Archeologia e Storia dell’arte romana
A. Corallini
08/04
Fra l’arte greca e l’arte romana c’è continuità, ma non sottostanno allo stesso modo di
pensare. La cultura romana assimila ciò che della cultura greca o altre culture che le viene
utile: si inizia a parlare di cultura dello stato romano, si produce entro i confini di Roma e in
tutto il suo lasso cronologico.
L’arte romana non conosce uno sviluppo sincronico dell’arte figurativa: cultura plurale, di
compresenza di forme → ciò che rimane è il messaggio.
Forme prese dall’esterno, rimodellate e diffuse nei territori dell’impero.
Definizione di Archeologia:
“Lo studio di tutte le testimonianze del passato…”
Classificazione di oggetti che in seguito devono essere interpretati: non si parla di scienze
esatte, ma sono scientifiche e richiedono un certo metodo.
Archeologo parte da testimonianze umane: fonti intenzionali e fonti non intenzionali
(possono esserci le medesime condizioni, come una moneta).
L'arte romana trova il suo polo di interesse nel contenuto, non nella sua forma (scelta perché
la più adatta a veicolare il suo contenuto).
Convivenza di varie forme → non un problema la convivenza di diversità. Il discorso estetico
non è prevalente, mentre quello semantico lo è.
Due linguaggi formali principali: anche se ogni regione svilupperà un linguaggio proprio al
quale parteciperà il proprio sostrato culturale
→ adesione a dei macro modelli declinati
secondo la propria personale esperienza.
Bandinelli ha un impostazione dualista: nato
come manuale di divulgazione →
bipolarismo peculiare dell’arte romana.
1. Arte aulica: quella che eredita
l’esperienza della cultura greca.
2. Arte plebea: non è l’arte della plebs!
+ realtà regionali.
Spesso coesistenza dei due linguaggi nello
stesso monumento.
Settis aggiunge che l’arte romana ha il
grande merito di traghettare la cultura greca
verso il Medioevo: nel tardo antico
emergono formule e soluzioni che hanno in
comune con arte plebea e con arte
provinciale.
Base (2.50m) di colonna onoraria antonina:
Ci rimane il basamento, questa a fusto liscio + sommità con statua probabilmente di Antonino
Pio (grandi e piccoli bronzi perduti → reimpiego).
Due altorilievi che ci mostrano due raffigurazioni nettamente diverse:
1. Documento di arte aulica: il modello proveniente dall’arte greca dipende dal momento
storico in cui ci si trova (momenti in cui si predilige uno stile piuttosto che un altro).
→ Contraffazioni: passaggi di modelli fra committenti e artisti, ce lo riportano
Cicerone e Plinio il Vecchio.
Analisi pre-iconografica
Fondo neutro, con al centro una figura di giovane uomo alato in volo verso destra.
Porta sulle spalle una coppia: Antonino Pio e Faustina (sono due ritratti, già livello
iconografico). Ai lati due aquile e nel registro inferiore giovane semirecumbente a
sinistra con il gomito appoggiato su un’asperità del terreno che stringe quello che
sembra un obelisco. Sull’altro lato una figura di donna, armata, su una catasta d’armi
che compie un gesto di saluto + seno scoperto.
Analisi iconografica:
Due figure a lato, indicatori topografici: indica allo spettatore antico dove si svolgeva
la scena centrale:
- Donna a lato in basso: personificazione della dea Roma. Uso di questo
schema, molto frequente → anche nell’Ara Pacis di Augusto.
- Giovane a lato: personificazione del Campo Marzio con obelisco di
Augusto.
Scena centrale:
Aion, il tempo eterno, che porta in apoteosi la coppia imperiale. Le aquile sono
simbolo, animale sacro a Zeus e simbolo del potere imperiale: ma qui scena non reale
ma allegoriche → rappresentazione di un’altra realtà.
2. Arte plebea: come riconoscerla? A volte gli artisti adeguano lo stile al pagamento (se
sottopagati adeguano il prodotto). Si distingue non per la qualità del prodotto finale!
Panofsky, storico dell’arte tedesco, uno dei grandi teologi dell’iconologia:
l’iconologo, prima di qualsiasi interpretazione, riconosce le forme (preiconografica),
poi fase iconografica (nomi alle forme), fase iconologica (alle forme si associa
contenuto).
Qui vi è una decursio di cavalieri + al centro parata di fanti: qui sarebbe difficile
dare nomi senza sapere il contesto. Su una delle 4 facce abbiamo un’iscrizione della
colonna onoraria: indicato dedicatario, Antonino Pio e Faustina, cerimonia funebre
del ustrinum. Se non avessimo avuto l’iscrizione dedicatoria, sarebbe stato sufficiente
il pannello collegato all’arte aulica.
Il pannello era doppio, sul lato opposto → nonchalance di abbinare due immagini che
sono tematicamente coerenti ma per il linguaggio agli antipodi.
La parata infatti rappresentano i giochi in onore dell’imperatore: evento reale
complementare alla scena dell’apoteosi.
Monumento che si trovava nel Campo Marzio → molto urbanizzato a partire da Augusto
(Agrippa fa interventi urbanistici fondamentali).
ARTE PLEBEA
Rilievo con scena di corsa nel circo (età traianea)
- Proporzioni non rispettate: gerarchiche.
- Prospettiva non realistica
- Narrazione simultanea: immagine compendiaria, comunica tutti gli elementi utili
per la comprensione del messaggio.
- Attenzione al dettaglio: il personaggio maschile abbiente poggia i piedi sul terreno,
mentre la donna poggia su un piedistallo → forse una statua?
- Luogo più importante: il committente → probabilmente aveva finanziato in atto di
evergetismo la corsa al circo.
09/04
Pluralità che attinge a più fonti:
- Etrusco-italica: fase regia e medio repubblica, Roma è una città etrusca per cultura e
élite al potere. Gli etruschi si è sostenuto che fossero una pop pre-romana, che non
avessero origine europea. Ad oggi li si considera indigeni → traccia profondissima
nonostante territorio ristretto.
Etruschi avevano rapporti con le città greche. Quando Roma nasce il mondo greco è
noto grazie agli scambi di natura commerciale → mediazione etrusca. Poi quando si
conquista la Magna Grecia, il contatto diviene diretto: a Roma penetra l’amore per il
prodotto greco, anche con esiti sfrenati.
L'influenza etrusca è molto evidente nella tradizione figurativa in questo periodo.
- Grecità: dalla metà del III secolo a.C.
- Con l’espansione dell’impero si incontrano diverse culture → l’arte romane si forma
su una serie di incontri. Un confronto (no imposizione cultura pre-esistente) fra realtà
diverse, la realtà predominante in quel momento (non è quella più raffinata) va ad
assimilare ciò che gli interessa.
Il cuore dello stato romano: la res pubblica + le famiglie + focolare. In tutto questo
l’individuo è il civis romanus che acquisiva il suo valore entrando nella comunità.
Il civis ha diritti e doveri → lasciare traccia e contribuire a lasciare tracce. All’interno
dell’abitazione dell’elite vi erano dei codici condivisi di autorappresentazione →
nei due spazi dove l’elite poteva manifestare sé stesso, l’ambito funerario e
l’abitazione.
Plurilinguismo → attitudine all'assimilazione (ricezione + rielaborazione) sta alla base del
successo ed espansione della cultura romana. Chiave della romanizzazione: l’espansione di
roma si fonda sull’imporre determinate formule ma lascia uno spazio di libertà. Ciò che deve
essere accettato è la forma politica, l’amministrazione e l’assetto del territorio → rete di
strade e rete di città (infrastrutture idrauliche, fognature e acquedotti), garantiscono controllo
politico, militare e dello stato del territorio. Un territorio organizzato resiste a eventi naturali
ed antropici: poi il sistema collasserà, ma sarà un lungo processo di erosione.
ARTE PLEBEA
Dittico dei Lampadii, 420-40 a.C.
Dittico: tavoletta bivalve con materiali di lusso (avorio, legno intarsiato) → l’elite se li
scambiavano.
Parte più importante sono gli spettatori: imperatore, ben più grande, che assistono a uno
spettacolo presso il circus con le quadrighe → evocato il loro giro.
Prospettiva non realistica, proporzioni gerarchiche → stilemi dell’arte plebea ben presenti a
distanza dell’epoca traianea e in oggetti di lusso.
Prevalenza arte aulica nella corte, mentre per l’arte pubblica arte plebea.
Teate Marrucinorum, monumento funerario di Gaius L. Storac Romaniensis,
Sevir Augustalis, 30-50 d.C.
Conosciamo dedicatario e destinatario grazie ad un'iscrizione: monumento funerario a
forma di tempietto. Riccamente decorato che si articola in due parti.
Scena registro inferiore: tema Ludi Gladiatoria → schema: rappresentazione per
monomachie, ben caratterizzati → ricorda la Telefeia dell’Altare di Pergamo.
Come si trasmettono i modelli? Possibilità che vi fossero degli sketch book, con modelli
utilizzabili. Possiamo pensare che esistessero a partire dall’ esperienza di bottega
medievale-rinascimentale → supporti, come papiri, su cui un maestro raccoglie modelli per
gli allievi. Ma anche altre possibilità: statuette di piccolo formato, monete, gemme incise →
vettori di immagini.
In questo monumento quali sono i modelli? Plurali. Bruneau afferma che va rivalutata la
potenza della memoria di riuscire a riprodurre ciò che si era visto.
Scena registro superiore: figure su più registri, persone con misure minori e maggiori con
mansioni differenti.
Gruppo centrale: panneggi con incisioni che plasticamente trattati → fra queste figure
quella centrale è la più importante e di dimensioni superiore → acefalo, ma probabilmente è
il committente Lusius Storax.
In quale contesto? Togati, contesto ufficiale → consiglio municipale, era diventato seviro. Il
rilievo commemora il momento apicale della sua storia personale.
Nesso tematico fra i rilievi? Qualcuno che commemora la sua formalizzazione al potere e
dedica alla collettività uno spettacolo → evergetismo.
Visibili gruppi accessori di musici → non contemporanei del collegio → complementari ad
attività ludica. Esempio rappresentazione simultanea di episodi non contemporanei.
Spaccato di vita di provincia.
Due principali linguaggi: arte aulica e arte plebea.
ARTE AULICA
Arte aulica: più documentata, ampiamente uso del repertorio greco dall’arcaico all’ellenismo.
Non vi è uno sviluppo lineare nell’arte romana, corsi e ricorsi: molte sono le forme di
classicismo nell’arte romana e ciascun imperatore prende a modello un particolare segmento
dell’arte greca. L’arte di propaganda sceglie il linguaggio da utilizzare.
Ara Pacis :
Recinto che conteneva un altare in marmo accessibile per due porte. Rilievi su lati delle
porte + 2 fregi. Nei rilievi presenti processioni:
- la prima con civis che spicca,
- la seconda con la gens Iulia (molto idealizzata, difficile riconoscere personaggi,
inoltre più volte restaurata).
Lato meridionale, processione in occasione del reditus Augusto o della inauguratio
dell’ara: 13 a.C. Monumento a colori: non siamo certi dell’esito finale, abbiamo unicamente
i pigmenti. Uno dei cardini della propaganda augustea: immagini veicolate mediante tutti i
mezzi disponibili.
Monumento dinastico → rilievi che occupavano l’Ara pacis.
Ricorda il fregio delle Panatenee → arte pubblica di propaganda non si sceglie un modello
neutro per motivi estetici, ma si prende a modello un messaggio importante.
Foro di Augusto → sceglie le Cariatidi.
Le scelte nell'arte romana non sono quasi mai di natura estetica. Può essere un discorso fatto
per gli spazi privati, villa di Cicerone a Tuscolo.
Probabilmente questa immagine riproduce una vera processione, verosimilmente quella che si
è ottenuta in occasione del reditus Augusto. La realizzazione del monumento e la processione
non potevano che essere separati da un certo numero di anni. Lo si vedrà meglio in alcuni
grandi cantieri, tra il decreto dello Stato che attiva il processo e la vera e propria opera di
completamento, possono passare anche decenni. Per esempio nel caso del foro di Cesare, in
quello di Augusto.
Nell’apparato decorativo dell’Ara Pacis:
- Un rilievo all’ esterno forse Tellus, oppure personificazione dell’Italia? Ma qui lo
stile è ellenistico → nello stesso monumento si attinge a differenti scuole. Non
conosciamo il nome dell’artista ma sicuramente accreditato. Quanta era la libertà? Nei
fregi determinate scelte politiche, forse negli altri rilievi più libertà: siamo male
informati su queste info delle contrattazioni.
- Nella processione → meglio caratterizzato è Agrippa, sempre riconoscibile. Primo
monumento pubblico in cui allo stato attuale delle nostre conoscenze sono
rappresentati bambini.
- Decorazione interna che richiama una staccionata con ghirlande vegetali, patere e
bucrani. Infatti l’Ara pacis riproduce in marmo un templum minus “area sacra” →
uno dei Fori di Vespasiano verrà chiamato Templum Pacis. Recinto con materiali
deperibili per commemorare e consacrare vari eventi al dio.
- Ma i linguaggi possono sempre cambiare: lato opposto a Tellus → ingresso principale
con scalinata. Il lupercale (bambini riconosciuti dal divino genitore) ed Enea: due
memoranda, Romolo ed Enea → propaganda legata ai padri.
Fronte occidentale
I. Rilievo esterno con Enea
La figura velato capite sta compiendo un sacrificio: alle sue spalle un personaggio
secondario, guardia del corpo che aiuta nell’identificazione → in base alla capigliatura lo si
identifica come guerriero troiano. Assistenti a sacrificio complementari nelle funzioni: uno
con la lanx e con un pythos + victimarius (cioè incaricato al sacrificio).
→ Suove taurile, nei grandi sacrifici pubblici tre vittime, bue, agnello, suino.
Solitamente nelle celebrazioni private il sus, mentre cerimonie pubbliche o ovino o
bovino.
Soggetto centrale identificato anche con Numa Pompilio (nel 12 a.C. Augusto ottenne la
carica di pontifex maximus → Enea come pius Aeneas, più forte come interpretazione), ma si
propende per Enea → artefice propaganda augustea, che sacrifica ai Penati della città che
porta con sé da Troia.
→ Dei del focolare
- Lari: attitudine alla stabilità, viaggiano con la famiglia
- Penates: attitudine al movimento, legati alla casa.
Propaganda propinata a tutto il popolo: la scena di sacrificio trova spazio in altre forme.
Medaglione, II d.C. → Marco Aurelio dalla capigliatura. Immagini riprodotte nel tempo.
Somiglianze fra la scena dell’Ara pacis e moneta Marco Aurelio, perchè?
1. Primo scenario → Ara pacis in età M. Aurelio ancora visibile
2. Somiglianza derivata da produzione a catena
3. Pius Aeneas → eco oltre all’Ara pacis, più importanti.
Spesso originalità romana si esplica in creazione di sintassi differenti.
Scompare personaggio secondario presente nell’Ara Pacis e si attinge all’ellenismo.
II. Lupercale: Marte + figura panneggiata con cappello viene riconosciuta la scena
Fronte Orientale
I. Pannello della Tellus → esuberante, alcuni vedono:
- Venus Genitrix, oppure
- Tellus come natura positiva,
- Pax,
- Cerere (insistenza natura).
Uno dei rilievi di maggior complessità → presenza di due Aurae velificantes, simmetrici e
speculari: brezze, seminude come la maggior parte delle personificazioni. Si fanno vela con i
veli: semi recumbenti con seni scoperti.
Orbi terraque: a destra un cigno: non verosimile, a sinistra un mostro marino: non reale.
II. L’ultimo soggetto: personificazione di Roma → altri documenti ci aiutano
all’identificazione di Roma, qui si parte solo dalle ginocchia. Due figure che ancora giocano
un ruolo cardine nella propaganda augustea.
Registro inferiore esterno:
Importanza dimensionale totale e della comunicazione interiore. Intreccio regolare di
racemi vegetali di acanto popolati da piccola fauna. Forse messaggio politico: no
riempimento ma metafora che veicola prosperità e natura regolata dall’azione umana.
Delfi, Romani aggiungono monumenti: Monumento di Lucio Emilio Paolo → pilastro
onorario sulla quale sta la statua equestre del trionfatore. Rappresenta ep. salienti romani VS
macedoni. Battaglia di Pidna 168 a.C.
Una veloce carrellata di immagini di arte aulica.Vediamo la sequenza per abituarvi un po’ alle
differenti declinazioni dell'arte aulica:
1. Urna volterrana in alabastro, viaggio di un nobile verso l’oltretomba: processione
funebre, a volte maschere di parenti morti. Ci si dirige verso la tomba →dim. irreale.
Prospettiva e proporzioni rispettate
2. Rilievi decorativi di scena di vita campestre: aneddotiche, in età augustea vanno per
la maggiore. Pastio agrestis: allevamento da cortile (diversa la pastio villatica,
allevamento di piccoli animali).
3. Rilievo da Palestrina: nave da guerra→ realismo
4. Gruppo decorativo con figurazioni pastorali, amorini in navigazione su un fiume
impetuoso. Personificazione fiume: canna palustre e anfora.
5. Rilievo con scena bucolica con satiro e ninfa → tema amato nei giulio-claudii.
6. Ara da Arezzo con variazione del Lupercale dell’Ara pacis → Marte e Faustolo
scoprono i gemelli (su un poggio all’ombra dell’albero → no nell’Ara Pacis).
7. Sarcofago da Roma, Dioniso (divinità ctonia su sarcofago)e Arianna in corteggio
dionisiaco. I sarcofagi sono i più noti a noi: riutilizzati per un altro ospitante, come
acquasantiera, o come oggetto d’arredo → reimpiegati dunque più conservati. Usati
fino al tardo antico &r
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