1 Indice
- Offerta…………………………………………………………………………6
- 1. Domanda e consumatori…………………………………………………………......20
- 2. Preferenze dei
- 3. Vincolo di bilancio e scelta ottimale del consumatore……………………………….34
- 4. Teoria del consumatore………………………………………………………………….48
- Paretiana……………………………….66
- 5. Equilibrio economico generale & efficienza
- 6. Economia comportamentale…………………………………………………………….73
- 7. Tecnologia e produzione…………………………………………………………………77
- Produzione……………………………………………………………………….89
- 8. Costi di profitti…………………………………………………………….108
- 9. Massimizzazione dei profitti…………122
- 10. Concorrenza perfetta: equilibrio di lungo periodo in & efficienza perfetta……………………….......................132
- 11. Politiche economiche in concorrenza perfetta
- 12. Monopolio sul mercato…………………………………………………………………..139
- 13. Teoria dei giochi…………………………………………………………………………152
- 14. Oligopolio sul mercato…………………………………………………………………..167
2 Quando un problema è economico?
La microeconomia studia l’allocazione di risorse scarse.
Il problema economico nasce quando si hanno risorse scarse, il quale non deve essere associato alla povertà, bensì ad una quantità limitata e finita.
Ci si chiede dunque come allocare le risorse dato che sono finite.
- Problemi non economici: non sempre allochiamo risorse scarse, es° l’ossigeno (l’aria è in quantità più ampia rispetto alla nostra domanda), il carbone (prima della Rivoluzione Industriale) ecc.
Conta il contesto storico? Quando una risorsa diventa un problema economico, si crea il mercato, dunque il contesto storico conta moltissimo.
I vincoli di scarsità impongono di compiere tre scelte fondamentali:
- Quanto produrre di ciascun bene finale (quanto output) → un’impresa combina i fattori produttivi per creare un output finale → quanto è ottimale produrre?
- Come produrre i beni (mix ottimale di input) → come combinare i due fattori produttivi principali, il lavoro e il capitale, allo scopo di produrre un dato obiettivo detto target.
- Come allocare il bene tra i consumatori → dato che ogni individuo nel ruolo di consumatore ha un reddito che utilizza per soddisfare i propri bisogni, come alloca il proprio reddito (risorsa scarsa) tra i vari beni che sono materialmente disponibili nella società (teoria del consumo/scelta ottimale di consumo).
Microeconomia vs macroeconomia
La microeconomia studia le scelte individuali di produzione o consumo e i loro effetti sull’allocazione delle risorse a livello collettivo.
→ studia il comportamento di un singolo agente economico.
Se l’agente assolve la funzione di produzione sarà dunque l’impresa, guarderemo come sceglie di combinare lavoro e capitale allo scopo di produrre un determinato livello di output; quando guardiamo l’individuo nella sua funzione di consumatore studieremo il modo in cui alloca il proprio reddito per scegliere un “paniere” di consumo.
Le imprese e i consumatori vivono interagendo nel mercato e producendo effetti a livello collettivo, e di questo si occupa la macroeconomia.
La macroeconomia tradizionale studia i fenomeni aggregati e le loro conseguenze per il sistema economico nel suo complesso.
→ guarda alla produzione di PIL (reddito prodotto da una collettività scelta), di risparmio, di consumo aggregato, a livello di macro aggregato (es° PIL provincia, regione, nazione ecc.).
La macroeconomia moderna (a partire dagli anni ’80) ha scelto di adottare un approccio microeconomico.
I modelli macroeconomici studiano il comportamento di un individuo che agisce come agirebbe l’individuo che rappresenta in media la collettività studiata.
Le istituzioni
La microeconomia studia il comportamento di un singolo individuo che deve allocare una risorsa scarsa → allo scopo di avere un risultato ogni individuo è calato in una società, la quale funziona attraverso una serie di regole/procedure che definiscono il modo in cui queste risorse possono essere allocate.
Queste procedure vengono chiamate istituzioni, ovvero la serie di regole che gestiscono l’allocazione delle risorse scarse.
Meccanismo istituzionale: insieme di procedure che forniscono al singolo individuo l’incentivo su come allocare le risorse scarse che hanno a disposizione. Questo è alla base dello studio dell’economia.
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In un’economia capitalista, dove cioè esiste la proprietà privata dei mezzi di produzione, l’istituzione principe che regola l’allocazione delle risorse scarse è il mercato.
Il mercato è dunque l’istituzione che presiede all’allocazione delle risorse in un’economia capitalista.
Le istituzioni (leggi e norme sociali) definiscono le procedure attraverso cui la società alloca le proprie risorse.
In un’economia capitalista:
- I mezzi di produzione sono controllati dai privati (ne determinano l’uso e ne godono i benefici).
- Le risorse sono allocate in base a scambi volontari (all’interno dell’istituzione mercato).
Il mercato
Il mercato è un’istituzione nonché la più comune forma di decentralizzazione dell’attività economica, i singoli agiscono in modo volontario e spontaneo per produrre il massimo benessere.
→ il consumatore decide se comprare, le imprese decidono se vendere.
È l’istituzione economica che consente di vendere ad acquistare beni e servizi, con modalità per lo scambio predefinite.
I mercati possono essere più formalizzati, es° Borsa di Milano dove il mercato è altamente regolarizzato e dove lo Stato interviene e ci sono regole definite in modo esplicito (questo per l’interesse sociale di importanza di questo tipo di mercato).
Altri vengono gestiti dagli agenti economici in modo più o meno libero, es° modo in cui sono nati i bitcoin (criptovaluta), ovvero una moneta che ha un valore che nasce esclusivamente da un contratto privato (è come se si stesse comprando un titolo a cui viene dato un valore che non è garantito da nessuno).
- Gestiti dallo Stato attraverso la fissazione di regole esplicite.
- Gestiti dagli agenti economici (partecipanti al mercato o meno).
Il mercato: cos’è?
Un mercato è l’insieme delle attività e delle regole di scambio relative ad un gruppo di prodotti entro dati confini spaziali.
I prodotti appartengono ad uno stesso mercato quando risultano altamente intercambiabili.
Alcuni mercati possono anche raggiungere una dimensione mondiale: es° Amazon.
Caratteristiche dei mercati
Il mercato deve avere delle caratteristiche per poterne identificare la tipologia.
Innanzitutto presenza di venditori e acquirenti →
- Spesso (ma non sempre) i venditori sono le imprese e gli acquirenti sono gli individui in realtà esistono anche molte app dove anche i singoli possono vendere un prodotto.
L’attività di scambio è guidata dai prezzi (definita come la quantità di moneta necessaria per ottenere il trasferimento di un’unità di ciascun bene).
Il prezzo è dunque quella quantità che oscilla per rimettere in equilibrio il mercato; gli acquirenti domandano una certa quantità di bene, i venditori offrono una certa quantità di bene a quel prezzo.
Quando domanda e offerta sono diverse, il prezzo non è quello che noi chiamiamo di equilibrio.
Es° quando ci sono i saldi vi è uno stock di invenduto, ovvero troppa offerta rispetto alla domanda (il prezzo, dunque, cala se c’è poca offerta e aumenta se ce ne è tanta).
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- E il baratto? La moneta nasce come miglioramento tecnologico al baratto; passare da moneta cartacea a moneta tecnologica (carta/bancomat) si parla anche in questo caso di rinnovamento in modo da accelerare lo scambio.
- E il prezzo della moneta? Sì, i tassi di cambio (ogni volta che deve essere cambiata con una moneta diversa) i quali definiscono il suo potere di acquisto, il tasso di interesse.
I mercati possono funzionare solo se esiste un sistema dei diritti di proprietà che ne preveda la trasferibilità.
Le forme di mercato: quale è migliore?
Un mercato è in equilibrio quando la domanda è uguale all’offerta: market-clearing condition.
– La concorrenza perfetta è Pareto-superiore primo Teorema del Benessere: il massimo benessere viene raggiunto attraverso il perseguimento individuale dell’interesse in modo decentralizzato attraverso il mercato perfettamente concorrenziale (Smith, 1776).
Realtà o ideale teorico? In questa teoria tutto funziona perfettamente, non esiste cooperazione, ma solo competizione, la quale, come soddisfacimento di bisogni in presenza di risorse scarse, garantisce di fare il massimo benessere.
Per massimo benessere, parliamo di massimo benessere aggregato, ovvero massimo in termini di collettività.
Perchè gli individui adottano decisioni economiche?
Ipotesi: self-interest (perseguimento e soddisfacimento del benessere personale)
- Interesse materiale: soddisfazione ottenuta tramite il consumo di beni e servizi.
- Interesse immateriale: soddisfazione ottenuta dalle implicazioni psicologiche e sociali dei comportamenti (es° scelta dell’auto o dei vestiti influenzata anche dal posizionamento sociale).
La teoria economica mainstream adotta l’ipotesi self-interest materiale: Homo Economicus or Rational Man (Smith, 1776).
E l’uomo è razionale nello scegliere il partner? O nel commettere crimini (ref: Becker).
5 1. Domanda e offerta
Domanda di mercato (D)
La curva di domanda descrive come varia la quantità di un bene che i consumatori vogliono comprare al variare del prezzo unitario.
La relazione mi dice quante unità di beni i consumatori che popolano il mercato desiderano comprare ad un livello di prezzo unitario del bene stesso, fermo restando tutti gli altri fattori che influenzano la domanda.
La relazione prezzo quantità può essere descritta dalle equazioni:
Qd = quantità domandata
F(p)= funzione in vista del prezzo − ()
Ipotesi: Legge della Domanda, secondo cui la quantità domandata dai consumatori diminuisce all’aumentare del prezzo → più un bene è costoso, minore sarà la quantità domandata.
Nella storia del consumatore, la legge della domanda verrà microfondata, ossia dimostreremo che il consumatore razionale in senso economico diminuisce la domanda di un bene al crescere del suo prezzo → quando aumenta la domanda di un bene il cui prezzo diminuisce, il consumatore si comporta secondo un criterio di razionalità economica.
Cosa scatena l’aumento di domanda? Se un bene costa meno il consumatore andrà verso il bene più economico.
→ La quantità dipende dal prezzo → variabile indipendente (prezzo), variabile dipendente (quantità) → gli economisti invertono la rappresentazione della relazione prezzo-quantità perché si ritiene che il prezzo sia la variabile di interesse economico, dunque viene rappresentata in ordinata.
Rappresentazione analitica della funzione di domanda
Ipotesi semplificatrice (non necessaria): linearità della funzione di domanda.
Forma generale: () = − → →
b matematicamente rappresenta il coefficiente angolare -b mi dice di quanto cala la quantità domandata se il prezzo aumenta di 1 euro.
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→ a indica la massima domanda espressa dai miei consumatori quando il prezzo è nullo (quando il bene è disponibile gratuitamente sul mercato).
a e b sono coefficienti costanti >0.
Esempio: QD(P)= 100-2P, ove a=100 e b=2.
Quando il prezzo è positivo, la quantità domandata sarà sicuramente inferiore a 100; per ogni aumento di 1 euro la quantità domandata cala di -2.
OSS:
- Quando P=0, Q=100 (intercetta sull’asse delle ascisse), pari alla massima quantità domandata quando il bene è gratis.
- Quando Q=0, P=50 (intercetta sull’asse delle ordinate), pari al prezzo di riserva massimo, che il consumatore che più valuta il bene, è disposto a pagare per la prima unità del bene.
Massimo valore assegnato al bene stesso dal consumatore che lo valuta sul mercato.
Determinanti economiche della domanda
Alcune importanti variabili diverse dal prezzo (variabili esogene) che influiscono non sulla pendenza, bensì sul posizionamento della funzione di domanda D sul piano (P, Q):
- Reddito → la domanda del bene cambia; se il reddito diminuisce la funzione di domanda trasla verso l’interno (livello di domanda più basso), e verso l’esterno quando il reddito aumenta (livello di domanda più alto). Possiamo dunque dire che il reddito ha un effetto positivo sulla domanda. In alcuni casi accade però il contrario, se il reddito aumenta la domanda cala: es° quando aumenta il reddito possiamo soddisfare lo stesso bisogno, sostituendo e migliorando la qualità → il cibo, sostituirò il fast food con trattorie/ristoranti; cibi che conducono uno stile di vita più sano.
- Gusti dei consumatori → maggiore è gradiente del desiderio/della popolarità di un bene, maggiore sarà la domanda dei consumatori.
- Prezzi dei beni con una relazione economica.
- Sostituti → assolvono la stessa funzione (o consumo uno o consumo l’altro, es° burro-margarina). Al ridursi del prezzo di un bene sostituto, il bene sostituto diventa più “attraente” e questo determinerà una riduzione dell’altro bene.
- Complementi → i due beni vanno consumati assieme per poter vivere l’esperienza di consumo in completezza (es° ruote-benzina a livello di trasporto). Lo spostamento verso destra avviene anche quando si riduce il prezzo di un bene complemento.
Statica comparata di D
Ipotesi: il reddito aumenta.
Spostamento verso destra della curva di domanda da D1 a D2 in quanto i consumatori sono “più ricchi”.
Un qualsiasi spostamento verso destra viene associato ad un aumento di domanda e viceversa (a sinistra, riduzione domanda).
- In corrispondenza del prezzo P1.
- Lungo D1 si domanda Q1.
- Lungo D2 si domanda Q2.
Con D2 si acquista di più che con D1 ad ogni prezzo.
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Spostamenti e movimenti lungo la curva di domanda
- La variazione del prezzo del prodotto determina un movimento lungo la curva di domanda (varia la quantità).
- La variazione di un altro fattore determina uno spostamento di tutta la curva (si modifica la domanda del bene per ogni livello del prezzo).
Offerta di mercato (O)
La curva di offerta descrive come varia la quantità di un bene che i produttori desiderano produrre e offrire sul mercato al variare del prezzo unitario, fermi restando altri fattori.
Tale relazione prezzo-quantità può essere descritta dalla equazione: = ()
Ipotesi: la quantità offerta dai produttori aumenta all’aumentare del prezzo (relazione positiva tra prezzo del bene e quantità del bene stesso).
Nella teoria della produzione, la pendenza positiva dell’offerta verrà microfondata, ossia dimostreremo che l’impresa razionale in senso economico aumenta l’offerta di un bene al crescere del suo prezzo.
Di fronte a costi di produzione che non variano, se aumenta il prezzo, aumenta il margine di profitto per ogni unità venduta all’aumentare del prezzo.
Ma se aumenta il profitto di cui è in grado di appropriarsi, le imprese saranno più desiderose di offrire il bene sul mercato, dunque saranno disposte a produrre e vendere più unità all’aumentare del prezzo.
La funzione di offerta è dunque positivamente inclinata, come conseguenza dimostreremo della razionalità economica dell’impresa che sceglie quanto produrre per rendere massimi i suoi profitti, cioè il differenziale tra ricavi totali e
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Introduzione
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Microeconomia - Introduzione e concetti base
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Introduzione alla Microeconomia