Elementi di diritto processuale civile
Prof. Rita Maruffi
Esame: modalità orale, ma vi è la possibilità di fare una prova scritta a fine corso con 4 domande per i frequentanti.
Fonti: appunti e manuale fac.
Cos’è il processo civile?
È lo strumento che ci consente di far valere i nostri diritti, lo strumento che ci consente di accedere alla tutela giurisdizionale. È quindi lo strumento attraverso il quale il nostro ordinamento ci vuole garantire la tutela dei diritti soggettivi, riconosciuti dalle norme di diritto sostanziale. (attraverso il processo riesco a tutelare i miei diritti)
L’attore e il convenuto sono i soggetti coinvolti. La possibilità di rivolgersi al giudice per ottenere la tutela giurisdizionale si chiama “azione”.
Il diritto processuale si compone di una serie di regole (regole fondamentali del processo civile): ad esempio se servono le prove per far valere le nostre ragioni, se serve un avvocato, o a quale giudice bisogna rivolgersi… la regola deve diventare definitiva, ovvero incontestabile.
Cosa succede se nonostante il provvedimento di condanna del giudice, la parte non mi paga? Se l’ordinamento stabilisce che ci siano dei diritti soggettivi, che mi consentono di accedere alla tutela giurisdizionale, senza poi consentirmi di ottenere effettivamente ciò che il provvedimento mi riconosce, allora saremo di fronte un processo incompleto. La condanna deve essere effettiva! Serve il concreto soddisfacimento della parte coinvolta. Allora come faccio ad ottenere la somma? Ho bisogno dell’esecuzione del provvedimento del giudice, di poter accedere alla tutela esecutiva.
Il processo si deve svolgere nel rispetto di alcune garanzie:
- Il giudice deve essere imparziale.
- Le stesse possibilità di difesa della controparte (principio del contraddittorio, principio di parità delle armi).
- Il processo deve essere rapido.
Ho solo il processo per ottenere la tutela dei miei diritti? No, ci sono strumenti alternativi, ovvero nel momento in cui sorge una controversia, ho altri modi per la risoluzione di quest’ultima, ad esempio con un corso omolografico. Questo strumento alternativo è denominato ADR (in inglese Alternative Dispute Resolution), ed è quindi una procedura di risoluzione alternativa che ha il vantaggio di offrire una soluzione rapida, semplice ed extragiudiziale alle controversie. Si distinguono quindi questi 2 strumenti, in relazione al risultato:
- Nel primo caso, il processo è uno strumento pensato per raggiungere un accordo, che comporta una decisione vincolante.
- Nel secondo caso, con l’ADR, si ha uno strumento che si sceglie in alternativa al primo, designando dei giudici aventi il compito di risolvere la controversia. Non vi è una decisione vincolante, ma vi è solo un tentativo per raggiungere un accordo.
Le fonti del diritto processuale civile
(dove si trovano le regole)
- La Costituzione.
- Il Codice di procedura civile.
- Il Codice Civile.
Garanzie processuali
Art 24: diritto di azione e difesa
Primo comma: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”.
L’art 24 della costituzione dispone che tutti possano agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. L’Art 24 consacra il diritto di agire in giudizio per vedersi riconoscere tutelati quei diritti che vengono riconosciuti dalle norme sostanziali. (diritto di azione) tutti possono agire in giudizio!
Si suppone che io non sia un cittadino ita, posso agire in giudizio per ottenere un pagamento in relazione ai lavori che ho effettuato? Sì, la base costituzionale è l’art 24, non solo i cittadini italiani possono agire in giudizio, ma TUTTI.
Nel processo civile, l’oggetto di quest’ultimo sono i diritti, non gli interessi legittimi! Si tutelano i diritti.
Un altro principio fondamentale di questo articolo è che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei PROPRI diritti, e non dei diritti altrui. In base a ciò:
- Il giudice non può iniziare d’ufficio (il processo ha inizio per via di un atto di citazione, sollevato dal soggetto attore nei confronti di un soggetto convenuto).
- Disponibilità sostanziale dei diritti.
Secondo comma: “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”.
Il diritto alla difesa viene ricondotto al principio del contraddittorio. In ogni stato, devo sempre avere la possibilità di difendermi, non può essere emesso nessun provvedimento nei miei confronti senza aver esposto le mie osservazioni a riguardo.
Terzo comma: “Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”.
Possibilità per chi non ha risorse economiche adeguate di ottenere l’accesso al gratuito patrocinio. Se non ho i soldi per poter pagare un avvocato, ho diritto di avere quest’ultimo. La tutela giurisdizionale deve essere effettiva.
Art 111: norma del giusto processo
Primo comma: “La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge”.
Le regole devono essere prestabilite e il processo deve essere giusto.
Secondo comma: “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata”.
Garanzie del processo:
- Il giudice deve essere imparziale.
- La ragionevole durata: il processo deve essere di breve durata (quindi, se il processo dura troppo si garantisce un risarcimento).
- Principio del contraddittorio.
Il diritto processuale civile è costituito da una serie di regole, quindi per ottenere la tutela giurisdizionale bisogna conformarsi alle regole del codice di procedura civile, ad esempio i criteri per individuare il giudice, il contenuto della domanda, come pervenire la domanda, come si svolgerà il processo e quali saranno le fasi… Si è vincolati da queste regole. Se non si seguono quest’ultime cosa succede? Se non si seguono le regole del codice processuale civile, la domanda verrà rigettata, non verrà accolta dal giudice.
Sentenza di merito e sentenza di rito
Si fa una distinzione tra sentenza di merito e sentenza di rito:
- Le sentenze di merito accolgono o respingono, interamente o parzialmente, le domande proposte dalle parti. Si tratta di quella decisione emessa dal giudice che riguarda la fondatezza della richiesta (chi ha ragione e chi torto). In seguito, la pronuncia diventa regola definitiva.
- Le sentenze di rito evidenziano la carenza di un presupposto processuale o di una condizione dell'azione, che impedisce al giudice di pronunciarsi sul merito della causa. Si pensa ad un processo strutturato secondo certe regole, in caso di non rispetto di queste ultime, non si ha la possibilità di accoglimento della domanda, ed oltre a ciò il giudice emetterà una pronuncia di rito, sul mancato rispetto delle regole processuali emesse dal legislatore. Ad esempio, se agisco in giudizio per ottenere la restituzione di un prestito a nome di mio marito, il giudice si occuperà dell’effettivo diritto al rimborso? No, sono priva della legittimazione di agire, non è stata rispettata la regola processuale fondamentale, ovvero il far valere in giudizio solo i diritti di cui IO mi affermo titolare (sono la moglie e non la titolare).
Il processo di cognizione
Ora ci occuperemo del processo regolato dal codice di procedura civile, art 163 e seguenti: il processo di cognizione.
Il processo di cognizione è il processo in cui obiettivo è arrivare alla formulazione di una regola per il caso concreto (regola che non può essere emessa dal giudice se non si rispetta il rito processuale, i vari aspetti del processo). È un modello di processo base che prevede che il soggetto che agisce, l’attore, notifichi la domanda al convenuto e che si svolgano le udienze davanti al giudice (contatto tra attore e convenuto).
I tipi di azione
L'attore può proporre diversi tipi di azione; in generale distinguiamo tre fondamentali tipi di azione:
- Azioni di cognizione (o dichiarative); tendono all'accertamento del diritto dell'attore. Significa che mi rivolgo al giudice, per chiedergli l’accertamento dell’esistenza del mio diritto. È quell’azione che cerca di ripristinare la certezza giuridica. Questa azione si divide a sua volta in:
- Azione di accertamento: tende solo a fornire certezza su una situazione giuridica reputata incerta dall’attore; è tipica dei diritti assoluti.
- Azione di condanna: oltre all’accertamento, l’attore chiede che il giudice condanni l’altra parte all’adempimento di un obbligo insoddisfatto; è tipica dei diritti relativi.
- Azione costitutiva: prevista dall’art. 2908 c.c. ed è tipica, cioè può essere esercitata solo nei casi previsti dalla legge. Con questa azione si fanno valere i diritti potestativi o un potere.
- Azione inibitoria: azione con cui viene ordinato ad un soggetto di astenersi da un comportamento antigiuridico considerato lesivo di un interesse giuridicamente rilevante.
- Azioni esecutive, tendono alla realizzazione concreta di quanto contenuto in un titolo esecutivo.
L’azione di cognizione potrebbe non essere abbastanza da garantirci l’attuazione del diritto sostanziale: Es. abbiamo l’accertamento del fatto che il compratore deve al venditore 1000 euro, ma se il compratore non paga al venditore questi 1000 euro, è evidente che l’obiettivo perseguito dal legislatore non è stato raggiunto. Non otteniamo ciò che prevede la norma sulla compravendita, ovvero che il compratore deve pagare la merce che gli è stata venduta. L’azione di cognizione, cioè l’accertamento che il venditore ha diritto ai suoi 1000 euro, è utile fino in fondo? Evidentemente no. Quindi, il legislatore ha predisposto, accanto l’attività di cognizione, un altro tipo di attività, che è la tutela esecutiva. La tutela esecutiva è un’attività che consiste in una serie di operazioni materiali, che vengono effettuate contro la volontà del soggetto. Tornando all’es. di prima, il venditore, una volta accertato il suo diritto di ottenere i 1000 euro, ha la possibilità di chiedere questo secondo tipo di tutela al giudice, in modo tale che ottenga il pagamento dal compratore, anche contro la sua volontà di pagare. La tutela esecutiva, ha come scopo quello di attuare in concreto un diritto sostanziale già accertato nel caso in cui il debitore non adempia spontaneamente la propria obbligazione. (forme di esecuzione citate sotto).
Un’attività che consiste in una serie operazioni materiali che vengono effettuate anche contro la volontà del soggetto. Io venditore ottengo la mia sentenza che condanna il compratore al pagamento, il compratore di quello che prevedono le norme sulla compravendita. Queste norme prevedono che il compratore debba. Abbiamo un contratto che abbia stabilito un determinato pagamento, abbiamo una sentenza del giudice che conferma la tesi del venditore, ma ciò nonostante il
- Azioni cautelari (non chiede all’esame), tendono a evitare che la lunghezza del processo possa danneggiare il diritto di una parte in maniera grave o irreparabile; si basa sui presupposti del fumus boni iuris (probabilità che il diritto vantato esista) e del periculum in mora (pericolo nel ritardo). Per far sì che ci sia una garanzia effettiva, la tutela di cognizione non mi basta, allora abbiamo la tutela esecutiva, che prevede delle attività materiali che consentono l’attuazione della tutela cognitiva. Ma abbiamo anche un’altra forma di tutela: la tutela cautelare. Nei casi in cui, i tempi del processo siano lunghi e vi è troppo tempo per ottenere un provvedimento, utilizzo tale tutela, per “neutralizzare” i pericoli a cui si è esposti nell’attesa della fine del processo. Es. abito in zona Brera sopra un bar rumoroso che non mi fa dormire, se faccio causa al bar potrei metterci anni, ma io posso aspettare? No, però posso ottenere in via cautelare, un provvedimento per chiudere il bar entro una certa ora e lo posso ottenere in pochi giorni.
Le azioni cautelari servono per neutralizzare la durata del processo.
Es.. x viene fotografata illegittimamente ed io attraverso il processo cautelare, chiedo al giudice di bloccare subito la diffusione di questa fotografia che ha violato la privacy di x, nell’attesa del periodo del processo. X chiederà anche il risarcimento, oltre al bloccamento della diffusione.
Di mero accertamento di condanna. L’azione inibitoria può essere collegata di cognizione nell’azione di condanna costitutiva esecutive azioni inibitoria cautelari.
Esercitazione sulle azioni
Caso 1
Alberto chiede al suo falegname, che è anche un noto artista del legno, di costruirgli una libreria su misura, molto preziosa, tutta decorata e intagliata da collocare nella sua villa in campagna, entro il 25 dicembre 2021, pattuendo un corrispettivo di 80000. A gennaio 2022 il lavoro non è stato nemmeno iniziato, nonostante il versamento, da parte di Alberto, di un acconto di 20000 euro. Mettetevi nei panni di Alberto e dite a che cosa potrebbe aspirare (bene della vita) se decidesse di far causa al falegname, che domanda potrebbe formulare e che tipo di provvedimento potrebbe ottenere.
Cosa posso chiedere al giudice nell’ambito del processo di cognizione? Si chiede al giudice un ordine nei confronti del falegname, l’ordine di adempiere. Condannare il falegname all’esecuzione del lavoro che ho commissionato. Se il falegname non si conforma al provvedimento nei suoi confronti, ovvero non esegue la libreria? Si ha un inadempimento, quindi il giudice emette un provvedimento di condanna. Chiedo ad un altro falegname (opzione aggiuntiva).
Tutela esecutiva. Come avviene? Il falegname viene condannato alla corresponsione di una certa somma che aumenterà per ogni giorno di ritardo dell’adempimento della sua opera. (obbligazioni fungibili e infungibili). Esempio, la mia vicina di casa suona il sassofono ogni notte, cosa chiedo al giudice? Chiedo al giudice una condanna per il vicino all’astenersi nel suonare il sassofono dopo un certo orario e di fissare una somma che sarà tenuto a corrispondermi per ogni volta che contravverrà all’ordine del giudice. (se suona paga)
Caso 2
Il sig. Bianchi per accedere alla via pubblica dal giardino della villa di sua proprietà deve necessariamente utilizzare il sentiero collocato sul terreno del Sig. Rossi, che però gli impedisce di passare. Mettetevi nei panni del sig. Bianchi e individuate il bene della vita cui potrebbe aspirare, la domanda che potrebbe formulare e il tipo di provvedimento che potrebbe ottenere.
Chiedo al giudice di “costituire” una servitù di passaggio (costituire un diritto che prima non c’era, ho diritto di passare).
Caso 3
A e B stipulano un contratto preliminare per l’acquisto di un immobile. B, che è il venditore, tuttavia non si presenta al rogito, fissato davanti al notaio, posto che ha ricevuto una proposta più vantaggiosa. A non vuole rinunciare all’appartamento. Cosa può fare?
Non mi presento al rogito. Se mi presento invece, cosa ottengo? Il trasferimento della proprietà.
Articoli con riferimento alle azioni
Alcuni articoli con riferimento alle azioni:
- Art. 1079: Accertamento della servitù e altri provvedimenti di tutela. Il titolare della servitù può farne riconoscere in giudizio l'esistenza contro chi ne contesta l'esercizio e può far cessare gli eventuali impedimenti e turbative. Sono già titolare di un diritto di servitù, ma qualcuno contesta, cosa faccio? Chiedo al giudice di riconoscere l’esistenza del diritto. Nel caso in cui si crei una situazione di incertezza, non solo in caso di violazione, posso rivolgermi al giudice per l’accertamento del diritto? No, perché non ho “l’interesse di agire”, non vi è utilità di accertamento; SOLO in caso di contestazione posso rivolgermi al giudice. Può anche chiedere la remissione delle cose in pristino, oltre il risarcimento dei danni. Chiedo al giudice un provvedimento con il quale si ristabilisca l’ordine.
- Art. 949: Azione negatoria. Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio. Può chiedere l’accertamento del diritto di proprietà al giudice.
Se sussistono anche turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la condanna al risarcimento del danno. Posso chiedere al giudice, oltre all’accertamento, di ordinare la cessazione delle turbative o molestie. Chiedo al giudice una condanna verso X nell’astenersi dal compiere una determinata condotta (obbligazione di carattere infungibile).
Nella tutela giurisdizione c’è sempre la richiesta di un accertamento; il dato fondamentale è il contenuto di accertamento. Ma perché? Per accertare che il soggetto che cita in giudizio sia effettivamente il titolare del diritto. (es. del falegname citato sopra, prima di condannare il falegname di costruire la libreria bisogna accertare che Alberto sia il titolare del diritto e che abbia diritto di ottenere l’adempimento). Si tratta di stabilire la regola di “caso concreto”.
Art. 2909 c.c., cosa giudicata: “L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa”.
L’obiettivo del processo è quello di arrivare ad un accertamento, perché c’è una controversia tra le parti.
Azione di condanna e provvedimento di condanna
Il provvedimento più richiesto è quello di condanna. Che caratteristiche ha? Quale può essere l’oggetto di un’azione di condanna? Vi sono la condanna al pagamento, al fare, al non fare, alla consegna di un bene mobile o immobile…
- La caratteristica principale dell’azione di condanna è che in caso di suo accoglim
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Diritto processuale civile
-
Diritto processuale civile - Appunti
-
Diritto Processuale civile - Appunti
-
Appunti di diritto processuale civile