario dell’azienda (chi possiede le azioni di quell’azienda, un unico imprenditore, un fondo, tanti piccoli investitori, chi ha il controllo dell’azienda, da chi è composto il consiglio di amministrazione, quali sono le deleghe operative che questi amministratori hanno, gli amministratori sono soci o sono amministratori indipendenti, in che modo il consiglio di amministrazione si rapporta con il manager dell’azienda). Vengono descritte anche le politiche di remunerazione. Si spiega in che modo vengono remunerati gli amministratori e i manager. Fissa o correlata ai risultati?

Integrated report

Le imprese in Sudafrica (estrazione di gioielli) sono obbligate all’integrated report. I dipendenti di queste imprese possono essere esposti a rischi significativi. Gli impatti ambientali e sociali sono avvertiti in modo rilevante, quindi le imprese registrate a Johannesburg sono obbligate all’integrated report. In altri paesi è volontario. Talvolta questo documento va a sostituire la tradizionale relazione degli amministratori. Mentre un tempo la relazione sulla gestione era un documento puro, che conteneva solo info economico-finanziarie, adesso troviamo relazioni sulla gestione “ibride” perché contengono sia info finanziarie, sia info sulla sostenibilità. Questi documenti sono bilanci integrati.

Altri strumenti di comunicazione istituzionale

  • Comunicati price sensitive: comunicati che le imprese quotate sono obbligate a pubblicare perché contengono informazioni in grado di alterare le scelte degli investitori. Contiene informazioni che potrebbero cambiare la valorizzazione in borsa di quella società. [Calciatori della Juve che rinunciano allo stipendio hanno fatto alzare il valore delle azioni]
  • Lettera agli stakeholder: firmate dall’amministratore delegato per sintetizzare le principali iniziative poste in essere. Può avere cadenza annuale o in corrispondenza di eventi straordinari.
  • Roadshow presso investitori istituzionali: momenti di incontro in cui l’azienda incontra gli investitori e sintetizza le proprie performance di bilancio, con cadenza semestrale o annuale.

Alcune recenti iniziative a livello europeo e internazionale in tema di corporate reporting

  • Persino chi solitamente si occupa soltanto di principi contabili da bilancio finanziario si è avvicinato nel mondo del sustainability reporting. La IFRS Foundation (principi contabili internazionali per redigere il bilancio finanziario). Fino al 2020 aveva un unico obiettivo, produrre i principi dedicati solamente all’informativa finanziaria. A fine 2020 pubblica un documento sul reporting di sostenibilità e al suo interno costituisce un organo dedicato agli standard di rendicontazione sostenibile.
  • Questo ha scatenato numerose iniziative e anche molte critiche, soprattutto chi si occupa di sostenibilità da sempre ha criticato che lo IASB di sostenibilità sapesse niente, viene criticato il fatto che non abbiano le competenze. Questo ha fatto sì che altri organismi che già si occupavano di sostenibilità abbiano deciso di collaborare.
  • La IIRC si è fusa con il SASB (organismo americano dedicato allo standard di rendicontazione sostenibile).
  • Addirittura il GRI e il SASB che sono due competitor preparano insieme una guida pratica sulla sustainability reporting. Di fronte alla minaccia della fondazione IFRS si alleano.

A livello di Unione Europea

  • L’Unione Europea è molto avanti degli USA in relazione al reporting di sostenibilità. Già dal 2016, seppur solo per le imprese quotate più grandi in Europa quelle imprese devono redigere quella che prima era etichettata come “dichiarazione non finanziaria”.
  • Nel dicembre 2022 ha pubblicato una nuova direttiva sul reporting di sostenibilità, prevedendo un’estensione dell’ambito di applicazione della direttiva. Non più solo le grandi quotate, anche le quotate più piccole, anche le grandi imprese anche se non quotate.
  • Scelta molto forte: ha deciso di produrre internamente i propri standard di rendicontazione sostenibile. In precedenza un’impresa europea predisponeva il proprio report sulla base degli standard GRI.
  • Efrag: European Sustainability Reporting Standards (ESRS)

Molti enti internazionali, un po' contrastandosi e un po' collaborando, stanno definendo il futuro del reporting. Ci sono due macro-modi di intendere l’informativa di sostenibilità, per stabilire il futuro dell’informativa:

  1. Visione americana: visione che continua ad enfatizzare l’informativa di carattere finanziario. Secondo questa impostazione un’impresa è chiamata a fornire info di tipo ambientale e sociale solo se queste info hanno rilievo per capire quanto vale l’impresa da un punto di vista finanziario. L’info di impatto ambientale viene data soltanto se quell’impatto è rilevante per l’aspetto finanziario dell’impresa (valore di borsa).
  2. Visione europea: le info di impatto sociale e ambientale sono rilevanti a prescindere, anche se non dovessero impattare sul valore di borsa delle azioni.

Lezione 2° - 21/2: I fondamenti del bilancio di esercizio

Schemi di bilancio

  • Stato patrimoniale: rappresenta una fotografia di un certo istante che solitamente è il 31/12. Le società calcistiche e vinicole il 30/6. Società non quotate devono redigerlo una volta l’anno e le società quotate due o quattro volte l’anno.
  • Rendiconto finanziario: ragiona sui flussi di entrata o uscita di cassa.
  • Conto economico: ragiona in termini di costi e ricavi. Un costo non è sempre uguale ad un’uscita di cassa e un ricavo non è sempre uguale ad un’entrata di cassa.

Attività: Fattori produttivi a disposizione dell’azienda per svolgere la propria attività. Fattori materiali, immateriali o finanziari.

  • Tra gli strumenti finanziari ci sono anche le partecipazioni possedute in altre imprese.
  • Le rimanenze di magazzino possono essere materie prime, semilavorati o prodotti finiti.
  • Le immobilizzazioni materiali sono fattori produttivi che si utilizzano per più anni, i terreni, i fabbricati, gli impianti, i macchinari, le attrezzature, i mobili, gli arredi, i computer.
  • Le immobilizzazioni immateriali sono, invece, i brevetti, i marchi, le licenze (diritto di utilizzare dei marchi altrui), i software. I marchi generati internamente sono valorizzati a valore più basso rispetto ai marchi acquisiti.

Passività: sono gli impegni che l’impresa ha verso terzi (fornitori, banche, fisco, dipendenti). Tra le passività troviamo debiti verso fornitori, debiti finanziari (mutui passivi) e fondi spese e rischi futuri. Quest’ultimi rispetto ai debiti hanno qualche elemento di incertezza con riguardo a uno o più dei tre profili (se, quanto, quando).

Esempio: Qualche anno fa è scoppiato il “Diesel Gate” di Volkswagen, hanno dichiarato emissioni più bassi di quelle effettive. Volkswagen non sapeva a fine anno quanto avrebbe dovuto pagare. In questa situazione di incertezza ha accantonato 5 miliardi di dollari in fondi spese e rischi futuri.

Patrimonio netto: dev’essere sempre positivo perché se non lo fosse l’azienda si troverebbe in una situazione in cui i soci devono effettuare un aumento di capitale per ripristinare la situazione. Il patrimonio netto non è tangibile, è un valore contabile. È un differenziale tra attività e passività. Ed è costituito dal patrimonio sociale che identifica il valore nominale delle azioni o delle quote, nel caso siano società di persone, sottoscritte dai soci.

Il patrimonio netto può aumentare nel momento in cui l’azienda genera valore e consegue un utile. I soci vorrebbero riceverlo sotto forma di dividendi ma l’azienda lo raccoglie sotto le riserve. Le riserve sono sempre un valore contabile, non tangibile.

Dinamica finanziaria

Possiamo analizzare quello che succede in un periodo in termini di flussi di cassa, ovvero sull’insieme delle entrate e delle uscite di cassa che si manifestano in un certo periodo.

  • Entrate di cassa
  • Uscite di cassa

Dinamica economica

Esempio: vendo un motorino ma non ricevo subito il corrispettivo in denaro del motorino. Si avrà quindi un conto finanziario che ancora non rileva l’entrata di cassa e un conto economico che rileva il ricavo quando vendo il prodotto (anche se non sono ancora stato pagato).

Non c’è sempre coincidenza tra il flusso di cassa e il componente reddituale. A volte si tratta solo di uno sfasamento temporale.

Esempio: nel caso delle immobilizzazioni materiali. Quando acquistiamo un bene strumentale non rileviamo in conto economico il costo d’acquisto, se il bene viene utilizzato per più anni. A fine anno si rileva la quota di ammortamento. Se il macchinario prevedo di utilizzarlo per 10 anni divido il costo d’acquisto per 10.

Competenza economica

Problema di attribuzione dei ricavi e dei costi, e conseguentemente di un risultato, all’esercizio. “Competenza economica” dei ricavi e dei costi.

N.B. non tutti i ricavi e i costi derivano da transazione con terzi essendo invece il frutto di “valutazioni di bilancio” compiute al termine dell’esercizio.

La dinamica economica di esercizio: i componenti positivi e negativi di reddito

Abbiamo i costi di acquisto e di produzione: quando compriamo beni merce (materie prime). Ma, nel momento in cui compriamo una immobilizzazione in conto economico va rilevata la quota di ammortamento.

Per i beni merce dobbiamo rilevare le rimanenze iniziali (costo) e finali (ricavo). Per i beni strumentali, oltre alle quote di ammortamento, potremmo dover rilevare delle svalutazioni. Se invece ripariamo dei macchinari e quindi ripristiniamo il valore originario, andiamo a rilevare una rivalutazione.

Nel caso in cui l’immobilizzazione, materiale o immateriale, dovesse essere ceduta non possiamo rilevare il ricavo di vendita, ma dobbiamo rilevare l’eventuale plusvalenza o minusvalenza da cessione.

In Conto Economico trovo anche interessi passivi tra i costi e interessi attivi e dividendi incassati tra i ricavi. Molto spesso c’è una corrispondenza tra valori economici e flussi di cassa.

Operazione finanziaria

Se ottengo un finanziamento da una banca di 100.000, cosa succede in bilancio?

  • Sotto un profilo finanziario rilevo un’entrata di cassa di 100.000;
  • Sotto un profilo patrimoniale rilevo un debito verso la banca ma contemporaneamente un aumento delle disponibilità liquide;
  • Sotto un profilo economico non succede nulla. Succederà qualcosa in conto economico quando sui soldi prestati dovrò pagare gli interessi poiché rappresentano il costo del finanziamento.

La derivazione contabile dei valori di Stato Patrimoniale e Conto economico: la partita doppia

Il sistema contabile, improntato alla rilevazione del reddito e utilizzante il metodo della partita doppia, si fonda sulla distinzione fra variazioni numerarie e variazioni economiche. Le prime sono anche dette variazioni originarie, mentre le seconde sono anche denominate variazioni derivate in quanto esprimono la causa.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gslaviero98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguaggio dei Bilanci e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Stacchezzini Riccardo.
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