Alcol
Le bevande alcoliche sono preparate e consumate da millenni e sono usate a scopo: medico, igienico e alimentare, a bassa gradazione (vino e birra) e ad alta gradazione (superalcolici).
Il consumo di eccessive quantità di alcol viene considerato un disturbo quando comporta una compromissione del comportamento psico-sociale dell’individuo o quando si manifesta una dipendenza, incapacità di rimanere sobri.
L’alcol è tra le sostanze psicoattive più usate in Europa e il suo consumo è considerato il quinto fattore di rischio per il carico di malattia globale.
L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con la capacità di indurre dipendenza.
Pur apportando 7 kcal/g, l’alcol non è un nutriente e il suo consumo non è utile all’organismo o alle sue funzioni. Il principale componente è l’etanolo.
Assorbimento
L’alcol è assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80% dalla prima parte dell’intestino (ileo). È influenzato da:
- Dose totale di alcol ingerito e concentrazione alcolica delle bevande.
- Tempo impiegato per l’ingestione.
- Presenza/assenza e natura del cibo nello stomaco: il cibo rallenta l’assorbimento e le bevande gassate lo velocizzano.
- Relazione temporale tra assunzione di cibo e alcol.
- Funzionalità e peso del fegato.
Distribuzione
Una volta assorbito, l’etanolo passa nel circolo ematico e viene trasportato a tutti i distretti corporei in proporzione al loro contenuto in acqua, gli organi altamente irrorati come cervello, fegato e reni raggiungono rapidamente un equilibrio con la concentrazione ematica. Già dopo 10 minuti dal picco ematico, il valore dell’alcolemia coincide o è leggermente inferiore alla concentrazione dell’etanolo nell’encefalo. L'etilometro misura il valore dell‘etanolo contenuto nel sangue attraverso l'analisi dell‘aria alveolare espirata.
Metabolismo
Il 90-95% della quantità di alcol è metabolizzata a livello epatico, grazie all’enzima alcol deidrogenasi.
Il processo di smaltimento:
- È inefficiente sino ai 16 anni.
- Non è completamente efficiente prima dei 21 anni.
- Dopo i 65 anni si perde gradualmente la capacità di smaltire l’alcol.
- Nelle femmine, la capacità di smaltire l’alcol è la metà rispetto che nei maschi, a prescindere dall’età.
Alcol altera il metabolismo di acidi grassi e zuccheri
- Il blocco della gluconeogenesi a livello dell’acido piruvico può causare uno stato ipoglicemico tale da provocare la morte improvvisa del soggetto.
- L’eccesso di acido lattico intracellulare può provocare gotta.
- L’ossidazione degli acidi grassi è compromessa, e l’eccesso di grassi nel fegato portano a danno epatico da alcol.
- Il metabolismo delle vitamine liposolubili è alterato e provoca una carenza di vitamina A, D, K.
- Diminuisce l’assorbimento intestinale soprattutto della piridossina e dell’acido folico. Risulta inoltre alterato l’utilizzo di varie vitamine, tra cui folati, tiamina e vitamina B6.
È sconsigliata l’assunzione di alcol con qualsiasi farmaco.
Grado alcolico: quantità in ml di alcol etilico presente in 100 ml di bevanda.
Un’unità alcolica (U.A.) corrisponde a 12 grammi di alcol puro.
Non esiste un consumo di alcol sicuro per salute.
Consigliabile bere solo durante i pasti principali e mai a digiuno, rispettando le dosi accettabili giornaliere considerate a basso rischio:
- 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini.
- 1 unità alcolica al giorno per le donne.
- 1 unità alcolica al giorno per le persone con più di 65 anni.
- Per gli adolescenti fino a 15 anni, l’OMS raccomanda l’astensione totale.
Nelle prime fasi della gravidanza anche assunzioni moderate possono portare a danno. Non è possibile stabilire la dose non tossica e pertanto l’alcol va completamente eliminato. 1
Ubbriachezza, alcolismo e dipendenza
Ubbriachezza: stato di intossicazione acuta.
Alcolismo: disturbo a genesi multifattoriale associato a assunzione di alcolici, con possibile presenza di dipendenza.
Abuso alcolico: compromissione dell’esistenza correlata all’alcol.
Dipendenza alcolica: alla compromissione si associa l’evidenza di un notevole obbligo all’uso di alcol, accompagnato da un’aumentata tolleranza all’etanolo o a segni fisici di astinenza.
«Uso problematico di alcol» è una malattia cronica, recidivante e potenzialmente mortale. Incapacità da parte del bevitore, di astenersi dal consumo di alcolici.
Caratteristiche:
- Perdita di controllo del consumo di alcolici.
- Comparsa di desiderio compulsivo di assumere alcolici (CRAVING).
- Dipendenza: incapacità di rinunciare all’alcol, irresistibile piacere all’assunzione (dip. psichica), aumento della dose per ottenere lo stesso effetto (tolleranza) e insorgenza della sintomatologia organica di privazione o astinenza (dip. fisica).
- Cambiamento dello stile di vita: tendenza all’isolamento.
- Problemi familiari o della rete sociale/personale.
Binge drinking: “bere fino a ubriacarsi”, si caratterizza per un consumo rischioso e dannoso, episodico e ricorrente di quantità consumate a digiuno che eccedono le sei unità in un arco temporale ristretto (di solito 2-3 ore).
Alcol e gravidanza
Non esistono quantità di alcol considerate non nocive per il feto: opportuna in gravidanza l’astinenza completa da alcol.
Le donne che bevono abitualmente una o più volte al giorno durante la gravidanza hanno un maggior numero di aborti.
La sindrome feto-alcolica è la più grave conseguenza per il feto esposto all’alcol in gravidanza. Caratterizzata da:
- Deficit della crescita pre e postnatale.
- Caratteristiche e anomalie cranio-facciali: microcefalia, microftalmia e/o rima palpebrale breve, scarso sviluppo del filtro, labbro superiore sottile, appiattimento dell’area mascellare.
- Disfunzioni del sistema nervoso centrale: anomalie neurologiche (irritabilità nell’infanzia, iperattività nell’adolescenza), ritardo di sviluppo neurologico (ipotonia), alterazioni intellettive (ritardo mentale da lieve a moderato).
Alcol e anziani
Nell’anziano l’efficienza dei sistemi di metabolizzazione dell’etanolo diminuisce, è consigliabile limitare il consumo di alcolici ad 1 U.A. al giorno. Inoltre, l’anziano è spesso sotto terapia farmacologia che potrebbe interagire con l’alcol.
Alcol e lavoro
Si stima che gli infortuni da attribuire all’abuso di alcol siano in Italia il 10 - 40% del totale che equivale a circa 100.000 infortuni l’anno di cui 15 mila mortali.
Alcol e guida
Non esistono quantità di alcol sicure alla guida: il livello di alcolemia ottimale ai fini dell’idoneità psico-fisica alla guida è zero grammi per litro. La legge impone tale livello per i minori di 21 anni, per i neopatentati e per i professionisti del volante. Se si deve guidare, è fondamentale non bere, qualunque sia l’età.
Le terapie possono essere psicologiche e farmacologiche: Disulfiram (Antabuse) agisce inibendo il metabolismo dell’alcol; Naltrexone: riduce il desiderio di alcol bloccando gli effetti spiacevoli che produce.
Genetica ed alcolismo
È stato scoperto nel DNA umano un gene specializzato per il trattamento dell’alcol, quello che codifica per l’enzima alcol-deidrogenasi; ciò induce a pensare che l’uomo sia da tempo a contatto con questa sostanza, anche se le prove di un consumo volontario e continuo risalgano solo fino a 10 mila anni fa circa.
L’enzima alcol-deidrogenasi è quindi il principale responsabile del metabolismo dell’alcol e ne esistono varie varianti, alcune più rapide e altre meno, che sono distribuite diversamente nella popolazione.
Chi consuma moderate quantità di alcolici e possiede una capacità di metabolizzazione più lenta manifesta effetti protettivi sul sistema cardiovascolare più significativi. 2
Abuso di sostanze
Dipendenza da sostanze: «l’uso nocivo e dannoso di sostanze psicoattive, incluso l’alcol. La dipendenza è caratterizzata da un gruppo di fenomeni comportamentali, cognitivi e fisiologici che si sviluppano dopo l’uso ripetuto della sostanza e che consistono generalmente in un forte desiderio di assumerla, nella difficoltà del controllo del suo uso, nella persistenza nell’usarla malgrado le conseguenze dannose, nell’alta priorità data alla sostanza rispetto alle altre attività, nell’aumento della tolleranza e, a volte, nella crisi di astinenza».
Cannabis stimolanti
La resta la sostanza maggiormente consumata; gli sono la seconda categoria più comunemente segnalata.
Tossicodipendenze considerate come un gruppo di sindromi o di manifestazioni comportamentali cui è correlata o di cui sono espressione una grande varietà di disordini psichici. La linea di demarcazione fra farmaci usati in modo «normale» e abuso degli stessi farmaci è piuttosto labile.
Il termine «abuso di farmaci» si applica a ogni farmaco la cui assunzione danneggia/rischia di danneggiare la salute fisica o mentale di un soggetto o di altri individui o che è illegale.
I farmaci da abuso sono sostanze legali (alcol, nicotina, farmaci prescritti per necessità come benzodiazepine e stimolanti) e sostanze illegali (cocaina, eroina, allucinogeni, etc..).
Politossicomanie consistono nell’utilizzo in contemporanea di più sostanze stupefacenti, il cui uso è illegale, compresi alcol e bevande energetiche. Preoccupanti per la loro elevata pericolosità. Mentre è difficile somministrare singolarmente elevate quantità di benzodiazepine, il loro abbinamento con alcol o con un oppiaceo potrebbe rivelarsi fatale.
La maggior parte dei decessi per droga è imputabile a iniezioni di eroina mischiata ad altre sostanze, all’uso di almeno un’altra droga o di alcol.
Aumentano il rischio di guida pericolosa e di comportamento violento o aggressivo, associato ad un maggiore consumo dell’alcol abbinato a sostanze stimolanti. La miscela di sostanze psicoattive presenti in pillole vendute come Ecstasy potrebbe condurre a rischi di malattia non previsti e connessi alla poli tossicomania.
Droga
Farmacologia: prodotti di origine naturale contenenti sostanze farmacologicamente attive in grado di indurre modificazioni nell’organismo in cui vengono introdotte.
Medicina: sostanze/miscele di sostanze, usate ripetutamente a scopo voluttuario, capaci di generare allucinosi e dipendenza fisica e psichica verso la sostanza stessa, cui seguono l’insorgenza precoce o tardiva di intossicazione cronica, assuefazione e tolleranza.
OMS: sostanza che, introdotta in un organismo vivente, ne modifica il funzionamento e/o gli atteggiamenti fisici e psichici ed il cui uso non terapeutico è illecito o moralmente condannabile.
Dipendenza consiste in una condizione patologica per cui il soggetto perde ogni possibilità di controllo sull’abitudine. Può essere:
- Fisica: è legata all’adattamento dell’organismo alla presenza della sostanza con conseguente incapacità di farne a meno. Si manifesta tipicamente come sindrome di astinenza che presenta caratteristiche diverse a seconda della droga assunta.
- Psichica: consiste in un forte turbamento psichico che conduce al desiderio ossessivo della droga, ricercata con ogni mezzo possibile in assenza di palesi segni o sintomi organici di carenza.
Craving: desiderio incontrollabile che porta il tossicodipendente a bramare la sostanza d’abuso.
Tolleranza: un adattamento biologico nei confronti della reiterata esposizione ad una sostanza chimica, caratterizzato da una risposta in diminuzione che porta ad aumentare progressivamente la dose al fine di ritrovare gli effetti della dose iniziale. Può essere acquisita di tipo acuto ascrivibile alla rapida diminuzione della risposta biologica per deplezione dei neurotrasmettitori oppure acquisita di tipo cronico, legata sia all’aumentata espressione degli enzimi metabolizzanti, sia a modificazioni nella risposta recettoriale, sia a entrambi i fattori. 3
1. Oppioidi
L’oppio deriva dal papaver somniferum e può essere mangiato (oppiofagia) o più comunemente fumato (oppiomania) e in piccole dosi decreta l’eccitamento dei centri nervosi con conseguenti serenità e benessere, poi seguiti da uno stato di depressione e sonnolenza e da disturbi a carico dell’apparato digerente e circolatorio.
L’abuso conduce a tossicomania con notevole deperimento ed elevata dipendenza.
Morfina: rappresenta il principale derivato dell’oppio e si può distinguere tra:
- Cloroidrato di morfina: usato in medicina a scopo terapeutico e si presenta come polvere bianca cristallina, impalpabile, inodore e di sapore amaro.
- Morfina base o grezza: prodotto intermedio della trasformazione dell’oppio che, ulteriormente trattato, diviene eroina.
Può essere assunta per os o attraverso un’iniezione intramuscolare/endovenosa, è un potente analgesico che va ad agire sul sistema nervoso centrale provocando in minime dosi euforia e piacevole ebbrezza, e in grandi dosi l’annullamento della percezione dolorifica e sonno profondo.
L’abuso conduce ad assuefazione e severa dipendenza fisica e psichica.
Eroina: ottenuta dalla trasformazione chimica della morfina, si presenta come polvere bianca o marrone.
Può essere assunta per iniezione in vena, inalata o fumata ed esplica effetti di natura deprimente: il consumatore si sente immune da ansia, paura e disagio psichico e mostra un ridotto desiderio di cibo e di sesso, nonché sonnolenza.
Si osserva un’alternanza di stati euforici e depressivi, forte eccitazione e passività, scomparsa del dolore, sensazioni di calore e rallentata frequenza sia cardiaca sia respiratoria.
I segni dell’intossicazione consistono in midriasi, incoordinazione motoria, sudorazione, tremori, rigidità muscolare ed ipotermia.
L’assuefazione subentra rapidamente, la dipendenza fisica e psichica sono molto forti e la sindrome di astinenza predispone ad atti inconsulti e violenti.
Metadone: stupefacente morfino-simile che può essere assunto per os oppure tramite iniezione sottocutaneo o intramuscolare. Si tratta di un potente analgesico che produce come sintomatologia secondaria sonnolenza, stordimento, sudorazione, vomito, prurito e vertigini.
Impiegato nella terapia di mantenimento dei tossicomani da eroina: tolleranza e dipendenza fisica si sviluppano più lentamente che con la morfina e la sindrome di astinenza da metadone è più lieve anche se più prolungata. Essendo uno stupefacente di media tossicità in grado di indurre tossicodipendenza, il ricorso terapeutico deve avvenire in ambienti adeguati.
Nuove sostanze psicoattive
2. Neurodeprimenti
Barbiturici derivati dell’acido barbiturico, impiegati in medicina come sedativi, ipnotici ed antiepilettici e si assumono per os o tramite iniezione intramuscolare o endovenosa.
Gli effetti cons