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Veronica Tirelli - comunicazione e media contemporanei per le industrie creative

Appunti delle lezioni di storia dell’arte contemporanea della professoressa Acocella Alessandra (Anno accademico 2021/2022).

Postimpressionismo

Ultimo decennio dell’Ottocento.

Seconda rivoluzione industriale.

Fotografia.

Cinema.

Belle époque.

Georges Seurat.

Vincent Van Gogh.

Paul Gauguin.

Paul Cezanne.

Crisi della scuola impressionista nell’ultimo ventennio dell’800. Prima mostra impressionista 1874 e ultima 1886 —> Parigi, vi partecipano Seurat e Gauguin, i quali saranno tra i principali esponenti del Postimpressionismo.

Con il postimpressionismo si ha il superamento delle poetiche di riproduzione del reale, tipico dell’impressionismo.

Seurat

Proviene dall’Accademia di Belle Arti, quindi i cardini della sua formazione erano stati il disegno e l’equilibrio compositivo, in linea con la tradizione classica e rinascimentale.

Alla base delle sue ricerche, condotte insieme a Signac, furono gli studi in campo ottico del chimico Michel-Eugène Chevreul che teorizzò la “legge del contrasto simultaneo” e la “mescolanza ottica”. La prima dimostra che quando si accostano due colori complementari essi tendono a risaltarsi l’un l’altro, aumentandone la luminosità. La seconda dice che avvicinando linee o punti di colore diverso e osservandoli a distanza, gli occhi tendono a percepire una sola tonalità, in quanto l’unità cromatica viene ricomposta automaticamente sulla retina.

Questi presupposti scientifici suggerirono a Seurat di usare colori puri senza mescolarli mai sulla tavolozza. La pennellata è ottenuta attraverso l’esecuzione a piccoli punti, la quale dona un effetto vibrante alla superficie dipinta e rinforza la compattezza compositiva.

Inoltre Seurat recupera i criteri geometrici e proporzionali venuti meno nell’impressionismo.

Una domenica pomeriggio all’isola della Grand Jatte, 1884-86

Secondo Seurat la pittura deve cogliere ciò che è immutabile e quindi recuperare la monumentalità dei quadri storici, come si nota nelle figure imponenti di quest’opera.

In quest’opera applica i principi scientifici delle teorie sulla percezione dei colori. La struttura compositiva è rigorosa e ogni dettaglio è unificato dalla luce e dalla simmetrica rispondenza dei colori. Gli elementi del quadro sono stati studiati a partire da schizzi dal vero per poi essere rielaborati in studio.

L’essenzialità delle forme e l’armonia dei contorni conferiscono all’immagine un senso di immobilità eterna e di sospensione temporale, agli antipodi rispetto alla poetica impressionista dell’istante.

Parade, 1888

Quadro che rivela una griglia composita e l’uso della sezione aurea. Le figure rappresentate sono ieratiche.

Van Gogh

Van Gogh in giovane età fece il predicatore, in questo periodo della sua vita venne a contatto con le poverissime famiglie di minatori e contadini, le quali gli suscitarono una commozione tale che, scrisse a suo fratello Theo, il suo desiderio era quello di esprimere il “dolore tragico” della vita, nelle sue opere.

Realizza 650 opere.

I mangiatori di patate, 1885

Periodo olandese.

Una delle opere d’esordio, inizia a dipingere a ventisette anni, nel 1880.

In quest’opera emerge già il caratteristico segno pittorico di Van Gogh: molto forte, quasi deformante. La luce della lampada accentua i tratti grotteschi dei volti, deformati dalla stanchezza.

Nel 1886 si trasferisce a Parigi da suo fratello Theo.

Il seminatore, 1888

A Parigi viene in contatto con le opere impressioniste e con quelle di Seurat, dal quale apprese il modo di stendere i colori a rapidi tocchi di pennello, i quali, nella sua ultima fase pittorica, diverranno veri e propri solchi di pittura.

Già in quest’opera il colore è simbolico. Nel 1886 Jean Moreas pubblica il manifesto del Simbolismo in cui afferma che l’arte deve esprimere uno stato d’animo interiore. La pennellata diventa una scarica energetica che diventa empatia tra artista e opera. Influenza delle stampe giapponesi: anni ’60-’70 dell’800 esplode la moda del giapponismo, penetrazione europea verso l’Asia. Seguono dei canoni di astrazione, come i tagli dell’immagine.

Utagawa Hiroshige, Il giardino dei susini (1857) sembra quasi una stampa fotografica e ricorda l’albero in primo piano de Il seminatore di Van Gogh.

Forte contorno che demarca le forme, un altro elemento in comune con Van Gogh.

Camera gialla, 1888

Nel 1888 Van Gogh si trasferisce in Provenza. Gauguin lo va a trovare e nell’attesa realizza parecchie versioni di questo dipinto in cui è rappresentata la stanza che aveva preparato per lui. Il titolo stesso suggerisce l’importanza del colore. Il giallo suggerisce un’accezione positiva della realtà e la voglia di accogliere il suo amico. La pennellata è stesa attraverso solchi e segue molte direzioni a seconda del soggetto che viene rappresentato. Pennellata multidirezionale.

Come nelle stampe giapponesi non si vedono ombre.

Durante la permanenza di Gauguin i due litigarono a causa delle loro diverse concezioni dell’arte. Erano accomunati dallo stesso uso arbitrario del colore e dalla critica ai modi dell’impressionismo, ma Van Gogh non accettava il distacco dalla realtà e la fuga nel sogno rappresentati dalla pittura di Gauguin.

Caffè di notte, 1888

Rosso=perdizione. Caffè=fornace del diavolo, luogo abitato da ubriachi e prostitute. Quindi rappresenta la perdizione umana, figure isolate ed alienate.

Reminiscenza prospettica che si nota nelle fughe del pavimento, lo spazio è ostruito dal tavolo da bigliardo, non è una prospettiva lineare, la quale indica uno stato di precarietà che stava vivendo anche l’artista in quel momento.

Stato d’animo che è evidente anche nella serie di autoritratti (1888): lo disegna dopo aver avuto una violenta lite con Gauguin, Van Gogh si recide un orecchio.

Campo di grano con collo di corvi, 1890

Uno degli ultimi dipinti, nell’anno della sua morte. Pennellata che procede per solchi e linee multidirezionate. Vento, cielo nuvoloso e carico di presagi.

Qui il dato naturale è solo un punto di partenza per esprimere l’interiorità e il mistero della vita e della morte, cui alludono la presenza di corvi e l’atmosfera sospesa del dipinto.

Van Gogh si ferisce con una pistola e muore il giorno dopo a 37 anni.

Gauguin

Esordio da pittore dilettante e autodidatta, aderisce all’impressionismo che stava andando verso la fase conclusiva. Nel 1886 va in Bretagna dove aveva praticato la pittura en plein air e dove conobbe Bernard, il quale stava sviluppando un linguaggio pittorico caratterizzato da un’essenzialità e una bidimensionalità priva di prospettiva che impressionarono molto Gauguin; poi torna a Parigi, e stringe amicizia con Van Gogh.

Celebre frase: “l’immagine che il pittore ha dentro di sé sovrasta l’immagine reale, quella fuori di sé”, la pittura è espressione dell’interiorità dell’artista. Svolta molto importante che influisce su espressionismo francese e tedesco.

Intorno al 1888 costituisce insieme a Serusier e Bernard il gruppo di artisti chiamati Nabis, termine ebraico che significa “profeta”, i quali avevano lo scopo di distaccarsi dall’impressionismo e svolgere una ricerca volta ad un’estetica antinaturalistica, interiorità, assenza di chiaroscuro, assenza di prospettiva e linea di contorno sulle figure. Il Talismano, 1888, Serusier.

La visione dopo il sermone, 1888

Manifestazione religiosa molto pittoresca. Cerchio di donne in ascolto viste di spalle mentre parla il pievano accanto a loro. Nel secondo piano rappresenta ciò che le donne immaginano suscitate dalle parole del pievano.

Primo piano=realtà effettiva. Secondo piano=allucinazione, immaginazione, lotta di Giacobbe con l’angelo, lo spazio dell’immaginazione è bidimensionale perché è antillusionistico. Le due realtà sono separate da un tronco d’albero, realizzato con uno schema che ricorda le stampe giapponesi.

I contorni marcati, i piani di colore uniforme, la bidimensionalità e la semplificazione delle forme richiamano l’influenza di Bernard. Sono le coordinate di uno stile che l’artista definirà “sintetista”.

Quando finì la sua esperienza con Van Gogh andò in Polinesia Francese: a Tahiti dal 1891 al 1893, è in questa fase che diventa un mito nel campo artistico.

Lo spirito dei morti veglia, 1892

Realtà sovrapposta all’immaginazione. Trae spunto da una storia reale. È la sua compagna che si sveglia perché avverte una presenza demoniaca che Gauguin rappresenta in questa tela. Il colore: sovrappone giallo e viola, colori complementari che danno al quadro una forte intensità. Gauguin stesso dice che grazie ai colori il quadro ha le stesse suggestioni della musica. Questi paragoni saranno fondamentali per Kandinsky.

Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo?, 1897

Appartiene al secondo soggiorno a Tahiti (1895-1901). Opera di grandi dimensioni in cui sembra recuperare la dimensione dell’affresco. Il titolo è emblematico perché rimanda al simbolismo dell’esistenza umana. Riflessione sull’esistenza umana, fatta di nascita e di morte. Si legge da destra a sinistra: bambino, adolescenza, età matura e morte. Il viaggio a Tahiti per Gauguin ha molta importanza perché per lui significa un netto punto di stacco rispetto ai canoni pittorici dell’occidente. Avrà grande influenza sui pittori francesi e darà avvio a diverse scuole simboliste.

L’opera ha un effetto di non finito in quanto Gauguin non si è attenuto alle regole accademiche, preferendo dare risonanza al colore e al suo potere di comunicare emozioni.

I gesti delle figure sono composti e calmi dando al quadro un respiro monumentale e classico e riconducono lo spettatore ad una dimensione ideale di armonia e serenità, cui l’uomo da sempre aspira.

Munch

Dagli anni ’80/’90 dell’800 anticipa l’espressionismo tedesco. Forte inquietudine esistenziale. Linea simile a Van Gogh.

Adolescenza, 1895

Tematica esistenzialista. La ragazza copre le sue parti intime e l’ombra nera sembra un’emanazione del suo corpo che ne evidenzia la sua inquietudine in questa fase di formazione.

Questo dipinto rappresenta un primo passo verso la rappresentazione dell’interiorità attraverso la pittura, in cui i conflitti interiori della giovane si materializzano nell’ombra. Vi è mancanza di prospettiva accentuata dalle due fonti di luce, frontale e sinistra, e ancora più evidenziata dall’ombra. I colori sono stesi a lunghe pennellate approssimative, a strati, ora raschiati ora lasciati gocciolare, come nell’ombra.

L’urlo, 1983

Disagio esistenziale vissuto in prima persona dall’artista. Rappresenta il malessere esistenziale dell’individuo e la sua immensa angoscia di fronte alla morte e all’impossibilità di opporre resistenza alle forze della natura.

Colore simbolico. Cielo rosso=alienazione, stato d’animo.

Realtà rappresentata in modo pessimistico.

“Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole è tramontato e improvvisamente il cielo si è fatto rosso sangue. Ho sentito un soffio di malinconia. Mi fermai, esausto, e mi appoggiai alla staccionata contemplando le nubi sospese come sangue e lingue di fuoco sul fiordo di un blu quasi nero e sulla città. I miei compagni proseguirono il cammino- io restai lì immobile tremando per la paura e per l’angoscia. E sentii che un grido infinito pervadeva tutta la natura”.

L’esperienza di un momento di panico e di smarrimento individuale, che trasforma un tramonto in un incubo, diventa paradigma di una condizione di disagio universale, espressa da Munch con un linguaggio fortemente stilizzato.

La composizione è impostata sulla diagonale del parapetto che corre lungo la passeggiata e stabilisce la distanza tra i due uomini, i quali si allontanano indifferenti.

La prospettiva dall’alto e l’inquadratura tagliata della strada danno a chi osserva l’impressione di trovarsi sull’orlo di un abisso.

L’intensità del rosso contrasta con i grigi scuri dell’acqua, donando drammaticità al dipinto. Il rosso si riflette sulla staccionata e sembra inseguire la creatura terrorizzata.

La profondità psicologica delle opere di Munch influenzeranno i Fauves e, soprattutto, gli espressionisti tedeschi.

Espressionismo francese

I Fauves.

Henri Matisse.

André Derain.

Maurice de Vlaminck.

La nascita ufficiale dell’espressionismo francese può essere fatta risalire al 1905, quando un gruppo di giovani artisti, tra cui Matisse, Vlaminck e Derain, prese parte al Salone d’automne di Parigi suscitando un fortissimo scandalo.

Il termine Fauves nasce in modo dispregiativo, infatti significa “belve”.

Il Fauvisme è una tendenza in quanto gli artisti che possiamo racchiudere in questo termine non riunirono mai in gruppo organizzato per mezzo di un programma, ma molti elementi accomunavano questi artisti in una medesima convenzione dell’arte:

  • Rifiuto del disegno classico e prospettico.
  • Ripudio del chiaroscuro.
  • Impiego di colori puri e brillanti.
  • Prendere le distanze dall’impressionismo.
  • Dimensione fortemente soggettiva ed emotiva del dipingere.
  • Eccitazione gioiosa legata all’atmosfera vivace della Parigi di inizio secolo.
  • Paesaggio, ritratto, scene di vita urbana.

Risento le influenze di Seurat, Cezanne, Gauguin e Van Gogh.

Matisse

Protagonista principale.

Lusso, calma e voluttà, 1904-05

Titolo tratto da una strofa del decadentista Baudelaire, “là tutto non è che ordine e bellezza, lusso, calma e voluttà”, Invito al viaggio. È un soggetto che era caro agli impressionisti, la colazione all’aperto, se ne distacca per la tecnica pittorica, punti a maglie larghe, e per la nudità dei corpi, che rimanda anche ad una sovrapposizione tra realtà e sogno, Gauguin.

Adotta il metodo della scomposizione dei colori, Seurat e in parte Van Gogh, ma utilizza colori puri che donano alla tela una spettacolare luminosità. Solo a distanza si può vedere l’integrità dell’opera.

Assenza di prospettiva, bidimensionale, evidente nella figura che tiene le braccia aperte, come se ci dicesse che dietro di lei non vi è più niente. In questo modo la tela ci parla della sua concretezza non illusionistica.

La gioia di vivere, 1904-5

Sembra una versione bucolica di Lusso, calma e voluttà.

Paesaggio semplificato costruito con l’alternanza di colori accesi.

Emerge una visione della realtà positiva. Diversa da quella della Die Brücke che si riallacciano alla visione angosciosa di Munch. Il colore è puro, steso con campire omogenee e le figure sembrano quasi ritagliate, con un contorno colorato sembrano far vivere autonomamente le figure nell’ambiente. C’è una tensione centripeta manifestata in maniera evidente dal girotondo di figure che corrono in primo piano. Le sei danzatrici costituiranno il punto di partenza per la realizzazione de La danza (1909-10).

Ritratto con riga verde, 1905

Si esprime molto bene l’uso del colore attraverso il modo in cui le figure sembrano disegnate da esso. La linea è blu. La linea verde antinaturalistica nel mezzo del volto serve a dividere in due la superficie di esso, un lato illuminato e un lato in ombra, c’è una forte demarcazione senza l’utilizzo del chiaroscuro, ma attraverso il colore verde. Totale assenza di profondità. Ciò che sta dietro la figura sono campiture piatte di colore: da un lato i toni caldi del volto e nell’altro i toni freddi.

Nudo blu, 1907

Impostazione scultorea della figura, stava contemporaneamente facendo una ricerca scultorea. Risalta i volumi grazie agli aloni attorno al corpo, i quali sono una suggestione dell’arte negra in cui le sculture non seguono i canoni della tradizione, ma danno risalto alle masse scultoree.

La tavola rossa, 1908

La quotidianità dell’azione che si svolge nella stanza, sottolineata dalla donna intenta a sistemare la frutta su un piatto, viene sottratta al dominio della realtà e trasfigurata attraverso la resa bidimensionale degli oggetti e la ripetizione di elaborati motivi arabeschi, che ornano sia la tovaglia che la tappezzeria. Annulla i confini tra le superfici. Inoltre, crea un gioco illusionistico in quanto non si capisca se quello nell’angolo sinistro sia un dipinto oppure una finestra.

La danza, 1910

Espressione della gioia di vivere: “Quel che sogno è un’arte fatta di equilibrio, purezza e tranquillità, senza oggetti minacciosi o angoscianti”.

La superficie sembra a mala pena contenere le figure, il girotondo non a caso è aperto nelle due figure in primo piano, è un invito all’osservatore di entrare all’interno della superficie pittorica. È sintetico, pochi colori e figure stilizzate.

Derain

Bagnanti, 1907

Importanti per Picasso. Ispirato all’arte negra.

Queste due opere fanno scandalo perché il tema avrebbe dovuto rispettare canoni che vengono totalmente meno. Si accentua i

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veronicatirelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Acocella Alessandra.
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