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Politica, società e comunicazione

Appunti del 16 settembre 2019

Siamo figli di un contesto culturale che divide nettamente sfera pubblica e sfera privata (Locke, 700). Locke vuole differenziare queste due sfere, dividendo il credo dal culto; secondo lui deve intervenire la politica in questo settore e limitare l'esternazione di una credenza. Per gli antichi non era così.

Eros: quella forza, spesso cieca e oscura, che muove i corpi l'uno verso l'altro o lontani tra loro, un desiderio di attrazione e repulsione. Eros significa amore e deriva dal verbo greco (pr. éramai; amare) → amore fisico, concreto, che può realizzarsi, tra i corpi (non solo uomo e donna).

Filia (amore fraterno, amicale) o Àgape (in greco amore egoista, affamato, innamorato che ha bisogno dell'amato per soddisfare i piaceri, dinamica dell'uguale e contrario, che dà senza chiedere e senza ricevere nulla in cambio).

Eros: quell'amore che ha bisogno di colmare un vuoto. Cibo ed Eros: due mezzi per poter conservare la specie umana. Circolo dei bisogni. Il vuoto-pieno in cui Eros si pone come tendenza per colmare il vuoto, che si spegne una volta riempito, ma pronto per ricolmare il vuoto che seguirà.

→ Eros: valenza politica = quella relazione che avvicina gli individui, toglie o aumenta la distanza tra essi → Politica (polis = città, la sua radice è "tanti", "molti"): luogo in cui i molti devono essere tenuti insieme.

Grande scarto tra dimensione erotica (che ha regole proprie) e quella politica (che segue altre regole e impone leggi che tendono a dare una forma al modo in cui Eros deve compiersi, il modo in cui i corpi devono desiderarsi e possedersi, cosa sia lecito desiderare e cosa no). Politica: modo attraverso cui Eros viene frenato per fare in modo che la società non cada nel baratro.

Comunicazione: centrale perché comunicare significa mettere qualcosa in comune. La prima forma di comunicazione è non verbale, quella dei corpi. Retorica: macchina del consenso, fondamentale in politica.

Come nasce la polis?

  • Quando? Dove?
  • Come nasce la politica?
  • Per quale motivo indaghiamo la nascita della polis?
  • Perché, a un certo punto, in un mondo in cui il potere è esercitato in modo verticale, nel mondo greco si sviluppa una diversa forma di governo (democrazia e altre)?
  • Perché, nel mondo greco, nasce una forma culturale inedita (filosofia)? Dove e perché è nata?
  • Cosa caratterizza il genere filosofico rispetto alle altre facoltà?
  • Come nasce e si costituisce la retorica?
  • Come nasce Eros? Forza cosmica che pone in relazione tutti gli enti tra loro.

Nietzsche sostiene una tesi ritenuta non sostenibile: Atene del 4-5 secolo è in decadenza, ma il momento di maggior sviluppo è quello pre socratico (poco indagato).

Grecia classica: pensiero di Platone che riscrive in modo nuovo la favola di Eros. Teorie politiche di Platone, interesse politica di Platone, nel momento in cui capisce che la polis deve essere rifondata. Post Platone: Aristotele, Dante (rifondare la sua polis).

Fino a Schopenhauer. Anche Nietzsche (noi non siamo altro che corpo). Anima come psiche, oggetto di conoscenza.

19 settembre 2019

Eros: desiderio (dei corpi, non astratto). Polis: città stato, nucleo fondante della politicità. Soma: corpo morto. Il corpo diventa qualcosa di altro, inscindibile dall'anima, solo nel momento in cui muore.

Eros è un amore dei corpi e questa spinta attrattiva/repulsiva è anche fondamento della politica. Politica è il luogo in cui molti corpi stanno insieme e convivono. È come scoprire due tipi di norme differenti. Eros ha le sue regole, mentre la politica si differenzia da esse poiché vuole normalizzare i desideri. Non tutti i desideri possono trovare soddisfacimento, quindi la politica vuole identificare quelli realizzabili e quelli non realizzabili.

Eros: necessità di andare a colmare un vuoto, gioco di riempimento e svuotamento, che ha caratteristiche quali protrarre la vita della specie e la vita umana.

Questione della retorica (sfera individuale e pubblica). Distinzione tra pubblico e privato e tra individuo e specie. Distinzione fin troppo moderna, che nasce e si sviluppa intorno al 600 (Locke). Trovare uno stratagemma per ridurre l'attrito tra le religioni, poiché la credenza e il culto sono due cose diverse.

Nel culto, la politica può intervenire perché può assumere una forma nociva nella sfera pubblica. Però c'è stato un motivo per cui si sono imposte queste differenze. Porsi delle domande sull'origine della vita umana è indispensabile per ognuno di noi. Platone pone l’amore per i corpi in basso, quello per le anime in alto e quello per le idee ancora più in alto.

Struttura dell'eros simile tra Platone e Schopenhauer, che riporta al centro dell'attenzione il corpo (come "mio corpo"). La definizione accosta due termini: genere prossimo e differenza specifica (mettere in un contenitore più ampio, ma si ha bisogno di caratteristiche specifiche).

La scienza procede per definizioni, ma la filosofia cerca sempre di ridisegnare se stessa, cercando sempre, da parte dei filosofi, di capire cosa essa sia. Quindi non può procedere per definizioni, perché è un metodo troppo tardo. L'inizio è la domanda filosofica per eccellenza.

Eros: una forza oscura (alberga dentro di noi senza che si possa portare alla coscienza in modo chiaro e definitivo) che muove i corpi, li spinge da dentro verso altri corpi o lontano da essi. Non possiamo giustificare il fatto che sorga un desiderio piuttosto che un altro, dei gusti alimentari o sessuali specifici piuttosto di altri. Il sorgere di un desiderio è ingiustificabile.

Kant diceva che lo scopo dell'amore è quello di dare delle norme al desiderio. Ma si può sottomettere la volontà alla ragione? Eros è difficile da definire. È un gioco di distanze, una danza in cui i corpi si avvicinano o meno ad altri. Nel momento della fusione, quando eros si compie, si passa da individualità a identità.

Secondo Carl Schmitt, le categorie su cui si fonda la politica sono quelle di amico e nemico. Si può essere amici quando c'è qualcun altro che è definito nemico. La filosofia occidentale nasce nella zona dell'attuale Turchia, tra il 600-500 a.C. Talete, Anassimandro, Parmenide, Eraclito, alcuni dei primissimi filosofi (presocratici). Testimonianze dei primissimi filosofi sono frammenti e i primi libri erano molto grandi. Eraclito dice che Polemos (guerra, conflitto, combattimento), da cui polemica, è il padre di tutte le cose. Padre della politica.

Il gioco dei corpi è una danza condotta secondo le regole di polemos, una guerra perché dobbiamo uscire dal nostro corpo e andare incontro all'altro (un non-io, che pone resistenza all'io). Sia quando siamo amici sia nel caso contrario, abbiamo un conflitto e dobbiamo esercitare un potere per poter stare insieme, oppure un potere che si esprime contro il nemico. Perciò, si può dire che Eros sia dominato da Polemos. Riferimento ai corpi (e non, ad esempio, alle anime).

Nietzsche, in Così parlò Zarathustra, nel paragrafo dei dispregiatori del corpo, scrive una frase in cui afferma che noi siamo corpo e nient'altro. Cerca quindi di riappropriarsi di un'affermazione greca. Nietzsche vive il suo percorso in modo solitario, rapporti con amici molto strani, fino alla follia e ad uno stato vegetativo. Alcuni testi sono stati scritti prima di piombare nell'abisso, tra cui Echomo. Si tratta di un libro che sembra scritto da un visionario, auto-esaltandosi, e parla anche dei libri scritti in precedenza (tra cui Zarathustra, definito come l'ultimo libro sacro ma il primo in cui si insegna a ridere, poiché voleva insegnare ad accettare la vita terrena, quella che si svolge qui ed ora, senza nutrire speranze ultraterrene). Scena famosa di un funambolo → "noi siamo corpo e nient'altro".

La mente non è nient'altro che un braccio del corpo (uno degli strumenti attraverso cui la corporeità può essere ritenuta adatta all'ambiente). Cosa individua il vivente? Qualcosa di fisico, ovvero la pelle. Ciò significa che abbiamo un confine, siamo confinati dentro qualcosa. La prima caratteristica della pelle è quella di aprire al mondo (pori, bocca, naso...). La pelle è fatta di strumenti attraverso cui comunichiamo. È ciò che ci rende individui e diversi dal resto del mondo. Siamo dischiusi nei confronti del resto del mondo, qualcosa che si apre attraverso un movimento.

Il fatto che siamo una relazione di familiarità originaria con il mondo è una grande scoperta del '900, perché Platone, e poi Aristotele, ci aveva abituato a pensare che una cosa fosse il soggetto e che il mondo fosse qualcos’altro (oggetto di indagine). Si crea una distanza impossibile da ricolmare, ma il primo a provarci e riuscirci fu Kant. Attraverso di lui abbiamo un ribaltamento della prospettiva, infatti dà inizio al pensiero trascendentale (studiare ciò che è in mezzo tra soggetto e oggetto di indagine).

Heidegger disse che noi uomini abbiamo una familiarità originaria con il mondo. Il corpo diventa il fardello che ci portiamo dietro. Quando conosciamo il mondo non stiamo conoscendo qualcosa di inedito, perché noi siamo fatti della sua stessa pasta. Gli oggetti della vita quotidiana sono enti manipolabili in senso lato, e sono oggetti familiari per noi, per i quali non c'è bisogno di capire come usarli. Dobbiamo riconquistare le caratteristiche che ci fanno sentire al mondo. Essere corpo significa essere individuati.

Schopenhauer: la volontà è la medesima che abita nel sasso che cade e fa sì che il mondo compia il suo movimento (spinte di attrazione/repulsione identificate nella volontà).

La relazione che lega gli interlocutori della politica è una relazione di potere. Il potere per Foucault è orizzontale, quindi in senso reticolare. Il potere è ovunque, il potere è tutto. Noi siamo una relazione di potere non più vecchio stile, ma il biopotere, ovvero quello che si esercita sui corpi, su una società disciplinare che cerca di dare una disciplina ai corpi. Il biopotere è qualcosa che si presenta con un volto nuovo ad una società disciplinata, che sceglie per noi molte cose e gestisce tutto per noi (prima tutto succedeva in casa - nascita, morte, studi). Anche l'orientamento sessuale è deciso dalla società, e ciò che è deviante è visto come perversione.

Polis, tramite nomos (norma), cerca di rendere normale Eros. Una perversione non si esprime perché è socialmente scorretta, ma dovrà pur trovare una valvola di sfogo. Eros e polis hanno bisogno l'uno dell'altro (Eros fornisce corpi su cui polis esercita il suo potere). La politica intesa come biopolitica ha lo scopo di preservare la vita dei corpi, quindi tenere vivi quei corpi in cui c'è Eros. Polis preserva Eros all'interno dei corpi che deve gestire.

Nel mondo antico, Eros e politica non sono così separate come nel mondo attuale. Il primo a porre differenze tra discipline è Aristotele → Etica diversa da Politica. Differenza tra etica e politica: studiano entrambe il comportamento dell'uomo, ma la prima quello dell'individuo, la seconda quello dei cittadini, dei molti.

Liche: gli uomini sono soliti disporre differenze troppo forti, gli angeli non sanno se girano nel mondo dei vivi o dei morti. Se vedessimo le cose così come sono non potremmo distinguere il mondo dei vivi da quello dei morti. Il periodo di riferimento è l’antica Grecia.

All'inizio non c'è l'inizio, esso c'è dopo. Quindi un inizio non c'è, questo significa che esso non sia una cosa e non ha le sue caratteristiche. Le cose sono ciò che possiede una determinazione rispetto al resto del mondo (indicate attraverso il linguaggio). Creare una cosa significa portarla all'essere, perché prima non esisteva come cosa separata/determinata. Siamo noi che vediamo un confine tra le cose, lo poniamo noi. Infatti, il mondo non pone determinazioni, non sono sue, ma sono di coloro che lo guardano. Ogni vivente vede il mondo a modo suo e costruisce le cose a modo suo.

La poesia è tale quando cerca di dire l'indicibile, e lo fa in modo diverso: vuole evocare attraverso ciò che non può essere detto attraverso il linguaggio.

Hegel, ne La Fenomenologia dello spirito, parla dei boccioli, del fiore e del frutto: ci sono tre cose diverse a distanza di due settimane. Se invece lo si controlla nel giro di pochi giorni, la cosa cambia in sé, ma non le si può dare un nome. Non si può dare un nome a qualsiasi cosa.

L'uomo antico non pensa alla vita come una linea retta, ma come un cerchio, il quale è sinonimo di perfezione per un greco. Si tratta di qualcosa che si chiude e finisce. L'uomo greco non condivide l'infinito perché non vede una fine, ovvero il compimento della vita. Gli uomini moderni, invece, non condividono questa cosa. La fine della vita è vista in modo doloroso. Anche l'amore viene pensato come infinito ("per sempre").

Archè: inizio. I presocratici indagano sull'inizio (un punto iniziale a cui segue un serie di altri punti). S. Agostino: il tempo c'è solo in noi, è un'estensione dell'anima. Il presente siamo noi, il passato è la memoria e il futuro la nostra attesa. Siamo noi a produrre il tempo, il mondo non ne sa nulla. Kant: spazio e tempo sono come un paio d'occhiali che ci permette di vedere il mondo. I greci forse non si sono mai posti il problema della creazione del mondo. Come siamo soliti noi a relazionarci con questa nozione? Pensiamo che l'inizio debba avere delle condizioni di possibilità: a priori e a posteriori. I numeri non hanno un inizio o una fine. Ogni volta che poniamo un inizio ci domandiamo cosa possa esserci dietro ad esso.

L'inizio è:

  • Qualcosa di complicato
  • Qualcosa che non si può definire (si perde nella notte dei tempi)
  • Qualcosa che non ha qualcos'altro dietro di esso
  • Un risultato (del nostro agire retrospettivo e pone qualcosa come “inizio di...”)

Capire cosa sia la scaturigine di una società o di un modo di pensare significa ricostruire a posteriori la sua origine. L’indicazione secondo cui l'inizio deve essere qualcosa di altro, completamente altro rispetto al nostro modo di pensare. Dobbiamo andare a indagare una dimensione in cui tutto questo viene pensato in modo diverso. Ne La genealogia della morale (Nietzsche): la morale si occupa di ciò che è buono e cattivo; Nietzsche parte da buono e cattivo e si chiede cosa siano e interrogandosi sulla loro genesi. L'inizio è il totalmente altro. Nel mondo greco, queste definizioni sono capovolte rispetto all'attualità.

Chi ha ragione? Non è facile dare una risposta, la genealogia di Nietzsche non è sterile a se stessa, ma lui dice che dà ragione all'uomo greco. Cosa vuol dire vivere? Cos'è il vivente e cosa fa? Manda avanti se stesso e la specie. Un vivente che cerca di affermare la propria vita è coerente con l'idea di vita. La morale greca, secondo Nietzsche, è la più coerente. Quella contraria, invece, è contro natura.

Cercare l'inizio significa andare a ritroso fino a quando non si incontra un totalmente altro, finché un qualcosa accade.

23 settembre 2019

L'insieme di tutti gli insiemi è un insieme? È un concetto limite, perché si tratta di una cosa che non è una cosa.

I primi filosofi sono quelli che si pongono domande sull'archè. Le narrazioni mitologiche venivano usate per dare una spiegazione alle domande degli uomini. Si possono immaginare più racconti con divinità diverse che producono il mondo in modi diversi. Da ciò, però, la filosofia prende molta distanza e propone una risposta razionale e che tutti possono sperimentare. I filosofi si interrogano sull'origine delle cose prescindendo dalla mitologia.

Anche la scienza si interroga sull'inizio, magari non si tratta di un inizio assoluto, ma un punto di singolarità oltre il quale non si riesce ad andare. Talete diceva che l'acqua sta all'origine delle cose e così cerca di indicare la struttura che sta dietro le cose. Quindi, l'acqua è quella struttura che sta dietro tutti i corpi viventi e non.

La domanda filosofica è quella che cerca di andare oltre le cose, andando dentro le cose per scoprire lo scheletro di esse, una struttura che non vediamo mai ma che produce degli effetti. La filosofia cerca la struttura delle cose, che è una cosa che non è una cosa. La filosofia è, in ultima istanza, metafisica: questa parola non è stata coniata dai filosofi. Aristotele fu il primo a catalogare tutte le scienze, concentrandosi su trattati che riguardavano la fisica. La metafisica si occupa di ciò che sta oltre la struttura delle cose stesse e oltre.

Il movimento è invisibile, ma vediamo le cose che si muovono. Il movimento è il residuo del corpo che si muove. Giordano Bruno: muore sul rogo il 17 febbraio 1600, la sua vita fu ricca e all'eccesso, inizialmente era un frate domenicano, le sue idee venivano arginate dal cristianesimo. Il suo fu uno dei primi tentativi di ripescare la sapienza presocratica nell'andare a cercare l'origine delle cose senza che siano cose.

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Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micolprencipe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia delle scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Storace Erasmo.
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