CERTIFICAZIONE FIGURE BIM
APPUNTI
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CERTIFICAZIONE FIGURE BIM
Sommario
1 GENERALITA’ .................................................................................................................................. 3
1.1 Cosa è il BIM? .......................................................................................................................... 3
1.2 Livelli di maturità del BIM ........................................................................................................ 4
1.3 Il BIM in relazione al ciclo di vita delle opere ............................................................................ 4
1.4 Le componenti del BIM ............................................................................................................ 4
1.4.1 Norme e procedure....................................................................................................................................... 5
1.4.2 Persone ......................................................................................................................................................... 7
1.4.3 Tecnologia ..................................................................................................................................................... 8
1.4.4 Processi ....................................................................................................................................................... 10
1.5 Gestione dell’appalto BIM ..................................................................................................... 11
1.6 Interoperabilità e formati aperti ............................................................................................ 13
1.6.1 Formato IFC ................................................................................................................................................. 13
1.6.2 Formato BCF ............................................................................................................................................... 13
1.7 Ambiente di Condivisione Dati (ACDat – CDE) ......................................................................... 14
1.8 BIM Uses e Level of Development (LOD) ................................................................................ 16
1.9 Livelli di coordinamento (LC) e di verifica (LV) ........................................................................ 17
1.10 Specifiche di modellazione e sistemi di classificazione ............................................................ 18
1.11 Fonti di dati GIS ..................................................................................................................... 19
2 NORMATIVA ................................................................................................................................. 20
2.1 Norma UNI EN ISO 19650 ....................................................................................................... 20
2.1.1 Parte 1 ......................................................................................................................................................... 20
2.1.2 Parte 2 ......................................................................................................................................................... 23
2.1.3 Parte 3 ......................................................................................................................................................... 27
2.2 Norma UNI 11337 .................................................................................................................. 30
2.2.1 Parte 1 ......................................................................................................................................................... 30
2.2.2 Parte 2 ......................................................................................................................................................... 32
2.2.3 Parte 4 ......................................................................................................................................................... 33
2.2.4 Parte 5 ......................................................................................................................................................... 34
2.2.5 Parte 6 ......................................................................................................................................................... 36
2.2.6 Parte 7 ......................................................................................................................................................... 38
2.2.7 Parte 12 ....................................................................................................................................................... 38
2.3 Norma UNI EN 17412 ............................................................................................................. 42
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1 GENERALITA’
1.1 Cosa è il BIM?
Il BIM, acronimo di Building Information Modeling, NON è
un singolo software ma un nuovo approccio progettuale
composto da un insieme di processi e strumenti
altamente collaborativi ed interconnessi che seguono
l’opera durante il suo intero ciclo di vita.
Il BIM è un processo basato su modelli parametrici a tre o
1
più dimensioni con condivisione continua delle
informazioni tra tutti i responsabili dell’opera durante
l’intero ciclo di vita dell’opera stessa. Alla base della
metodologia BIM vi è l’interoperabilità e creazione di un
modello federato, ovvero un modello che mette insieme i
singoli modelli (es. modello strutturale ed impiantistico).
Con il BIM le informazioni vengono
trasmesse in modo continuo. Il
modello pertanto, nelle varie fasi di
progettazione e vita dell’opera, si
arricchisce di particolari e dettaglio.
Con l’applicazione dell’approccio
BIM, pertanto, si riscontrano alcuni
benefici, tra i quali:
maggiore produttività ed
efficienza;
prevenzione di errori;
controllo dei costi.
Con il processo BIM lo sforzo
progettuale viene concentrato
nelle fasi iniziali della
progettazione.
Ciò riduce i costi del progetto,
anticipando l’individuazione di
problematiche.
Nell’approccio tradizionale lo
sforzo ricade principalmente
nella fase esecutiva.
L’individuazione di una
problematica in fase di
progettazione esecutiva comporta un maggiore sforzo progettuale finalizzato alla sua risoluzione.
1 3D=modello tridimensionale, 4D=cronoprogramma, 5D=costi, 6D= gestione e manutenzione, 7D=analisi energetica
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1.2 Livelli di maturità del BIM
Il BIM è un processo evolutivo. In totale la ISO 19650 definisce i seguenti livelli di maturità del BIM:
L0 (non digitale)= disegno
tecnico tradizionale con
produzione di elaborati grafici
(AutoCAD) con produzione di
elaborati prevalentemente in
formato cartaceo;
L1 (base)= disegno tecnico con
utilizzo della modellazione 3D
(produzione di modelli ed
oggetti) e produzione di output
in formato digitale;
L2 (elementare)= utilizzo
basilare del BIM (utilizzo in
locale, la condivisione non è in
cloud, ma solo eventualmente del lavoro finale);
L3 (avanzato)= BIM connesso basato sul concetto di interoperabilità (iBIM). Lo IFC.4.3 è il formato
standard di scambio per l’ambito infrastrutturale.
Nella normativa UNI 11337, viene aggiunto un livello ulteriore
L4 (livello ottimale)= creazione dei flussi di lavoro all’interno dell’ambiente di condivisione dei dati.
1.3 Il BIM in relazione al ciclo di vita delle opere
Il BIM è un approccio che segue un’opera
durante tutto il suo ciclo di vita. Il ciclo di vita
di un’opera può essere suddiviso nelle
seguenti macroaree:
Pianificazione: fase dedicata al
controllo del territorio e
pianificazione generale del progetto;
progettazione: analisi dello stato di
fatto (elaborazione rilievo) e modifica
dello stato di fatto mediante
modellazione multidisciplinare;
costruzione: realizzazione dell’opera
ed aggiornamento del modello BIM in
relazione ad eventuali modifiche in corso d’opera;
gestione.
1.4 Le componenti del BIM
Il BIM introduce un cambiamento, che riguarda tutte le componenti che costituiscono il BIM:
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persone: con il BIM vengono definiti nuovi
ruoli certificati inerenti il BIM. A ciascuna
figura dovrebbe essere associato un diverso
livello di accessibilità ai dati
tecnologia: hardware e software certificato,
sicurezza dei dati e gestione degli utenti,
utilizzo di servizi cloud;
processi: monitoraggio dei tempi,
coordinamento, computo materiali, stima
costi;
norme e procedure: definizione di norme e procedure da rispettare tra i vari team e con la
committenza.
1.4.1 Norme e procedure
Le prime normative in ambito BIM sono state elaborate nel Regno Unito e prendono il nome di PAS e BS,
adottate nel 2011.
L’Unione Europea ha emanato la Direttiva Europea 2014/24 sugli appalti pubblici, da recepire entro il 2016,
promuovendo l’uso di strumenti di simulazione elettronica per le informazioni edilizie”.
Tale Direttiva è stata recepita in Italia con il Codice degli Appalti del 2016 all’interno della quale il BIM viene
definito come “metodi e strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture”. Nel Codice
degli Appalti, tuttavia non venivano specificate le tempistiche ed i criteri di obbligatorietà dell’applicazione
del BIM.
Tali informazioni vengono stabilite mediante il Decreto Ministeriale DM 560/2017, noto anche come
“decreto Baratono”, dal nome dell’ingegnere a capo della Commissione. Il Decreto definisce:
i contenuti del Capitolato Informativo d’appalto BIM;
date e soglie di applicazione del BIM;
prevalenza del passaggio alla documentazione elettronica nei progetti.
Alle Stazioni Appaltanti viene inoltre richiesto (art. 3 del DM 560/2017):
di provvedere alla formazione del personale;
di provvedere all’acquisizione hardware e software;
l’utilizzo di formati aperti e la predisposizione di un ambiente di condivisione dati ACDat per
l’interoperabilità (art. 4 del DM 560/2017)
Dal punto di vista dell’obbligatorietà di adozione del BIM, fino al 2021 il Decreto stabilisce l’obbligatorietà di
applicazione del BIM relativamente a lavori complessi, ovvero (art. 2 DM 560/2017) “lavori caratterizzati da
elevato contenuto tecnologico o da una significativa interconnessione degli aspetti architettonici, strutturali
e tecnologici o da rilevanti difficoltà realizzative….”. A partire dal 2022 il BIM sarebbe dovuto divenire
obbligatorio per la realizzazione di tutte le opere, in relazione al loro importo.
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Nel 2021 è stato emanato un secondo “Decreto BIM”, ovvero il DM 312/2021 che ha portato ad una modifica
delle date e delle soglie per l’obbligatorietà dell’applicazione del BIM. Slitta infatti di 1 anno (dal 2022 al 2023)
l’obbligatorietà del BIM nei bandi di gara di importo >5.2 milioni ed esclude le gare di importo inferiore ad 1
milione di euro.
Viene inoltre introdotta (art. 6 DM 312/2021) la differenziazione tra interventi di nuova costruzione ed
interventi di manutenzione. Per le opere di manutenzione ordinaria non è previsto l’obbligatorietà del BIM.
Il D.M. 312/2021 inoltre:
Facilita le Stazioni Appaltanti, in quanto:
o per pubblicare bandi di gara BIM bastava fossero programmati gli adeguamenti;
o la ricostruzione del modello dello stato dei luoghi può essere delegato dalla S.A
all’appaltatore (art. 7 DM 312/2021);
o riporta una guida per la redazione del capitolato informativo
definisce l’Offerta di Gestione Informativa (documenti di risposta al Capitolato Informativo), che
viene redatta dal partecipante in sede di gara, ed il Piano di Gestione Informativa, che viene redatto
dall’aggiudicatario del contratto dopo la firma del contratto stesso. Tale documento può essere
aggiornato durante l’esecuzione del contratto (art. 2 DM 312/2021)
introduce criteri di premialità per l’uso del BIM negli appalti pubblici (art. 7bis DM 312/2021).
1
Nel 2023, con D.Lgs 36/2023 viene pubblicato il nuovo Codice dei Contratti Pubblici , entrato in vigore il 1°
Aprile 2023 (dal 1° Luglio abrogato il precedente Codice). All’interno del Codice dei Contratti il tema del BIM
viene affrontato all’interno dell’Allegato I.9 “Metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle
costruzioni” che recepisce i decreti BIM del 2017 e del 2021 e sistematizza le norme BIM, ovvero rafforza
l’obbligatorietà del BIM nella progettazione, nella costruzione e gestione delle opere pubbliche.
Infatti all’art. 1 dell’allegato I9 riafferma che:
1 Il Codice è basao su tre principi: principio del risultato, principio della fiducia e principio di accesso al mercato
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c.2: le S.A. devono provvedere alla:
o definizione di un piano di formazione del personale;
o definizione e attuazione di un piano di acquisizione degli strumenti hardware e software;
o redazione e adozione di un atto di organizzazione;
c.3: le S.A. devono provvedere alla nomina di un gestore dell’ambiente di condivisione dei dati ACDat
(CDE Manager) ed almeno un gestore dei processi digitali (BIM Manager). Per ogni intervento deve
inoltre essere nominato un coordinatore dei flussi informativi (BIM Coordinator), di supporto al RUP;
c.4: le c.A. de:vono dotarsi di un proprio ambiente di condivisione dati ACDat;
c.5: le S.A. devono utilizzare piattaforme e formati aperti (IFC);
c.7: riferimento diretto a norma ISO 19650 ed UNI 11337;
c.8: le S.A. devono predisporre un capitolato informativo d’appalto.
Tali considerazioni vengono riaffermate anche nell’art. 43 dell’Allegato I.9:
formazione del personale;
uniformità degli strumenti digitali;
misure per l’attuazione dei processi supportata dalla modellazione informativa;
interoperabilità dei dati;
capitolato informativo.
L’allegato I.7, invece, per la prima volta cita il GIS come strumento di cui ci si può avvalere per la
progettazione in sede di PFTE.
A fine del 2024 viene effettuato un correttivo al Codice degli Appalti, modificando la soglia di obbligatorietà
del BIM per i lavori pubblici a partire dal 2025, che viene portata a 2 milioni.
1.4.2 Persone
Le figure coinvolte nell’ambito BIM sono descritte all’interno della parte 7 della UNI 11337.
BIM Manager: si occupa prevalentemente di norme e processi:
coordina e supervisiona le commesse.
redige il Capitolato Informativo (se parte di una Stazione Appaltante);
redige l’offerta di Gestione Informativa (se parte di un Appaltatore);
supporta i lavori di stesura del piano di Gestione Informativa;
designa il BIM Coordinator;
redige e aggiorna le linee guida di organizzazione sulla gestione informativa;
promuove un programma di formativo di ricerca e sviluppo;
predispone report e collabora all’attività di audit;
definisce gli aspetti contrattuali.
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BIM Coordinator: si occupa prevalentemente della gestione della commessa:
garantisce il processo digitalizzato con riferimento alla specifica commessa;
supporta o redige il Capitolato Informativo (se parte di una Stazione
Appaltante);
supporta o redige l’offerta di Gestione Informativa o il piano di Gestione
Informativa (se parte di un Appaltatore);
assegna i requisiti informativi i soggetti interessati;
supporta l’attività del BIM Manager;
seleziona il personale e gli strumenti necessari ed ha cura delle relazioni
interpersonali;
gestisce le interferenze ed i conflitti;
supporta il BIM Manager nella definizione degli aspetti contrattuali.
BIM Specialist: si occupa della progettazione:
modella oggetti attraverso specifici applicativi (software);
analizza i contenuti del Capitolato Informativo e del piano di Gestione
Informativo al fine di conformarsi;
traduce le conoscenze disciplinari all’interno dei modelli;
effettua una verifica preliminare dei modelli (verifica Work In Progress);
contribuisce a validare la consistenza informativa degli oggetti dei modelli.
CDE Manager: si occupa della gestione dell’ambiente di condivisione dati ACDat (in
inglese indicato con l’acronimo Common Data Environment – CDE):
gestisce l’ACDat;
relaziona i contenuti dei modelli informativi con altri dati di commessa;
controlla il processo interoperabile delle informazioni;
garantisce la correttezza e tempestività dei flussi informativi all’interno
dell’ACDat;
individua e applica tecniche di difesa e protezione dei dati (cybersecurity);
utilizza tecniche di data analytics.
Le precedenti sono le figure che possono essere certificate.
Ogni anno la certificazione va mantenuta mediante alcuni corsi formativi (crediti). A
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