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Introduzione al concetto di genere nell'industria culturale: la stampa e la radio

Storytelling: una definizione di base

Quando parliamo di storytelling intendiamo, letteralmente, l'arte della narrazione. Vediamo una delle più note e basilari definizioni di questo concetto: "È l'arte della narrazione, ossia un corpus di tecniche di comunicazione, che consentono di costruire in ogni contesto il racconto. Si tratta di forme di racconto che, applicate, stimolano la curiosità provocando emozioni, interesse, coinvolgimento".

Il concetto di genere mediale

Per affrontare lo sviluppo del concetto di genere mediale è opportuno prendere in considerazione intanto che cosa possiamo intendere per media e, per fare questo, è opportuno risalire a una definizione di D. McQuail, il quale sottolinea che "I mezzi di comunicazione di massa sono quegli strumenti utilizzati per realizzare produzione, trasmissione e diffusione su grandi distanze di notizie, immagini, suoni, atti a raggiungere in modo simultaneo, o comunque in tempi estremamente brevi, un gran numero di persone". Si tratta di una grande innovazione: in precedenza, infatti, la comunicazione era essenzialmente basata sulle relazioni interpersonali e non prevedeva una così vasta diffusione delle informazioni.

Al tempo stesso, McQuail, in riferimento alla definizione di base dei mezzi di comunicazione di massa, sottolinea che per definire il loro sviluppo, è necessario ricordare le principali caratteristiche di questi mezzi: distanza, simultaneità e vastità del pubblico. La comunicazione, in questo contesto, è infatti diretta a pubblici differenziati, sulla base dei quali essa viene costruita ad hoc; i destinatari sono, peraltro, lontani fisicamente dal narratore ed essi, benché distanti, vengono raggiunti contemporaneamente (o comunque con uno scarto temporale minimo).

Il modello sull'organizzazione della comunicazione per McQuail

La piramide organizzativa della comunicazione, ideata da McQuail, cerca di spiegare come cambia la comunicazione nei vari contesti sociali, indicando al narratore le regole da seguire nel suo storytelling. Ad esempio, quando parliamo di comunicazione macrosociale, facciamo ovviamente riferimento alla comunicazione tramite mezzi di comunicazione di massa. Inoltre, questo modello indica il modo in cui i media organizzano dal vertice la comunicazione.

Lo sviluppo del genere in rapporto all'industria culturale

Il concetto di comunicazione cambia con l'introduzione del concetto di industria culturale: esso nasce negli anni Trenta/Quaranta quando la stampa e la radio vanno incontro ad un successo assolutamente senza precedenti. A partire da questo momento, non si può più parlare di una comunicazione personale ma, più propriamente, di una comunicazione messa a disposizione degli altri.

In questo contesto, la cultura di massa comincia ad essere venduta e trasmessa ai pubblici più disparati, portando ad una vera e propria mercificazione della cultura.

Scuola di Francoforte: teoria/ricerca critica e ricerca amministrativa

In questo senso, di particolare rilevanza è la posizione presa dalla Scuola di Francoforte e, in particolare, dai suoi principali esponenti, Max Horkheimer e Theodor Adorno, che ha cambiato la comunicazione e le modalità di ricezione del pubblico. Particolarmente rilevante è la contrapposizione rilevata tra la teoria/ricerca critica e quella amministrativa.

"La ricerca amministrativa sui media ha come obiettivo quello di soddisfare i bisogni delle organizzazioni mediali e dei suoi dirigenti. La ricerca critica sui media esamina i media all'interno dei contesti storici, sociali, politici, economici e culturali. Il suo obiettivo principale è quello di servire bene il pubblico generale" (S. Bentivegna, 2007).

Stampa e radio: due modelli comunicativi a confronto

La nascita dei media deve storicamente tener conto di alcune tappe fondamentali. Dopo l'invenzione della scrittura, infatti, è la stampa a caratteri mobili, introdotta nel 1456 dal tedesco Johann Gutenberg, a segnare una rivoluzione e una massificazione della comunicazione. Anche la radio, i cui primi esperimenti caratterizzarono la fine dell'Ottocento, portò ad un cambiamento epocale e ad un progressivo avvicinamento ai nuovi media: perfezionata nel tempo, divenne operativa come mezzo di comunicazione di massa a partire dagli anni Venti del Novecento.

Alcune tappe importanti

  • Dal 1830 al 1840, vennero introdotte le macchine a vapore per la stampa rapida, la fotografia e il telegrafo elettrico.
  • Invenzioni come il telefono, il fonografo, la macchina da scrivere, l'energia elettrica, la lampadina e il cinema, attesero il periodo compreso tra il 1875 e il 1895.
  • La stampa a rotocalco, la fotocopiatrice, il magnetofono, il cinema sonoro, quello a colori e i primi esperimenti televisivi caratterizzarono gli anni tra il 1920 e il 1935.
  • Dal 1975 fino ai nostri giorni, i prodotti elettronici e digitali furono il principale oggetto di studio e produzione.

Un modello comunicativo su stampa e radio

La comunicazione di massa in generale ma, nello specifico, la comunicazione attraverso stampa e radio, può essere spiegata grazie all'ausilio del modello comunicativo introdotto da Lasswell. Lo schema descrittivo di tale modello è basato su cinque elementi, punti, domande che individuano altrettanti oggetti di studio per le discipline della comunicazione. I cinque punti fondamentali, le domande cui risponde questo modello, sono: chi dice (emittenti), che cosa (messaggio), a chi (audience), con quale mezzo (mezzi tecnici, canali) e con quali effetti (effetti).

Il caso della guerra dei mondi: 30 ottobre 1938, Orson Welles

Particolarmente indicativo dell'influenza di questi mezzi di comunicazione in quell'epoca è un esperimento condotto da alcuni speaker radiofonici il 30 ottobre 1938, esperimento che ebbe una risonanza e degli effetti quasi senza precedenti. Essi fecero credere agli statunitensi che il loro paese fosse stato invaso da alieni.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ginevraorlando03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di storytelling, la narrazione dei generi: stampa, radio, tv, cinema, web e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Angelo Romeo.
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