Storia contemporanea
Lezione 1: 13 febbraio (registrata su Ariel)
Introduttiva
Lezione 2: 17 febbraio
1848 inizio della storia contemporanea. Le cronologie non sono qualcosa di oggettivo, ma dipendono dal tipo di interpretazione che ognuno vuol far passare. Mettere in primo piano la mobilitazione sociale. Primo evento continentale, ad eccezione della Gran Bretagna e della Russia che non passa attraverso questa fase perché è molto arretrata. Evento continentale dal punto di vista geografico e cronologico. Lascia comprendere come da un lato ci devono essere delle condizioni comuni.
Secondo aspetto come esistesse all’atto delle diverse insurrezioni più o meno contemporanee ci sono dei vettori politico reali. L’idea di nazione è una delle idee forti dell’800, e rimane uno dei fattori propulsivi anche nel 900, fino all’epoca della grande globalizzazione. Dal punto di vista metodologico la periodizzazione è l’ultimo atto dello storico, è la rappresentazione grafica dell’interpretazione che noi vogliamo fare.
Fattori unificanti pregressi
Fattori che possono aver interessato largamente l’Europa e perché queste insurrezioni ci siano in quel momento e in quelle modalità. Il ’48 viene considerato un momento periodizzante, di quell’ordine internazionale europeo, inaugurato con il congresso di Vienna e che era stato mantenuto fino a quel momento, ordine che veniva fatto saldo il diritto della legittimità, sovrani legittimi e non scelti dal popolo. La sovranità non risiede nel popolo ma da Dio. Vi erano stati momenti di fibrillazione, i vari moti. Nessuna di queste aveva completamente mandato allo sfascio quel sistema con i propri principi, come invece avvenne nel '48.
Sistema della restaurazione: sistema politico che viene considerato come un tutt'uno, è un elemento unificante, segue uno stesso modello unificante, quello del pensiero unificato degli anni 10/20 ‘800. L’aspetto di natura economica: dalla metà degli anni ’40 sono anni di crisi, crisi molto profonda dell’agricoltura (Europa della metà dell’800, rivoluzione industriale già diffusa, crisi agricola significa crisi del principale settore, sotto alcuni punti di vista e settori vi è una crisi che deriva dall’apertura dei mercati a livello globale, grazie anche alla diffusione tecnologica.
Costa sempre di meno importare generi primari da altre parti del mondo che non sono l’Europa, questo comporta un problema per l’agricoltura europea. Vi sono poi problemi di carattere locali, come l’Irlanda: si trova insieme al resto della Gran Bretagna, in una condizione subordinata, è un paese povero con agricoltura arretrata, tra il 1846/47 si diffonde una malattia della patata, le quali marcivano nel terreno prima di essere raccolte. Questa crisi oltre all’Irlanda colpisce tutta l’Europa.
Dal settore agricolo si sposta alla manifattura all’industria, per questo le condizioni di vita sono deteriorate rispetto a qualche anno prima. Forse nessuno di questi elementi sono in grado di spiegare il '48, ma sono un contesto che spiega il perché avviene. Vanno ad alimentare la richiesta di libertà civile e politiche, che già esisteva da tempo, negli anni '20. Se ne affianca un’altra ben più radicale e cioè quella nazionale, non basta più solo una costituzione, ma si vuole mettere in discussione tutto attraverso il principio di nazionalità. L’Europa della metà dell’800 assomiglia ancora ad una volta a quella dell’epoca moderna, è ancora caratterizzata da imperi multietnici, e lo saranno fino alla prima guerra mondiale.
La Francia c’era già un senso nazionale, cosa che non si trova in Italia, in Germania etc. Unificazione italiana e tedesca, che arriva a compimento con lo scoppio della prima guerra mondiale farà trionfare quell’idea di nazione.
Parigi
Prima città che insorge è la Francia, un paese monarchico. A partire dal 1830 c’è la monarchia di luglio (avvicinamento del trono di Francia con i Borbone), Filippo d’Orleans sovrano dal 1830 al 1848. Monarchia costituzionale, che riprende quella del 1814. Concessa dal re, significa che il potere rimane nelle mani del sovrano, che può sempre decidere di modificarla oppure di levarla.
Si fonda su un sistema che prevede una costituzione, una rappresentanza politica con la camera dei deputati eletti solo da chi è molto ricco che hanno il diritto di voto, e ancora più ricchi per poter essere eletti (solo l’1% hanno diritto di voto in Francia in quel momento). Questa limitazione va a pesare perché la società si sta modificando, anche grazie alla diffusione industriale. Oligarchia della ricchezza e degli affari.
La monarchia si trova stretta da due fuochi. Vi era da una parte, una destra, che comprendeva gli illegittimisti, che ritengono che il sovrano non è quello legittimo, poi ci sono i bonapartisti, quelli che hanno nostalgia dell’era Napoleonica.
Si spinge per un suffragio universale maschile e si mettono in primo piano rivendicazioni su diritti basilari come il diritto al lavoro. Dal 1840 la politica francese è sempre più conservatrice. Il criterio censuario viene rinforzato. La politica estera la allinea all’Austria, paese che si identifica con la restaurazione, viene portata avanti una politica coloniale. La sinistra si trova in grande difficoltà: progressivamente gli vengono tolti gli spazi per agire. La costituzione francese prevedeva la libertà di espressione, si può esercitare nei limiti fissati della legge.
A partire dall’estate del 1847 questi soggetti politici portano avanti le loro azioni con degli incontri di tipo conviviale, per questo viene chiamata “la campagna dei banchetti”. Sono incontri privati, quindi non c’è bisogno di nessuna autorizzazione, mette all’angolo la monarchia di luglio. Bisognava decidere se arrivare ad un compromesso oppure rottura. Si decise per la rottura. Il governo impedisce che si tengano anche questi incontri che hanno una natura privata. 22 febbraio 1848 Parigi insorge. Viene creata la seconda Repubblica Francese.
Grande paura nelle corti europee perché tutti pensano alla Prima Repubblica (repubblica giacobina —> lunga serie di guerre europee che si concludono con la sconfitta di Napoleone, in realtà è completamente diversa. Ha un orientamento moderato, nuova assemblea costituente che restituisce un’organizzazione molto più di destra. Chiusura degli atelier nationaux (uffici). Si pensava che di tutelare il diritto al lavoro attraverso la creazione, mediante l’intervento pubblico dello Stato, che crea delle cooperative di lavoratori che si trasformano sin da subito in strumenti pagati dallo Stato attraverso il fisco (bilancio dello Stato) che non hanno uno scopo produttivo. Per far fronte a queste iniziative devono inasprire le tasse, e quindi colpire la piccola proprietaria. Orientamento moderato.
Documento pubblico che deve servire a far comprendere gli intenti della Seconda Repubblica nata nel 1848 francese. Il letterato di Alfonso de Lamertin, rivolge un manifesto all’Europa. Firma un documento pubblico che deve servire a far comprendere gli intenti. La costituente propone un modello che vede da una parte come capo dello stato un presidente che viene eletto a suffragio universale diretto, ha dei poteri molto forti. Viene eletto un nipote di Napoleone, Luigi Napoleone Bonaparte: libertà + riforma elettorale che abbandona il suffragio universale a favore del suffragio ristretto. In questo modo la Seconda Repubblica entra presto in crisi: nel dicembre 1851 organizza un colpo di Stato. Camera dei Deputati chiusa e fine Seconda Repubblica. Restaurato un secondo impero: ristabilire un proprio primato dell'Europa continentale. Bisogna eleggere anche il presidente della repubblica. La Francia diventa di nuovo un impero.
Europa centro-orientale
Impero asburgico, impero multietnico che diventerà il centro dei moti. Nazione tedesca, ma non esiste uno stato nazionale tedesco. La complessità del 1848 nell’Europa centro-orientale dipende dagli assetti. Problema nazionale dipende dall’accavallarsi dei diversi problemi nazionali. Cancelliere Metternich, uno dei principali artefici della restaurazione, incarna nella propria persona, scappa dopo l’insurrezione di Vienna. 29 febbraio 1848 Vienna insorge. Regno di Ungheria: 1848 → insurrezione nell’aprile chiede l’indipendenza chiedere la distruzione dell’Impero asburgico. Questo significa anche pensare a uno stato ungherese che parla ungherese, ma caratteristica di questo impero è proprio la multinazionalità. Elemento slavo deve essere tutelato da nazionalismi che sembrano pericolosi e aggressivi. Nell’estate 1848 a Praga viene chiesta l’uniformità dell’Impero (non la distruzione) in senso federale. Ma il nuovo comandante militare di Praga prende in mano la situazione bombardando Praga.
Il nuovo imperatore, Francesco Giuseppe, si rende conto che in quella situazione è molto facile e opportuno giocare gli uni contro gli altri, affinché si possa sopravvivere quel tanto che basta per poter riprendere in mano la situazione dal punto di vista militare. La Russia dà l’aiuto per risolvere la situazione: Ungheria conquistata dalla Russia e restituita all’imperatore Francesco Giuseppe. La Russia lo fa per solidarietà dinastica, in nome del neoassolutismo. Il risultato è che Francesco Giuseppe concedeva la costituzione di tipo autoritario (situazione che sembra riportare indietro). Berlino insorge nel marzo 1848, Problema tedesco: insurrezione in Prussia. costringe il sovrano a una costituente, eletta sempre a suffragio universale. Questa rivoluzione coinvolge anche altri stati tedeschi e come esito si ha che questi stati tedeschi mandano dei rappresentanti a Francoforte, nella prima assemblea della storia della Germania moderna. Questa è l’assemblea che discute di quale configurazione debba avere la Germania come stato-nazione. Deve essere una piccola Germania (soluzione che esclude l’Austria, l’Impero asburgico, e tiene insieme solo le diverse configurazioni che costituivano la confederazione tedesca). Una Germania di quel tipo sarebbe una Germania dove vi è uno stato, la Prussia, più grande, più potente e importante degli altri. Un’alternativa è la soluzione di una grande Germania, compresa anche dell'impero asburgico. Il Parlamento di Francoforte offre la corona al re di Prussia, Federico Guglielmo IV, ma egli non l’ha accettata perché non ha nessuna intenzione di legittimare il principio democratico (una corona non può essere offerta dal popolo). Le prospettive del Parlamento si esauriscono: non succede nulla.
La Prussia risponde di no, ma questo non significa che non sia interessata a un’unificazione di tipo piccolo-tedesca dove lei avrebbe una supremazia. Immediatamente dopo la chiusura del Parlamento di Francoforte, la Prussia porta avanti una serie di mosse politiche volte a costituire una nuova unione tedesca, che dovrebbe essere una piccola Germania ma in chiave prussiana. L’imperatore d’Austria si mette in mezzo a questa iniziativa: la Prussia di fronte alla minaccia di guerra con l’Austria, nel 1850, è costretta ad accettare la Convenzione di Olmutz. In questo modo la Prussia rinuncia al progetto di un'unione tedesca guidata da sé e si impegnava a confluire in una confederazione germanica guidata dall’Austria. In questo modo la Prussia riconosce nuovamente il primato dell'Austria in area tedesca – si ritorna quindi alla stessa confederazione precedente al 1848.
Lezione 3: 27 febbraio
Lamennais: uno dei fondatori del cattolicesimo europeo agli inizi dell’800. Diventava difficile immaginare e praticare un cattolicesimo liberale. Tradizionalismo: uno dei temi importanti anche nel pieno novecento. L’elemento slavo, si rende conto molto velocemente di una situazione non particolarmente felice, cioè si ritrova schiacciato da una parte dal nazionalismo tedesco e dall’altra dal nazionalismo ungherese. Tedesco: il parlamento di Francoforte comincia a parlare della costituzione tedesca molto tardi, solo nell’autunno del ’48. Nei mesi precedenti discute dei confini della Germania, che si espandono sempre di più a danno delle altre nazionalità. Pensano che sia meglio rimanere in un contesto asburgico, gli dà migliori aspettative. Quello che vorrebbero è un impero asburgico diverso, che sia ricostituito in senso federale, dove le varie nazionalità abbiano diritto di parola e partecipazione alla gestione dello stato. Questo sta alla base dell’austroslavismo, cioè l’idea che il destino degli slavi sia all’interno dell’impero d’Austria ridefinito nelle sue modalità di funzionamento. Quello che viene richiesto in questo congresso panslavo.
L’elemento da tenere presente è che l’esercito in tutto questo, rimane fedele all’imperatore. Quando questo primo sbandamento viene lavorato, il fatto che l’esercito lavori, anche autonomamente a favore di quella causa li fa la differenza. È il caso del bombardamento di Praga del 1848. Il comandante della piazza decide che era ora di farla finita, ha le forze militari per farlo, e i cannoni della guarnigione invece che verso l’esterno li posiziona all’interno e inizia a sparare. Fine dell’austroslavismo. Questo è l’inizio del reflusso, è un elemento importante perché ci dà due indicazioni significative per comprendere la dinamica degli avvenimenti del ’48:
- La fedeltà dell’esercito nei confronti dell’imperatore, al punto di prendere all’iniziativa. Stessa cosa viene fatta a Vienna, dove vi era una costituente dell’impero d’Austria.
Francesco Giuseppe I (1830 - 1916), imperatore, non è un personaggio in primo piano ma è uno spettatore di questa reazione, concederà nel 1849 una nuova costituzione concessa dall’alto, che ribadisce l’indivisibilità dei territori dell’impero. Un re che si considera erede di diritto divino, se accetta una corona che arriva dal basso nega la natura della suo stesso potere, entra in contraddizione. Non può essere re per diritto divino e imperatore di Germania per volontà del popolo. Se l’Austria non entra in questo gioco, la Prussia si trova all’interno di un progetto nazionale tedesco diretto dai liberali. Perché l’imperatore di Prussia avrebbe dovuto accettare? Erano gli Asburgo al comando dell’impero.
Ci si rende conto che imporre un’egemonia prussiana in area Tedesca, alimenterebbe uno scontro con l’Austria. Se questo scontro si deve fare lo si fa per un obiettivo che è coerente con i propri principi politici e non per far contenti i liberali. Dopo la Prussia prova a creare una confederazione più ristretta ma l’Austria si rifiuta.
1848 in Italia
- C’è un patrimonio di idealità: elaborazione di dottrine politiche importantissima che vale, non solo per l’Italia. Mazzini è, non soltanto per il ruolo politico all’interno del Risorgimento Italiano, ma a livello globale uno dei contributi importanti della storia del pensiero politico che l’Italia abbia prodotto nel corso dell’800. Savarkar: traduzione delle opere di Mazzini in Indù. Diventa il modello ottocentesco dello Stato - Nazione.
- Le dinamiche della penisola italiana partono un po' prima e sono importanti per quelli che sono gli effetti a lungo termine. Viene ipotecato il rapporto con la santa sede da una parte e il movimento nazionale dall’altra. Le cose che succedono tra il ’48 e il ’49 fa sì che la santa sede guardi il movimento nazionale prima e lo stato nazionale dopo, sostanzialmente come dei nemici. In un paese cattolico che è l’Italia rappresenta un problema grosso per la tenuta dello stato post risorgimentale.
Discorso di Mazzini
Mazzini interviene su due piani, che sono strettamente connessi.
- L'elaborazione del pensiero
- Modalità pratico\lavorative di come bisogna fare la rivoluzione
Quali sono i protagonisti dei moti precedenti? Erano le società segrete, la più famosa è la carboneria, che erano più o meno modellate sull’archetipo della massoneria, cioè poca gente, si conoscevano poco, c’erano dei livelli verticistici, e quindi solo chi stava all’apice conosceva quando, come e dove si svolgeva l’azione. Il problema che pochi conoscevano lo scopo e il modo d’azione quindi non erano efficaci. Mazzini ragiona su questo. Mentre è in esilio propone il progetto della Giovine Italia. Non è una società segreta, è pubblica. La grande novità è proprio questa. Ha un proprio manifesto di intenti, ha una sua rivista con lo stesso nome, e ci si può abbonare, poi che sia vietata in alcuni posti e che si può essere arrestati è un altro conto, però si può comprare. Istruzioni della Giovine Italia: è un documento molto famoso. Vengono proposte da Mazzini, il come il dove e il perché dell’azione rivoluzionaria. Lui ha in mente di fare la Rivoluzione, e non semplicemente modificare l’ordine già presente. Questo distingue Mazzini e la corrente democratica e il pensiero liberal moderato che parte dai vecchi ordinamenti e cerca di riflettere come questi vecchi ordinamenti possono essere migliorati e resi moderni ma nella continuità senza la rivoluzione. L’azione politica è una rottura rivoluzionaria. La Giovine Italia è repubblicana e unita.
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