22/09/2022 comunicazione politica
Chi sono gli attori della comunicazione politica?
- Politici, prima di essere politici sono cittadini.
- Ambito televisivo e mediatico.
Partiti: sono gruppi che esprimono la visione di una parte della società, che cerca di mobilitarsi per partecipare alle elezioni e ricoprire cariche decisionali, che poi verranno applicate alla società.
Leader: “capo” di un partito.
Candidati: coloro che si candidano a ricoprire determinate posizioni. Il nome deriva dall’antica Roma, che si vestivano di bianco - candido - candidati.
Istituzioni: cariche che vengono ricoperte dai candidati.
Media/Giornalisti: vengono affrontati ed esposti i vari temi politici e scelgono il modo di comunicare e cosa comunicare agli spettatori.
Imprese.
Gruppi di interesse: propongono soluzioni e idee.
Modello pubblicistico-dialogico
Modello pubblicistico-dialogico, schema a triangolo.
- Vertice: istituzioni politiche.
- Lato a: media.
- Lato b: cittadini → tre attori che hanno un ruolo equiparato.
Modello mediatico
Istituzioni politiche.
Media → ruolo fondamentale nella società.
Cittadini: sia politici che cittadini giocano nel campo dei media.
“Media logic” (G. Mazzoleni, 1983) Mediatization: logica mediatica.
Su quali canali si svolge la mediazione politica?
La sfera pubblica (Habermas, 1962, storia e critica dell’opinione pubblica) → spazio nel quale dove si incontrano i vari attori della comunicazione politica, parlando di temi pubblici, simili cafè letterari. Si ritrovano in luoghi pubblici e ci si confronta su temi pubblici.
Dibattito di un paese.
Temi che stanno all’ordine del giorno.
Sfera pubblica è ciò di cui parliamo dei temi politici del momento.
Il medium è il messaggio (Marshall McLuhan, 1964, studioso della comunicazione) → più che guardare il messaggio, bisogna guardare il medium che divulga il messaggio. È più influente il contenitore che il contenuto stesso.
Le 4 fasi della comunicazione politica
Le 4 fasi della comunicazione politica (Jay G. Blumer, 1960 ca).
- 1) Fase pre moderna della comunicazione pubblica → partiti radicati e forti credenze su grandi ideologie del Novecento. Tipico contesto da campaign pre moderno è il comizio politico oppure carta stampata come i giornali. Gli elettori avevano un grande voto d’appartenenza e quindi era difficile che cambiassero idea facilmente. Collegio sicuri. Politici contano su quel tipo di elettorato d’appartenenza.
- 2) Fase moderna. Dopo il 1960, la televisione ha avuto un grande ruolo rivoluzionistico all’interno della comunicazione. La televisione ha iniziato a condizionare la sfera pubblica. Giornali e radio continuano ad esercitare un ruolo importante, ma la televisione sovrasta quei media perché ha una maggiore divulgazione perché ha numeri più grandi a livello di ascolti. Cambiano anche gli elettori e inizia a crescere il voto di opinione, ovvero elettori che decidono sul tema del momento e al momento, quindi cambiano spesso la loro idea. Aumenta voto d’opinione e diminuisce voto d’appartenenza. Inizia una persuasione degli elettori indecisi, quindi i politici fanno di tutto per persuaderli e convincerli di votare il proprio partito. Serie tv Borgen, su Netflix.
- 3) Fase post moderna, 1990. Avvento di internet, questa invenzione cambia ancora una volta il metodo di comunicare. Tanti canali di comunicazione, es. blog, siti, ecc. Grande velocità di comunicazione. Convergenza mediale, quindi diversi media dialogano tra loro, si mischiano e si invertono. Diversificazione di canali. Abbondanza.
- 4) Post 2010. Abbondanza di canali e di opportunità di comunicazioni. Novità i social media, che permettono di divulgare e comunicare i diversi temi. Grande frammentazione poiché ognuno parla di argomenti diversi. Ibridazione: diversi media si integrano e ibridano tra loro. Libro: The hybrid media system. Dis-intermediazione: con account social c’è un dialogo più diretto e non più mediato tra giornali o media. I social hanno algoritmi e cose che ti fanno vedere solo ciò che ti interessa di più. Comprendere il medium ad adattarsi per sfruttarlo al meglio. Filter bubble / fishing ???
I modi della comunicazione politica
I modi della comunicazione politica.
Teorie sulla comunicazione di massa:
- 1) Teoria ipodermica, o “del proiettile magico” → i messaggi dei media ci colpiscono come proiettili e noi non possiamo fare niente.
- 2) Effetti limitati, flusso a due fasi → messaggi rielaborati. Messaggi ricevuti tramite una mediazione di qualcun altro.
- 3) Variabili intervenienti → diverse variabili che intervengono a mediare la ricezione del messaggio.
- 4) Teoria critica → teoria di pensatori di Francoforte, negli anni 60, criticano il modello dell’economia di mercato. Sostenevano che anche la cultura si basa su dinamiche di mercato. I grandi mass media influenzavano le persone, convincendoli di robe.
- 5) Agenda-setting → i media danno forma all’agenda, cose da fare, quindi agenda per decidere i temi di interesse pubblico. Capacità di alcuni attori di plasmare e dare forma a certi temi e non ad altri. Possibile influenza dei mass media sul pubblico in base alla scelta delle notizie.
- 6) A spirale del silenzio → a livello di interazione politica, molti non dicono la loro e questo spiega alcune sorprese che avvengono durante e dopo le elezioni politiche. Gente non dice chi vota.
Retorica: con la parola si convincono gli altri alla propria posizione. Persuadere gli altri con la parola.
Scienze cognitive, psicologia.
Contenuti della comunicazione politica
Teoria politica: visioni dei filosofi politici.
Comunicazione politica = lo scambio e il confronto dei contenuti di interesse pubblico-politico prodotti dal sistema politico, dal sistema dei media e dal cittadino-elettore (Mazzoleni, 2004).
Triangolo: che rappresenta la relazione tra cittadini, media e politici.
Rappresenta la comunicazione politica, modello semplificato di relazioni tra questi tre attori. Non sono sullo stesso piano. I social danno più potere ai cittadini che fanno a meno dei media.
I media: campo di battaglia tra i vari attori, determinano la sfera pubblica.
29/09/2022 comunicazione politica
Primavere arabe: evoluzioni nei paesi mediterranei, Marocco, Egitto, Siria. Guerre civili. Rivoluzione dei social grazie ai tweet. Campo di battaglia tra comunicatori politici. Organizzavano proteste grazie ai tweet.
La comunicazione politica. Noi studiamo il linguaggio della politica → polimorfica, diverse manifestazioni del linguaggio.
Le due forme preponderanti sono:
- 1) La parola politica, il modo in cui usiamo le parole, in cui definiamo la realtà, in cui proponiamo le idee, le politiche, le leggi. Si usano delle parole, immagini, video per comunicare e per persuadere o per promuovere dei temi per crescere il proprio consenso politico. Discorsi per persuadere il proprio popolo, Putin.
- 2) Il ruolo della forza fisica, la violenza. Altro campo dell’azione politica. Attraverso parole. Componenti che convivono sempre. Ruolo fondamentale nella politica → determinare degli esiti con la forza fisica. Le azioni violente contengono un messaggio politico, sabotaggio gas Danimarca Svezia.
- 3) Discorso politico: speech, unità linguistica in cui un emittente emette un messaggio rivolto ai destinatari e uno analizza il discorso politico da parte di un candidato per persuadere gli elettori a votarti eccetera. Da non confondere con political discourse: cioè ciò che si dice su certi argomenti nella sfera pubblica. Si parla di alcune cose in un certo modo. Opinione pubblica ma non unità linguistica.
Linguaggio politico e realtà politica
Libro di Edelman “constructing the political spectacle”: dice che il linguaggio politico è la realtà politica. Non soltanto io faccio politica con le parole ma il potere della parola è ancora più grande. Posso creare la realtà politica stessa perché percepisca la realtà attraverso il linguaggio. Vedere qualcosa o non vederlo attraverso il linguaggio. Usare certe parole ci fa vedere la realtà in maniera diversa, incorniciare pezzi di realtà, esempio Putin diceva dice è un’operazione statale, non stiamo facendo la guerra → uso strategico delle parole.
I ministeri della difesa si chiamavano “ministeri della guerra”, poi hanno cambiato nome perché la guerra non piace. Vuol dire la stessa cosa ma la parola cambia e rassicura.
Ludwig Wittgenstein, logico matematico, → i limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo. Scrisse questo trattato filosofico, 1911, in cui parlava del linguaggio in maniera scientifica e diceva tutti i problemi che abbiamo nel mondo sono giochi di lingua che noi ci ritroviamo. Sono i limiti della mia lingua che danno i limiti di ciò che io percepisco nel mondo.
- Parola.
- Referente: la cosa che c’è nel mondo.
- Concetto: quello che abbiamo nella nostra testa.
Se noi non abbiamo la parola o il concetto, noi il referente anche se lo abbiamo davanti, non lo riconosciamo. Se io so usare le parole nel modo giusto, posso cambiare la realtà anche non avendo il potere di effettivamente produrre un cambiamento completo. Ma con le parole ci sarà una rivoluzione, un cambiamento.
Nessun principio è assoluto a livello politico e giuridico. Anche la libertà ha dei limiti, andare in moto con il casco e non senza.
Dare fiducia a una visione, Meloni, rappresentare un alternativa, innovazione, novità.
Barak Obama → yes we can. Change, nel 2008 ha vinto le elezioni. Per il cambiamento e le persone non soddisfatte, insoddisfazione della vita, ed è normale che siano aperte al cambiamento. Prometti il cambiamento e le persone ti vengono dietro.
Il modo in cui noi ragioniamo o prendiamo decisioni è plasmato dalle parole. Usare parole politiche in un certo modo permette di cambiare la realtà a seconda → ci delle parole che usiamo.
Parola e azioni nella politica
Importante nella politica:
- 1) Parola: linguaggio politico.
- 2) Azioni → attraverso azioni, fatti, atti. Portatrici di messaggi politici che portano a cambiamenti, Taiwan violano lo spazio aereo → linguaggio politico.
Lasswell Arold → who says what? In which channel to whom with what effect? I vari attori, cittadino, social, giornale, gruppo interessi, usano questi canali differenti per parlare a qualcuno cercando di produrre degli effetti.
Associare gli slogan alla strategia politica, Tik Tok, meme.
Propaganda: radio, cinema per dare sostegno al proprio regime.
La comunicazione ha un grande ruolo nel portare certi messaggi nel far conoscere certe proposte certe persone, nel distinguere il leader in un certo modo.
Messaggio → cambiamento, speranza politica.
Linguaggio politico → scelta del canale, scelta dei destinatari, scelta di un tono, uso simboli politici: esempio svastica, bandiera, che rappresentano ideologie. Si bruciano in Iraq le bandiere questo è un atto politico, comunicazione politica, la maniera in cui la bruciano, si va oltre la parola.
Esempi di simboli fondamentali nella storia
- Foto Che Guevara → diventato icona dell’anti imperialismo, ha tolto la maglietta.
- I want u → sto parlando a te, io sfondo un piano narrativo per raggiungere il pubblico.
- We can do it → movimento femminista, le donne danno il contributo in tempo di guerra, ce la facciamo!
- Times Square: simbolo della felicità della pace dell’amore che segue la fine della guerra.
- Pugni alzati → Tommy Smith, afroamericani che alzano il pugni per dire noi siamo per i diritti civili.
- Hans Schumann → soldato tedesco che ha scavalcato il muro per scappare poi morto.
- Il muro di Berlino: buttare giù il muro di Berlino. Muro messaggio politico: vi voglio fuori qui non si esce.
- Il bavaglio di Marco Pannella, storico leader radicale che ha protestato contro la partitocrazia in Italia. I radicali non ci fanno parlare.
- 1989: la persona si mette davanti ai carri armati, protesta contro esercito cinese.
- Dea della giustizia bendata violentata dai repubblicani.
Ogni simbolo può cambiare la realtà politica, manifesto, foto, immagine.
Hitler 1934 → ha girato un film, trionfo delle volontà per influenzare le masse. Film inizia nel cielo significa che dal cielo scende il Leader.
Politica e decisioni autoritarie
Politica: campo molto vasto. È ciò che ha portato nella storia a decisioni importanti. Ha a che fare con decisioni autoritarie cioè usano la forza delle istituzioni che mettono fuori legge certi comportamenti e permettono altri comportamenti. Ha la forza di cambiare la realtà e ha un impatto incredibile. Tutte le nostre vite sono toccate dalla politica, ha un impatto sui lavori futuri, sull’ordine pubblico.
Una prima origine della politica la troviamo nell’antica Grecia, la scuola di Atene.
Affresco di Michelangelo che raffigura i filosofi greci: Platone, quello più anziano, allievo di Socrate, e Aristotele, allievo di Platone. Dice che i filosofi dovessero conoscere le idee assolute quindi trascendere la realtà e andare alla sostanza delle cose cioè alle idee. L’idea più importante di Platone era il Bene. I filosofi erano gli unici che potessero sapere cos’era il bene collettivo.
Aristotele maestro di Alessandro Magno, ha visione diversa, ha costituito la base della sapienza per secoli e secoli. Quello che dava vita alle principali discussioni in accademia, riguardavano le interpretazione dei testi di Aristotele. “Lo ha detto lui”.
Cosa dice Aristotele della politica?
Dei testi ce ne sono arrivati 2 che trattano della politica:
- Politica: per i greci era essa stessa parte dell’etica ed aveva a che fare con lo studio del bene, attività che mira a trovare il bene collettivo, la ricerca di ciò che è più giusto.
- Etica nicomachea: studio del bene. Lo studio del bene era lo studio dell’organizzazione dello stato.
Politica = ricerca del bene supremo, aiuto che mira a trovare il bene comune collettivo. La comunità doveva capire cosa fosse il bene, attività più importante a livello scientifico. Ricerca di ciò che è giusto, delle leggi migliori che fa bene alla comunità.
La polis: stato o città. Istituzione naturale perché partiamo da elementi più piccoli, cittadini che nascono in famiglie in villaggi che costituiscono stato o città.
Uomo come: l’uomo è un essere politico essere sociale, perché è l’unico animale che parla e comunica con i propri simili per cercare il bene collettivo. L’uomo è portato a vivere con i propri simili e a dibattersi intorno a fini comuni. Animale sociale o politico, la società vede il cittadino a convivere con i propri simili, non siamo isolati ma socializziamo. Animali sociali politici perché siamo insieme non isolati.
Il bene e il giusto: alla ricerca di ciò che è bene, ciò che è giusto nel dettare regole della convivenza, nell’approvare le leggi che regolano la nostra convivenza, questa è l’essenza della politica. Attività più nobile perché ha a che fare con la ricerca del bene nel nostro esser insieme come cittadini di uno stato.
Costituzioni e regimi secondo Aristotele
Aristotele darà vita a diversi regimi, diverse costituzioni.
Costituzioni:
- Costituzioni, regimi, rette → ricerca del bene collettivo, il bene di tutti → i governanti danno vita a “costituzioni giuste”.
- Costituzioni degenerate → i governanti perseguono il proprio interesse, fanno gli interessi propri e non dello stato → i governanti danno vita a “costituzioni dispotiche” (despotes = padrone), trattano lo stato come una proprietà personale perché perseguono il proprio interesse e non quello collettivo.
Regimi:
- Monarchia → quando è uno a governare, il monarca, nell’interesse di tutti → tirannide.
- Aristocrazia → quando sono i migliori a governare il migliore, aristo = migliori. Gruppo ristretto di persone che governano nell’interesse di tutti → oligarchia.
- Regime costituzionale, repubblica → quando è il popolo a governare. Qualcosa in comune. I cittadini si confrontano tra loro, dibattono per capire cosa bisogna fare → democrazia.
Queste forme di governo possono degenerare e quindi:
- Monarchia, segue il proprio interesse, governa da solo → tirannide.
- Aristocrazia → oligarchia. A governare sono i ricchi, oligor, che governano, persegue i propri interessi.
- Repubblica → democrazia. A governare è il ceto più basso del popolo, i poveri, che perseguono il proprio interesse a scapito della collettività.
Diverse magistrature, diversi incarichi che erano aristocratiche dove erano in pochi a prendere le decisioni.
Lo schiavo è schiavo per natura così come la donna è inferiore per natura e quindi queste persone non possono governare assolutamente.
Questo ci fa capire:
- Il tipo di mentalità dell’epoca, riflessione politica.
- Nella democrazia di un tempo, erano i cittadini a discutere, a potersi dedicare a questa attività nell’agorà, la baracca la più nobile di tutte, fatta girare grazie agli schiavi mentre l’economia domestica grazie alle donne in casa.
Al giorno d’oggi la democrazia → governo della maggioranza, collettività, l’assemblea decide ciò che è giusto fare.
In questa visione di politica come bene supremo, tutti insieme ci mettiamo a discutere secondo diverse ragioni, idee. Diverse idee si confrontano su ciò che è bene.
Per Aristotele → confronto tra cittadini, ciò che riguarda tutti e riguardo a ciò che è bene e giusto per la collettività.
Questa visione durò per secoli, esempio affresco di San Giorgio Lorenzetti a Siena nel palazzo pubblico, il consiglio della repubblica di Siena diedero a questo artista il compito di ispirare le loro decisioni legislative, deliberativa attraverso l’affresco del buon governo e del mal governo. È la ricerca del bene collettivo.
Si diceva: gli affreschi, le immagini parlavano alla
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti descrittivi di Comunicazione verbale
-
Appunti completi Comunicazione politica
-
Appunti Comunicazione politica
-
Appunti Comunicazione politica