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Criminalità organizzata, terrorismo e corruzione

(organized crime; OC)

Il concetto di crimine organizzato e di criminalità organizzata è interpretato da attori diversi in maniere differenti.

Esempi

  • Yakuza: di per sé la Yakuza non è illegale in Giappone, ma nel corso degli anni ’90 sono state emanate leggi che ne hanno limitato il raggio di azione e il tipo di attività che è consentito fare all’organizzazione.
  • Mara Salvatrucha: banda di strada più pericolosa degli USA. È considerata crimine organizzato? Dipende dalla definizione di crimine organizzato che si adotta.
  • Bikers: in alcune realtà delle organizzazioni di bikers si specializzano in azioni criminali.

Queste diverse organizzazioni, in diversi contesti e diverse situazioni sono considerate come crimine organizzato per le definizioni più ampie. Ma ci sono distinzioni.

Volkswagen – Diesel-gate: qualche anno fa l’UE muove accusa contro la casa automobilistica, colpevole di avere sistematicamente falsato i test fatti ai motori diesel in modo che la macchina avesse un certo tipo di emissioni e prestazioni in fase di test, ma diverse emissioni e prestazioni, decine di volte più inquinanti, durante l’utilizzo quotidiano. L’organizzazione è consapevole dell’atto criminale, che ha scopo di lucro.

In questo caso non si parla di crimine organizzato, poiché il fine ultimo dell’organizzazione non è quello di commettere atti criminali. La Volkswagen è inoltre legittimata dallo stato.

Sia in questo caso che nel caso delle organizzazioni criminali il fine è quello del guadagno; quindi, la discriminante tra i due casi non può essere questa. La distinzione sta in realtà in due fattori: è illegale ciò che la società ha deciso sia illegale; alcune forme di arricchimento, anche attraverso il sistema industriale, economico, finanziario sono pienamente legali secondo i critical criminologists, branca della criminologia che si sviluppa dal pensiero marxista, poiché il potere/stato borghese ha deciso siano legali. Soprattutto, la distinzione è sui metodi operandi (modus operandi), sulle attività e sulle strategie messe in piedi per raggiungere l’obiettivo.

La Volkswagen non è pensata come gruppo dedito a commettere reati; i soci della società non si consociano con l’obiettivo di avere un guadagno attraverso attività illegali; succede che nell’amministrazione dell’attività vengano commessi dei reati, ma non è un’associazione che ha lo scopo di commettere reati.

Dietro all’etichetta di “crimine organizzato” c’è una moltitudine di fenomeni e di realtà diverse: Yakuza giapponese, Mara Salvatrucha, mafia italiana, gruppi dediti al narcotraffico, ecc. Tutti questi fenomeni sociali, che hanno tratti in comune ma anche moltissime differenze, vengono tutti etichettati come criminalità organizzata. Questo, dal punto di vista criminologico, rende complessa l’analisi del fenomeno. Si utilizza un solo concetto per una grande varietà di manifestazioni di quell’idea.

Organized crime

Capitolo 1 - Letizia Paoli e Tom Vander Beken: contested concept

Il tema del crimine organizzato, la sua concettualizzazione, nasce a inizio XX secolo negli USA. In particolare, l’osservazione del fenomeno ha luogo nelle grandi città del Nord-Est, quali New York, Chicago, Boston. L’analisi della criminalità organizzata muove dall’osservazione di ciò che succede in queste realtà.

Coloro che si interessano a questo fenomeno osservano il grande ruolo che gruppi di criminalità organizzata di origine italiana o italo-americana avevano in diversi mercati e attività illegali in quegli anni e in quelle aree, contrabbando, politicizzazione e controllo strumentale di alcuni sindacati, traffici illeciti, estorsione, ecc., e sviluppano un pensiero sul crimine organizzato che fotografa quella realtà, e quindi ha come elemento centrale l’idea di descrivere gruppi ampi, strutturati, che tendono al controllo di certe attività e che abbiano una forte connotazione etnica, si trattava di gruppi di origine italiana.

Al di fuori degli Stati Uniti il tema non è di particolare interesse, e quello del crimine organizzato non è percepito come un problema fino agli anni ’80, se non in Italia, una realtà dove si è arrivati a parlare di crimine organizzato. In altre parti del mondo questo concetto non veniva utilizzato.

Si arriva ad avere due nozioni alternative e in parte in contrapposizione tra loro di crimine organizzato:

  1. Nozione incentrata sull’organizzazione stessa, sul gruppo che compie le attività illecite, che è sistematicamente coinvolto in attività illecite ed è di per sé illegale. Si tratta di gruppi funzionalmente costruiti per compiere attività illegali.
  2. Nozione che riguarda tutte le attività illecite serie e complesse fatte con lo scopo di guadagno (serious criminal activities).

Queste due nozioni sono in parte in contrapposizione per più motivi. Innanzitutto, le due nozioni lavorano in parte su due piani differenti:

  1. La prima si focalizza sul chi: gruppi stabili strutturalmente e funzionalmente dediti ad attività illegali; serious crimes.
  2. La seconda si focalizza sul che cosa: fatti per un guadagno economico.

Si creano quindi due concetti in parte paralleli e che confluiranno in quello che oggi si etichetta in maniera immediata come criminalità organizzata.

  1. La prima nozione, incentrata sul chi, si focalizza sulle organizzazioni criminali: organized crime (criminal organizations).
  2. La seconda nozione si concentra sulle attività criminali: organized crime (criminal activities), traffico di stupefacenti, di armi ecc.

Ne consegue che tutto ciò che leggiamo sul crimine organizzato possa riferirsi a un insieme ampio ed eterogeneo di fenomeni, e questo rende difficile la loro comprensione e interpretazione. Quando si parla di crimine organizzato si parla di una pluralità di cose; talvolta si parla di gruppi, talvolta di attività.

Si cerca successivamente di ricondurre entrambe le nozioni a delle tipologie di gruppi. La dimensione del chi si allarga e arriva ad interessare entrambi gli aspetti. Contrapposizione tra:

  1. Mafia-type organized crime: gruppi di per sé illegali e sistematicamente dediti ad attività illecite di criminalità organizzata (mafia-type organized crime groups). Gruppi che hanno caratteristiche che per prime sono state identificate nelle mafie, mafie: gruppi di criminalità organizzata tipici della realtà italiana e italo-americana, che hanno aspetti organizzativi, culturali e di metodologie specifici.
  2. Criminal enterprise: organizzazioni, meno complesse rispetto ai mafia-type organized crime groups, che si formano con l’obiettivo di avere un guadagno attraverso le serious criminal activities.

Dagli anni ’50, sempre nell’analisi del contesto americano, si percepivano tutte le attività illegali fatte per un guadagno come controllate dalle organizzazioni di per sé illegali e stabilmente dedite al crimine organizzato (mafia-type organized crime groups). Questa visione è errata, ma era indotta dal fatto che la realtà specifica osservata, cioè quella del contesto statunitense, città del Nord-Est, era una realtà in cui quei gruppi di criminalità organizzata erano particolarmente influenti.

Oggi sappiamo, ma era vero anche allora, che l’assunto della sovrapposizione tra i gruppi strutturati e tutte le attività illecite è sbagliata. Solo in pochissimi e molto circoscritti contesti ci sono gruppi sufficientemente potenti, influenti e organizzati da riuscire a controllare tutte le attività illecite; nella maggior parte dei contesti questo è falso: i mercati illegali tendono ad essere concorrenziali.

La realtà delle mafie italiane è un unicum a livello mondiale: la maggior parte dei gruppi di criminalità organizzata non agisce come le mafie italiane; le mafie italiane stesse raramente riescono ad essere responsabili della maggior parte delle serious criminal activities che avvengono in un determinato territorio, se non a livello locale, es. quartiere, piccolo comune.

The cost of suppressing competition has ensured that illegal markets are populated with small enterprises, many of them marginal and ephemeral (Reuter 1983).

Peter Reuter è un importante studioso per l’analisi dei mercati illeciti: ha infatti teorizzato come possono funzionare i mercati illegali, quali gruppi operano in essi e perché sviluppano quelle strutture. Si focalizza principalmente su due mercati illeciti urbani: quello del gioco d’azzardo e quello del traffico di stupefacenti nelle città del Nord-Est degli USA.

Spesso le organizzazioni attive in questi mercati non corrispondono a quelle che fino agli anni ‘80 venivano disegnate come i gruppi che controllano questi mercati. L’idea fino a quel punto era che grosse organizzazioni sistematicamente dedite ai traffici illeciti e in grado di monopolizzare i mercati avessero il controllo di ogni mercato illecito e di ogni attività criminale. Non è così.

Guardando chi è effettivamente attivo in queste attività illecite in queste città, Reuter nota che non c’è un unico gruppo in grado di monopolizzare questi mercati. Perché non è così? Perché effettivamente non c’è un gruppo che è in grado di gestire e monopolizzare tutto il mercato illegale?

In una situazione di equilibrio, se la struttura più idonea ad operare nel mercato è una struttura monopolistica ampia, la più efficiente delle organizzazioni prende il sopravvento sulle altre. Ma se la struttura di mercato fosse idonea al monopolio, nella situazione di equilibrio si avrebbe comunque un’unica organizzazione; ma non è il monopolio la struttura più idonea ad operare sul mercato.

Questi mercati sono illegali, quindi non ci sono controlli né regole, si opera al di fuori della legge e anche contro la legge. Sono attività illegali quindi, in misura diversa, subiscono la pressione dello Stato, pene, indagini, ecc. Quindi il contesto fa sì che la struttura organizzativa idonea ad operare in un mercato contro la legge sia una struttura relativamente piccola e flessibile, più difficilmente individuabile, più rapida da riorganizzarsi, che espone i suoi membri a minore rischio indiretto, se si è meno, la probabilità che uno sia preso e faccia il nome di altri è minore.

Nella maggior parte dei serious criminal activities for monetary gains operano quindi gruppi in competizione tra loro, relativamente piccoli e flessibili, in grado di riorganizzarsi e mutare a seconda delle esigenze specifiche del momento, non gruppi strutturati di per sé illegali e funzionalmente e stabilmente dediti ad attività illecite. Questo è frutto della situazione contestuale in cui operano.

Nella maggior parte dei casi, quindi, non tutti i business illeciti sono controllati da pochi gruppi ramificati e strutturalmente dediti ad attività criminali, come le mafie, ma sono presenti piccoli gruppi. Ci sono comunque anche i grandi gruppi, ma non controllano tutto il mercato criminale e le attività criminali.

Anche in Italia le organizzazioni stabili che hanno un’influenza importante sul mercato illegale difficilmente controllano tutte le attività illegali, se non a livello estremamente locale, es. a Scampia.

Now, policymakers and law enforcement agencies worldwide realize that large-scale criminal organizations do not monopolize profit-making criminal activities.

Esistono diverse forme di crimine organizzato. Laddove c’è un gruppo di criminalità organizzata di stampo mafioso ci sono una miriade di altri gruppi minori di criminalità organizzata.

To combine the two notions, the definition of criminal organizations has been watered down so as to include also networks, gangs, cells and any group composed of at least three people working together for some time.

Si hanno due nozioni, who, what; gruppi stabili, gruppi flessibili, che si fondono sotto l’etichetta di organized crime; questo è successo sotto la spinta dei policy makers e delle organizzazioni internazionali che si occupano di criminalità organizzata, che hanno identificato il problema negli USA e in Italia, dove c’erano gruppi di criminalità organizzata strutturata stabili nel tempo e sistematicamente dediti ad attività illecite.

Poi si rendono conto che in queste realtà il tema è percepito come problematico e cercano di costruire un consenso contro questo problema a livello internazionale. Ma nei contesti in cui il crimine organizzato di stampo mafioso non esiste non c’è interesse a contrastarlo; perciò, la maggior parte dei governi non finanzia il contrasto a questo tipo di criminalità.

Questi governi hanno comunque problemi di criminalità organizzata che si dedica a crimini seri, transnazionali, ma in questi casi i gruppi non sono strutturalmente organizzati ma piccoli e flessibili.

Succede che la definizione utilizzata a livello internazionale di criminalità organizzata, partendo da un’ottica puntata sui gruppi grandi e strutturalmente organizzati, va ad accogliere entrambe le nozioni, anche chi in generale è attivo nelle attività illecite.

United Nations Convention against Transnational Organized Crime

Questo documento, col protocollo di Palermo del 2000, sintetizza i due concetti. Si parte con una grande influenza del percorso di studio italiano-americano, che ha in mente certi tipi di criminalità organizzata, ma poi si apre anche alla situazione degli altri paesi.

Article 2. Use of terms (a) “Organized criminal group” shall mean a structured group of three or more persons, existing for a period of time and acting in concert with the aim of committing one or more serious crimes or offences established in accordance with this Convention, in order to obtain, directly or indirectly, a financial or other material benefit.

Organized criminal group: gruppo di tre o più persone, che esiste per un periodo di tempo, che opera assieme, e che abbia come obiettivo un guadagno materiale.

(b) “Serious crime” shall mean conduct constituting an offence punishable by a maximum deprivation of liberty of at least four years or a more serious penalty;

(c) “Structured group” shall mean a group that is not randomly formed for the immediate commission of an offence and that does not need to have formally defined roles for its members, continuity of its membership or a developed structured.

Serious crime: le attività a cui si dedicano questi gruppi sono considerabili come i reati messi in atto devono avere pena minima di almeno 4 anni.

Structured group: si deve inoltre trattare di: il gruppo non si deve essere formato casualmente per la commissione del reato. Deve avere una certa stabilità, anche breve nel tempo, ma che vada al di là dell’episodio specifico.

Concettualizzazione all’interno del Codice penale italiano del mafia-type organized crime group

La definizione di gruppo di criminalità organizzata data dal Codice penale italiano si rifà alla nozione di gruppo di criminalità organizzata di per sé illegale e strutturalmente dedito ad attività illecite.

Until the early 1980s the authors of the first studies on the mafia denied the corporate dimension of the mafia phenomenon. Single individuals behaved according to mafia subcultural codes and exercised power on a local basis but that no formal mafia organization existed.

Oggi la mafia di tipo italiano ha come elemento chiave la dimensione organizzativa/di gruppo, si parla di gruppi di criminalità organizzata. Fino all’inizio degli anni ‘80 questo aspetto era poco considerato. Il grosso degli studi sulle mafie italiane si focalizzava su comportamenti, culture e atteggiamenti individuali: era l’individuo ad avere una cultura mafiosa, un atteggiamento mafioso e ad agire come un mafioso. Oggi le mafie vengono interpretate prima di tutto come gruppi.

Art. 416bis C.P. – Associazione a delinquere di tipo mafioso - 1982

L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.

Nella definizione più ampia delle Nazioni Unite non ci si focalizza sul come, sullo strumento. In questo caso si mette invece in luce anche il metodo, forza di intimidazione. Per la convenzione si parla di criminalità organizzata anche in assenza della forza di intimidazione, mentre nel caso della criminalità organizzata di stampo mafioso il metodo/strumento/mezzo è fondamentale.

Inoltre, il 416bis è più preciso anche per quanto riguarda benefici/scopi: è presente un elenco di benefici che l’organizzazione di stampo mafioso persegue, mentre per le Nazioni Unite le organizzazioni criminali perseguono un generico beneficio economico. Ancora, tra gli obiettivi dell’organizzazione mafiosa c’è un’ingerenza nella sfera politica, attenzione non solo alla sfera economica, ma anche volontà di controllo politico.

Elementi distintivi dell’organizzazione di stampo mafioso

Organization: organizzazione. Viol

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danif di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminalità organizzata, terrorismo e corruzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Aziani Alberto.
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