UNIVPM, storia economica Lorenzo Contoni
Lezioni Prof. Chiapparino
Cronologia degli eventi
- Tra l’11.000 a. C – 8.000 a. C si assiste alla nascita dell’agricoltura nelle zone subtropicali (rivoluzione neolitica), si ha il passaggio dalla caccia e la raccolta all’allevamento e all’agricoltura. Si verifica in zone come la Mesopotamia, la valle del Nilo, la Cina, l’America centrale e la Nuova Guinea.
- 5000 a. C l’agricoltura si afferma anche nelle zone temperate (es. Europa) ossia in zone più difficili. Si assiste alla sedentarizzazione e alla crescita di produttività [con la caccia e la raccolta in media sono necessari 250 ettari all’anno per sfamare una persona, mentre con l’agricoltura e l’allevamento in media sono necessari 10 ettari].
- 3000 a. C l’agricoltura porta alla sedentarizzazione che di conseguenza porta alla nascita delle città. Ellenismo (poi Roma).
- Nel 2500 a. C si assiste all’età dei metalli.
- Nel 1000 a. C si sviluppano le città.
Anno 0
- Tra il 200 e il 300 d. C si assiste alla crisi dell’Impero Romano che è già una sorta di inizio del medioevo denominato “Tardo medioevo”. Inoltre nel 330 la capitale viene spostata da Roma a Costantinopoli.
- Nel 476 d. C si assiste alla caduta dell’impero romano d’occidente dopo che Romolo Augustolo venne deposto, questo porta alla perdita di conoscenze molte delle quali verranno recuperate solo in seguito con il rinascimento (acquedotti romani che non portavano epidemia, gli altri paesi a questo ci sono arrivati molto dopo).
- Nel 568 d. C si assiste all'invasione longobarda.
- Tra il 632 e il 732 si assiste alla morte di Maometto porta all’espansione araba in seguito alla quale il mediterraneo da centro di civilizzazione si divide in due parti (islamica e cristiana) e diventa centro di civilizzazione. Si assiste ad invasioni e migrazioni. Dal 700 al 1000 si ha l’alto medioevo.
- Nell’800 nasce l’idea di Europa, il 25 dicembre dell’800 Carlo Magno diventa imperatore d’occidente. Il centro della civilizzazione si sposta verso il nord.
- Nel 955 Lechfield (ottoni). Dal 9 al 10 secolo si assiste di nuovo al caos con incursioni in Italia da est (Ungari), dal nord (Vichinghi) e da sud (Arabi).
- Nell’anno 1000 finiscono le invasioni e inizia il basso medioevo in cui si ha relativamente un cambiamento, un momento di pace e crescita.
- Nel 1348 si assiste all’epidemia di peste nera che porta alla morte di 1/3 della popolazione europea (80 milioni). Da questo momento inizia il tardo medioevo.
- Verso fine aprile del 1453 si ha la caduta di Costantinopoli (caduta di Roma che esisteva dal 752 a. C, quindi 2220 anni).
- Nel 1492 c'è la scoperta dell’America e fine del medioevo. In realtà nel 1492 nessuno sapeva ancora dell’esistenza dell’America perché Colombo pensava di essere arrivato in Giappone. Solo nel 1500 Amerigo Vespucci capisce che quello non era il Giappone e dà il nome all’America. Finisce il Medioevo e inizia l'età moderna (chiamata prima età moderna in Inghilterra).
- Nel 1789 si assiste alla rivoluzione francese ed è anche il periodo della rivoluzione industriale, questo fa sì che l’Europa torna ad essere in equilibrio con gli altri paesi, arrivando fino a prevalere (800) anche se questa prevalenza terminerà con le guerre mondiali da cui
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usciranno due nuove potenze: America e Stati Uniti. Dal 1789 inizia l'epoca contemporanea (in Inghilterra è chiamata età moderna).
Sistema economico
A partire dalla fine del 700 si sviluppa l’economia politica classica con figure importanti quali Smith, Ricardo e Marx i quali iniziano a individuare termini e concetti tipici dell’economia. Si inizia a parlare di sistema economico semplificato che è caratterizzato dalla circolarità; si parte dall’idea che dall’incontro tra domanda (consumo) e offerta (di beni e servizi) scaturisca il prezzo.
L’offerta a sua volta deriva da tre settori differenti:
- Settore primario, che riguarda le attività legate allo sfruttamento delle risorse naturali, quali agricoltura, miniere, pesca e allevamento;
- Settore secondario caratterizzato dalle varie attività dell’industria;
- Settore terziario in cui si producono e si offrono servizi.
Ogni settore è frutto al massimo di tre fattori: terra (risorse naturali) la quale dà come remunerazione ai possessori una rendita, lavoro, il quale dà come remunerazione lo stipendio nel caso di un lavoro intellettuale o il salario in caso di lavoro manuale e infine il capitale il quale per colui che lo ha ricevuto comporta il pagamento di un interesse, mentre per chi lo ha prestato dà il profitto. Insieme la rendita, il salario, gli stipendi e il capitale costituiscono il reddito della popolazione attiva, ossia quella parte della popolazione che consuma e produce reddito. L’altra parte della popolazione è costituita dalla popolazione dipendente e dallo Stato i quali percepiscono reddito sotto forma di trasferimenti volontari o coattivi da parte della popolazione attiva.
Il capitale
Il capitale è l’insieme dei beni prodotti dall’uomo ma non consumati e non prodotti per essere consumati ma per produrre meglio altri beni. Prevalentemente nel mondo industriale quando si parla di capitale si fa riferimento ai beni strumentali, mentre nel mondo preindustriale il
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capitale poteva essere rappresentato da anche un granaio, dal bestiame ecc. Infatti da questo si evince che tali concetti funzionano bene nel mondo industriale ma non si adattano perfettamente a quello pre-industriale. Tuttavia, quando si parla di capitale occorre specificare che vi sono diversi tipi di capitale:
- Capitale fisico formato da beni tangibili che possono essere:
- Non riproducibili ossia le risorse naturali;
- Riproducibili i quali si distinguono in capitale fisso, formato da beni che entrano in più cicli produttivi (macchinari) e capitale circolante, formato da beni che si esauriscono a ogni ciclo produttivo (scorte di materie prime, semilavorati). Per quanto riguarda il bestiame, se viene usato come strumento di produzione è da considerare fisso, se è utilizzato per mangiare è da considerare circolante.
- Capitale umano costituito prevalentemente dall’istruzione (è fisso);
- Capitale sociale costituito dalla fiducia e dal prestigio dell’impresa che favorisce il credito nei suoi confronti;
- Capitale finanziario costituito dal denaro e caratterizzato dalla convertibilità ossia dalla possibilità di essere trasformato in un'altra forma di capitale perché si tratta di un fattore generico che tramite lo scambio permette l'acquisto di quasi qualsiasi forma di capitale (eventualmente anche quello sociale).
Il risparmio
Il reddito non si trasforma unicamente in consumi, ma anche in risparmi che sono la base su cui si crea il capitale. La domanda di beni strumentali (capitale) deriva solo dai risparmi, non dalla domanda per consumi. Trasformare risparmi in capitale è un’attività specifica svolta da agenzie o soggetti specifici che formano il sistema finanziario e i quali attraverso un’attività di prestito trasformano il denaro in capitale poiché questo ritornerà maggiorato di interesse. Il reddito non si trasforma automaticamente in capitale perché se il risparmio viene tesorizzato (mantenuto così com’è senza investimenti) la somma risparmiata non subisce incrementi.
Trasferimenti
Tutti i soggetti che non partecipano attivamente al sistema economico percepiscono reddito/denaro tramite trasferimenti. I trasferimenti possono essere ad esempio: il denaro dato dalle famiglie ai figli o le pensioni degli anziani. Occorre quindi distinguere tra popolazione attiva che crea reddito e consuma e popolazione dipendente che unicamente consuma e le istituzioni (Stato/Chiesa). Per quanto riguarda le istituzioni i trasferimenti sono prevalentemente coattivi (es. tasse). Nel mondo preindustriale la Chiesa era oggetto di trasferimenti coattivi e volontari (donazioni).
Lezione n.2 27/09/2023
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Demografia e popolazione europea
Gli anni 1500/1700 per gli anglosassoni vengono chiamati prima età moderna ossia early modern history. Per gli europei, invece, la storia moderna è quella che va dal 1500 al 1700. Poi c’è la rivoluzione francese nel 1789.
Da quante persone sono composte le società?
La Demografia è la scienza della popolazione che studia il numero delle persone che compongono la società e le sue ripartizioni interne. Le persone che compongono una società sono intese come la somma degli individui che costituiscono una società. I dati del passato non sono molto precisi, si arriverà a dati concreti solo intorno al 1800, prima i dati arrivavano prevalentemente dalla Chiesa che teneva i libri delle nascite, del battesimo e del matrimonio tramite i quali si poteva risalire alla popolazione. I livelli di popolazione nel passato rispetto ad oggi sono molto scarsi. Con la registrazione dei parroci riusciamo ad avere delle somme, fatte generalmente nel periodo di Pasqua e esse venivano comunicate al vescovo (autorità provinciale ecclesiastica) per avere un numero di nati, di nuove famiglie e morti. Con la visita della benedizione Pasquale ci si rendeva conto dell’effettiva validità dei dati. I vescovi comunicavano i dati alle autorità centrale. Nella seconda metà del 500 questi strumenti vengono rafforzati con la controriforma. Fino alla rivoluzione francese non esistono i cognomi, a parte per le famiglie nobili, l’unico nome era il patronimico. La gente non conosceva neanche anno e giorno in cui era nato, si festeggiava solo il giorno del proprio onomastico, il nome doveva essere quello di un santo. Non esistevano nomi delle strade. Per localizzare le famiglie era molto difficile.
Esistono nonostante delle stime.
- Dall’anno 0 al III secolo d. C la popolazione europea si aggira intorno ai 40.000 milioni; (anno 0=inizio era volgare).
- In seguito alla crisi del III secolo diminuisce fino a toccare il punto più basso nel 7 secolo.
- Tra metà 700 e 800 avviene la cosiddetta “rinascita carolingia” che porta ad una sorta di pace e unificazione con conseguente leggero aumento della popolazione.
- Dal IX al X secolo si assiste ad invasioni e successivamente nel basso medioevo si ha un continuo crescita fino alla metà del 1300 quando a causa della peste nera si assiste ad una diminuzione della popolazione vertiginosa.
- Nel 1348 la Peste nera porta ad una diminuzione drastica della popolazione. La peste consisteva in un organismo la cui espansione ha avuto origine da una colonia genovese nei pressi del mar Nero, la quale venne assediata dai tartari che portavano la peste dall’est
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(infatti una tecnica durante gli insediamenti era quella di gettare cose o cadaveri infetti nella città insediata per provocare epidemie). Essendo quella una città portuale le cui navi tornavano spesso in Italia a Genova la peste si diffuse: era contenuta nelle pulci che si attaccavano ai topi, topi che erano sempre presenti nelle navi, con conseguenza che i topi morivano e le pulci si attaccavano alle persone che tramite sangue venivano contagiate. La peste nera si diffonde in tutta Europa tranne che in Polonia con una mortalità del 70/80%. Inizialmente era “bubbonica” e veniva trasmessa tramite sangue, successivamente si trasforma in peste “polmonare” la quale si trasmette con la saliva (ciò porta ad un vertiginoso aumento delle morti perché la trasmissione era più facile in particolare nelle Chiese). In particolare, vennero commessi tutta una serie di errori che portarono ad una diffusione maggiore della peste: si pensava che i gatti fossero “diabolici” e venivano uccisi, ciò provocava l’aumento dei topi; inoltre, alla morte delle persone si usavano i vestiti dei morti aumentando la diffusione della peste. La peste finisce in Europa quando rimangono solo coloro che avevano sviluppato difese immunitarie tali da poter sopravvivere a quell’organismo. La peste finisce come diffusione totale ma continuerà a diffondersi in maniera sfalsata fino al 1700 all’incirca ogni 20-30 anni anche se le misure per prevenirla erano aumentate (es. per entrare a porto franco nel 700 c’era il lazzaretto ossia una quarantena). Peste bubbonica percentuale mortale 80, polmonare 95. La popolazione si dimezza ma ci sono posti dove essa arriva in modo blando o più tardi. È considerata la catastrofe più grande europea, 25 milioni di morti su 80 milioni totale in Europa.
La peste esisterà fino al 700 ma comparirà solo a “puntate” e in alcune zone. Nel 700 la popolazione, grazie alla immunizzazione riesce a salvarsi della peste, poi si svilupperanno altre epidemie. Con le epidemie nessuno entrava e nessuno usciva dalle città, polizia draconiana, la polizia sanitaria.
Un'altra fase molto forte di mortalità molto forte della peste 1620 la peste di Manzoni, (vedi grafico).
- A metà 1400 si ha un crollo dovuto alla peste;
- Dopodiché ha inizio ad una fase di espansione rinascimentale che subirà un’altra crisi nel 1600 con altre pesti e crisi in generale anche economica (soprattutto in Italia e Spagna che tornano ad essere arretrati) e nel mondo nordico (Olanda e Inghilterra).
- A partire dalla metà del 1700 (1740) si ha una crescita demografica che porterà ad arrivare quasi ai livelli attuali. Si migra e si colonizza l’America (tutte fatte da Europa), sud Africa, Oceania. Nell’800 gli europei emigrano, dunque questa crescita è anche sottostimata rispetto agli europei reali, quelli migrati non sono conteggiati. Tra gli anni 1890 e 1920 emigrano 24 milioni di italiani.
Per quanto riguarda il particolare caso dell’Italia all’inizio del medioevo questa contava 4 milioni di abitanti per arrivare nel 1981 a 56,5 milioni di abitanti, anno in cui inizia una stabilizzazione demografica.
Abbiamo dunque tre fasi
Regime demografico antico fino al 700, transizione demografica (boom), regime demografico moderno (stop demografico).
Fino all’800 (mondo preindustriale) esiste un rapporto tra persone e ricchezza, si produce di più se si è di più. Nel mondo contemporaneo (industriale) più gente c’è peggio si sta.
L’Europa si spopola dopo la caduta dell’impero 476. Cerca di riprendersi nel periodo della rinascita carolingia con Carlo Magno che stabilizza i confini, circa un secolo di pace garantisce una crescita della popolazione che quantomeno non crolla, miglioramento della ricchezza disponibile e miglioramento culturale, il mondo carolingio produce novità culturali che fa
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capire che siamo in una situazione di benessere. Con il basso medioevo si trova una crescita demografica, la peste nera fa registrare un crollo e nel 1348. Per poi risalire dopo il 1450.
Equilibrio demografico d’antico regime
L’andamento oscillante della popolazione fino al 1700 è tipico delle società agrarie e può essere definito equilibrio demografico dell’antico regime fino al 1700. Diviso in due elementi fondamentali:
Il tasso di mortalità nel mondo preindustriale era molto alto (28-30‰) e poteva dipendere da:
Mortalità ordinaria: naturale, neonatale (0-1) e perinatale (1-5). L’età media era di circa 35/40 anni ciò significa che le morti giovanili incidono molto. Inoltre, molte donne morivano nel parto, infatti, prima di morire si scrivevano testamenti, o comunque la mortalità che dipendeva da pratiche di puericultura, igiene insufficiente soprattutto per le fognature e la carenza di cure mediche.
Catastrofica: deriva da guerre, le quali spesso portano a carestie e ad epidemie. Questi tre fenomeni si verificano spesso insieme come ciclo concatenato.
C’è un forte nesso tra guerre, che generano epidemie e carestia. Se c’è una guerra ci sono tutte e tre, che causa molti morti. La carestia è causata da assenza di servizi logistici, non avevano rifornimenti per gli eserciti, mangiavano saccheggiando generando carestia nei paesi. Gli eserciti erano una massa di gente con condizioni igieniche peggiori delle normali e che stavano in accampamenti ammassati, al freddo, con scarsa igiene stimolando lo sviluppo di epidemie, peste, tifo, colera. Ciò veniva trasmesso ai luoghi dove ci si trovava. Con l’aggiunta della carestia la gente mangia ancora meno, i fisici della maggior parte della popolazione sono ancora di più debilitati e ciò favorisce l’insorgere di malattie. (La peste attaccava più chi aveva il metabolismo forte), la contagiosità dipende dunque dalle malattie.
Il tasso di natalità nel mondo preindustriale era anche molto alto (30-35‰) ossia il massimo biologico della specie umana. Questo era dovuto da diversi fattori: le donne si sposavano presto quindi avevano più tempo per fare figli e non c’erano le contraccezioni (o era riservato solo al mondo delle élite nel mondo romano e nel rinascimento). Solo nel 500 grazie ad un ritardo del matrimonio (18 anni) si riducono leggermente le nascite (sforzo di contenimento). La contraccezione iniziò solo nelle élite romane e fiorentine nell’età rinascimentale.
Il risultato è che la popolazione cresceva leggermente perché ad un alto tasso di natalità si contrapponeva un alto tasso di mortalità (un po’ più basso) con un aumento della popolazione di tre abitanti all’anno circa. Negli anni 1740 si ha una trasformazione demo
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