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Disegni di ricerca e analisi dei dati in psicologia clinica e della salute

Prof.ssa Balboni - Università degli Studi di Perugia

Lezione 1

Come prima lezione cercheremo un po' di capire qual è l’ambito di questa disciplina e di cosa ci occuperemo. Il settore MPSI-03 è un settore molto ampio, si occupa di vari ambiti e noi ne tratteremo alcuni.

Partiamo dal capire di cosa si occupa questo settore scientifico-disciplinare. Il settore MPSI-03 copre le competenze attinenti alle teorie ed alle procedure di misura nelle scienze psicologiche, inclusi i test psicometrici. Più in generale, il settore comprende le competenze riguardanti i metodi quantitativi di pianificazione della ricerca e di analisi dei dati nonché le applicazioni di discipline quantitative nello studio delle funzioni psicologiche.

Quindi metodi, la misurazione, i test, la pianificazione della ricerca, metodi di analisi, questo è l’oggetto del settore scientifico disciplinare. I nomi degli insegnamenti variano a seconda del corso di laurea, ma i contenuti sono essenzialmente gli stessi, ovvero gli aspetti base della misurazione, la psicometria, metodologia della ricerca, quindi, cosa fare, come pianificare un’indagine, tecniche di analisi dei dati, che riguarda proprio i metodi di analisi che devono essere applicati, l’ambito psicologico e teorie e tecniche dei test.

È importante rendersi conto del perché si affrontano determinati argomenti e a cosa servono e quindi quali sono le attività professionali che uno psicologo, in virtù di questo insegnamento, potrà utilizzare. In generale la psicologia è una scienza, quello che stiamo studiando è frutto di ricerche, sapere come è fatta una ricerca, come si fa una ricerca, è un presupposto per poi essere in grado di comprendere meglio quello che studiamo per sviluppare un senso critico rispetto alle varie informazioni che possiamo incontrare nella professione.

Domande fondamentali in psicologia clinica

Adesso vediamo alcune domande a cui dovremo cercare di dare risposta, tra le quali: che cos’è una ricerca scientifica, in cosa si differenziano un’indagine descrittiva, correlazionale, sperimentale, che cos’è un’ipotesi scientifica: un’ipotesi nulla, un’ipotesi alternativa, che differenze ci sono tra ipotesi alternativa mono e bidirezionale. Queste sono alcune delle domande alle quali daremo risposta.

Una ricerca scientifica è basata sul metodo scientifico, argomento che affronteremo durante il corso, e una differenziazione molto semplice, ma importante, perché ci permette di capire il tipo di informazioni che riusciamo ad ottenere è tra un’indagine descrittiva, correlazionale, sperimentale. Un’indagine correlazionale si differenzia da un’indagine sperimentale, un’indagine correlazionale ci dà delle informazioni che una sperimentale che non ci dà, l’indagine correlazionale è un’indagine che ci permette di andare ad identificare delle relazioni di influenza reciproca, l’indagine sperimentale è un’indagine che ha invece l’obiettivo di identificare rapporti di causa-effetto.

Se di per sé sembra una differenza semplice, in realtà non è semplice capire quando la relazione è di causa-effetto o di influenza reciproca ed è fondamentale capirne la differenza perché l’indagine sperimentale è un’indagine che identifica le relazioni di causa-effetto, quindi è un’indagine che ci permette di fare delle previsioni. Se noi sappiamo che A causa B, data A noi sappiamo che potrà svilupparsi B, quindi un rapporto di causa-effetto, che è un rapporto che noi vogliamo andare ad identificare ed è un rapporto che, se riusciamo ad identificare, ci permette di fare delle previsioni. Possiamo anche cercare di evitare che certi fenomeni vengano a manifestarsi ed è questa l’importanza del rapporto causa-effetto, anche se in ambito psicologico quando va bene riusciamo a fare buoni studi correlazionali, uno studio sperimentale è uno studio che ha delle richieste di controllo e di manipolazione di variabili che raramente noi riusciamo a realizzare. Sapere cos’è un’indagine correlazionale, sperimentale e la più semplice in assoluto la descrittiva è fondamentale.

All’esame viene sempre chiesto agli studenti un esempio di indagine descrittiva, un esempio di indagine sperimentale e un esempio di indagine correlazionale.

Ipotesi di ricerca: nulla e alternativa

Per quanto riguarda l’ipotesi di ricerca la grande differenza tra ipotesi nulla e ipotesi alternativa è che secondo la nulla eventuali risultati sono dovuti fondamentalmente al caso, non sono espressione né di relazioni di influenza reciproca, né di relazioni di causa-effetto, mentre l’ipotesi alternativa è un’ipotesi che prevede che eventuali risultati siano espressioni di relazioni, che possono essere di influenza reciproca se l’indagine è correlazionale, oppure di causa-effetto se l’indagine è sperimentale. La differenza tra ipotesi alternativa mono e bidirezionale, l’ipotesi bidirezionale è un’ipotesi che non fa previsioni sulla direzione della relazione, la bidirezionale non fa ipotesi, la monodirezionale invece ci fa ipotesi anche sulla direzione della relazione.

Un’ipotesi alternativa monodirezionale è un’ipotesi nella quale noi non solo prevediamo una relazione, prevediamo quindi che i nostri dati non siano dovuti al caso ma a reali relazioni, ma prevediamo anche il tipo di relazione, ad esempio se è un’indagine correlazionale noi facciamo anche delle previsioni sul fatto che la relazione possa essere o positiva o negativa, diretta o inversa.

Programma del corso

Il programma del corso contiene una parte di metodologia che riguarda proprio le basi, cioè, cos’è un’indagine scientifica, come si differenzia, che cos’è un’ipotesi, poi andremo anche a vedere come metodi di analisi dei dati ci permettono di capire se un’ipotesi è falsificata o meno.

Esempi pratici

Esempio: Abbiamo delle scale Vineland, che sono scale di comportamento adattivo, sono state compilate per bambini con disturbo ADHD e per bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento, per ciascuno di questi due gruppi le scale Vineland sono state compilate anche per un gruppo di controllo e lo studio aveva l’obiettivo di andare a vedere se bambini con disturbo ADHD, bambini con DSA si differenziavano, aveva un profilo diverso da quello di pari con sviluppo tipico, la domanda è dati i dati come facciamo a capire se le differenze sono o meno dovute al caso. Il comportamento adattivo è definito come l’insieme delle abilità concettuali, sociali e pratiche apprese ed espresse per soddisfare le richieste di responsabilità sociale e personale per individui di pari età in contesti distinti (famiglia, scuola, lavoro, comunità).

Le scale Vineland sono le scale di comportamento adattivo e permettono di misurare tre dimensioni: abilità concettuali, abilità pratiche e abilità sociali del comportamento adattivo, in più vi è una scala delle abilità motorie che permette anche di misurare questo aspetto. Nello studio è stato confrontato il profilo di 24 bambini/adolescenti con ADHD con 24 pari con sviluppo tipico, possiamo, osservando il grafico, dire che nei bambini con ADHD ci sono dei punteggi più bassi, che va dal moderatamente basso al basso, ma per dire che queste differenze non sono dovute al caso e corrispondono a reali differenze, dobbiamo innanzitutto precisare che possiamo fidarci dei risultati se abbiamo seguito opportune regole metodologiche, anche nella selezione del campione siamo riusciti ad identificare individui rappresentativi della loro popolazione, e per verificare che i risultati non sono dovuti al caso si va a fare una statistica inferenziale.

Nella statistica inferenziale per vedere se queste differenze sono reali applichiamo un test statistico, un metodo di analisi dei dati, come può essere il t-student, abbiamo quindi un test che ha un valore e dato questo valore del test riusciamo a capire se l’ipotesi nulla può essere verificata o meno. La statistica inferenziale ci permette di andare a vedere se in nostri risultati sono dovuti al caso oppure no, questo lo vedremo durante il corso nel dettaglio, e altrettanto dettagliatamente vedremo come se data un’ipotesi, ad esempio, bambini con ADHD hanno un profilo diverso da pari con sviluppo tipico si possano raccogliere dei dati, applicare un test statistico per andare a vedere se l’ipotesi nulla è falsificata o meno, quindi, applichiamo dei metodi di analisi dei dati.

Le scale Vineland sono scale ciascuna delle quali è costituita da subscale e lavorando con le subscale andiamo a vedere proprio per quali ambiti sempre più specifici è maggiore o minore la differenza, dove c’è un picco o una distanza maggiore sul grafico si afferma che la differenza è statisticamente significativa, ovvero che è una differenza che non è dovuta al caso e che con una certa probabilità di errore corrisponde a reali differenze. Senza applicare un metodo specifico di analisi dati possiamo non rilevare differenze che invece potrebbero essere presenti anche solo in alcune aree.

Un altro esempio fa riferimento ad uno studio in cui ci si è chiesto se il comportamento adattivo di bambini italiani con sviluppo tipico era diverso da quello della popolazione generale americana, si voleva capire se i bambini italiani hanno un comportamento adattivo che si differenzia da quello dei bambini americani che hanno la medesima età, anche in questo caso si parte da un’ipotesi, si procede con una raccolta dati e si applica un metodo di analisi dei dati per andare a vedere se eventuali differenze fossero dovute al caso o meno.

Il campione era composto da 122 bambini dai 3 ai 6 anni, il 55% erano maschi, sono state compilate le scale Vineland, è stato poi convertito il punteggio grezzo in punteggio ponderato usando le norme americane, è stata calcolata la media dei punteggi usando le norme americane e la media ottenuta dalla popolazione italiana è stata confrontata con la media attesa. Le dimensioni delle scale Vineland hanno un punteggio ponderato che è un QI di deviazione, che è comunque un punteggio ponderato che ha media 100 e deviazione standard 15. Nelle scale possiamo dire che la scala della comunicazione il campione italiano ha una media di 90, laddove la media attesa era di 100, quindi siamo quasi ad una deviazione standard, come nella socializzazione e nell’abilità del vivere quotidiano, sono tutte sotto la media, l’unica nella media sembra essere la scala di abilità motoria, quindi se noi ci fermassimo solo ad un’analisi superficiale potremmo inferire che la prestazione del comportamento adattivo dei bambini italiani dai 3 ai 6 anni è inferiore di quasi una deviazione standard nell’abilità del vivere quotidiano, nella socializzazione e leggermente meno nella comunicazione, queste affermazioni le possiamo fare anche solo sapendo cos’è un QI di deviazione.

Il QI di deviazione è un punteggio ponderato che ha una media e una deviazione standard. Se consideriamo le subscale, media 15 deviazione standard 3, vediamo anche qui che sono tutte sotto la media e sono affermazioni che facciamo solo basandosi sul punteggio ponderato, se noi applichiamo un test statistico, in questo caso un test Z. Il test Z è un test che ci permette di confrontare il punteggio di un gruppo rispetto al punteggio di una popolazione, possiamo dire che in tutte le scale e le subscale i bambini italiani hanno ottenuto un punteggio inferiore in modo statisticamente significativo rispetto ai bambini americani, eccetto per la subscala grossolane, per la quale non vi era differenza.

Prima abbiamo confrontato due gruppi: bambini con ADHD con pari con sviluppo tipico, in questo caso confrontiamo un gruppo ad una popolazione, applichiamo un metodo di analisi dei dati diverso, prima applicavamo un test T, qui applichiamo il test Z, ma la strategia è la stessa che ci permette di arrivare a dire se vi sono o meno differenze che non sono dovute al caso.

Quindi abbiamo dei punteggi ponderati, che nel caso delle scale sono dei QI di deviazione, che hanno media 100 e deviazione standard 15, nel caso delle subscale sono punteggi ponderati a scala normale che ha media 15 e deviazione standard 3. La deviazione standard ci indica la variabilità, è un indicatore di variabilità.

Ulteriori esempi e considerazioni

Altro esempio che ci pone domande per le quali il nostro corso ci aiuterà a trovare risposte è il seguente: abbiamo Massimo, un bambino con disturbo dello spettro autistico che è stato visto a 2 anni e 5 mesi e successivamente a 2 anni e 10 mesi dopo aver fatto 4 mesi di trattamento logopedico ed essere stato inserito nel nido d’infanzia. Vediamo quindi Massimo prima e dopo, il punteggio è sempre un QI di deviazione ed è stato usato un metodo di analisi, di nuovo basandoci solo sul grafico avremmo fatto delle inferenze, ma applicando il metodo di analisi dei dati otteniamo risultati che ci permettono di capire se è il caso a spiegare i risultati, quindi, prima abbiamo analizzato due gruppi, poi due popolazioni e ora lo stesso individuo prima e dopo, sono metodi di analisi diversi che hanno però lo stesso obiettivo di permetterci di capire se è il caso che spiega i nostri dati.

Fino a che non andiamo ad applicare un test statistico stiamo sempre nell’ambito della statistica descrittiva, si parla di statistica inferenziale solo dopo aver applicato un test statistico. Sapere se vi sono differenze, sapere se vi sono stati cambiamenti significa realizzare uno studio per vedere se le differenze sono apparenti o corrispondono a reale differenza. Per fare questo bisogna conoscere bene la metodologia della ricerca, bisogna proprio sapere come si fa uno studio, e conoscere bene come data un’ipotesi si proceda per falsificarla, quindi la verifica dell’ipotesi nulla.

Per riassumere, nel confronto di gruppi è stato usato un test T, nel secondo caso, gruppo e popolazione la statistica Z e nel terzo caso, il confronto prima e dopo si lavora con l’intervallo di confidenza che dipende dall’attendibilità del test, cioè, data l’attendibilità di un test possiamo misurare l’intervallo di confidenza.

Queste sono tutti esempi di applicazioni di test statistici e vedremo come è il metodo per verificare se un’ipotesi nulla è falsificata, quindi, come dato il valore di un test statistico possiamo dire se l’ipotesi nulla è falsificata o meno e di questo ci occuperemo con la statistica Z che è la più semplice, una volta imparato il metodo possiamo poi applicarlo ai vari contesti.

Quindi alla fine del corso dovremmo avere competenze sulla metodologia della ricerca, come fare uno studio, come arrivare a produrre un’ipotesi, come data un’ipotesi capire se è falsificata, per essere in grado di capire degli studi e di farne a nostra volta.

In un altro esempio ci viene chiesto di valutare i comportamenti di disattenzione e iperattività di un bambino di 8 anni e usiamo un test eterovalutativo compilato dal genitore, in questo caso quindi andiamo a valutare un bambino indirettamente chiedendo al proprio genitore di giudicare la frequenza con cui determinati comportamenti vengono messi in atto. Per sapere se il punto di vista del genitore ha in qualche modo avuto degli effetti sulla misurazione del bambino, quindi come facciamo a sapere se possiamo ritenere la misurazione ottenuta intervistando i genitori una misurazione di cui ci possiamo fidare, inoltre, come facciamo a sapere se la situazione in cui si trovavano i genitori nel momento in cui gli è stato chiesto di compilare questo questionario abbia avuto degli effetti sulla misurazione.

Queste sono delle domande che è utile porsi, molto spesso in età evolutiva per ottenere delle misurazioni si fanno compilare delle scale di valutazione ai genitori. In questi contesti possiamo fidarci di questi punteggi? Il punteggio è espressione del punto di vista del genitore o è una misurazione effettivamente valida di quello che stiamo rilevando? La misurazione che noi otteniamo quanto dipende dalla fonte? Abbiamo intervistato la madre, se avessimo intervistato il padre come sarebbe andata? Oppure un fratello o un conoscente? Quando è stato somministrato il test la situazione in cui si trovavano i genitori ha degli effetti?

Per rispondere a queste domande dobbiamo conoscere che cos’è l’attendibilità di un test, l’attendibilità è una proprietà psicometrica, ci dice quanto il test sia preciso, quanto il test fornisca misure che sono indipendenti dall’errore di misurazione, questo errore di misurazione può avere fonti diverse, per cui vedremo che cos’è l’attendibilità e quali sono le possibili fonti. Quando usiamo un test dobbiamo andare a vedere nel suo manuale come è stata indagata l’attendibilità e se possiamo fidarci di questo strumento, sapere cos’è l’attendibilità ha senso nella misura in cui quando un professionista va ad usare uno strumento deve capire se può fidarsi o meno.

Analogamente dobbiamo valutare un adulto per il quale vi è un sospetto di disturbo depressivo, abbiamo vari test dobbiamo scegliere il test che più ci è utile, quindi come facciamo a sapere, dati i vari test, qual è il migliore per lo scopo che abbiamo? Qual è il test che meglio ci può permettere di identificare delle persone con o senza un disturbo depressivo, oppure possiamo temere che la persona metta in atto dei comportamenti autolesionistici? Come facciamo a capire dai vari test che abbiamo se vi sono dei test in grado di darci delle informazioni adeguate?

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disegni di ricerca e analisi dei dati in psicologia clinica e della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Balboni Giulia.
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