La nascita della storia delle religioni
Non è possibile quantificare nettamente le religioni > ci sono tante variabili.
Questo studio riguarda la storia di come le religioni sono state studiate e dunque tutte le teorie sullo studio delle religioni, poiché nell’esaminare le diverse religioni si sono succeduti numerosi modi di approcciarsi a esse.
Le religioni vengono infatti studiate in moltissimi modi e in tante discipline diverse, psicologia, antropologia, filosofia.
Che cos'è la storia delle religioni?
Oggetto: religioni intese al plurale, ma non cerca di dare una definizione universale della religione, quanto più di evidenziare il funzionamento delle singole religioni.
Metodo: si utilizza il metodo comparativo e si affronta lo studio facendo dei paragoni tra le varie religioni, con analogie e differenze, tutte hanno preghiere, sacrifici, simboli.
La storia delle religioni si distingue rispetto alla teologia, ovvero il “discorso su Dio”, poiché essa studia Dio dando per presupposta una certa religione, mentre la storia delle religioni non parte da un presupposto teologico in particolare.
Essa si distingue anche dalle scienze delle religioni e ha come oggetto tutte le varie discipline, ma la storia delle religioni non si identifica mai con una religione specifica, è aperta al contributo di ogni disciplina.
Etimologia
Il termine religione deriva dal latino religio e sono state formulate tre diverse ipotesi:
- Cicerone, relegere.
- Lattanzio, religare.
- Masurio Sabino, relinquere.
1. Cicerone, relegere.
Religio deriva dal verbo relegere “scegliere di nuovo” e con il prefisso re, Cicerone mette in evidenza la caratteristica della ripetizione.
La storia romana pone l’accento sull’equilibrio e i romani parlano di pax deorum, un accordo tra uomini e dèi, per cui i primi devono rivolgere culti e riti ai secondi cosicché gli dèi permettono l’ordine del mondo > se il rito viene fatto male va rifatto.
Si stabilisce una cura quasi nevrotica e ossessiva della perfezione del rituale, che permette l’assoluto scrupolo degli atti rituali > anche nel nostro lessico è rimasto “ha svolto il suo lavoro religiosamente” = “ha svolto il suo lavoro in modo perfetto”.
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2. Lattanzio, religare.
Questo verbo significa legare gli uomini agli dèi e dunque la religione è vista come legame tra esseri umani e gli dèi > simile alla visione del cristianesimo a noi familiare.
3. Masurio Sabino, relinquere.
È un termine che significa lasciare > la religione è qualcosa che lascia fuori, separando il sacro dal profano, profanum = “lasciato fuori dal recinto del tempio”.
Tutte e tre le proposte sono state proposte dai romani, ma quella considerata più autentica è quella di Cicerone, poiché più simile all’impostazione del pensiero romano a quel tempo, ma tutte e tre sono state importanti in base al periodo storico.
Influenza del mondo cristiano
Il termine religione nel mondo cristiano assume una sua connotazione particolare, contrapposizione tra il mondo cristiano, considerato vero, e tutte le altre religioni.
Lo studio della religione
È difficile stabilire come e quando nasce, ma la prima cattedra di questa disciplina è stata assegnata nel 1874 > prima di allora non si può propriamente parlare di storia delle religioni, anche se in alcune società ci si ponevano determinate questioni.
Principio della traducibilità
Secondo questo principio avviene una corrispondenza tra dèi di una determinata cultura e dèi di altre culture straniere e diverse da quelle che attuano tale principio:
- Interpretatio graeca > per i greci tutti gli dèi sono veri, ma tutti sono traducibili da una cultura all’altra, perché corrispondono a essi.
I greci avevano un forte senso della loro identità, ma sapevano che anche altri popoli veneravano degli dèi > pensano che tutti gli dèi siano traducibili in greco.
Uno sforzo particolare è stato fatto da Erodoto nei confronti degli dèi egiziani.
Gli dèi sono gli stessi, ma corrispondono al nome di un dio greco ➔ es. dio dell’oltretomba Osiride egiziano = Dioniso - Ra = Helios.
- Interpretatio romana > nel mondo romano si sviluppa lo stesso principio per cui avviene un parallelismo tra gli dèi romani e gli altri.
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Altre strategie di interpretazione
- Allegoria > tipo di interpretazione per cui un dio non è altro che l’allegoria di una realtà diversa come fenomeno naturale o morale.
Il termine allegoria significa “condurre fuori” > abbiamo un mito e per poterlo capire dobbiamo farci condurre fuori nel mondo naturale o in quello morale.
Gli dèi e i miti diventano, attraverso simboli e riti, verità naturali e morali.
- Evemerismo > sostiene che gli esseri umani che si sono distinti nella loro vita per particolari capacità sono stati divinizzati una volta deceduti.
Il termine deriva dal nome di un erudito, Evemero, che racconta di aver trovato un’isola in cui c’era la tomba di un importante re, chiamato Zeus.
Per i greci però Zeus è il re degli dèi > Evemero pensa che gli dèi non siano altro che esseri umani che si sono comportati in maniera eccelsa e sono stati divinizzati.
Avvento del cristianesimo
Col cristianesimo avviene un forte cambiamento > il principio della traducibilità non c’è più, poiché il cristianesimo si pone come unica religione vera, come l’ebraismo.
Il cristianesimo si espande per tutto l’impero, imponendo la propria visione universale e sviluppa quattro diverse strategie di risposta a cosa sono gli dèi delle altre religioni:
- Le divinità dei politeismi hanno origini demoniache.
- Teoria del plagio.
- Teoria della condiscendenza.
- Rivelazione naturale, con più successo delle precedenti.
1. Le divinità dei politeismi hanno origini demoniache.
Non si diceva che esse non esistessero, ma che, essendo demoniache, non avessero una reale valenza.
Nella Genesi si parla di figli di Dio che sulla terra si uniscono alle donne e danno luogo ai giganti, si prendono come punto di riferimento giganti che vengono associati agli dèi del paganesimo.
2. Teoria del plagio.
Nasce quando ci si accorge che certi rituali cristiani somigliano a quelli pagani, e il cristianesimo sostiene che i pagani li abbiano copiati, poiché erano a conoscenza delle antiche profezie cristiane.
3. Teoria della condiscendenza.
L’esatto contrario della teoria del plagio > Dio è così misericordioso che ha permesso che i cristiani prendessero alcune cose buone del paganesimo.
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4. Rivelazione naturale, con più successo delle precedenti.
Dio avrebbe impiantato in tutti gli esseri umani i semi del verbo, ovvero dei semi delle sue verità, che si svilupperanno col passare del tempo.
Secondo questa idea dentro ognuno di noi, è presente una piccola scintilla di verità.
Periodo tra ‘400 e ‘500
Due fatti in questo secolo rinnovano completamente gli studi sulle religioni:
- Umanesimo e Rinascimento.
- Scoperta dell’America.
Umanesimo e Rinascimento sono movimenti caratterizzati dalla riscoperta dei testi classici con una grande e significativa presenza della mitologia.
Scoperta dell’America.
Si pone un problema intellettuale > i conquistatori incontrano esseri umani, ma ci si chiede se siano realmente tali, poiché dalla versione del cristianesimo non ci dovrebbero essere altri uomini sparsi in altre aree del mondo.
A seguito di un lungo dibattito il Papa stabilisce che si tratta di reali esseri umani e in questo modo il dossier delle culture da scoprire aumenta enormemente > ora ci si preoccupa di capire gli usi e comparare americani e noi e americani e antichi greci.
Periodo tra il XVI e il XVII secolo
Si sviluppa l’idea di una religione naturale di carattere razionale, la quale si basa sugli esseri umani in quanto dotati di ragione.
Mito del buon selvaggio > per far emergere questa religione naturale, alcuni soggetti vennero allontanati sin da bambini dalle proprie origini per non subire delle influenze dalla civiltà, anche se il risultato fu la morte della maggior parte di essi.
Esso è un mito basato sulla convinzione che l'uomo in origine fosse un animale buono e pacifico e che solo successivamente, corrotto dalla società e dal progresso, diventasse malvagio.
Nasce invece nell’800 la storia delle religioni come vera disciplina scientifica.
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Definizione e caratteristiche della festa
Il filosofo Platone definisce la festa come “tempo sacro secondo le leggi”.
1. Il tema del tempo.
La festa è sempre un’interruzione della temporaneità quotidiana, la quale si apre a una temporalità di ordine diverso, con un tempo qualitativamente diverso.
Il tempo è visto in modo qualitativo, dato che ci sono dei momenti temporali più densi di altri > cambia la densità con la quale noi viviamo questa quantità cronologica.
La sospensione del tempo ordinario si svolge capovolgendo la realtà ordinaria, in cui si attua un'inversione dei valori o tramite la trasgressione, cibo, alcool, sesso.
2. L’aggettivo sacro.
Ogni volta che si esce dall’ordinario si entra in una dimensione dominata dagli dèi.
Dimensione profana e sacra nell’antichità non erano molto distinte ➔ bere vino era legato a Dioniso, e si entrava in una dimensione da lui dominata, dunque se la festa comporta un'uscita dal quotidiano, essa è necessariamente considerata religiosa nel mondo antico.
3. Secondo le leggi.
A cavallo tra gli anni ‘60/’70 c’è stato un notevole sviluppo dello studio sulla festa in cui si è dibattuto molto su un suo aspetto: l’aspetto liberatorio.
Il tema della festa è sempre collegata a due componenti:
- Componente ricreativa > la festa è qualcosa di liberatorio.
- Componente cerimoniale > la legge limita, impedisce e pone confini.
La liberazione degli istinti comporta un quadro di norme e usi che la delimitano e la regolano > è possibile la liberazione degli istinti se è presente qualcosa che la limita?
Il limite che è presente in tutte le feste ed è il tempo, poiché tutte le feste finiscono.
Più è permesso trasgredire in una festa e maggiori sono i confini ➔
4. Realtà altra.
Durante la festa si accede a questa realtà in cui si trova qualcosa in più rispetto alla normale dimensione quotidiana > accrescimento di senso + arricchimento.
Definire che cosa sia questo qualcosa è impossibile e dipende dalle singole festività.
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Corrispondenza passato-presente
Questi elementi citati possono essere applicati anche alle feste di oggi? Esiste una corrispondenza tra passato e presente?
Aspetto religioso.
Questo aspetto è il più discontinuo di tutti > quelle contemporanee non lo sono più.
Le altre caratteristiche più o meno ci sono sempre anche se sono comunque presenti moltissime variazioni e molte differenze rispetto al passato:
- È diminuita la dimensione collettiva delle feste.
- Decadenza dell’aspetto cerimoniale rispetto a quello ludico.
- Si passa dal concetto di festa al concetto di tempo libero.
- Spettacolarizzazione.
- Feste consumistiche.
1. È diminuita la dimensione collettiva delle feste.
La festa del santo patrono del paese di campagna coinvolgeva, per costrizione morale, l’intera comunità e celebrava la coesione, ma oggi questo non c’è più.
C’è stata una parcellizzazione della festa e ognuno fa ciò che vuole.
2. Decadenza dell’aspetto cerimoniale rispetto a quello ludico.
Una festa veniva vissuta nei suoi riti ed eventi che propone, al contrario oggi vediamo della festa solo le parti del divertimento > pretesto per andare in vacanza, es. vacanze di Pasqua in Francia non coincidono con Pasqua.
3. Si passa dal concetto di festa al concetto di tempo libero.
Il tempo libero è vuoto e lo possiamo riempire come meglio desideriamo > è presente una contrapposizione tra tempo denso della festa e tempo vuoto.
4. Spettacolarizzazione.
Nelle feste del passato c’è una partecipazione sempre attiva > la festa deve recare stupore, mentre ora si va ad una festa anche solo per assistere.
5. Feste consumistiche.
Sono nate nuove feste consumistiche e le vecchie feste hanno raggiunto un aspetto consumistico > consumismo fenomeno recente.
Quando si valutano questi cambiamenti c’è il rischio di creare una distinzione tra:
- Festa ideale > spontanea con dimensione ideale e collettiva.
- Festa reale > artificiale.
La festa risponde a una precisa esigenza di interruzione del quotidiano, anche in quelle di aspetto consumistico e si entra in un livello di realtà in cui sentiamo di vivere qualcosa di più forte e fondamentale.
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San Valentino
Inizia a diffondersi in Italia negli anni ‘70 dopo che la si vede nei Peanuts in cui si scambiano le lettere di quel preciso giorno > primo contatto vero con la festa di San Valentino, poiché fino a prima era sconosciuta nel nostro Paese.
Dopodiché, sulla base dei flussi americani, si diffonde negli anni ‘80 anche in Italia con i suoi cioccolatini tipici: i Baci Perugina e Mon Chéri Ferrero.
Effetto sfondamento.
Qualcosa che si è radicata solo negli ultimi anni sembra che si festeggi da sempre, prendendo l’esempio di San Valentino nel 1990 degli articoli affermano che la festa fosse diventata puramente consumistica, anche se si era diffusa da solo 5 anni.
Com’è nata questa festa?
Essa nasce in Inghilterra ed è presente dal XIV secolo, periodo in cui si fanno giochi di società che coinvolgono gruppi sociali diversi.
Nell’epoca vittoriana ha un notevole sviluppo > nascono delle leggende popolari su San Valentino come santo legato all’innamoramento e all’amore coniugale e si sviluppano tutte le usanze praticate ancora oggi, come la cartolina.
San Valentino è un santo di cui si sa poco e ce ne sono molti, di cui però nessuno ha a che fare con l'innamoramento o i rapporti di coppia e l'aspetto religioso della festa di San Valentino non è molto presente > i rapporti sono scarsi o quasi nulli.
Nonostante questo diventa una festa religiosa per due circostanze importanti:
- Dal momento in cui in Arabia Saudita nasce il divieto di celebrare feste religiose per distinguersi dalla società americana, tra cui San Valentino ➔
- Da quando il Papa nel 2014 ha ricevuto varie coppie di fidanzati il 14 febbraio, volontà da parte della Chiesa di appropriarsi di certe ricorrenze ➔
È una festa del tutto laica, ma la Chiesa decide di riprenderla come fattore cristiano.
Essa è una festa commerciale?
La festa di San Valentino in Italia deriva da un’importazione americana, poiché tra Natale e Pasqua c’è un buco che deve dare una spinta ai consumi.
In ogni caso, non è una festa con un unico scopo commerciale, perché nessuna festa attecchisce se non ha un attaccamento in qualche bisogno profondo umano.
Ogni festa ha successo solo se tocca la sensibilità dell’essere umano ➔
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Carnevale
Si festeggia il martedì prima del mercoledì delle ceneri, poiché nel calendario liturgico cristiano la festa principale è la Pasqua e rispetto ad essa c’è un periodo penitenziale, la quaresima, in cui Gesù digiuna nel deserto.
Si festeggia Carnevale per celebrare il momento in cui si gode di tutti i beni della vita prima di entrare in questo periodo di rinuncia ➔
Tre etimologie
- Caro levare = "levare la carne”, ultimo giorno per mangiare carne prima della quaresima.
- Carnis levamen = piacere della carne.
- Carrus navalis = carro navale, durante carnevale si portava in giro una nave con ruote.
Bachtin
Ha studiato i carnevali dell’epoca del ‘500 in particolare per analizzare meglio l’opera “Gargantua e Pantagruel” di Rabelais, e ricostruisce un’idea di carnevale specifica.
Collega il carnevale ai Saturnali, una festa specifica della Roma antica dedicata al dio Saturno, a cui veniva attribuito il fatto di essere stato re e in essi la caratteristica essenziale era la trasgressione.
Per Bachtin il carnevale è l’erede cristiano dei Saturnali pagani e costruisce inoltre una categoria del carnevalesco che consiste nella sospensione simbolica della realtà e nel capovolgimento dei valori.
Egli distingue inoltre tra due tipologie di rituali:
- Di ineguaglianza > cerimonie ufficiali come parate e feste del santo patrono.
- Di uguaglianza > le gerarchie sociali sono sospese.
Il carnevale rientra nella seconda tipologia, poiché si sospendono le gerarchie ordinarie e si attua un capovolgimento dei valori comuni, l’uso della maschera è un elemento essenziale.
Il carnevale per Bachtin è quindi la festa dell’inversione simbolica della realtà.
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Roger Caillois
Egli studia le feste come momento di sfogo di una società, l’ordine sociale va rispettato e bisogna per questo limitare e controllare le energie vitali.
Quest’ordine ogni tanto ha bisogno di un momento di sfogo e il carnevale ha questa funzione > una società deve essere molto solida, ma allo stesso tempo necessita di un rinnovamento periodico.
Ci sono state parecchie critiche alla teoria di Bachtin, tra cui quella di aver istituito una continuità tra saturnali e carnevale cristiano > secondo alcuni esso rientra in un tipo di festa più ampio, le feste di capodanno, caratterizzate dal fatto di rinnovare le cose, fine ciclo - inizio nuovo.
Il carnevale comunque serve a tornare all’ordinario, per rafforzarlo.
Gli studiosi del mondo moderno hanno studiato feste esclusivamente trasgressive, come l’esempio di Le Roy-Ladurie, secondo il quale il carnevale provoca una vera e propria ribellione, che viene repressa nel sangue.
Il carnevale è solo un momento in cui tutto sfocia, ma la situazione di tensione era già presente > il momento di rottura coincide con la festa di carnevale.
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La linguistica comparata
Essa vuole studiare le lingue in quanto tali al loro interno, paragona lingue diverse tra loro per vedere le caratteristiche comuni per costruire delle famiglie linguistiche.
In particolare, in questo periodo di conoscenza dei testi orie
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