Introduzione alla microeconomia
Prof. Fabrizio Patriarca - 9 cfu
Concetti di base
Microeconomia è una scienza sociale che si occupa di studiare la società, ovvero i fenomeni che interessano aspetti economici e i singoli agenti economici che interagiscono tra di loro come consumatori, lavoratori, investitori e imprese.
Macroeconomia è una scienza sociale che si occupa di grandezze economiche aggregate, all'interno di un sistema complesso olistico, come il tasso di crescita del PIL, i tassi di interesse, la disoccupazione e l'inflazione.
I temi della microeconomia
I mercati rappresentano il luogo ideale in cui avvengono i fenomeni economici, tra cui gli scambi, la produzione e l'accumulazione, e di come i vari soggetti interagiscono tra di loro. La microeconomia è associata allo studio del concetto di limite, in termini economico-aziendali (orario di lavoro, salario, soddisfazione/appagamento); in particolare, studia i modi per gestire al meglio questi limiti, occupandosi dell'allocazione di risorse scarse.
- I consumatori assorbono qualcosa che è stato costruito o preparato da qualcun altro, come un bene o un servizio, sulla base di un modello che gli permette di distribuire i propri redditi limitati tra ciò che può essere acquistabile.
- Le imprese producono e trasformano qualcosa che viene venduto sul mercato, allocando al meglio le loro risorse finanziarie limitate all'assunzione di lavoratori e/o risorse.
- I lavoratori la cui manodopera è essenziale all'interno dei processi di produzione, in rapporto al numero limitato di ore che possono ripartire ogni settimana, tra lavoro e tempo libero.
- Gli investitori
Trade-off
Ipotesi di approssimazione della realtà sugli agenti economici:
- Scelte razionali in alternativa a razionalità limitata
- Agenti rappresentativi: studio del comportamento di un soggetto razionale nei suoi vincoli
Che tipi di scelte possiamo considerare in relazione a questi agenti differenti? Sulla base del concetto di trade-off, si mostrano e confrontano opportunità diverse, scelte alternative e compromessi che gli agenti economici devono effettuare, in condizioni di risorse scarse, all'interno di un sistema economico flessibile.
- I consumatori percepiscono redditi, spendibili in un’ampia gamma di beni e servizi, oppure essere messi da parte per risparmiare per il futuro.
- I lavoratori devono compiere scelte di trade-off all’interno del mondo del lavoro, sulla base della scelta del posto di lavoro, sugli orari di lavorativi e in relazione al tempo libero.
- Le imprese affrontano limitazioni riguardo ai tipi di beni che possono produrre e alle risorse da allocare per la produzione di questi ultimi.
Prezzi e mercati
Il processo di trade-off è fortemente influenzato dal concetto di prezzo che ogni agente economico deve fronteggiare all'interno di un’economia di mercato odierna:
- In principio, tale concetto è stato e continua ad essere il rapporto di scambio tra due o più merci, il prezzo di una unità in relazione a qualcos’altro. La microeconomia descrive anche il modo in cui vengono determinati tali prezzi.
- All’interno di un’economia di mercato (monetaria), i prezzi sono frutto dell’interazione tra i vari agenti economici, tra cui avviene lo scambio di merce in cambio di denaro (valore unitario espresso in moneta), dando vita al cosiddetto sistema mercato.
- Al contrario, in un’economia pianificata (Cuba, Corea del Nord, URSS), i prezzi sono stabiliti dallo stesso Governo, sulla base di una politica economica chiusa e autarchica.
Analisi positiva e normativa
All'interno della microeconomia, gli economisti si occupano di due aspetti principali:
- Analisi positiva: permette di determinare il funzionamento della società sulla base di modelli previsionali, frutto dell'analisi di teorie e fenomeni (es. comportamenti di soggetti diversi che interagiscono per determinare prezzi ed esiti di mercato) e delle relative conseguenze nelle relazioni di causa ed effetto (es. il Governo italiano impone un limite alle importazioni di automobili dall’estero; che cosa accadrà al prezzo, alla produzione, e alle vendite di auto? Che impatto avrà sui consumatori e sui lavoratori?).
- Analisi normativa: una volta verificato il prototipo di funzionamento della società, si può determinare ciò che è giusto e sbagliato, analizzando le scelte migliori, attraverso una metrica del giusto, una norma. L'analisi normativa studia un problema da un punto di vista dinamico allo scopo di individuare l'intervento più efficiente.
Che cos’è un mercato?
Il mercato è l’istituzione in cui operano principalmente venditori e consumatori, sulla base di condizioni grazie a cui i due lati si trovano ad interagire, determinate dal contesto storico, dall'importanza della domanda, e da varie altre caratteristiche dei processi di interazione.
Mercati concorrenziali e non concorrenziali
La microeconomia studia la differenza tra due diversi tipi di mercato:
- In un mercato concorrenziale, gli agenti economici (acquirenti e venditori) sono talmente numerosi che nessuno di essi avrebbe singolarmente un’influenza significativa sul prezzo; dunque, si impone normalmente un unico prezzo di mercato.
- In un mercato non concorrenziale, il numero di partecipanti che interagiscono potrebbe determinare la capacità di un agente economico di variare un determinato prezzo, sulla base del proprio potere di mercato; possibilità che un agente economico ha di influenzare il rapporto di scambio. Ciò può accadere perché uno dei produttori tenta di sottrarre clienti ai concorrenti, oppure perché gli acquirenti sono più fedeli a determinate marche.
Prezzi reali e prezzi nominali
In un mercato monetario come il nostro, la moneta assume un determinato valore grazie al quale si può comprare ed usufruire di determinati beni e servizi; tuttavia, è evidente come tale valore sia stato variabile da epoca in epoca, grazie anche al confronto con il livello generale dei prezzi monetari (espressi in moneta), tenendo conto dell'inflazione: l'aumento generalizzato e prolungato dei prezzi che porta alla diminuzione del potere d'acquisto della moneta e quindi del valore reale di tutte le grandezze monetarie.
- Prezzo nominale: valore assoluto di un bene, non rivalutato secondo l’inflazione.
- Prezzo reale: valore di un bene riferito a una misura aggregata dei prezzi, rivalutato in base all’inflazione.
Per i beni di consumo, la misura aggregata dei prezzi utilizzata è l’indice dei prezzi al consumo (IPC o CPI, Consumer Price Index), registrando le variazioni nel tempo del costo di determinati beni acquistati da un consumatore tipo: le variazioni percentuali misurano il tasso d’inflazione. In Italia, l’indice dei prezzi è elaborato dall’ISTAT (Istituto nazionale di Statistica).
Esempio: prezzi reali e nominali delle uova e del corso universitario in dollari del 1970
| Anno | Indice prezzi al consumo | P. nominali Uova | P. nominali corso uni | P. reali Uova ($1970) | P. reali corso uni ($1970) |
|---|---|---|---|---|---|
| 1970 | 38,8 | $ 0,61 | $ 1.784 | $ 0,61 | $ 1.784 |
| 1980 | 82,4 | $ 0,84 | $ 3.499 | $ 0,40 | $ 1.624 |
| 1990 | 130,7 | $ 1,01 | $ 7.602 | $ 0,30 | $ 2.239 |
| 2000 | 172,2 | $ 0,91 | $ 12.922 | $ 0,21 | $ 2.912 |
| 2016 | 241,7 | $ 2,47 | $ 25.694 | $ 0,40 | $ 4.125 |
Prezzo reale delle uova nel 1980 ($1970): 0,4 * 0,84 / 82,4 = 38,8
Prezzo reale delle uova nel 1970 ($1990): 0,61 * 130,7 / 38,8 = 2,05
Ex: come influisce l'inflazione sugli stipendi?
Anno base: 2020 CPI = 100 → inflazione 10%
Anno base: 2021 CPI = 110 → inflazione 20%
Anno base: 2022 CPI = 132 → inflazione 10%
Anno base: 2023 CPI = 145,12
Stipendio di riferimento nel 2023 → 2.600 euro
Quanto vale lo stipendio nel 2021? → 2.600 * 110 / 145,2 = 1.969,69
Elementi di mercato
Il mercato è un ambiente di combinazione tra più persone per il raggiungimento di un proprio interesse specifico, avendo interessi conflittuali (una sola transazione).
- Il venditore è in possesso di un valore di vendita, che deriva dal costo della produzione, il quale lo rivende affinché il prezzo sul mercato sia più alto del suo valore di vendita (prezzo di vendita - costo/valore di produzione).
- Al contrario, il valore per l’acquirente rappresenta il beneficio, pari alla differenza tra il valore d’acquisto ed il prodotto di vendita. Più è basso il prezzo e più ovviamente è vantaggioso per il cliente.
Si scopre come la variabilità viene ridotta, verso un prezzo unico; infatti tra il 1° e 2° round c’è stata una sensibile riduzione dell’oscillazione. L’interazione di un processo di mercato determina un prezzo unico (venditori e acquirenti diversi convergono su un valore di scambio). Se si riescono a sintetizzare le condizioni della domanda e dell’offerta, possiamo prevedere quello che potrebbe succedere all’esito del mercato, ovvero il prezzo di mercato che si determina (le quantità che vengono scambiate).
Analizzando il prezzo:
- Una parte degli acquirenti aveva 40€ o 20€ come valore d’acquisto.
- Finché il prezzo di vendita è >40€, la quantità venduta è 0.
- Nel caso di prezzo di vendita =<40€, cominciano a comprare tutti coloro che hanno un valore d’acquisto pari o minore di 40.
- Tra 40€ e 20€, si è venduto fino a 28 persone.
- Quando il prezzo <20€, si arriva alla quantità massima di vendite.
Nel grafico, la linea arancione rappresenta le condizioni del lato della domanda, in quadrante prezzo quantità; in particolare, presenta le caratteristiche rilevanti della domanda, permettendo la creazione di un modello di analisi del mercato di riferimento. Il grafico mostra il livello massimo a cui si può acquistare una certa quantità, o la quantità massima che potrebbe essere domandata.
Nel grafico, la linea blu rappresenta il lato dei venditori (la curva dell’offerta); finché il prezzo non arriva a 10€ non ci sono controparti; quando va da 10€ fino a 30€, la massima quantità di offerta è 58€; se il prezzo supera 30€, tutta l’offerta sarebbe disponibile alla vendita (88); affinché l’offerta offra almeno 60, serve almeno da 30€ in su.
L’equilibrio di mercato si verifica quando si ha compatibilità tra offerta e domanda, ovvero al prezzo di 20 e alla quantità di 58 (quando la domanda incontra l’offerta). Se conosco le condizioni di domanda e quelle di offerta, si può prevedere l’equilibrio del mercato. L’area che sta a sinistra o a destra dell’equilibrio di mercato rappresenta lo scambio del beneficio che ne deriva dallo scambio delle parti (profitto/surplus).
La curva di offerta
La curva d'offerta mostra la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere a un dato prezzo, tenendo costante ogni altro fattore che possa influire sulla quantità offerta. Rappresenta, dunque, una relazione tra la quantità offerta ed il prezzo. Si tratta di una curva crescente, visto che più è alto il prezzo e più le imprese possono e desiderano produrre e vendere, ampliando la produzione e assumendo più lavoratori. La quantità offerta può dipendere anche da altre variabili, oltre al prezzo, come i costi di produzione, i salari, gli interessi passivi ed il costo delle materie prime.
Miglioramento/peggioramento delle condizioni di offerta
- Maggiore è il prezzo, più le imprese possono e desiderano produrre e vendere.
- Se i costi di produzione diminuiscono, le imprese possono produrre la stessa quantità ad un prezzo inferiore, o quantità maggiori allo stesso prezzo.
- Le condizioni di mercato dell’offerta migliorano quando si abbassa e si sposta verso destra.
- Al contrario, l'aumento dei costi di produzione sposta la curva di offerta verso sinistra.
- Ad esempio, un incremento del costo del lavoro, delle imposte sulla produzione, ecc.
- Allo stesso prezzo si offre di meno, o viceversa, alla stessa quantità si paga di più.
Dunque, si può notare come la reazione della quantità offerta alle variazioni del prezzo è rappresentata da spostamenti lungo la curva di offerta, mentre la reazione dell’offerta alle fluttuazioni di altre variabili che influiscono su di essa è rappresentabile con uno spostamento della curva stessa.
La curva di domanda
La curva di domanda mostra la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare al variare del prezzo unitario. Rappresenta, dunque, una relazione tra la quantità domandata ed il prezzo. Si tratta di una curva decrescente, perché, di solito, i consumatori sono disposti ad acquistare di più se il prezzo è più basso. La quantità domandata può dipendere anche da altre variabili, oltre al prezzo, come il reddito di ciascun consumatore.
Miglioramento/peggioramento delle condizioni di domanda
- Le condizioni di mercato della domanda migliorano quando il prezzo si abbassa, spostandosi in alto a destra.
- Quando i livelli di reddito aumentano, se il prezzo di mercato si mantiene costante, la quantità domandata aumenta.
- Con un reddito maggiore, i consumatori sarebbero disposti a pagare un prezzo maggiore.
- Le condizioni di domanda migliorano con l'aumento di potenziali acquirenti, dell'aumento del potere d'acquisto, dell’aumento del prezzo dei beni succedanei, dell’aumento della domanda di quel prodotto e della diminuzione dei prezzi dei beni complementari.
- Al contrario, le condizioni di mercato della domanda peggiorano quando il prezzo si alza, spostandosi in basso a sinistra.
- Con un reddito minore, i consumatori sarebbero disposti a pagare un prezzo minore.
- Quando i livelli di reddito diminuiscono, se il prezzo di mercato si mantiene costante, la quantità domandata diminuisce.
Dunque, si può notare come la reazione della quantità domandata alle variazioni del prezzo è rappresentata da spostamenti lungo la curva di domanda, mentre la reazione della domanda alle fluttuazioni di altre variabili che influiscono su di essa è rappresentabile con uno spostamento della curva stessa.
Beni sostituti e beni complementari
La domanda può anche essere influenzata dalle variazioni dei prezzi di beni affini:
- Due beni si dicono sostituti (o succedanei) quando l’aumento del prezzo dell’uno conduce all’aumento della quantità domandata dell’altro (es. rame ed alluminio; l’uno può essere sostituito dall’altro, la quantità di rame domandata aumenta se il prezzo dell’alluminio cresce).
- Due beni si dicono complementari quando l’aumento del prezzo dell’uno determina la diminuzione della quantità domandata dell’altro (es. automobili e benzina; la diminuzione del prezzo della benzina incrementa la quantità domandata di automobili).
Meccanismo di mercato
Il meccanismo di mercato è la tendenza di un mercato libero a spingere il prezzo verso il livello di equilibrio, ovvero il punto in cui si ha compatibilità tra offerta e domanda. Sull’asse verticale è rappresentato il prezzo che i venditori percepiscono per una data quantità di offerta, e che gli acquirenti pagano per una determinata quantità domandata; sull’asse orizzontale è rappresentata la quantità totale domandata e offerta.
Nel punto di equilibrio di mercato, la quantità domandata e quella offerta si equivalgono.
Eccedenza e scarsità
- Nel caso in cui il prezzo sia pari a 1, quindi superiore al prezzo di equilibrio, i produttori tentano di produrre e vendere più di quanto i consumatori siano disposti ad acquistare: si verifica un’eccedenza, situazione in cui la quantità offerta supera la quantità vorr.
- Nel caso in cui il prezzo sia pari a 2, quindi inferiore al prezzo di equilibrio, si verifica una scarsità, situazione in cui la quantità domandata supera la quantità offerta ed i consumatori non possono acquistare quanto desiderano.
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