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Appunti lezioni critica

Lezione 11.03.2026

Arte come comunicazione. Estetica e storia della letteratura artistica.

Libro: Esame orale + esercitazione.

Problematiche della specializzazione: non danno mai una risposta certa e non escono dal loro tema.

Il tema della specializzazione nasce con Adam Smith: la divisione del lavoro permette di produrre di più. Però la vita di Smith fu esattamente il contrario di ciò che diceva, in realtà passò la vita ad occuparsi di letteratura inglese.

Da un lato l’arroganza degli specialisti sul loro frammento, dall’altra la guerra che la società contemporanea fa a chi si crea una cultura in maniera autonoma e non attraverso un’educazione controllata. Tutti gli aspetti passionali della vita umana sono al di fuori di questo sistema. Anche se spesso le scoperte che ci sono state negli anni sono state fatte da amatori.

Pragmatismo

Il padre del pragmatismo è Richard Rorty. La verità si dà solo nel senso della credenza. È vero ciò che funziona. Al di là di questa conoscenza non c’è nulla. È inutile pensare che l’individuo si basi su tre facoltà: la memoria, la fantasia e la ragione. Quello che ci importa è solo ciò che funziona.

Lezione 18.03.2026

Arte: significato di una parola

Lezione che corrisponde al primo capitolo del libro.

Questa parola è presente già nelle lingue più antiche e ancora oggi è declinabile in quasi tutte le lingue del mondo, non possiamo però darne una definizione certa.

Siccome non sappiamo darne una definizione e di conseguenza tantomeno sappiamo se l’architettura sta dentro a questo termine, effettivamente la cosa migliore sarebbe cancellare il termine così non dobbiamo più occuparcene.

Possiamo eliminare quindi questa parola?

Secondo i linguisti cos’è una parola?

Ogni parola ha tre elementi: significato, significante e referente.

Il significante è l’emissione sonora che utilizziamo, sono i fonemi e la modalità di scrittura.

Il referente, per esempio, per il cane è l’animale, un po’ più complicato perché ci sono diverse razze di cane.

Il significato è l’immagine mentale che abbiamo del referente: quando diciamo cane abbiamo diverse immagini mentali a seconda del nostro vissuto. Ciascuno di noi ha un’immagine mentale che può essere denotata, un aspetto comune a tutti i viventi, oggettivo, e connotata, l’assetto mentale che ognuno di noi ha, soggettiva. Per l’arte dare un significato univoco è difficile.

Noi ci troviamo un lemma ma non abbiamo un significato. Nella storia della critica e della teoria dell’arte che parte dagli antichi greci e arriva fino ad oggi, hanno cercato di trovare dei significati a questa parola.

Noi oggi potremmo chiedere all’AI o cercare su Wikipedia, prima di ciò c’era l’enciclopedia di Diderot…

Ogni volta dentro al perimetro di arte ci sono entrate parole diverse per definire il termine. La storia della critica e della letteratura artistica e architettonica è stata un susseguirsi di vedere cosa c’è nel contenitore dell’arte. Perché quando noi usiamo cane già non tutti la pensiamo allo stesso modo ma se noi diciamo arte la pensiamo ancora meno allo stesso modo. Stiamo cercando di abolirla e sostituirla con un termine più generico: creatività. Anche la comunità europea nei suoi programmi di sviluppo definisce tanti lavori creativi ma non li definisce artistici.

Cosa deve avere una cosa per essere definita opera d’arte?

Esempio: Tracey Emin, “letto sfatto” è stato venduto a 2 milioni e mezzo di sterline. Dopo che uno ha pagato tutto questo dove va a finire l’opera? Sicuramente non lo tiene in casa. Tendenzialmente dopo che un’opera viene comprata finisce in un deposito, a Ginevra, Singapore, Dubai; dopo dieci anni si mette in mostra o si fanno feste dove mostrano le opere, se ne parla poi sui giornali, ma poi si rimette in deposito, se l’opera sale di valore si rivende, come se fosse un investimento. Questa è arte?

L’identità culturale è uno dei punti di forza dell’Italia. L’Italia conta in virtù del deposito storico trasmessole dal suo passato.

Definizione di arte

Enciclopedia: definito come termine astratto e metafisico, ma poi la definizione continua per venti pagine.

Wikipedia: L’arte è il significato e la creazione nascoste dietro una bellezza, comprende ogni attività umana portata a forme di creatività e di espressione estetica poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza.

Oggi si cerca meno il significato di una parola, perché?

  • Privilegio della tecnologia sulla ricerca del senso delle cose e del loro rapporto col mondo: se noi non ce ne occupiamo a priori ci togliamo un grosso problema, non mi interrogo quindi sulle cose ma mi applico e basta, lo specialista ignorante;
  • Il pragmatismo ha sostituito l’idea della conoscenza, non mi pongo il problema di cosa sto facendo ma solo se sono in grado di farlo e se non è vietato;
  • La cancellazione dell’idea che il tema dell’incessante e del progresso siano i soli valori assoluti, ma ogni progresso ha sempre portato con sé anche un regresso. Esempio: quando si decise di coprire i navigli a Milano nessuno fu contrario, ora che è passato un secolo si pensa di riaprire i navigli;
  • Svalorizzazione della tradizione e del rapporto tra generazioni: il pragmatismo contemporaneo ha portato per la prima volta a questo distacco del passaggio di eredità tra generazioni che aveva fino ad oggi caratterizzato il modo di fare della civiltà europea che ci ha portato fino a qui.

Dentro la parola arte c’è architettura? Ha senso inserirla?

Arte = dal greco Technè, una conoscenza tecnica di modi di fare, realizzare qualcosa, in questa definizione non è compresa la fantasia, la genialità, la creatività, l’espressività…

Per tanti secoli in alcune località della civiltà occidentale Technè voleva dire realizzare qualcosa con le mani, anche nel Rinascimento Vasari scrive ancora che l’artista è “colui che lavora con le proprie mani”. È considerato un mestiere povero e servile, l’artista per moltissimi secoli non è certo una figura professionale molto apprezzata e certamente non guadagna 2,5 milioni di sterline per fare un letto disfatto.

Come si è passato dall’artista al servizio di qualcuno che fa un vaso di creta e gli danno mezzo pollo da mangiare a un letto sfatto venduto a 2,5 milioni?

Vengono identificati da Arthur Danto, autore di “Dopo la fine dell’arte”, quattro macro periodi in cui si è sviluppata l’arte:

Prima fase: l’arte come reliquia

In questo primo macro-gruppo Danto si rifà a Hans Belting che dice: “L’era dell’arte possiamo dire che prese avvio circa nel 1400 anche se le immagini prima di tale data erano chiamate arte. Erano chiamate arte ma non venivano concepite in tal senso, il concetto di arte non aveva alcun ruolo legato alla loro creazione. Fino al 1400 le immagini erano più che altro oggetto di venerazione, ma non di ammirazione estetica e in questo modo ha inequivocabilmente descritto l’estetica nel significato storico dell’arte”.

Prima della nascita nel Rinascimento dell’arte moderna o di quella che noi vagamente consideriamo arte, l’arte, come scriveva il filosofo tedesco Walter Benjamin, è legata al rituale.

Come nasce l’arte e questo termine? Immaginiamoci di essere in una società primitiva dove l’uomo è ancora cacciatore e raccoglitore, cerca di diventare fondatore di una comunità agricola stanziale, 12000 a.C. Muore il capo tribù, lo seppelliscono e in quel luogo costruiscono un bastone, una specie di menhir come se fosse un elemento che collega lo spirito celeste attraverso lo spirito del capo tribù morto; decorano questo tronco, accendono il fuoco e fanno intorno delle danze rituali come sciamani. Questo è l’inizio dell’uso del termine arte.

Walter Benjamin dice: “L’arte ha trattenuto con sé sempre l’idea di qualcosa di spirituale”; il filosofo lo chiama Mana, cioè il contenuto spirituale dell’arte.

Da questo deriva il fatto che noi non vogliamo vedere una riproduzione identica all’originale ma vogliamo vedere per forza l’originale dell’opera, abbiamo questo retropensiero che l’arte sia qualcosa di “magico” e abbia tenuto con sé un carattere spirituale.

Prima del Quattrocento, come dice Belting, l’arte ha a che fare con lo spirito ancestrale dei progenitori, ed è o un lavoro di tipo tecnico o quasi un sostitutivo della reliquia e di qualcosa di carattere spirituale. L’arte ha innanzitutto questo valore di carattere simbolico, sostituisce il contenuto spirituale, es. simboli dei primi cristiani nelle grotte, che erano micro-comunità ebraiche scappate da Gerusalemme e che si dovevano nascondere nelle catacombe.

L’arte in questo periodo veniva usata per comunicare i dogmi religiosi. Diviene così il sostituto della reliquia: ogni comunità aveva una chiesa/cappella nel luogo in cui si conserva la reliquia di un santo, quando non si aveva nulla si faceva un dipinto del santo o di scene sacre.

Esempio: Zurbarán, pittore spagnolo del ‘600, egli fa capire come l’arte sia sostituzione della reliquia. Riproduce il volto di Cristo, riproducendo anche il panno su cui era impresso il volto.

La reliquia più importante di cui si poteva disporre era l’immagine di Cristo. Durante le crociate i cavalieri trovavano le reliquie e riempirono il mondo occidentale di reliquie vere o false. Due sono state le più importanti reliquie: la sindone e il velo della Veronica, il Vangelo narra che mentre Gesù portava la croce una donna gli asciugò il volto insanguinato con un velo, si chiama Veronica perché vuol dire vera icona. Questo velo della Veronica finì in diversi luoghi, oggi abbiamo almeno 4 località dove è custodito il “vero” velo della Veronica. In Spagna non avevano questo velo e così Zurbarán rifece questa reliquia dipingendo il velo della Veronica con al centro il volto per far vedere come l’arte possa essere sostitutivo della reliquia e ci si può inginocchiare davanti ad essa. La tradizione cattolica a un certo punto però decide la netta differenza tra venerazione delle immagini ammessa e adorazione dell’immagine assolutamente rifiutata.

L’arte era accettata solo come sostitutivo, se fosse diventato essa stessa elemento di contenuto religioso non sarebbe andata bene, per questo il Concilio di Nicea sottolineò questa distinzione e definì cosa era permesso e cosa no. L’arte deve essere solo un tramite.

Tutto questo periodo artistico è formato da grandi storie. Rimangono tali fino a quando l’arte non abbandona questo contenuto di sostitutivo della reliquia ma aggiunge un contenuto di sfida estetica: l’arte deve essere una seconda natura ed è tanto meglio quanto più si avvicina alla capacità di ricreare una specie di seconda natura. Dipende per la prima volta dal modo in cui si fa l’arte.

Basso Medioevo

Oltre a essere sostitutivo della reliquia, l’uso del termine arte diventa quasi omnicomprensivo e un sinonimo della parola sapere. La parola arte sta a significare conoscenza e organizza tutto il campo delle conoscenze, arti liberali e arti meccaniche.

Il termine arte lo uso in questo passaggio, Trecento e Quattrocento, quando diventa una seconda natura, si applica a tante cose diverse. Ci dobbiamo immaginare nelle prime corti europee, la nobiltà, nasce ai tempi di Carlo Magno che conquista l’Europa e ripaga i condottieri che l’hanno aiutato nelle battaglie con dei feudi, è già nata e si è affiancata alla Chiesa, all’interno di questa dimora ci sono i servitori e tra questi ci sono quelli che chiamiamo artisti. Non solo quelli che noi oggi chiamiamo artisti, sono artisti tutti coloro che svolgono un’attività che ha a che fare con la natura, con le loro mani e con l’ingegno, esempio i profumieri, i cuochi oppure i giardinieri, giardino come manipolazione della natura.

Importanza dell’architetto di corte: i Malatesta chiamano Leon Battista Alberti a rivestire il tempio di San Francesco, nasce il Tempio Malatestiano di Rimini.

Alle soglie dell’umanesimo l’arte diventa creazione di una nuova realtà.

Seconda fase: umanesimo

L’arte diventa una competizione estetica al servizio di altri significati, comincia ad essere espressione ed essere pensata, ovvero nasce dall’idea ma che non rappresenta se stessa ma altro. Prima non era un’idea ma tecnica, sostituzione e organizzazione della natura. Ora l’arte diventa qualcosa che prima è concepito nella mente e poi realizzato con le mani attraverso una capacità di tipo tecnico.

Per la prima volta diventa una sorta di religione laica, conserva l’originaria idea di contenuto magico e spirituale ma si applica, da adesso in poi, a tutti i soggetti e gli avvenimenti di carattere umano, la fidanzata, il paesaggio, la battaglia… Tutto questo è spogliato dal valore solo sacrale di sostitutivo della reliquia che aveva nella prima fase, ma trattiene con sé un’idea di carattere spirituale che è innanzitutto dato dalla sua unicità: l’arte non è riproducibile in questa fase. Il contenuto materiale, il pigmento, gli strumenti utilizzati, dell’opera d’arte è l’elemento che trasmette questo contenuto originariamente spirituale. I motivi per cui si faceva arte cambiano, ci si può distaccare dalla Chiesa o dalla corte e avere la propria bottega; l’artista rimane comunque un poveraccio anche se qualcuno riesce ad affrancarsi da questa posizione, diventare maestro di bottega e ottenere delle committenze in cambio di denaro e non solo di donativi.

L’arte diventa così la narrazione di carattere estetico che siamo abituati a conoscere.

L’arte che diventa sfida estetica si coniuga in tante cose diverse: la ritrattistica, la raffigurazione di carattere allegorico, Primavera di Botticelli che simbolizza un matrimonio ma sotto tutta una serie di simboli e incroci che noi non siamo più in grado di decifrare, raffigurazione di carattere enigmatico, una specie di settimana enigmistica, di rebus, serviva per comunicare delle cose che si volevano tenere nascoste.

Il termine arte è andato decifrando una serie di attività come anche quelle relative alla fusione dei metalli, alla alchimia. L’arte è stata anche un termine utilizzato nella forma di arte della memoria, nel 600 si studiano i primi grandi sistemi mnemonici, perché al tempo un uomo che non aveva Wikipedia e non poteva tenersi a mente tante cose. In questo periodo ci sono pieni libri che spiegano questi metodi: partendo da un’immagine ne seguono altre che aiutano a ricordare le cose. Ad esempio, per ricordarsi i pesci basta ricordarsi la faccia che ha disegnato l’Arcimboldo per Rodolfo II a Praga. Il più grande meccanismo di arte della memoria raffigurato nel 600 è quando si vedono le immagini dell’arca di Noè: vengono accostati gli animali per amicizia per far sì che non si sbranino e in questo periodo ci sono un sacco di stampe in cui si fa vedere come sono messi vicini questi animali.

Arte come metafora della rappresentazione: esempio Velázquez con il quadro “Las meninas”, noi vediamo lui che dipinge un quadro ma non vediamo cosa sta disegnando sulla tela, teoricamente sta dipingendo noi che siamo davanti al quadro e lui ci guarda, in realtà sta dipingendo i due re di Spagna che vediamo riflessi sullo specchio in fondo, ma illusoriamente quando guardiamo il quadro pensiamo che ci stia dipingendo.

L’arte è anche l’enciclopedia del mondo, serve per spiegare le cose. Già dai tempi di Leonardo l’arte diventa anche psicologia, un modo per raffigurare gli stati d’animo dell’individuo. Siamo sempre nel secondo grande periodo della sfida estetica però diventa anche una forma di psicologia dei tempi. Es. Melencolia I di Dürer.

In questo periodo l’arte più presente è la ritrattistica, soprattutto quella nobiliare; non essendoci la macchina fotografica la sfida estetica diventa anche l’arte come capacità di far riportare ai posteri un progenitore o un fondatore di una dinastia.

L’arte è anche usata come testimonianza storica, al posto di un libro sul portale di una cattedrale o in un grande quadro di genere realizzano la storia di un avvenimento.

L’arte diventa una specie di giornale, es. Napoleone tra gli appestati di Jaffa, viene descritto un fatto di cronaca, Napoleone ha conquistato l’Egitto, va a Jaffa e sfrutta il potere della comunicazione e della costruzione del consenso; Napoleone viene messo al centro ed è il più alto della scena, lui sfida ogni pericolo e tocca l’appestato come se dovesse guarirlo, in questo caso è un fatto di cronaca ma è anche costruzione del consenso, quello che accade anche oggi quando vengono messe le foto belle della Meloni sul giornale.

Già nel 600 si definisce l’arte come meraviglia, Tiepolo nel palazzo di Würzburg realizza un dipinto con i 4 continenti sul soffitto; il suo scopo era quello di illustrare sulla volta tutta la geografia del mondo in maniera simbolica.

Il marketing urbano: Canaletto ha una sua tecnica raffinata, usa la camera ottica, lui è suddito della Repubblica della Serenissima, però è uno che agisce per committenza. Fa questi dipinti di Venezia che sono una sorta di marketing urbano, perché arrivano inglesi che

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariacozzolinoo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Critica d'arte e d'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Panza Pierluigi.
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