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LETTERATURA SPAGNOLA CALIA

LEZIONE 1

Dalle origini al XV secolo

●​ Medioevo: V-XV sec. d.C.

●​ 476 d.C.: fine dell’Impero Romano – fine dell’Antichità

●​ Dal IV sec.: grandi invasioni barbariche

●​ Paganesimo → Cristianesimo

●​ Umanisti italiani (XV sec.): Medioevo come periodo di intermezzo, di transizione, di

declino e di secoli oscuri tra la cultura classica, l’Antichità, e il Rinascimento.

●​ Scrittori romantici (XIX sec.): Medioevo come età dell’oro, di splendore culturale e

artistico, formazione di uno spazio politico e religioso comune che costituirà l’Europa.

●​ 711: inizio della dominazione araba – battaglia del Guadalete

●​ Bilinguismo (fine XI sec.)

●​ 1085: conquista di Toledo – Alfonso VI di León toglie Toledo al re al-Qādir

●​ 1086: invasione degli almorávides (Marocco)

●​ Reinos de taifas: grandi feudi politici – enorme interscambio culturale

(“Rinascimento culturale del XII secolo”)

●​ 1146: invasione degli almohades (Maghreb)

●​ Comunità mozárabe di al-Andalus decimate: perdita progressiva della lingua

●​ 1492: fine della Reconquista da parte dei re Cattolici (Isabella I di Castiglia e

Ferdinando II d’Aragona) – caduta del regno nazarí

Diversità linguistica: (Castellano, Gallego, Leonés, Aragonés, Catalán, Mozárabe)

Mozárabe → lingua ibrida più antica, si può considerare il dialetto più arcaico della lingua

spagnola – unione tra castellano (ancora molto legato al latino) e arabo colloquiale

Bilinguismo fino al XIII sec. nei territori di al-Andalus:

●​ Siviglia: importante comunità mozárabe in Triana (XII sec.)

●​ Algarve (Cabo de São Vicente – attuale Portogallo): iglesia de los Cuervos –

santuario cristiano (XII sec.)

●​ Murcia: piccoli e medi proprietari agricoli mozárabes, fedeli al Cristianesimo

●​ Tudela (Navarra): prima della conquista di Alfonso I (1119), grande comunità

mozárabe – onomastica e parrocchie cristiane

●​ Lérida: riconquista nel 1149 – piccola popolazione cristiana nel quartiere mozárabe

Botanica XII-XIII sec. e valore del bilinguismo:

●​ Ibn Buklāriš (XI-XII sec.) – nomi di medicinali in mozárabe

●​ Al-Idrīsī (1105-1165), geografo – sinonimi di medicinali in lingue romanze

●​ Ibn al-Baỵtār (1197-1248) – il più celebre tra gli autori andalusi in materia medica

El Mozárabe:

●​ Must’ arab significa “quasi arabo”= “colui che vuole assomigliare agli arabi”.

●​ Veniva chiamato mozárabe il cristiano che, vivendo tra i musulmani di al-Andalus,

continuava a praticare la sua religione.

●​ La lingua mozárabe era la varietà linguistica romanza parlata in al-Andalus,

specialmente fino alla fine dell’XI secolo, da cristiani, muladíes (convertiti all’Islam) e,

in parte, dagli arabi stessi.

Alle origini della letteratura spagnola

●​ Crisi del Califfato (XI sec.): la Spagna divisa in grandi feudi politici, chiamati reinos de

taifas.

●​ Scambio culturale: rinascimento culturale del XII sec.

●​ 1948: ritrovamento delle prime jarchas mozárabes da parte di Samuel Stern.

●​ 1952: Emilio García Gómez scopre ulteriori jarchas in poemi in arabo classico.

●​ È la lirica ad essere pioniera della letteratura spagnola, e non l’epica come il Poema

de Mio Cid come si pensava allora.

●​ Santiago de Compostela: capitale della cultura spagnola a partire dal IX secolo

(nell'anno 810 viene scoperto il sepolcro dell'apostolo)

●​ Influenza dei poeti provenzali nelle prime cantigas in Galicia (XII sec) → chiamato

“camino francés”

●​ Scoperta delle jarchas: avviene in Al-Andalus durante il Califfato (c'erano poeti arabi

ed ebrei nelle città di Cordova e Siviglia). → sono il primo esempio di letteratura

spagnola (risalgono all'XI secolo, las cantigas – che fino ad allora erano le più

antiche – al XII) → questo segna la nascita di una letteratura spagnola antecedente a

quella provenzale.

Las jarchas mozárabes

-​ Metà X sec.: i poeti Yosef el Escriba e Muqaddam ben Mu’afa scrivono moaxaja.

-​ Moaxaja: poema colto su vari temi, diviso in strofe, scritto in arabo o ebraico, che

termina con una canzoncina in lingua volgare. Poesia araba classica con temi come

amore, panegirici (scritti per lodare), satira. Voce poeta maschile.

-​ Jarcha: parte finale della moaxaja, breve componimento popolare, con esclamazioni

e interrogativi, trasmissione orale. Canti d’amore femminili, con passione amorosa,

assenza dell’amato, sofferenza.

-​ La voce poetica è femminile (donna amante), anche se il poeta è un uomo (che

prende il punto di vista femminile).

Las jarchas romances

Moaxaja araba con jarchas romances:

-​ Ibn Bušra (29 jarchas)

-​ Ibn al-Jatīb (14 jarchas, due ripetute)

Moaxaja ebrea con jarchas romances:

-​ XII sec.: frammenti

-​ XIII sec.: base per l’edizione critica di S. M. Stern

-​ Copiate in al-Andalus da ebrei bilingue (nel corso dei secoli vengono scoperte

differenze lessicali).

-​ Modifiche per inserirle nelle moaxajas.

-​ Differenze nel lessico e nel significato a seconda dell’autore.

-​ Introduzione del nome del protagonista per esigenze di rima.

-​ Riproduzione da parte di amanuensi arabi → possibili deformazioni del contenuto.

Indipendenza lirica:

Le jarchas mozárabes sono canzoni liriche indipendenti, anche se inserite nelle moaxajas.

Hanno un significato proprio, conservano una lirica e un linguaggio diversi rispetto alla

moaxaja che completano, per questo sono considerate i primi veri e propri esempi di

letteratura spagnola. Alcune potrebbero essere creazioni individuali di poeti arabi o ebrei.

Vengono messe in relazione con altri testi creati in quel periodo in lingue romanze con cui

avevano delle similitudini in fatto di tematiche o lessico:

-​ S.M. Stern: canciones romànicas populares, cantos de doncella enamorada,

anàlogos a las cantigas de amigo gallego-potruguesas (Canti popolari tipici delle

festività)

-​ R. Menéndez Pidal: relazione con i villancicos (composizioni poetico musicali del

XV secolo) castellanos

-​ Margit Frenk Alatorre: relazione con gli estribillos (ritornelli/filastrocche)

franceses

Le jarchas mozárabes riflettono una tradizione orale → prima del XII secolo nei paesi

romanzi si scriveva solo in latino, non c'era una tradizione scritta in lingua volgare → per

questa si cantava nelle feste locali, nelle chiese, piazze, ecc.

Las jarchas – temi ricorrenti

●​ Addio e assenza angosciante dell’amico: Cóm cande mieo corachón por elle!

●​ Paura di morire per l’assenza dell’amato: Cóm vivreyo? (la donna nelle jarchas

inserisce molte esclamazioni e domande rivolte alle amiche o alla madre nel tentativo

di colmare la solitudine)

●​ Gelosia per una rivale in amore: Ya lo se qu’autri amas, a mibi tú no queres.

●​ Carezze e amore corporale: No me tangas, ¡yá habibi! (riferimenti al corpo

dell'amato, al toccarsi degli amanti)

●​ Figura materna come confidente (una protagonista tipica delle jarchas è la figura di

riferimento per la donna che soffre): ¿Qué faré, mamma?

●​ Sorelle o amiche come confidenti: Garrid vos, ¡ay yermanellas!

●​ Lacrime d’amore e occhi malati d’amore (riferimento al corpo per il

dolore/sofferenza): Tant’amare, habibi, tant’amare!

Las jarchas – sistema metrico

Varietà e semplicità tipiche della poesia tradizionale spagnola:

●​ Distico: strofa di due versi — ottosillabi (molto frequenti nei villancicos), decasillabi,

imparisillabi (es. 8 sillabe + 6 sillabe)

●​ Tristico: strofa di tre versi — parisillabi o imparisillabi (es. 8+6+3)

●​ Quartina (4 versi) di versi assonanti: forma predominante — due emistichi parisillabi

o imparisillabi (es. 8+6 primo emistichio, 5+7 secondo emistichio)

●​ Quartina con seguidilla: forma metrica diffusa in Spagna — 4 versi diseguali (cioè

entrambi imparisillabi ma allo stesso modo, es. 8+6 uno e 8+6 l’altro) con rime

a-a-b-b.

●​ Quartina con quattro rime (a b a b) — ottosillabi, decasillabi, imparisillabi

●​ Ripresa della tecnica del pie quebrado: strofa da 6 versi, 2 parisillabi, 4 imparisillabi

con numero di sillabe invertito (tipo 4+6 e 6+4), (letteralmente piede rotto, indica i

versi più brevi e tronchi, es. Coplas di Jorge Manrique).

●​ Irregolarità metrica nella sillabazione e nelle rime

●​ Rime che seguono le norme della poesia romanza.

Ejemplo: moaxaja + jarcha

Zéjel

●​ Oltre alla moaxaja, anche il zéjel influenza la lirica popolare ispanica.

●​ È un adattamento arabo dei villancicos cristiani.

●​ Strutturalmente simile alla moaxaja, ma senza jarcha alla fine.

●​ Coltivato da Ibn Quzman (1078-1160), poeta arabo di al-Andalus.

Differenze con le jarchas in arabo volgare

-​ La voce poetica può essere dell’amato o di oggetti personificati.

-​ Temi classici: amore idealizzato, amore omosessuale, metafora della spada e della

lancia, simboli naturali.

Corpus:

●​ E. García Gómez → 34 jarchas in arabo volgare.

●​ Soledad Gibert → 18 jarchas tradotte da moaxajas di Ibn Jātima.

●​ F. Corriente → jarchas in arabo andaluso.

Las jarchas en árabe vulgar

-​ Differenza nel codice poetico tra le jarchas romanze e quelle arabe.

-​ Le jarchas romanze dimostrano l’indipendenza della lirica romanza.

-​ Alcune jarchas mozárabes hanno temi comuni con le jarchas arabe, ma ciò non

intacca la loro autonomia.

Análisis de las jarchas

●​ Difficile interpretazione metrica:

●​ Strofa singolare: [5+5+3+3] + [6+5+5+3].

●​ Somiglianze con i villancicos castellani.

●​ Irregolarità metrica: rispettare la letteralità del testo e il carattere orale.

●​ Esempi di strutture metriche comuni:

-​ Quartina con versi diseguali.

-​ Quartina con versi rimanti (a b + a b).

Temi delle jarchas:

●​ Dolore per l’assenza dell’amato.

●​ Paura della morte per amore.

●​ Gelosia e rivalità amorosa.

●​ Relazione madre-figlia e confidenze amorose.

●​ Influenze linguistiche:

-​ Latino: “garrire” (parlare), “janua” (porta), “amare” (amare), “filius” (figlio).

-​ Arabo: “habibi” (amato), “çidi” (sayyid = signore), “layta” (wa shā’ llah = ojalá),

“Rabb” (Signore), “al-” (articolo determinativo).

LEZIONE 2

Las cantigas galaico-portuguesas

-​ Seconda metà XIII sec.

-​ 3 tematiche principale che danno il nome al componimento:

1. Cantigas de amigo

2. Cantigas de amor

3. Cantigas de escarnho e maldizer

Gli stessi re sono compositori di cantigas. Per esempio il re portoghese D. Sancho I scrive

“A Riberiña” nel 1198.

I palazzi reali sono i luoghi dove le cantiche vengono conservate: Alfonso El Sabio conserva

.

3 manoscritti nella sua corte

Cantigas de amigo

Si rifanno all'antica lirica popolare europea (frauenlieder e chansons de Femmes).

Lirica semplice, si parla di amore spontaneo e ingenuo, si parla al presente, raccontando il

momento in cui due persone si innamorano.

Si fa spesso riferimento all'acqua che rappresenta la passione amorosa.

Cantigas de amor

Si parla di amore cortese, più aulico. La dama di cui parla il poeta è inaccessibile,

irraggiungibile, non ricambia l'amore del poeta. (come sotto)

Cantigas de escarnho e maldizer

Escarnho= disprezzo: trattano di satira, usata in modo velato, parole argute.

Maldizer= maledire: satira trattata in modo più diretto e offensivo.

Entrambe si rifanno alla lirica provenzale (4/5 strofe di 7 o 8 versi ottosillabi o decasillabi)

Poema de Mio Cid/ Cantar de Mio Cid

Il poeta narra le gesta eroiche del proprio Cid (Signore).

I poemi epici del tempo venivano ascoltati soprattutto dal popolo, narrati dai juglares (giullari

→ si parla di mestier de juglarìa). Diffondevano nei paesi/centri urbani la storia delle gesta

più importanti di chi stava al potere → queste opere venivano tramandate oralmente.

Gli autori dei testi che venivano cantati dai giullari quasi sempre erano anonimi.

In Spagna non ci sono state donne come scrittrici di poemetti epici. In altre parti del mondo

invece sì: Maria de Francia scrive i “lais” che parlano di leggende celtiche del XII secolo,

Murasakai Shibiku scrive la storia del principe Genji, Ana Comnena dell'impero bizantino

scrive la storia di suo padre, imperatore Alessio I Comneno.

Edad heroica → epoca in cui si concentrano degli avvenimenti importanti per la storia

politica del paese. In Spagna nel XII secolo gli eventi sono 2:

1.​ Indipendenza di Castiglia

2.​ La vita del Cid

Poesía épica castellana

Il suo periodo di splendore va metà del XII secolo a metà del XIII secolo. Nel XIV secolo

inizia un declino con Las mocedades de Rodrigo → non si occupa più di vantare le gesta del

Cid ma parla di vicissitudini biografico-sentimentali.

La maggior parte delle ricerche sul personaggio del Cid sono state fatte dallo storico Ramòn

Menéndez Pidal (vive durante la fine dell'800)→ scopre l'esistenza di 8000 versi di

frammenti di poemi epici → grazie a lui si scopre che l'epica spagnola è più ricca di quello

che si pensava, nonostante non vengano ritrovati i testi interi. Molti testi epici venivano

utilizzati come cronache storiche per dare le notizie al popolo.

Alcuni dei testi ritrovati da Pidal:

-​ Cantar de los infantes de Lara (l'ha potuto ricostruire per intero nel 1896)

-​ Cantar de Sancho II

-​ La Condesa traidora

-​ Romanza de infant Garcìa

-​ Alcuni testi del Ciclo Carolingio (Cantar de Bernardo del Carpio, Cantar de

Roncesvalles)

Esiste un solo manoscritto, molto deteriorato, del Cantar de Mio Cid, attualmente conservato

alla biblioteca nazionale di Madrid. Al manoscritto mancano 3 fogli: il primo e 2 centrali.

Problema di data e autore: nel secondo foglio c'è scritto “Per Abbat le escribiò en el mes de

mayo en era de mil CCXLV (1245) años”. Gli storici si chiedono se sia stato Abbat a scrivere

la storia o se l'abbia solo trascritta/ricopiata. Alcuni pensano che il testo originale sia stato

scritto da due giullari e che si sia formata la versione finale scritta a furia di tramandarla.

Fino al 14 secolo gli anni si contavano a partire dalla data della fondazione delle province

romane in Spagna. Calcolando la data in base al nostro modo di calcolare gli anni, risulta

che fu scritta nel 1207.

Il Cid muore nel 1099. Si pensa che la sua storia si sia iniziata a raccontare/scrivere subito

dopo. La data del primo testo (di cui il manoscritto è una copia) sarebbe del 1140.

Si narrano gli avvenimenti del Cid a fine dell'XI secolo.

Il testo ha 3730 versi. Viene utilizzata la metrica tipica del cantar de gesta (versi lunghi e

irregolari). Ogni verso è diviso in due parti chiamate emistichi (Per esempio questa è il

primo emistichio e questo è il secondo emistichio) → si pensava che la pausa in mezzo

aiutasse a memorizzare il verso.

Il poema è diviso in 3 parti, ognuno chiamato cantar:

1.​ Cantar del destierro (vv.1-1084)

2.​ Cantar de las bodas (vv.1085-2277)

3.​ Cantar de la afrenta de Corpes (affronto a Corpes, un posto) (vv.2277-3730)

Dividere il testo in macrotematiche aiutava i giullari a ricordarlo meglio. Alcuni storici

pensano però che la divisione in 3 parti sia perché sono state scritte in momenti diversi.

Rodrigo Dìaz de Vivar

-​ Personaggio politico: una delle figure leggendarie della Reconquista (nel 711

arrivano gli arabi in Spagna in quello che verrà chiamato territorio Andaluz, gli

spagnoli inizieranno il processo di Reconquista del territorio per cacciarli)

-​ Un altro nome per il Cid è il Campeador (da campidoctor = colui che vince, il signore

delle battaglie)

-​ Il Cid viene esiliato dal re → pare che il Cid si fosse appropriato del bottino di alcune

battaglie che era destinato al Re (non si sa se sia vero o no)

-​ Rappresenta il perfetto eroe medievale, ha le sue 4 virtù principali: saggezza, forza,

moderazione, giustizia. Inoltre è leale al re (forse lol) ed è cristiano.

-​ Si è guadagnato il rispetto attraverso il suo sforzo in battaglia. Non viene da sangue

nobile. Sforzo in battaglia > eredità di sangue.

-​ C'è onore nel rischiare la vita in battaglia.

-​ La propaganda politica (fino allo sandalo dell'esilio) porta avanti questa immagine del

Cid in quanto vassallo più fidato del re.

Temi del poema

●​ Potere: il Cid dice di essersi guadagnato da solo ciò che ha, ma ringrazia anche

Cristo. Si pensava che il re discendesse da un uomo scelto da Dio per governare,

quindi le scelte del re erano importanti perché era come se fossero le scelte di Dio.

Così l'esilio del Cid è particolarmente grave.

Il denaro è costante nei pensieri del Cid, perché il denaro saccheggiato mostra la

quantità di battaglie vinte, e quindi lo renderà più onorevole agli occhi del re.

●​ Onore e giustizia: sono in pericolo per via del tradimento fatto nei confronti delle figlie

del Cid che vengono oltraggiate da due cavalieri che dovevano essere loro sposi → il

Cid cerca vendetta, attua un processo di giustizia personale (appoggiato anche dal

re dopo che viene a s

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lara.22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Craveri Michela.
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