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Scienze delle finanze

La scienza delle finanze studia l’intervento nell’economia.

Scienza delle finanze: ma che cos’è il pubblico

Esso si articola in un insieme di enti con funzioni e dimensioni proprie. Il settore pubblico raggruppa le unità istituzionali, le cui funzioni principali consistono nel produrre servizi non destinabili alla vendita.

È costituito da:

  • Amministrazioni centrali, che sono lo Stato e gli enti economici di assistenza e ricerca;
  • Amministrazioni locali, cioè le Regioni, le Province, i Comuni in primis, poi anche le comunità montane, le ASL, le università e gli istituti scolastici di ogni ordine, le Camere di Commercio, gli istituti di autonomia delle case popolari e altro;
  • Enti previdenziali, come l’INPS, l’INAIL e l’INPDAP;
  • Ex aziende autonome e gli enti assimilati, come l’Anas, i Monopoli di Stato, Trenitalia e Poste Italiane.

Funzioni del settore pubblico

A livello economico, il settore pubblico assolve a diverse funzioni: l’allocazione delle risorse, la redistribuzione del reddito e la stabilizzazione.

Lo Stato alloca risorse ai fini di un miglioramento dell’efficienza del sistema economico. Lo Stato produce beni che le imprese private non producono perché sanno che non ci sono consumatori disposti a pagare: l’esempio più calzante è quello della Difesa Nazionale, della quale nessuno sarebbe disposto a pagare. L’allocazione si sostanzia attraverso la produzione pubblica e la regolamentazione di attività private.

Redistribuzione del reddito

Per quanto riguarda la redistribuzione del reddito, questa viene realizzata attraverso il bilancio pubblico. La distribuzione del reddito e della ricchezza prodotta dal mercato non necessariamente corrisponde a criteri di equità. Infatti, in assenza di politiche dello Stato volte alla redistribuzione, essa verrebbe determinata dalle dotazioni iniziali dei soggetti che compongono una società, tutelata dal diritto di proprietà e dai prezzi di fattori e beni.

La redistribuzione può intervenire in diverse forme: attraverso trasferimenti monetari, i cosiddetti sussidi, attraverso la redistribuzione per effetto del sistema tributario, cioè con imposte sul reddito proporzionali allo stesso, attraverso i prezzi dei beni, ad esempio agevolando persone con ISEE basso, infine attraverso il Sistema Sanitario.

Stabilizzazione

La stabilizzazione si ha invece attraverso l’utilizzo della politica fiscale per fini di piena occupazione. L’economia keynesiana, infatti, insegna che la spesa pubblica e le imposte possono modificare il livello di domanda aggregata. Quindi la funzione di stabilizzazione è l’utilizzo sistematico della spesa pubblica e delle imposte per controllare il ciclo economico: essa regola il livello dell’attività economica garantendo il pieno impiego e il controllo dell’inflazione.

Strumenti del settore pubblico

Quali sono gli strumenti che il settore pubblico utilizza per intervenire sul mercato?

  1. Spesa pubblica, che sia per beni e servizi o per trasferimenti;
  2. Imposte, dirette o indirette;
  3. Regolamentazione.

L’entità della spesa pubblica viene considerata l’indicatore più adeguato a misurare l’intensità dell’intervento pubblico in un dato Paese. Questo però è solo parzialmente vero, in quanto gli Stati moderni intervengono in economia anche con strumenti diversi dalla spesa pubblica e dalle imposte, come ad esempio con attività di tipo regolamentativo. Queste attività sono decisioni pubbliche che attribuiscono diritti, sanciscono doveri, impongono divieti alle attività dei privati, ma non necessitano di spesa pubblica, ad eccezione di quella minima necessaria per il funzionamento degli organismi di regolamentazione.

Esempi di regolamentazione sono: la legge che impone ai costruttori edili di realizzare i marciapiedi e gli allacciamenti alla rete idrica e fognaria, le leggi che stabiliscono che il settore pubblico ricorra mediante forme contrattuali specifiche, concessione, appalto, all’attività di imprese private per la fornitura di servizi pubblici.

La Rete Autostradale Italiana, ad esempio, è stata costruita da imprese private o a partecipazione statale, che non fanno parte del settore pubblico, con concessione della costruzione e della gestione per un certo periodo di tempo. Per privatizzazioni invece, si intende il ricorso alle imprese private nell’ipotesi che a parità di servizio offerto, esse siano meno costose perché più efficienti delle imprese pubbliche.

Documenti dell’intervento dello Stato in economia

Quali sono i documenti che attestano l’intervento dello Stato in economia?

  • Relazione annuale del Governatore ad opera della Banca d’Italia;
  • Relazioni trimestrali sulla stima del fabbisogno di cassa del settore pubblico, ad opera del Ministero del Tesoro e dell’Economia;
  • Relazione generale sulla situazione economica del Paese, redatta dal Ministero del Tesoro e dell’Economia e pubblicata annualmente a marzo;
  • Documento di programmazione economica e finanziaria, presentato dal Governo al Parlamento entro il 30 giugno. Il documento di programmazione economica e finanziaria riepiloga i conti del settore statale e delle pubbliche amministrazioni. Il DPEF non è un documento legislativo a differenza del Bilancio dello Stato, che è invece una legge, ma consente al governo di presentare al parlamento il suo progetto di manovra economica, con la legge finanziaria e i relativi collegati. La manovra viene discussa dal Parlamento nella cosiddetta sessione di bilancio, che si chiude entro il 31 dicembre con l’adozione della legge di bilancio, salva la possibilità dell’esercizio provvisorio;
  • Bilancio dello Stato.

Ragioni dell’intervento pubblico in economia

Quali sono le ragioni dell’intervento pubblico in economia? L’intervento pubblico viene giustificato dalla Teoria Neoclassica nei casi in cui il mercato fallisce. In concorrenza perfetta il mercato non fallisce, grazie al cosiddetto equilibrio Pareto efficiente.

Il mercato fallisce infatti in presenza di:

  • Beni pubblici, le cui caratteristiche sono l’indivisibilità e le preferenze non rilevate;
  • Monopolio;
  • Esternalità;
  • Asimmetrie informative, quando cioè tra due agenti economici non vi sono le medesime informazioni.

La scienza delle finanze studia le ragioni dell’intervento del settore pubblico nell’economia, attuato attraverso le imposte, la spesa pubblica e la regolazione e i suoi effetti sull’allocazione e distribuzione delle risorse.

Perché esiste uno Stato? Per risolvere i fallimenti del Mercato, allocando o distribuendo risorse.

Due sono i tipi di analisi possibili: l’analisi positiva e l’analisi normativa: l’analisi positiva spiega le cause dell’intervento pubblico attraverso modelli teorici che semplificano la realtà; l’analisi normativa analizza invece gli strumenti che permettono di ottenere una situazione desiderabile, ottimo sociale, secondo le indicazioni e i modelli di analisi positiva.

Analisi positiva del settore pubblico

Procediamo adesso con un’analisi positiva del settore pubblico. Essa, quindi, tenderà a descrivere e spiegare la realtà dell’intervento pubblico. Il settore pubblico può produrre beni o servizi che possono essere collettivi e privati: i beni collettivi sono beni caratterizzati dal fatto che il consumo degli stessi da parte di un individuo non è rivale con il consumo degli stessi da parte di uno o più individui.

I beni e servizi privati, o a consumo individuale, sono beni caratterizzati dal fatto che il consumo degli stessi da parte di un individuo è incompatibile, o meglio rivale, con il consumo degli stessi da parte di uno o più individui. Lo Stato può produrre tutti i tipi di beni, mentre il mercato non produce i beni pubblici.

Beni collettivi o pubblici puri

(Q) Beni collettivi o pubblici puri = Q = Q1 = Q2 = … = QnTOT.

In cui Q TOT, quantità totale del bene o servizio, e Q i, quantità del bene o servizio consumata dall’i-esimo individuo, i=1.

Il carattere collettivo di un bene o di un servizio comporta che l’aggiunta di uno o più consumatori non comporta un aumento di costo nella produzione e/o distribuzione del bene stesso. La partita di calcio, ad esempio, è un bene collettivo perché se aggiungo uno spettatore non aumento i costi di produzione della partita. Il suo consumo è compatibile con quello di altre persone. Ciò che contraddistingue i beni collettivi da quelli privati sono le esternalità, cioè gli influssi che quell’attività ha sull’ambiente, che può essere positiva o negativa, le riprenderemo più avanti.

Beni privati

(Q) Beni privati = Q + Q1 + Q2 + … + Qn = ∑QTOT s.

In cui Q TOT, quantità totale del bene o servizio, e Q i, quantità del bene o servizio consumata dall’i-esimo individuo, i=1.

Il carattere privato di un bene o di un servizio comporta che l’aggiunta di uno o più consumatori comporta un incremento della quantità totale da produrre. La produzione di beni agricoli rappresenta una produzione di beni privati. Il loro consumo da parte di un individuo è incompatibile con quello di un altro. Nella maggior parte dei casi i beni prodotti dal settore pubblico possiedono entrambe le caratteristiche di “collettività” e “privatezza”.

Possiamo poi classificare i beni come beni pubblici puri, beni privati prodotti dal settore pubblico, beni privati puri, beni pubblici prodotti dal settore privato.

Beni pubblici puri

Per quanto riguarda i beni pubblici puri, essi possiedono la caratteristica di non rivalità e di non escludibilità. Si dice “beni non rivali” quando il consumo del servizio o del bene da parte di un individuo è compatibile con quello di un altro, cioè possono usarli tutti nello stesso momento. Si dice “beni non escludibili” quando il consumo del servizio o del bene da parte di un individuo non può essere impedito ad un altro.

I beni pubblici puri sono rari. La maggior parte dei beni prodotti dal settore pubblico è in realtà formata da beni misti, che presentano sia le caratteristiche pubbliche che private. Il mercato non produce questo tipo di beni.

Beni privati prodotti dal settore pubblico

I beni privati prodotti dal settore pubblico sono rivali e non escludibili, ad esempio l’edilizia popolare o l’assistenza sanitaria. Essi in teoria sarebbero privati puri, ma il police-maker li impone come non escludibili.

Beni privati puri

I beni privati puri possiedono la caratteristica di rivalità e di escludibilità, e sono ad esempio i generi alimentari o le automobili. La rivalità riguarda la compatibilità del consumo del bene: la mela è un bene rivale; la difesa nazionale è un bene non rivale. L’esclusione riguarda l’esclusione tecnica ed economica del consumo del bene.

Beni collettivi non prodotti dal settore pubblico

I beni collettivi non prodotti dal settore pubblico possiedono la caratteristica di non rivalità e di escludibilità. Sono anche chiamati beni tariffabili, e l’esempio più comune è quello delle Autostrade: l’Autostrada e i servizi senza congestione di traffico sono non rivali, ma possono essere escludibili a costi non proibitivi.

È bene quindi sottolineare che la natura di bene pubblico non ha nulla a che vedere con il fatto che questo viene prodotto da enti pubblici: un bene pubblico può essere prodotto sia dallo Stato sia da privati. Se i beni pubblici venissero scambiati sul mercato, la loro allocazione di equilibrio risulterebbe inefficiente perché individui razionali e massimizzatori della loro utilità individuale trovano conveniente consumare il bene pubblico senza volerlo pagare, e questo è il fenomeno del free-riding.

Quindi, il mercato lasciato a sé stesso non allocherà in maniera efficiente il bene pubblico. Se gli individui si comportano come dei free-rider, il bene pubblico non verrà né prodotto sul mercato né consumato. Tutti gli individui della comunità potrebbero stare meglio se il bene pubblico venisse prodotto e ciascuno si impegnasse a pagarne una parte dei costi di produzione.

Inefficienza allocativa e teoria dei giochi

L’inefficienza allocativa si spiega con l’esempio di lato, ripreso dalla Teoria dei Giochi. Esiste una strategia dominante? Sì, la strategia dominante è quella di non contribuire.

Ci si ponga nei panni del giocatore i e si rifletta sulle mosse convenienti ad i, qualora j decidesse di contribuire o non contribuire alla produzione del bene pubblico:

  • Se j scegliesse di contribuire, ad i conviene non contribuire in quanto ha un payoff maggiore, in questo caso 1200>900;
  • Se j scegliesse di non contribuire, ad i conviene non contribuire in quanto ha un payoff maggiore 700>600.

Allo stesso risultato si giunge se ci si pone nei panni del giocatore j. L’equilibrio di Nash è “non contribuire-non contribuire” con un esito pari a 700-700 per entrambi i giocatori.

L’equilibrio di Nash è Pareto-inefficiente in quanto i due giocatori starebbero meglio se optassero per la scelta di contribuire con un esito pari a 900-900. L’esito 900-900 è Pareto-efficiente ma non un equilibrio di Nash.

Il policy maker interviene per fare in modo che il bene pubblico venga dunque prodotto e che i costi siano ripartiti tra i membri della collettività, altrimenti il mercato fallirebbe. Tuttavia, ciascun individuo ha convenienza a dichiarare al policy maker un prezzo del bene pubblico inferiore a quello reale così da potersi avvantaggiare mettendo in atto comportamento di free-riding. In questo caso, il policy maker deve cercare di mettere in atto meccanismi o strategie per far rivelare le vere intenzioni di prezzo agli individui sul bene pubblico.

[Segue su Foglio – Domanda Aggregata]

Richiami di microeconomia

La curva di indifferenza, o di utilità, è un insieme di panieri ugualmente preferiti dal consumatore. Ogni paniere che, come C, giace su una curva di indifferenza o utilità superiore è preferito a ogni altro paniere che si collochi al di sotto, come A o B.

Il saggio marginale di sostituzione nel punto D è il valore assoluto della pendenza della curva in tal punto. Rappresenta la quantità di abbigliamento che il consumatore deve ricevere per essere compensato dalla rinuncia ad un’unità di cibo. Il Saggio Marginale è decrescente.

Mentre la pendenza del vincolo di bilancio rappresenta il saggio al quale possiamo sostituire abitazione con cibo senza modificare la spesa totale, il Saggio Marginale di Sostituzione indica il saggio a cui è possibile sostituire cibo con abitazione senza modificare la soddisfazione totale del consumatore. In altri termini, la pendenza della curva di bilancio rappresenta il costo marginale, e il MRS il beneficio marginale dell’abbigliamento in termini di cibo.

Il vincolo di bilancio, o insieme delle opportunità, è la linea B che descrive l’insieme di tutti i panieri che il consumatore può acquistare per dati valori del reddito e dei prezzi. La sua pendenza è data dal rapporto tra il prezzo dell’abitazione e quello del cibo, preso col segno meno.

In valore assoluto, questa pendenza rappresenta il costo opportunità di un’unità addizionale di cibo, cioè il numero di unità di abbigliamento che devono essere sacrificate per poter acquistare un’unità addizionale di cibo ai prezzi di mercato. Paniere di beni: particolare combinazione di due beni.

Il paniere ottimale per il consumatore è quello che si trova nel punto di tangenza tra la funzione di utilità e il vincolo di bilancio.

[Segue su Foglio – Richiami di Microeconomia]

Il mercato fallisce

Il mercato fallisce in presenza di beni pubblici, che non produce per i motivi già detti, non rivalità, non escludibilità, free-riding, monopolio, esternalità e asimmetrie informative.

Monopolio

Il monopolio si ha quando un solo produttore è presente nel mercato e quando il bene prodotto non ha sostituti stretti, per cui è l’unico sul mercato.

Le cause del monopolio possono essere:

  • Controllo esclusivo su input fondamentali, per cui non può avere rivali, soprattutto nelle materie;
  • Economie di scala, monopolio naturale, cioè quando determinati beni o servizi è meglio che siano prodotti da un’economia di scala, ad esempio le Autostrade;
  • Brevetti, che permettono di sfruttare in modo esclusivo la propria invenzione;
  • Licenze governative, come il Monopolio di Stato.

In equilibrio, il monopolista applica un prezzo P tale che il ricavo marginale è uguale al costo marginale, MR=MC. Questo genera extraprofitti per il monopolista. In concorrenza perfetta invece, cioè in una condizione di efficienza paretiana, il prezzo di equilibrio di mercato è pari al costo marginale, P = MC, per cui non ci sono extra-profitti per le imprese che operano sul mercato. Il monopolio rispetto alla concorrenza perfetta mostra un livello di prezzi superiore e una sottoproduzione.

Due sono le idee dominanti riguardo al monopolio, quella di Schumpeter e quella di Arrow:

  • Schumpeter afferma che il monopolio garantisce una maggiore innovazione tecnica poiché il surplus viene investito nella ricerca. Nella Concorrenza Perfetta non ci sono soldi e le banche non vogliono investire su ricerche rischiose.
  • Arrow sostiene invece che la concorrenza garantisce una maggiore ricerca all’efficienza, dato ch
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteofioravanti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Santolini Raffaella.
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