LINGUA LATINA MONOGRAFICO 9/02/2026
VALERIO MASSIMO
Non abbiamo nessuna informazione di questo autore da altre fonti. Tutto quello che si può dire si
può ricostruire con la lettura dell’opera: ciò è rischioso perché bisogna cercare di rendere espliciti
dei dati basandoci su informazioni implicite.
-dedica la sua opera a Tiberio (al potere dal 14-37dc, ci aiuta a circoscrivere il periodo di scrittura
dell’opera)
-ebbe tra le sue amicizie sesto Pompeo, che era anche patrono di Ovidio. A metà degli anni ‘20
del I sec d.C sesto Pompeo diventa proconsole e viene inviato in Asia per amministrare la regione,
probabilmente Valerio massimo lo ha accompagnato.
-ha visitato Atene
-ci dice di essere di umili origini, dunque nonostante il nome a quanto pare non faceva parte della
gens Valeria
-allo stesso tempo le sue origini non devono essere troppo umili perché si esprime con un latino
elaborato, ciò presuppone che abbia studiato, cosa non da tutti all’epoca. Nel sistema scolastico
c’erano tre livelli: uno di base per leggere e scrivere, la scuola di grammatico e infine la scuola di
retorica, destinata solo all’élite (sappiamo che anche Agostino fece fatica a raggiungere questo
livello).
-abbiamo una sola opera: factorum et dictorum memorabilium—> 9 libri suddivisi in capitoli con
una serie di esempi: il primo nucleo di esempi sono romani, il secondo sono in primis dalla Grecia
ma anche dal medio oriente. 11/02/2026
Factorum et dictorum memorabilium
Di Valerio massimo abbiamo solo quest’opera.
È formata da 9 libri: ognuno dei quali è composto da un esempio, prima provenienti dalla storia di
Roma, poi esempi non romani (come dalla Grecia, dal medio oriente…).
Sono tendenzialmente dei fatti storici, Valerio massimo legge opere storiografiche da cui ricava
degli esempi, che utilizza per illustrare il mos maiorum.
Nella prefazione dice che l’opera ha uno scopo utilitaristico: lui ha ricavato degli elementi che ha
riorganizzato, cosi da evitare che lo debba fare il lettore.
-Primi 8 libri: parlano dei valori positivi, virtutes, come ci si deve comportare
-Libro 9: parla dei disvalori, come non ci si deve comportare
Ogni capitolo è riferito ad un valore o disvalore, ha una breve introduzione, poi fa parlare i fatti. Gli
esempi inizialmente sono presi dalla storia romana, nella seconda metà provengono dalla storia
greca e medio oriente, anche se prevalgono quelli latini (636) rispetto a quelli esteri (320).
L’opera è dedicata a Tiberio (principato 14-37 d.C), tre punti sono utili per capire quando è stata
composta:
1. Primo esempio—> libro secondo, capitolo 6: Valerio massimo parla di un “incidente” che si
verifica in un’isola greca durante un viaggio in Asia, protagonista del viaggio è sesto Pompeo,
sembrerebbe che Valerio è con lui (a sesto Pompeo console era stata assegnata la provincia
dell’Asia). In questo caso l’opera è stata scritta dopo il 25/26 d.C: questo è un terminus post
quem: il libro secondo è stato scritto dopo questo avvenimento.
2. Secondo esempio—> sesto libro, prefazione: c’è un riferimento a Livia, moglie di Augusto, parla
di lei come se fosse ancora viva, perciò possiamo dedurre che il libro sesto è stato terminato
prima del 29 d.C questo è un terminus ante quem.
3. Terzo esempio—> libro nono: Valerio massimo si scaglia contro un personaggio che ha tramato
contro l’imperatore, ma poi è stato scoperto ed ucciso. Dalle fonti sappiamo che Seiano
nell’ottobre del 31 d.C viene ucciso in seguito ad un tentativo di congiura, questo è un
terminus post quem probabilmente Valerio massimo ha scritto l’opera progressivamente,
quando sta scrivendo il nono è gia avvenuta l’uccisione di Seiano.
Quest’opera è stata scritta nella seconda metà del principato di Tiberio.
Valerio massimo estrapola degli esempi, per utilizzarli in chiave morale, si connota come un
sostenitore dei valori e della religione tradizionale e come un personaggio che, dal punto di vista
politico, è conservatore, anche se elogia il nuovo ordine (il principato).
Per certi versi è filo-senatoriale ma accetta l’avvento del princeps.
STILE: non è né semplice né difficile, stile accostato a quello di Livio e cicerone, mette in evidenza
un certo livello di elaborazione retorica, stile non banale, è attento alla scelta delle parole.
Non è uno storico, utilizza fonti storiografiche, spesso pero cade in errori, perché il suo scopo è
quello di parlare del mos maiorum tramite quelle fonti.
Il capitolo 9.6 si occupa della perfidia: questo termine è un falso amico, è la tendenza a non
rispettare la parola data. È un disvalore individuale, una sola persona si macchia di perfidia.
CAPITOLO 9.7 VIOLENZA E SEDIZIONE
Esse sono generate da un comportamento collettivo, è il popolo che li commette. Sono un venir
meno alle regole della comunità.
Questo capitolo è strutturato diversamente: solitamente c’era la prefazione, primo blocco con
esempi provenienti dal mondo romano e secondo blocco con esempi dai popoli stranieri.
Nel settimo c’è una breve introduzione, ci sono due blocchi di esempi che rispondono ad una
logica diversa: ci sono atti di sedizione compiuti in ambito civile (primo blocco) e compiuti in
ambito militare—> la differenza è nel contesto (scelta fatta dall’autore stesso), sono tutti esempi
romani, perché, secondo Valerio Massimo, questi due elementi sono centrali nella storia del
declino della repubblica di Roma; l’ultimo periodo della repubblica è particolarmente
caratterizzato da episodi di violenza e sedizione. Valerio massimo si concentra sulle guerre civili,
in particolare quella tra Mario e Silla—> stato repubblicano inizia ad implodere.
Lo stato romano inizia a denotarsi di leggi.
Nel capitolo iniziale, inoltre, introduce argomento ed esempio—> fatto eccezionale.
9.7 LUCIO EQUIZIO
Protagonista del primo episodio è il POPOLO, che assume una sfumatura negativa, difatti esso
sovverte una decisione del console Gaio Mario (autorità legittima), che aveva fatto imprigionare
Lucio Equizio per aver violato le leggi sulla candidatura politica. Il popolo irrompe nel carcere e tira
fuori Lucio Equizio, portandolo in giro per la città sopra le spalle e festeggiandolo—> per Valerio
Massimo questo avvenimento è un esempio che si riferisce alla vita civile e che ha come
protagonista la collettività, perciò è classificabile come modello di violenza e di sedizione.
Lucio Equizio—> è stato tribuno della plebe, aveva grandi poteri. Non era veramente figlio di
Tiberio Gracco, si faceva passare per suo figlio solo per farsi vedere come continuatore della sua
politica.
1 colpa—> si spaccia per il figlio di Tiberio Gracco
2 colpa—> si candida contro le leggi (petere+accusativo della carica: tribunatum).
Nella prima repubblica per candidarsi bisognava avere certi requisiti: il cursus honorum
regolamentava l’accesso alle cariche, era progressivo.
Lucio Equizio assieme a Lucio saturinino si candidano al tribunato per l’anno 99 a.C, ma le
elezioni si svolgono nel 100 a.C, quando era console Gaio Mario, che stava esercitando il suo
consolato per la sesta volta.
Gaio Mario intercetta azioni illegali, esercita legittimamente il suo potere mandando Lucio Equizio
in prigione. Il popolo irrompe, perché vedeva il suo arresto in chiave politica—> ribellione contro
chi ha diritto di esercitare il potere.
TRADUZIONE: Ma affinché vengano riportati gli atti di violenza e di sedizione sia con la toga, sia
con le armi, il popolo, dopo aver divelto le sbarre della prigione, avendolo rapito, portò sulle spalle
con il massimo dell’entusiasmo Lucio Equizio, che si spacciava figlio di Tiberio Gracco, e si
candidava al tribunato, contro le leggi insieme a Lucio Saturnino, il quale era stato messo sotto
custodia pubblica da Gaio Mario, che allora svolgeva il suo sesto consolato.
STRUTTURA:
Popolus portavit Lucium Equitium—> principale
ut referantur—> finale
Facta—> nominativo neutro plurale
Adversus—> avverbio
Alacritatem—> accusativo femminile singolare da “alacritas,alacritatis”
qui simulabat, que petebat—> relativo coordinate
A C. Mario gerente—> ablativo assoluto, valore temporale
claustris carceris convuolsis—> ablativo assoluto, valore temporale/causale
VERBI:
Referantur= congiuntivo presente, 3a plurale. Refero, ers, tuli, latum, ferre
Simulabat= indicativo imperfetto, 3a singolare. Simulo, as, avi, atum, are
Petebat= indicativo imperfetto, 3a singolare. Peto, is, ii, itum, pĕtĕre
Gerente= participio presente, ablativo maschile singolare, ablativo assoluto . Gero, is, ssi, stum,
gerere
Ductum= participio perfetto, accusativo maschile singolare, participio congiunto (riferito a L.
Equitium). Duco, is, xi, ductum, ducere
Convolsis= participio perfetto, ablativo neutro plurale, ablativo assoluto. Convello, convellis,
convelli, convulsum, convellĕre
Raptum= participio perfetto, accusativo maschile singolare, participio congiunto (riferito a L.
Equitium). răpĭo, răpis, rapui, raptum, răpĕre
Portavit= indicativo perfetto, 3a singolare. Porto, as, avi, atum, are
PAROLE CHIAVI: prima riga “violentiae”, “seditionis”, seconda riga i due ambiti in cui si esercitano:
“togatae”, “armatae” e “facta”—> racconta i fatti storici provenienti da fonti valide. Quarta riga
“populus” nonché soggetto del periodo. 12/02/2026
9.7.3 NUNNIO
Protagonista è Nunnio, ci troviamo nel 99 a.C. Valerio massimo parla di fenomeni di violenza che
conducono ad uno spargimento di sangue. Questo periodo tra I e II sec a.c è caratterizzato da
una serie di scontri, l’equilibrio tra le varie parti di Roma è in declino, si verificherà la guerra sociale
e quella civile—> periodo violento.
Il popolo deve scegliere tribuni della plebe, si svolgono le elezioni, assegnano 9 posti, ne
resta uno libero con due concorrenti: saturnino e Nunnio, nonché vittima di questo episodio.
Mentre stanno conteggiando, il popolo uccide Nunnio: cittadino integerrimo secondo Valerio
Massimo; resta solo Saturnino, per Valerio massimo persona sgradevole. Tutto ciò viene deciso
con la violenza, a vantaggio di un personaggio negativo. Protagonista è il popolo—> agisce
contro le leggi.
Questo avvenimento è cruento perchè si verifica spargimento di sangue (sanguis: sangue che
circola nelle vene o quello che viene sparso; cruor: sostantivo usato solo per il sangue versato).
Nunnio è la vittima, il suo praenomen è incerto, sappiamo solo che viene ucciso in seguito al
tentativo di essere eletto per la carica di tribuno della plebe.
La competizione elettorale prevedeva di eleggerne 10, l’elezione richiedeva tempo perchè la gente
desse il proprio voto sulla base delle suddivisioni in tribù. Il sistema elettorale dà tempo ai complici
di Saturnino di eliminare l’avversario.
TRADUZIONE: quella sedizione fu solo insana, questa anche cruenta. Il popolo, infatti, essendo
già stati eletti 9 tribuni e rimanendo un solo posto per due candidati, dapprima cacciò con la
violenza in una casa (privata) Nunnio, rivale di Saturnino, poi, avendolo trascinato fuori, lo uccise,
affinché ad un uomo assolutamente detestabile fosse data l’opportunità di ottenere il potere
attraverso l’omicidio di un cittadino integerrimo.
ANALISI:
Haec…illa—> contrapposizione tra l’episodio precedente a quello che si accinge a raccontare.
Cruenta—> sostantivo usato solo nei casi più gravi quando viene versato del sangue
Vaesana—> idea di pazzia, irrazionalità
Prima frase—> nominale, ellissi del verbo essere
Creatis tribunis—> ablativo assoluto
Candidatis restante—> ablativo assoluto
Vi—> ablativo femminile singolare di “vis”
Prius—> avverbio
Aedes—> sostantivo 3 declinazione, al singolare “tempio”, al plurale “casa” è un accusativo plurale
di moto a luogo ma lo traduciamo al singolare.
Caede—> uccisione violenta.
Populus conpulit Nunnium—> principale
Ut daretur—> finale
Contrapposizione tra qualità dei duo personaggi tramite aggettivi superlativi—> colui che viene
ucciso: integerrimi (cittadino integro moralmente); il mandante: taeterrimo (qualcosa di
ripugnante, una persona ignobile).
Tantùmmodo—> accento sulla u per la legge della penultima
Integerrimi—> Genitivo maschile singolare, superlativo assoluto di integer, attributo di civis
Taeterrimo—> dativo maschile singolare, superlativo assoluto di taeter, attributo di homini
Adipiscendae—> gerundivo concordato con potestatis.
VERBI:
Creatis= participio perfetto, ablativo maschile plurale, ablativo assoluto (temporale). Creo, as, avi,
atum, are
Restante= participio presente, ablativo maschile singolare, ablativo assoluto. resto, restas, restiti,
restāre
Compulit= indicativo perfetto, 3a singolare. compello, compellis, compuli, compulsum,
compellĕre
Extractum= participio perfetto, accusativo maschile singolare, participio congiunto (riferito a
Nunnium). extrăho, extrăhis, extraxi, extractum, extrăhĕ re
Interemit= indicativo perfetto, 3a singolare. intĕrĭmo, intĕrĭmis, interemi, interemptum,
intĕrĭmĕre
Adipiscendae= verbo incoativo e deponente, gerundivo concordato con potestatis, genitivo
singolare femminile. ădĭpiscor, ădĭpiscĕris, adeptus sum, ădĭpiscĕre
Daretur= congiuntivo imperfetto, 3a singolare. do, das, dedi, datum, dāre
9.7.4 SEMPRONIO ASELLIONE
Siamo nell’89 a.C, nel mentre è avvenuta la guerra sociale, periodo di scontri, massacri…
La guerra oltre a causare morti e violenze porta anche a problemi economici, dopo guerra
sociale—> crisi finanziaria, crollo del credito, valore moneta scende, ciò mette in difficoltà il
rapporto tra creditori e debitori. episodio di violenza contro un pretore, Sempronio Asellione,
mentre sta facendo il suo dovere, viene fatto a pezzi da coloro che supportavano la causa dei
creditori, Sempronio sta dalla parte dei debitori.
TRADUZIONE: una sollevazione dei creditori si infiammò anche contro la vita del pretore urbano
Sempronio Asellione, in modo intollerabile; (delle persone) sobillate dal tribuno della plebe Lucio
Cassio, fecero a pezzi quello, vestito con la toga praetexta, poichè aveva assunto la difesa dei
debitori; mentre stava facendo un sacrificio davanti al tempio della concordia, dopo averlo costretto
a fuggire dallo stesso altare, fuori dal foro, mentre si nascondeva in una piccola bottega
(tabernula).
ANALISI:
quoque—> segna passaggio tra due situazioni, idea di continuità.
Creditorum—> concentr l’attenzione su questa prima parola. sono un gruppo aristocratico ristretto
dominante, in conflitto con i debitori (numerosi e meno potenti).
consternatio—> lessico specifico della seditio, é un suo sinonimo= tumulto, sollevazione di
persone.
Intolerabili—> Valerio Massimo esprime suo parere: é intollerabile.
Quia susceperat—> causale
Quem—> nesso relativo che riprende sempronio, si traduce come un dimostrativo.
Complemento oggetto del v. discerpserunt
discerpserunt= fare a pezzi, indica la violenza brutale del gruppo incontrasto con il luogo in cui
avviene
Soggetto non esplicitato—> sono i creditores
A Lucio Cassino—> complemento d’agente
Pro aede concordiae—> ironia tragica
Sacrificium, facientem—> da concordare con quem
Ab ispsis altaribus—> fa capire che stanno compiendo un sacrilegio
Praetextatum—> aggettivo 1a classe; funge da attributo con valore predicativo riferito a
quem. toga con l’ orlo color porpora, veniva indossata in occasioni particolari. Piccolo dettaglio
che indica un gesto particolarmente sacrilego.
VERBI:
Exarsit= indicativo perfetto, 3a singolare. exardesco, exardescis, exarsi, exarsum, exardescĕre
Susceperat= indicativo piuccheperfetto, 3a singolare. suscĭpĭo, suscĭpis, suscepi, susceptum,
suscĭpĕre
Concitati= participio perfetto, nominativo maschile plurale, participio congiunto (riferito al soggetto
collettivo: creditorum). concĭto, concĭtas, concitavi, concitatum, concĭtāre
Facientem= participio presente, accusativo maschile singolare, participio congiunto (riferito a
quem, valore temporale). făcĭo, făcis, feci, factum, făcĕre
Fugere= infinito presente. fŭgĭo, fŭgis, fugi, fugitum, fŭgĕre
Coactum= participio perfetto, accusativo maschile singolare, participio congiunto (riferito a quem).
cōgo, cōgis, coegi, coactum, cōgĕre
Latitantem= participio presente, accusativo maschile singolare, participio congiunto (riferito a
quem, valore temporale). lătĭto, lătĭtas, latitavi, latitatum, lătĭtāre
Discerpserunt= indicativo perfetto, 3a plurale. discerpo, discerpis, discerpsi, discerptum,
discerpĕre 16/02/2026
Seconda parte degli episodi di sedizione—> LA VITA MILITARE
Questa sezione tratta episodi in cui l’esercito, che dovrebbe essere esempio di disciplina, non
rispetta gli ordini. Tutti gli episodi qui riportati risalgono allo stesso periodo storico, quello dei
conflitti civili tra Silla e Mario (anni 80 del I sec aC)
9.7 mil.Rom.1 Gratidio
88 aC, Gratidio è la prima vittima eccellente della guerra civile tra Mario e Silla. primo episodio
riguarda fatto storico con protagonista Gaio Mario, 88 a.C, è un privato cittadino, che non riveste
cariche pubbliche (questo è importante per Valerio), gli viene assegnato l’incarico di condurre la
guerra contro Mitridate (aveva invaso la Bitinia e altri territori sotto impero romano). In un pr
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