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22/02/2022 La struttura del sistema finanziario

Sistema finanziario: profilo strutturale (da cosa è composto) e profilo funzionale (quali sono le funzioni).

Il sistema finanziario da solo non può esistere, poiché è a servizio del complesso economico.

Definizione struttura

Il sistema finanziario è composto da un insieme di contratti e strumenti finanziari, intermediari finanziari (banca, assicurazioni, società di gestione del risparmio, SIM società di intermediazione mobiliare), mercato finanziario ma anche dei cambi, mercati obbligazionari…, le autorità di regolamentazione e vigilanza (che controllano come la SEC, CONSOB, la Banca d’Italia e la Banca centrale europea che oltre alla politica monetaria adesso si occupa anche di vigilanza).

Definizione funzioni

  • Allocazione del risparmio: trasferimento di risorse finanziarie dal risparmio agli investimenti.
  • Funzione monetaria. Assicura l’efficiente trasferimento del sistema dei pagamenti. Certezza del trasferimento del denaro.
  • Funzione di gestione dei rischi. I rischi sono 2 tipi: 1) rischio speculativo, rischio la cui manifestazione può prevedere un guadagno o una perdita (comprando un’azione domani può valere più o meno, ricavo o perdita) ed è intrinseco all’interno di ogni attività finanziaria, 2) rischio puro, rischio che prevede solo manifestazioni negative (incidenti, incendi, furti…). Le compagnie assicurative aiutano nella gestione dei rischi puri.
  • Politica monetaria (es. gestione del rialzo dei prezzi).

Le famiglie

Sono unità in surplus, a livello aggregato si hanno risorse finanziarie in eccesso.

Ci sono anche unità in deficit, ovvero le imprese che devono fare investimenti di lungo periodo e lo Stato (che deve finanziare la spesa pubblica). I finanziatori delle unità in deficit sono le famiglie italiane + le unità all’estero.

I modi attraverso cui le risorse finanziarie raggiungono le unità sono:

  • Metodo diretto, qualsiasi strumento finanziario che consente direttamente di finanziare l’ente. Se però il beneficiario dovesse fallire è un rischio per il cedente perché perderebbe il valore della prestazione fornita. La prestazione del beneficiario è incerta e futura (regime di attualizzazione).
  • Diretto-intermediato: per entrare nei mercati finanziari si può accedere attraverso gli intermediari finanziari e gli intermediari immobiliari; questi consentono di finanziare le unità in deficit.
  • Metodo indiretto: le risorse finanziarie vengono stazionate nei conti correnti bancari. “Indiretto” perché le perdite derivanti dall’unità in deficit non sono supportate dall’unità in surplus ma dal patrimonio netto dell’intermediario finanziario.

Salari e rendite: le aziende forniscono un corrispettivo ai dipendenti.

Prezzi: ciò che offro al pubblico, che deve avere un prezzo adeguato per poter essere acquistato.

Reddito nazionale: circuito reale, corrisponde alla somma delle remunerazioni pagate per il lavoro e capitale.

S=I, se consideriamo un’economia chiusa, il risparmio privato accumulato è alla base degli investimenti.

Conto economico/del reddito

Si utilizza la logica di impresa (ricavi-costi).

Conto patrimoniale

Per l’impresa si distingue in attività (reali e finanziarie), e passività e netto (passività finanziarie e patrimonio netto).

Per le famiglie invece l’attività reale tipica è la casa, attività finanziarie sono la liquidità, ma anche azioni titoli ecc…, dal lato passivo le famiglie si indebitano tramite mutui e prestiti, ma anche le famiglie hanno un proprio PN e che rappresenta tutto quello che si possiede.

Quindi ogni unità economica ha un equilibrio e viene rappresentato dal patrimonio netto, che viene incrementato ogni volta che si risparmia denaro. Al contrario, ogni perdita va ad intaccare il PN in diminuzione.

La differenza tra S-I (investimenti in attività reali), si chiama saldo finanziario e va a definire chi è un’unità in surplus o in deficit, misura l’equilibrio tra il risparmio e l’utilizzo di risorse finanziarie.

È l’unica unità che ha questo dato positivo è la famiglia.

Le unità in disavanzo sono quelle che hanno S< rispetto ad I, ovvero le imprese che necessitano di risorse finanziarie maggiori rispetto all’utile netto che hanno risparmiato (e insieme alle imprese anche lo Stato, le tasse non sono sufficienti per coprire la spesa pubblica).

Coloro che hanno risorse finanziarie in eccesso vanno a comprare attività finanziarie, al contrario chi necessita di risorse emette passività finanziarie per chiedere il fabbisogno.

La prestazione di risparmio degli operatori in surplus va a finanziare la spesa in attività reali (casa) ma anche la spesa in attività finanziarie, oppure per agire tramite riduzione delle passività finanziarie.

Coloro che sono in deficit sono costretti ad integrare il loro utile netto mediante immissione di nuove attività finanziarie, quindi indebitamento (leasing, factoring, credito al consumo) oppure attraverso il mercato finanziario (emissione di titoli ecc.), altrimenti se non scelgono l’indebitamento possono dismettere le attività finanziarie.

Per quanto riguarda le società finanziarie sono a saldo finanziario nullo.

Le amministrazioni pubbliche sono a saldo finanziario negativo SF=(T-G)-I (eccetto rari casi quali Arabia Saudita).

Il saldo finanziario dell’estero può essere positivo o negativo; se positivo (es. Francia), prende più soldi da altri paesi rispetto a quelli che dà, ciò vuol dire che esporta X e le importazioni sono M ed X>M. Quindi, nei confronti dell’estero quando altri paesi sono negativi le importazioni sono maggiori rispetto alle esportazioni.

27 febbraio

La composizione di attività e passività finanziarie dei settori istituzionali dipende da:

  • Scelte di investimento e finanziamento dei diversi settori nel tempo.
  • Trasformazioni strutturali del mercato finanziario: ha assunto sempre più peso il mercato finanziario; rispetto alle banche, soprattutto in territorio americano, e se sono più importanti le imprese emettono direttamente titoli che comprano le famiglie. Sono aumentati i circuiti diretti soprattutto in territorio anglosassone ma anche in tutta Europa.
  • Modelli di sviluppo economico perseguiti (welfare): tipo i fondi pensioni permettono di gestire le proprie risorse finanziarie.
  • Fattori demografici e di educazione, più le persone sono istruite più sono portate a modificare la loro asset allocation.

Il saldo finanziario non può sanare una qualsiasi situazione, ha dei limiti.

Più le opportunità di investimento si ampliano, più le esigenze dei soggetti economici in surplus sono soddisfatte; ci può essere anche un elemento che coinvolge le divergenze delle aspettative (effetto quantità): se non si hanno le risorse finanziarie aspettate, il reddito diminuisce perché gli operatori rinunciano a risparmiare. Ci può anche essere un effetto composizione, nel corso di uno stesso anno si può cambiare anche la composizione delle attività finanziarie che possiedo.

Situazione di divergenza finanziaria: chi ha risorse finanziarie non impiega le risorse in attività reali, chi realizza attività reali non ha risorse finanziarie da impiegare (dissociazione risparmio-investimento).

Le famiglie hanno una propensione al rischio basso e hanno un orizzonte temporale di breve termine. Al contrario delle imprese di maggior successo che tendono ad avere un orizzonte temporale di lungo termine (fattori a lungo ciclo di utilizzo) e una propensione al rischio medio-alta. Quindi le due finiscono per compensarsi:

La parentesi graffa sta a dimostrare che continueranno ad esserci famiglie che tenderanno ad avere tendenze personali che si dirigono solo verso una scelta (o a breve o a lungo termine). Se non ci fosse quella parentesi, le banche potrebbero anche non esserci e poter solo fornire un supporto per l’acquisto di attività finanziarie.

Ciò vuol dire che ci deve essere un soggetto che prenda le risorse finanziarie a breve termine e le trasformi a medio-lungo termine.  Banca.

Questa operazione si chiama trasformazione delle scadenze, sta alla base del circuito diretto. Perché le risorse finanziarie a breve termine delle famiglie vengono trasformate in risorse a medio lungo termine per le imprese; la banca può farlo attraverso i soldi in conto corrente delle famiglie (passività a vista perché i correntisti possono sempre ritirarli), la banca li ritira e li dà alle imprese (a 30, 40 anni ecc.). Così facendo trasforma i rischi e le scadenze; rischi perché avere un deposito a vista è poco rischioso, ma non lo è fornirlo a titolo di finanziamento a lungo termine.

Circuito diretto

Si realizza mediante l’emissione di passività finanziarie da parte delle unità in deficit. In questo modo però, le inadempienze di chi usufruisce del capitale si ripercuotono direttamente sul capitale del finanziatore. Il circuito diretto può avvenire in diverse situazioni:

  • Circuito diretto e autonomo: la parte cerca di avere una relazione diretta e autonoma con la controparte in deficit. Deve anche cercare di valutare in autonomia il grado di solvibilità di ciascuna attività. Questa è un’ipotesi occasionale e di volumi molto modesti, infatti c’è sempre qualche struttura che ci aiuta ad avere una relazione tra nuclei in surplus e in deficit.
  • Circuito diretto e assistito: ci sono strumenti finanziari ma questi si trovano nei mercati organizzati che hanno regole formali per potersi negoziare con informativa, conoscenza delle strutture tecniche ecc. Quindi il primo grado di assistenza viene fornito dagli stessi strumenti finanziari. Il grado è ancora maggiore quando oltre allo strumento a scopo assistenziale c’è anche un intermediario, la banca che consente di fare questa operazione e di incontrare l’unità in deficit. Il grado più alto di assistenza è il consulente finanziario o le reti di consulenza finanziaria.

3 marzo - Componenti del sistema finanziario

C’è divergenza di preferenze tra le unità in surplus e le unità in deficit: le unità in surplus, infatti, preferiscono tenere le liquidità sui conti correnti o investire in operazioni a breve termine; al contrario le unità in deficit vogliono raccogliere risorse a medio lungo termine e questo presuppone la presenza di un intermediario tra le parti, tipicamente la banca.

I contratti finanziari

Gli strumenti finanziari sono definiti all’interno dei contratti finanziari.

Lo scambio avviene attraverso contratti finanziari, tramite circuito indiretto quindi con la presenza di intermediari, oppure tramite circuito diretto come le obbligazioni; ma possono anche essere titoli di stato (ad oggi titoli di stato italiani hanno sperimentato un forte rialzo dei rendimenti e quindi un forte rialzo dei prezzi). Tali contratti sono denominati attività finanziarie: quindi l’attività finanziaria è un rapporto contrattuale particolare nel quale le prestazioni delle controparti sono denominate in moneta e scadono in tempi differenti.

Perché accade questo?

Quando compriamo un’attività finanziaria, facciamo un investimento certo, sicuro: le risorse finanziarie le sborsiamo ora. Il capitale da riscuotere è invece incerto, il grado di incertezza dipende dal grado di rischio del soggetto che emette il titolo di stato/obbligazionario.

Ci sono modi per capire in anticipo il grado di solvibilità di un titolo? Le agenzie di rating ci danno un aiuto per capire il grado di rischio e solvibilità.

Le attività finanziarie possono avere natura di:

  • Contratti bilaterali (informazioni riservate), come l’accensione di un c/c.
  • Contratti di mercato (informazioni pubbliche), informazioni sui rendimenti, sull’inflazione, azioni ecc… che vengono trasmessi tramite canali informativi.

Quali contratti si possono avere in base alla natura dell’attività:

  • Rapporto creditizio, do un credito ma mi aspetto un determinato comportamento quindi il pagamento degli interessi.
  • Rapporto di partecipazione, chi sottoscrive un’azione non può aspettarsi un compenso sotto forma di interesse (cedola), bensì un dividendo che dipende dall’utile conseguito e che l’assemblea degli azionisti decida di distribuirlo e non di reinvestirlo.
  • Rapporto di tipo assicurativo (legato al rischio puro).

Distinzione in base al tempo:

Può essere di qualsiasi tempo, di breve, medio o lungo termine. Ci sono anche titoli perpetui che nei periodi di bassissimi tassi di interessi hanno emesso anche titoli azionari a vita, quali l’Austria.

Informazione: quando valutiamo un’attività finanziaria dobbiamo anche fare una previsione sulla prospettiva futura di chi la emette. Il valore dell’informazione è quello che permette agli investitori di avere extraguadagni. È l’elemento più importante all’interno dei contratti finanziari.

Ad ogni attività finanziaria è legato un rischio e rendimento, prima di utilizzare uno strumento finanziario è bene chiedere qual è il rischio di tale strumento.

È universale che più alto sia il rendimento, più alto è il rischio.

Il rendimento delle AF è la remunerazione percentuale per chi cede potere di acquisto e richiede un compenso sia per la rinuncia al potere di acquisto, sia per il rischio sopportato.

Quindi, il rendimento è formato dal tasso di interesse; il tasso generalmente è nominale, ma poi sono reali perché influenzati dall’inflazione.

Possono poi essere tassi fissi per x tempo, ma possono anche essere variabili cioè che variano in base a determinati parametri (il più comune è l’Euribor, ovvero il tasso di scambio in cui le banche si scambiano i flussi sul mercato e oggi è ai suoi massimi, a carico su chi ha interessi passivi su mutui).

Il rischio delle attività finanziarie è generalmente quello che alla scadenza, i contratti non vengano liquidati; ma non è solo questo, esiste anche il rischio di prezzo che è un rischio speculativo, che è sia a rialzo che a ribasso. Le variazioni del tasso di cambio possono compromettere il rendimento: se ho il 5% su un titolo americano, devo vedere come si comporta il cambio euro-dollaro. Quindi quando compro un titolo in una valuta estera devo considerare il tasso di cambio che è anch’esso un rischio speculativo.

Inoltre, se io compro un BTP che scade nel 2037 che mi dà il 4% ogni anno, e oggi lo compro a 94. Ma poi devo stare attento che lo Stato Italiano mi dà 100.000 euro come previsto. Ma oltre al rischio del rimborso del capitale a scadenza, c’è rischio anche sulle stesse cedole. Se un’entità quotata sul mercato non paga nemmeno una parte di cedola, viene dichiarata in default.

Il rischio si può quindi distinguere in:

  • Rischio finanziario (insolvenza, tassi e cambi ecc.).
  • Rischio non finanziario (frode, malfunzionamento…).

Come si può vedere dal grafico, la liquidità ha il rischio più basso a fronte, tuttavia, di un rendimento nullo.

C’è da dire che tanto più alta è l’inflazione, tanto più cala il potere di acquisto e possiamo dire che la liquidità è a rischio inflazione.

Andando avanti, l’attività meno rischiosa sono i Bond governativi, anche se va specificato che i vari paesi hanno gradi di rischio differenti; se si considera il bond della Turchia ha un rischio superiore di molti altri.

Quando si passa dal government al corporate, si passa all’high yield bond sono denominati come prossimi al default (sia governativi che di imprese), danno un rendimento molto alto ma anche un rischio molto alto.

La linea divide la componente delle obbligazioni rispetto alla componente azionaria che solitamente ha un rischio più alto.

L’indice che rappresenta le nostre azioni quotate si chiama FTSE-MIB, nel mercato americano si chiama Standard Poor’s 500. L’indice più importante delle azioni mondiali si chiama MSC World. L’indice delle principali 50 azioni è l’Eurostat 50.

La private equity è un investimento in imprese non quotate di qualsiasi geografica, può avvenire anche per consentire alla stessa impresa di accedere al mercato finanziario. Le imprese non quotate hanno un grado di rischio ancora maggiore, perché il prezzo è una variabile fondamentale. Gli investimenti in private equity possono rendere tantissimo ma sono rischiosi perché non sono liquidi e non posso verificare il prezzo ogni giorno.

L’ultimo è il venture capital che è molto simile alla private equity ma si tratta di aziende appena nate, sono iper-rischiosi perché l’azienda può evolversi così come andare in rovina.

Riassunto del rischio delle attività finanziarie:

I prodotti finanziari

Include non solo gli strumenti finanziari ma anche le polizze assicurative con natura finanziaria.

Gli strumenti finanziari

È un contratto avente per oggetto una prestazione finanziaria: trasferimento di fondi tra un creditore e un debitore che si scambiano potere di acquisto attuale contro potere d’acquisto futuro.

Funzioni:

  • Denominazione della ricchezza.
  • Trasferimento della ricchezza.
  • Diversificazione del rischio.
  • Separazione del rischio.

6 marzo ’23

Quali sono i mercati finanziari.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliloc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione della banca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Paltrinieri Andrea.
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