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Storia dell'Asia (Giappone e Cina)

Francesco Petrini

Il Giappone e la Cina

Dal 1842 alla Prima guerra mondiale

La Cina

Dalle guerre dell'Oppio alla guerra civile cinese

Inquadramento della Cina: La Cina dalla prima metà dell'800 vide una graduale e forzata apertura dei suoi mercati ed imboccò l'inarrestabile strada verso il suo declino. Molte innovazioni tecnologiche figlie della rivoluzione industriale furono ignote all'impero cinese, pienamente isolato dal resto del mondo nella convinzione che i cinesi fossero culturalmente "superiori" rispetto ai "barbari" delle steppe. Nel XIX secolo la Cina passa quindi dall'essere una figura apicale del continente asiatico ad un soggetto delle potenze internazionali. Il 1842 è ufficialmente riconosciuto come l'anno in cui la Cina rinuncia formalmente alla chiusura dopo la sconfitta della Prima Guerra dell'oppio. È possibile quindi analizzare i vari conflitti e dissidi interni che portarono gradualmente al declino dell'impero cinese (ma anche alcuni tentativi di riforma).

Prima guerra dell'oppio (1842)

Trattato di pace di Nanchino (1842)

Le premesse per la guerra: solo una piccola parte della Cina era aperta al commercio internazionale (Canton), e tutti gli occidentali desiderosi di aprire dei ponti commerciali con Pechino dovevano interfacciarsi obbligatoriamente alla Ko-Hong, una ditta statale cinese. I colonialisti europei, in primis il Regno Unito, non volevano conquistare la Cina ma non volevano nemmeno precludersi un mercato estremamente lucroso. Tra tutti gli stati, solo gli U.S.A tentarono di preservare un rapporto di cordialità con la Cina, almeno fino al 1949 (Principio della porta aperta).

Gli interessi commerciali in gioco:
  • Impero britannico: Nel 1840 stabilisce la sua base operativa a Canton e vi si stanzieranno 350 commercianti registrati, specializzati nella compravendita di oppio indiano e persiano a fronte di tè e seta grezza. Le forti limitazioni al commercio imposte da Pechino vennero contestate da questi commercianti, che misero pressione al governo inglese affinché nuove città potessero essere aperte al commercio.
  • Francia: Poco interessata all'inizio, ma dopo la guerra dell'oppio la presenza francese aumentò di molto.
  • U.S.A: Dopo le guerre napoleoniche gli Stati Uniti si interessarono molto all'Asia e al commercio con la Cina, riuscendo a guadagnarsi il 35% della presenza coloniale in Asia, secondo solo ai britannici che detenevano il 60%.
  • Russia Zarista: Voleva aprire la strada per la graduale apertura del mercato cinese, ma seguendo i collegamenti di terra (rotte carovaniere e ferrovie).

Casus belli e guerra: la Compagnia delle Indie Orientali agiva da monopolista nel commercio britannico in Asia e il parlamento britannico decise di revocare la sua licenza commerciale. Con questa revoca Londra espresse il suo desiderio di poter commerciare direttamente con il governo cinese di Pechino ma non ottenne alcun risultato. Il pretesto per una guerra venne trovato nell'oppio, un prodotto ampiamente commerciato illegalmente in Cina attraverso il Raj Britannico e l'Afghanistan. Un decreto imperiale cinese proibì ufficialmente l'importazione di oppio nel paese ma non venne mai applicato, almeno fino al 1839 quando venne impartito l'ordine di bloccare una volta per tutte il mercato nero, in quanto aveva causato una crisi valutaria. Il PM Britannico, Lord Palmerston, decise di dichiarare guerra alla Cina per tutelare il commercio britannico e nella speranza di ottenere la cessione di un'isola da sfruttare come avamposto commerciale. Londra, inoltre, aveva bisogno di finanziare la sua immensa flotta e le risorse finanziarie derivate dai proventi della vendita di oppio dovevano essere tutelati. La guerra fu un disastro per la Cina, che a causa di un esercito disorganizzato, la frammentazione del territorio e le paranoie dell'imperatore fu costretto alla resa.

Trattato di pace di Nanchino (1842): Portò a diverse conseguenze che diedero inizio al declino dell'impero cinese, fino alla sua completa liquidazione, ovverosia:

  • Apertura di altri tre porti al commercio, compresa la città di Shanghai per un accesso diretto allo Yangtse.
  • Permesso di residenza ai cittadini britannici residenti nei porti aperti e diritto di capitolazione (principio di extraterritorialità giudiziaria).
  • Cessione di Hong Kong all'Impero britannico che divenne colonia.
  • Ma gli inglesi non ottengono rappresentanza diplomatica a Pechino.

Le conseguenze internazionali: le conseguenze di questa guerra vennero amplificate nel 1843 quando la Cina venne costretta ad accettare la Clausola della nazione più favorita, che spianò alla firma di altri trattati con Francia e U.S.A, i Trattati di Huang Poa (1844) e Huang Gai (1844). Questa debolezza dell'impero cinese però viene percepita da alcune frange della popolazione che si organizza in rivolte semi-organizzate per scacciare gli occidentali e i proseliti cristiani, la Rivolta dei Taiping.

Rivolta dei Taiping (1851-1864)

Le premesse per la rivolta: la guerra dell'oppio aveva ridotto il prestigio della dinastia manciù e nel 1851 scoppiarono due rivolte distinte, una capeggiata dalla Triade a Sud, e una dal leader spirituale Hong Xiaoquai che, insieme, formeranno un governo insurrezionale.

Le motivazioni per le rivolte: furono motivazioni economiche, infatti la penetrazione commerciale occidentale aveva fatto fallire molte piccole e medie aziende artigianali cinesi, ambientali perché le carestie che colpirono la Cina in quegli anni vennero attribuite all'occidente e ai proseliti e, infine, delle motivazioni sociali e culturali perché l'entroterra cinese era impermeabile a questo cambiamento improvviso.

La rivolta e le opportunità: la sommossa capeggiata dalla Triade e da Hong riuscì a controllare un territorio immenso e si autoproclamò indipendente per un periodo di dieci anni. La sconfitta del governo centrale di Pechino e il ritiro delle loro truppe a Nanchino fu una vittoria per i rivoltosi che, almeno fino al 1964, regnarono indisturbati, quando finalmente il governo centrale riuscì a reprimere la sommossa e riconquistare il territorio perso. La guerra civile aprì per gli occidentali diverse opportunità, infatti paesi come Gran Bretagna e Francia iniziarono a sviluppare rapporti con l'Impero celeste di Hong, a patto che venissero rispettati i trattati della guerra dell'oppio. Anche la Russia, sconfitta in Europa durante la guerra di Crimea si concentrò nuovamente in Asia.

Le conseguenze: la leadership cinese ne esce molto indebolita e inizia un parziale tentativo di restaurazione sotto l'effige di Tongzhi. Questo rilancio, conosciuto successivamente come autorafforzamento, portò a cambiamenti interni molto importanti ma fu molto criticato a causa del costo umano che comportò. Per evitare ulteriori ammassi di truppe e limitare la minaccia di nuove sommosse l'esercito venne regionalizzato ma questo diede man forte ai successivi signori della guerra.

Seconda guerra dell'oppio (1856-1860)

Trattato di Pechino (1860)

Le premesse della guerra e il casus belli: il pretesto per la guerra fu l'assassinio di un missionario francese in violazione delle clausole dell'accordo che Parigi aveva stipulato con il governo mancese e l'arresto di una nave battente la bandiera inglese. Impero britannico e Francia occuparono alcuni porti e costrinsero la Cina a firmare un nuovo trattato. Al mancato rispetto delle clausole del trattato la marina anglo-francese risalì il fiume Yangtse per minacciare direttamente Pechino. L'occupazione militare della città convinse finalmente il governo mancese a sottoscrivere un nuovo accordo, il Trattato di Pechino, che pose fine alla seconda guerra dell'oppio. Durante la guerra il sostegno che gli occidentali diedero al governo mancese convinse Pechino a consolidare i rapporti commerciali e aprire definitivamente la Cina al commercio.

Trattato di Pace di Pechino (1860): il governo cinese era già preso dalla rivoluzione Taiping e fu costretto a scendere a patti:

  • Si aprono altri undici porti al commercio internazionale.
  • Espansione principio extraterritorialità.
  • Facilitato il diritto per gli stranieri di viaggiare in Cina.
  • Autorizzazione navigazione nello Yangtse per commercio nell'entroterra.
  • Sedi diplomatiche a Pechino.

Liquidazione della zona di influenza esterna cinese

Autorafforzamento

La rivolta Taiping e il fallimento dell'autorafforzamento fecero emergere numerose contraddizioni all'interno della Cina che pian piano iniziò a perdere il controllo della sua zona di influenza esterna secolare. Dopo la vittoria nella rivolta Taiping, il governo centrale iniziò un periodo di riflessione per restaurare la Cina attraverso il c.d. "Autorafforzamento", ovverosia il tentativo di rafforzare le basi della civiltà cinese e il suo ruolo politico come contrappeso all'interferenza occidentale.

In cosa consisteva l'Autorafforzamento?

  • Riforma del sistema confuciano, con delle migliorie alla occidentale.
  • Sviluppo industria ed esercito per raggiungere le potenze straniere.
  • Sviluppo relazioni pacifiche con potenze straniere.
  • Creazione di scuole in lingua straniera.
  • Sviluppo della flotta cinese con tecniche occidentali (Base navale Foochow).
  • Incentivi statali per l'estrazione di carbone e acciaio.
  • Sviluppo commercio mercantilista per migliorare efficienza e competizione.
  • Raggiungimento autosufficienza agricola.
  • Creazione prime linee ferroviarie.

Conseguenze: migliorie economiche ma che non riuscirono ad evitare la Guerra con il Giappone e la perdita dell'Indocina. Il fallimento emerse soprattutto durante la guerra sino-giapponese del 1894 quando la flotta militare cinese venne annientata da quella giapponese.

Seconda guerra dell'oppio

Trattato di Pechino (1860)

Le premesse della guerra e il casus belli: il pretesto per la guerra fu l'assassinio di un missionario francese in violazione delle clausole dell'accordo che Parigi aveva stipulato con il governo mancese e l'arresto di una nave battente la bandiera inglese. Impero britannico e Francia occuparono alcuni porti e costrinsero la Cina a firmare un nuovo trattato. Al mancato rispetto delle clausole del trattato la marina anglo-francese risalì il fiume Yangtse per minacciare direttamente Pechino. L'occupazione militare della città convinse finalmente il governo mancese a sottoscrivere un nuovo accordo, il Trattato di Pechino, che pose fine alla seconda guerra dell'oppio. Durante la guerra il sostegno che gli occidentali diedero al governo mancese convinse Pechino a consolidare i rapporti commerciali e aprire definitivamente la Cina al commercio.

Trattato di Pace di Pechino (1860): il governo cinese era già preso dalla rivoluzione Taiping e fu costretto a scendere a patti:

  • Si aprono altri undici porti al commercio internazionale.
  • Espansione principio extraterritorialità.
  • Facilitato il diritto per gli stranieri di viaggiare in Cina.
  • Autorizzazione navigazione nello Yangtse per commercio nell'entroterra.
  • Sedi diplomatiche a Pechino.

Liquidazione della zona di influenza esterna cinese

Autorafforzamento e restaurazione Tongzhi

La rivolta Taiping e il fallimento dell'Autorafforzamento fecero emergere numerose contraddizioni all'interno della Cina che piano piano iniziò a perdere il controllo della sua zona di influenza esterna secolare. Dopo la vittoria nella rivolta Taiping, il governo centrale iniziò un periodo di riflessione per restaurare la Cina attraverso il c.d. "Autorafforzamento", ovverosia il tentativo di rafforzare le basi della civiltà cinese e il suo ruolo politico come contrappeso all'interferenza occidentale.

In cosa consisteva l'Autorafforzamento?

  • Riforma del sistema confuciano, con delle migliorie alla occidentale.
  • Sviluppo industria ed esercito per raggiungere le potenze straniere.
  • Sviluppo relazioni pacifiche con potenze straniere.
  • Creazione di scuole in lingua straniera.
  • Sviluppo della flotta cinese con tecniche occidentali (Base navale Foochow).
  • Incentivi statali per l'estrazione di carbone e acciaio.
  • Sviluppo commercio mercantilista per migliorare efficienza e competizione.
  • Raggiungimento autosufficienza agricola.
  • Creazione prime linee ferroviarie.

Conseguenze: migliorie economiche ma che non riuscirono ad evitare la Guerra con il Giappone e la perdita dell'Indocina. Il fallimento emerse soprattutto durante la guerra sino-giapponese del 1894 quando la flotta militare cinese venne annientata da quella giapponese.

Isole Ryukyu al Giappone (1874-1879)

Dopo essere state per anni parte del sistema tributario cinese diventano ufficialmente parte della provincia di Okinawa dopo un pretesto ed una graduale penetrazione economica giapponese.

Trattato di Kaghwa (1876) "Fine della relazione privilegiata Cina-Corea": il Giappone si ritaglia sempre maggiori influenze in Corea attraverso un trattato ineguale. La Corea era una regione strategica per il Giappone anche come colonia di popolamento.

Guerra sino-francese (1884-1885) "Espansione coloniale francese in Indocina"

Le risorse minerarie dell'Indocina interessavano a Parigi che approfittò della debolezza del governo mancese per espandere il suo dominio coloniale. La guerra fu vinta dalla Francia, che impose la stipula di un trattato ineguale, con cui la Cina avrebbe dovuto riconoscere la zona di influenza francese nel Vietnam settentrionale. Al rifiuto di alcune frange antioccidentali cinesi il conflitto riprese e la Francia annientò la flotta cinese e occupò alcune isole, conquistando tutta l'Indocina.

Birmania aggregata al Raj indiano (1886)

L'impero inglese, preoccupato dei successi francesi, espanse il suo dominio coloniale in Birmania e la Cina accettò passivamente.

Guerra sino-cinese (1895) "Conquista della Corea da parte del Giappone e firma Trattato di Shimonoseki"

Dopo l'apertura al commercio internazionale la Corea (conosciuta come Stato eremita) iniziò una massiccia campagna antioccidentale che causò la morte di molti equipaggi occidentali. Il Giappone, timoroso di una violenta risposta occidentale decise di conquistarla come rappresaglia. L'uccisione di un leader filogiapponese coreano fu il pretesto per l'inizio delle ostilità. Il Giappone vinse la guerra e dimostrò l'efficacia della Riforma Meiji rispetto all'Autorafforzamento. Questa vittoria sarà l'inizio delle ambizioni imperialiste giapponesi in Cina. Con il Trattato di Shimonoseki del 1895 la Cina fu costretta a riconoscere l'indipendenza coreana e la terminazione dell'esborso dei tributi e, 10 anni dopo, la penisola divenne ufficialmente protettorato giapponese. Al Giappone venne ceduta anche Taiwan, le isole Pescadores e la penisola del Liaodong. Tutte queste concessioni territoriali preoccuparono i paesi occidentali e soprattutto la Russia, che chiese aiuto alle altre potenze europee per rivisitare il Trattato e renderlo meno favorevole al Giappone. Iniziò così il Breakup of China per spartisti quel che rimaneva della Cina.

Breakup of China (1895-1900)

Contesto: La Guerra Sino-Giapponese aveva dato avvio alla spartizione della Cina e la completa liquidazione di quanto rimaneva della Cina in aree di influenza più o meno estese. Inizia così un imperialismo commerciale e finanziario del territorio cinese.

Nota congiunta di Russia, Francia e Germania al Giappone (04/1895): nota per persuadere Tokyo di accettare delle concessioni meno estese dopo la guerra sino-giapponese (Rinunciare alla penisola del Liaodong in cambio di un'altra tranche di indennità).

Trattato segreto li-Lobanov (06/1896): Assistenza sino-russa in funzione antigiapponese per trovare più alleati possibili nell'area contro i giapponesi e completare il collegamento ferroviario russo in Manciuria (Obj. Trovare mare caldo).

Trattato tedesco-cinese (11/1897): con il pretesto dell'uccisione di due missionari tedeschi nello Shantung, la Germania prende il possesso della baia di Kioachao e costringe la Cina ad un leasing 99ennale per costruire delle ferrovie nello Shantung. Questa strategia rispondeva al concetto della WeltPolitik (politica mondiale), successivo alla Realpolitik.

Il controllo russo di Port Arthur e Dairen (03/1898): La Russia, con il pretesto di proteggere la Cina dalla Germania, prende il controllo di Port Arthur e Dairen, ottenendo 25 anni di concessione per costruire una ferrovia che avrebbe collegato la trans manciuriana con queste due città portuali (corsa alla conquista delle basi navali).

Gran Bretagna si assicura Weihaiwei per 25 anni e Hong Kong per 99 (05/1898): con questa mossa il governo britannico ha il pieno controllo della foce del fiume Yangtse, tagliando fuori altri partner occidentali. In cambio il Giappone ottiene concessioni simili, mentre la Francia ottiene l'affitto di Kwangchow bay per 99 anni.

Conseguenze della Breakup of China: ci furono tre principali conseguenze del fenomeno, ovverosia la prima vera presa di posizione americana in merito allo Status della Cina attraverso le Open Door Notes, un nuovo tentativo di riforma e la rivolta dei boxer:

  • Open Door Notes americane (1899-1900): Dopo la vittoria contro la Spagna e la conquista delle Filippine gli Stati Uniti potevano vantare una presenza importante nella sfera di influenza cinese. In chiave antimperialista gli Stati Uniti si sono da subito erti come paladini dell'integrità territoriali della Cina per mantenere dei floridi rapporti commerciali. Per smussare la strapotenza dei paesi europei in Asia gli Stati Uniti inviarono delle note, una nel 1899 sul rispetto dei diritti commerciali e di uguaglianza di trattamento, un'altra nel 1900 per cui tutte le potenze impegnate nella rivolta dei Boxer avrebbero dovuto rispettare l'integrità territoriale della Cina.
  • Riforma dei 100 giorni (1898): un tentativo cinese di rispondere alla spartizione della Cina. Kang Youwei, sulla scia della sconfitta contro il Giappone, mise in moto un periodo di rinnovamento su stampo nazionalista che comprese: abolizione del sistema degli esami imperiali, lotta alla corruzione, fondazione dell'Università di Pechino e istituzione di un moderno sistema educativo, modernizzazione delle forze armate e promozione dell'industrializzazione sul modello capitalista. Si provò ad istituire una monarchia costituzionale ma questo causò un colpo di stato che fece salire al potere un gruppo di antiriformisti.
  • Rivolta dei Boxer (1899-1901)

Contesto e casus belli: sulla scia delle riforme dei 100 giorni scoppiarono delle pesanti rivolte nella Cina centromeridionale conosciute come Rivolte dei Boxer, delle sommosse che originarono dalle associazioni dedite alle arti marziali che divennero centro di aggregazione per il dissenso antioccidentale. All'inizio queste rivolte erano antimperialiste ma, quando l'Imperatrice Vedova iniziò a sostenerli apertamente contro gli occidentali allora le potenze occidentali entrarono nel conflitto. Una controffensiva capeggiata da otto nazioni (Italia, Germania, Russia, Francia, Gran Bretagna, Raj Britannico, Giappone) sopprimeranno la rivolta e costrinsero il governo cinese a negoziare un protocollo di intesa, il Boxer Protocol.

Protocollo Boxer: un protocollo di intesa che costrinse la Cina ad accettare una serie di condizioni, ovverosia il pagamento di un'indennità di 450 milioni di Tael, da pagarsi in 39 anni con un interesse annuo del 4%, le scuse formali della Cina a Germania e Giappone per l'uccisione dei loro rappresentanti, lo stanziamento di una guardia di legazione permanente nel territorio cinese, la distruzione dei forti di Taku e di ogni altra fortificazione tra Pechino e il mare e il divieto di importare armi per due anni. La liquidazione della rivolta dei Boxer rappresentò il definitivo collasso della Cina e spianò la strada ad altre personalità che tentarono "altre vie" per risollevare il paese.

Guerra russo-giapponese (1904-1905) "L'eclissi della Cina e l'ascesa del Giappone"

Contesto: fu un ulteriore indebolimento dello Stato cinese a causa della crescente permeazione della Russia Zarista nella Manciuria e gli interessi imperiali che il Giappone stava iniziando a maturare per l'impero in fase di decadimento. Per il Giappone la Cina era una terra di espansione e di ripopolamento per risolvere il problema demografico e con la vittoria giapponese, suggellata dal Trattato di Portsmouth del 1905, finisce formalmente la Breakup of China ma molti territori o...

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Scienze politiche e sociali SPS/14 Storia e istituzioni dell'asia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Richardfnt1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Asia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Petrini Francesco.
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